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	<title>Inspiration Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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	<title>Inspiration Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Estate non profit. Sette spunti per non scordare chi siamo, nemmeno in agosto</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 27 Jul 2025 10:00:45 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Agosto porta con sé un ritmo diverso. Le e-mail rallentano, le agende si svuotano, le voci si abbassano. Eppure, chi lavora nel non profit sa che proprio ora, nel tempo sospeso dell’estate, si gioca una parte importante della stagione che verrà. E in questi ultimi giorni di luglio, sappiamo perfettamente che non è ancora ora  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/estate-non-profit-sette-spunti-per-non-scordare-chi-siamo-nemmeno-in-agosto/">Estate non profit. Sette spunti per non scordare chi siamo, nemmeno in agosto</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Agosto porta con sé un ritmo diverso. Le e-mail rallentano, le agende si svuotano, le voci si abbassano. Eppure, chi lavora nel non profit sa che proprio ora, nel tempo sospeso dell’estate, si gioca una parte importante della stagione che verrà.<span id="more-39876"></span></p>
<p class="p1">E in questi ultimi giorni di luglio, sappiamo perfettamente che non è ancora ora di mollare del tutto. Vero è che non è il momento delle grandi campagne, ma è certamente il momento delle domande. Della manutenzione invisibile. Della cura.</p>
<p class="p1">Perché è adesso che si prepara settembre. Prima della pausa, quella vera, in cui il pc e la nostra mente meriteranno riposo.</p>
<p class="p1">Ecco allora sette spunti, da tenere a mente tra una chiusura e un pensiero in riva al mare, per ripartire con forza, ma senza affanno.</p>
<p class="p4"><b>1. Fai pulizia. Non solo nei file.</b><b></b></p>
<ul>
<li class="p1">CRM, mailing list, contatti dormienti. Ringraziamenti automatici, procedure dimenticate, to-do list infinite.</li>
<li class="p1">Ripartire significa anche lasciare andare ciò che appesantisce.</li>
<li class="p1">Eliminare è un atto creativo. Libera spazio. Fa respirare.</li>
</ul>
<p class="p4"><b>2. Rivedi obiettivi e scadenze. Con coraggio.</b><b></b></p>
<ul>
<li class="p1">Quello che avevi scritto a gennaio ha ancora senso? I numeri tengono? Le priorità sono le stesse?</li>
<li class="p1">La pianificazione non è una gabbia. È una guida. E ogni guida va riletta, riscritta, aggiornata. Soprattutto quando tutto cambia in fretta.</li>
</ul>
<p class="p4"><b>3. Tieni accesa la comunicazione con il donatore. Ma con rispetto.</b><b></b></p>
<ul>
<li class="p1">Un editoriale. Una storia. Un pensiero. Non qualcosa di urlato. Qualcosa di vero. Forte. Onesto. Non per farti notare. Per far capire. Per creare connessione.</li>
<li class="p1">Butta giù qualche pensiero già da ora che servirà quando tornerai a parlare alla tua community. Questo perché il nostro cervello ora è ancora adrenalinico, sebbene stanco. Magari, poi, gli ci vorrà invece un pochino di più a carburare per bene.</li>
</ul>
<p class="p4"><b>4. Non smettere di ringraziare. Anche ad agosto.</b><b></b></p>
<ul>
<li class="p1">Chi ha donato, commentato, partecipato merita un’attenzione in più.</li>
<li class="p1">Un messaggio. Una chiamata. Una parola. È così che si costruisce la fedeltà: nei gesti controcorrente.</li>
</ul>
<p class="p4"><b>5. Prepara l’autunno. Ora, non a settembre.</b><b></b></p>
<ul>
<li class="p1">Settembre è il mese delle agende che si riempiono. Degli appuntamenti presi in anticipo.</li>
<li class="p1">Se vuoi esserci, devi pensarci adesso.</li>
<li class="p1">Blocca date. Progetta campagne. Chiudi i materiali.</li>
<li class="p1">Non lasciare tutto all’ultimo giro. Chi si muove in questi giorni, arriva prima. E meglio.</li>
</ul>
<p class="p4"><b>6. Rilancia il team. Anche se è stanco.</b><b></b></p>
<ul>
<li class="p1">Il fundraising non si fa da soli. Serve energia collettiva. Fiducia. Ascolto.</li>
<li class="p1">Ritrova la squadra. Anche solo per un momento di condivisione prima delle ferie. O manda loro un pensiero.</li>
<li class="p1">Raccontatevi cosa avete imparato. Cosa avete sbagliato. Cosa vorreste lasciare. Cosa desiderate trovare al rientro.</li>
<li>Chiedete scusa, se è il caso.</li>
</ul>
<p class="p4"><b>7. Fermati. E guarda più lontano.</b><b></b></p>
<p class="p1">Nel silenzio dell’estate, le domande si fanno più nitide:</p>
<ul>
<li class="p1">Stiamo comunicando bene?</li>
<li class="p1">I nostri donatori si sentono parte?</li>
<li class="p1">Dove vogliamo essere a dicembre?</li>
</ul>
<p class="p1">Luglio è uno specchio e non è ancora finito. <strong>Se sei ancora operativo, guardaci dentro.</strong> Settembre sarà ciò che avremo saputo immaginare adesso.</p>
<p class="p4"><b>L&#8217;estate tutta, ma agosto in particolare, non è un tempo vuoto. È un pieno diverso. </b><b></b>Non serve fare rumore per restare rilevanti. Basta esserci. Con ascolto e visione. <strong>Chi saprà usare il tempo lento per rimettere ordine, fare spazio e guardare avanti, arriverà a settembre non solo pronto, ma centrato e concentrato.</strong> A quel punto, non dovrà gridare per farsi ascoltare. Gli basterà parlare.</p>
<p>Prendiamoci un attimo per noi. Ci ritroviamo tra qualche giorno, più carichi e tenaci di oggi. Buon riposo.</p>
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		<title>Scrivere per il non profit: 10 riflessioni contro la pornografia del dolore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Jul 2025 10:00:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[call to action]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[copywriting]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è un confine sottile tra comunicare un bisogno e strumentalizzare una sofferenza. Quel confine, nel non profit, è facile venga attraversato e questo accade ogni giorno. A volte senza accorgersene. A volte con piena consapevolezza. Succede quando si punta tutto sulla scorciatoia emotiva e si punta alla pancia; quando si esaspera l’urgenza. Succede quando si  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p data-start="430" data-end="637">C’è un confine sottile tra comunicare un bisogno e strumentalizzare una sofferenza. Quel confine, nel non profit, è facile venga attraversato e questo accade ogni giorno. A volte senza accorgersene. A volte con piena consapevolezza.<span id="more-39860"></span></p>
<p data-start="639" data-end="985">Succede quando si punta tutto sulla scorciatoia emotiva e si punta alla pancia; quando si esaspera l&#8217;urgenza. Succede quando si fa leva sul senso di colpa invece che sul senso di comunità. Succede quando si dimentica che la dignità di una persona non può diventare un mezzo per la conversione.</p>
<p data-start="987" data-end="1129">Questa dinamica ha un nome preciso: <strong data-start="1023" data-end="1049">pornografia del dolore</strong>.<br data-start="1050" data-end="1053" />E non riguarda solo le immagini. Riguarda anche – e soprattutto – le parole.</p>
<p data-start="1131" data-end="1285">Scrivere per il sociale è un atto di cura. È trovare il modo giusto di raccontare, senza tradire. Di mostrare, senza esporre. Di chiedere, senza umiliare.</p>
<p data-start="1287" data-end="1424">Ecco allora <strong data-start="1299" data-end="1366">dieci riflessioni per un copywriting consapevole nel non profit</strong>. Nessuna pretesa di verità. Solo uno sguardo attento a come si scrivono le cose, con rispetto verso la comunità e le azioni che abbiamo il preciso dovere di difendere e, di conseguenza, di comunicare con dignità.</p>
<ol data-start="1431" data-end="3020">
<li data-start="1431" data-end="1598">
<p data-start="1434" data-end="1598"><strong data-start="1434" data-end="1477">La pietà immobilizza, l’empatia attiva. </strong>Non vogliamo lettori commossi, vogliamo persone coinvolte. La pietà guarda dall’alto. L’empatia guarda negli occhi.</p>
</li>
<li data-start="1600" data-end="1756">
<p data-start="1603" data-end="1756"><strong data-start="1603" data-end="1658">Non mostrare solo la ferita. Mostra anche la forza. </strong>La fragilità va raccontata, ma sempre nella sua interezza. Nessuno è solo la sua sofferenza.</p>
</li>
<li data-start="1758" data-end="1898">
<p data-start="1761" data-end="1898"><strong data-start="1761" data-end="1791">Le storie non sono slogan. </strong>Sono vite. Con pienezze, contraddizioni, dignità. Meritano rispetto. Anche quando chiediamo sostegno.</p>
</li>
<li data-start="1900" data-end="2069">
<p data-start="1903" data-end="2069"><strong data-start="1903" data-end="1949">Le parole lasciano traccia. Sceglile bene. </strong>Scrivere è incidere. Ogni aggettivo in più, ogni verbo sbagliato, può diventare un graffio sulla pelle dell’altro.</p>
</li>
<li data-start="2071" data-end="2232">
<p data-start="2074" data-end="2232"><strong data-start="2074" data-end="2111">L’efficacia non giustifica tutto. </strong>Se per convincere devi esagerare, devi manipolare, devi distorcere, allora fermati. È una conversione che non vale.</p>
</li>
<li data-start="2234" data-end="2390">
<p data-start="2237" data-end="2390"><strong data-start="2237" data-end="2269">Non semplificare. Chiarisci. </strong>La chiarezza non è banalità. È precisione. È attenzione. È responsabilità verso chi legge e verso chi è raccontato.</p>
</li>
<li data-start="2392" data-end="2549">
<p data-start="2395" data-end="2549"><strong data-start="2395" data-end="2456">Una buona causa non giustifica una cattiva comunicazione. </strong>Il fine non salva i mezzi. È il mezzo, al contrario, che rafforza – o rovina – il fine.</p>
</li>
<li data-start="2551" data-end="2715">
<p data-start="2554" data-end="2715"><strong data-start="2554" data-end="2596">Mostrare speranza non nega il bisogno. </strong>Comunicare la possibilità, il cambiamento, la resilienza non rende meno urgente l’azione. La rende più credibile.</p>
</li>
<li data-start="2717" data-end="2879">
<p data-start="2720" data-end="2879"><strong data-start="2720" data-end="2777">Non scrivere per farti notare. Scrivi per far capire. </strong>L’obiettivo non è il “wow”, ma il “ah, ora ho capito”. La viralità non è il metro. L’impatto sì.</p>
</li>
<li data-start="2881" data-end="3020">
<p data-start="2885" data-end="3020"><strong data-start="2885" data-end="2916">Rispetta chi legge. Sempre. </strong>Il tuo pubblico non è una massa da condizionare. È una comunità da coinvolgere. Parla con, non a.</p>
</li>
</ol>
<p>Perché raccontare la fragilità non vuol dire spettacolarizzarla. E il rispetto comincia dalle parole.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="A proposito di pornografia del dolore nella comunicazione sociale." width="1380" height="776" src="https://www.youtube.com/embed/NFX8UxWUm-U?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>&#8220;L’algoritmo non ha identità, noi sì&#8221;. Comunicare nel sociale ai tempi della bulimia digitale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 08 Jun 2025 11:00:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[Algoritmo]]></category>
		<category><![CDATA[Digitale]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa sono stata, come molti di voi, in visita al We Make Future – Web Marketing Festival di Bologna. L’ultima volta fu prima del Covid, a Rimini. Da allora sembrano passati secoli perché non solo questo evento è cresciuto in modo impressionante, ma anche, e soprattutto, è il digitale a essere cambiato. Di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/lalgoritmo-non-ha-identita-noi-si/">&#8220;L’algoritmo non ha identità, noi sì&#8221;. Comunicare nel sociale ai tempi della bulimia digitale</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Qualche giorno fa sono stata, come molti di voi, in visita al <a href="https://www.wemakefuture.it/"><i>We Make Future – Web Marketing Festival </i></a>di Bologna. L&#8217;ultima volta fu prima del Covid, a Rimini. Da allora sembrano passati secoli perché non solo questo evento è cresciuto in modo impressionante, ma anche, e soprattutto, è il digitale a essere cambiato. Di più: ha cambiato volto. Se fino ad allora era un compagno di viaggio, per certi versi ancora discreto, ora è diventato tutt’altro: un artefatto da cui non possiamo più prescindere, volente o nolente.</p>
<p class="p1">Ci sono tre affermazioni su tutte che desidero condividere qui per fermarle, e magari per provare a comprenderle al meglio. Affermazioni che conoscevo come dati di fatto perché note nei dialoghi comuni di chi nel settore ci bazzica, ma che solo da qualche giorno hanno preso, per così dire, una loro fisicità, facendomi comprendere <strong>quanto sia importante tenerne conto per fare bene il nostro lavoro, senza scadere nella trappola del facile condizionamento.</strong></p>
<p class="p1">Perché è lì che si cade, ahimè.<span id="more-39742"></span></p>
<p class="p1">Cominciamo con la prima:</p>
<blockquote>
<p class="p1"><i>l’algoritmo non ci conosce, ma ci addestra;</i></p>
</blockquote>
<p class="p1">centrale nel dibattito tra <strong>Claudio Gagliardini</strong>, professionista e amico con cui ho avuto il piacere di collaborare, <strong>Chiara Boschetti, Giulia Barbieri </strong>e<strong> Harmamjot Kaur, </strong>tre professioniste fantastiche che hanno portato su quel palco il loro pensiero contribuendo a metterne in moto altri mille.</p>
<p>Ma cosa significa, per davvero?</p>
<h4><b>L’algoritmo ci osserva. Ma non ci comprende.</b></h4>
<p class="p1">L’algoritmo non ha coscienza, né scrupolo. E no, non ci conosce, ma è bravissimo nel leggere i nostri comportamenti, nel misurare quanto restiamo su un contenuto, nel riproporci ciò che ci fa sentire confermati. Nel farlo, ci &#8220;<i>addestra&#8221;</i>. Ebbene, sì. Ci addestra a restare, a reagire, a non spezzare mai il flusso. Lo fa con strategia, lo fa per alimentare attenzione. E attenzione vuol dire dati. E i dati, lo sappiamo, sono oro.</p>
<p>E da questo dobbiamo guardarci, perché <strong>attenzione significa anche distorsione.</strong> Perché se vedo solo ciò in cui già credo, se consumo solo contenuti che mi assomigliano, allora qualcosa si rompe. <strong>Il pensiero si fa pigro. La visione si restringe. </strong>E questo, giocoforza, impatta anche sulla comunicazione. E quella sociale, lo sappiamo, non fa eccezione: ne vediamo spesso i risultati, contenuti che si rincorrono, somigliandosi, fino a diventare un’eco autoreferenziale.</p>
<p class="p1">Chi comunica il sociale ha una responsabilità precisa: <strong>raccontare il reale senza manipolarlo, farsi capire senza banalizzare, coinvolgere senza invadere.</strong> Per farlo serve attenzione, metodo, rigore; e <strong>serve soprattutto esercitare un pensiero critico che, diciamocelo, è il primo a rischiare l’atrofia nella bulimia algoritmica.</strong></p>
<h4><b>L’algoritmo manipola, ma il nostro valore è altrove.</b></h4>
<p class="p1">C&#8217;è poi un secondo concetto che desidero portare alla tua attenzione: semplice, ma dirompente, che esprime tutta la sua efficacia se lo riportiamo al più banale e familiare concetto di &#8220;pornografia del dolore&#8221;.</p>
<blockquote>
<p class="p1"><i>Non c’è novità dove lo storytelling è manipolazione.</i></p>
</blockquote>
<p class="p1">Parole giuste, nette. Che dovrebbero essere tatuate sulle scrivanie di chiunque faccia comunicazione, dentro o fuori il non profit.</p>
<p class="p1">Perché no, non tutto si può raccontare. Non tutto si <i>deve</i> raccontare. Il dolore, l’urgenza, la fragilità: <strong>tutto ciò che ci rende umani ha bisogno di rispetto, non di format.</strong> E se la narrazione serve solo a produrre engagement, allora sì, abbiamo fallito.</p>
<h4><b>Completiamo con il titolo: l’algoritmo non ha identità, ma noi sì. </b></h4>
<p class="p1"><b>Ed è qui che si chiude il cerchio&#8230;</b></p>
<p class="p1">Noi siamo umani. Abbiamo idee, contraddizioni, valori. Abbiamo la possibilità — e il dovere — di scegliere <i>come</i> raccontare ciò che facciamo. E <i>perché</i> lo facciamo. Non per piacere a tutti, ma per essere riconoscibili da chi ci somiglia davvero. Perché la fiducia non si costruisce con l’engagement. Si costruisce nel tempo. Con coerenza. Con autenticità.</p>
<p class="p1">Ecco, forse è questo il cuore della questione: <span class="s2"><b>recuperare l’intenzionalità nella comunicazione</b></span>. Tornare a scegliere, davvero. Scegliere come e dove esserci. Con chi parlare. Cosa dire. E, soprattutto, cosa non dire.</p>
<p class="p1">Il digitale non è neutro. Ma può essere uno strumento potente. Se sappiamo chi siamo. Se non ci dimentichiamo di essere persone. Non profili. Non numeri.</p>
<p class="p1"><b>Che fare, allora, come enti? </b>Rinunciare ai social è impensabile e per molte organizzazioni questi rappresentano l’unica possibilità concreta di affacciarsi là fuori. Ma possiamo — e dobbiamo — viverli in modo consapevole. Come comunicatori e fundraiser, abbiamo una grande responsabilità: quella di <span class="s1"><b>non lasciare che siano gli algoritmi a decidere per noi</b></span>. Perché anche se ci addestrano, possiamo ancora scegliere <span class="s1"><b>come e perché esserci</b></span>. Non basta riempire spazi digitali: serve <span class="s1"><b>intenzione</b></span>, serve <span class="s1"><b>visione</b></span>, serve <span class="s1"><b>verità</b></span>.</p>
<p class="p1">La differenza, oggi più che mai, non la fa chi grida più forte. <span class="s2">La fa chi sa dire meglio </span><b>chi è, perché c’è, e cosa ci sta a fare</b><span class="s2">.</span></p>
<p class="p1">Tutto il resto è solo rumore.</p>
<p>(La foto in apertura è mia).</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/lalgoritmo-non-ha-identita-noi-si/">&#8220;L’algoritmo non ha identità, noi sì&#8221;. Comunicare nel sociale ai tempi della bulimia digitale</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Confessioni di una fundraiser sulla nobile arte di educare al dono</title>
		<link>https://elenazanella.it/confessioni-di-una-pessima-insegnante-larte-difficile-di-educare-alle-donazioni/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Jul 2024 15:00:58 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[cultura]]></category>
		<category><![CDATA[Dono]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ho scelto un mestiere difficile, quello di insegnare alle persone la gioia di donare, come amava dire Henry Rosso, fondatore della Fundraising School americana. Più precisamente, ho scelto di educare le organizzazioni all’arte di chiedere il dono. Facile? Vocazionale? Di missione per un ente? Niente affatto. Anzi, esattamente l’opposto: difficile; inconcepibile, talvolta; certamente lungi dall’essere  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/confessioni-di-una-pessima-insegnante-larte-difficile-di-educare-alle-donazioni/">Confessioni di una fundraiser sulla nobile arte di educare al dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ho scelto un mestiere difficile, quello di insegnare alle persone la gioia di donare, come amava dire <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Henry_A._Rosso">Henry Rosso</a>, fondatore della Fundraising School americana. Più precisamente, <strong>ho scelto di educare le organizzazioni all&#8217;arte di chiedere il dono. </strong></p>
<blockquote><p>Facile? Vocazionale? Di missione per un ente? Niente affatto. Anzi, esattamente l&#8217;opposto: difficile; inconcepibile, talvolta; certamente lungi dall&#8217;essere obiettivo, benché necessario.</p></blockquote>
<p><span id="more-38498"></span></p>
<p>Sono qui oggi. Rifletto sulle parole e i pensieri che mi attraversano la mente, concentrandomi sul significato che ho dato al mio modo di affiancare gli enti e allo scopo profondo che guida il mio agire. <strong>Sono perfettamente consapevole che l’obiettivo che propongo non è facile, né immediato</strong>, ma è l’unico che mi conferma essere quello che porta risultati determinanti e solidi in termini di continuità.</p>
<p>Ci penso oggi, mentre i risultati del 5×1000 sono stati pubblicati e alcune delle organizzazioni che ho seguito hanno raddoppiato, e in alcuni casi triplicato, i loro risultati. Io? Non sono una persona che si accontenta. <strong>Gioisco dei successi, ma rifletto anche sulle volte in cui non sono riuscita a trasmettere il coraggio della fatica</strong>, uscendone sconfitta, sconfortata e rassegnata. È facile esultare per il momento, ma la vera domanda è:</p>
<blockquote><p>Quanto si è disposti a continuare sulla strada? Quanto si è pronti ad assumersi la responsabilità delle proprie scelte?</p></blockquote>
<p>Accanto alla gioia dei successi, c’è l’ombra dei passi indietro che scorgo quando si pensa che il grosso sia stato fatto. Ma la realtà è diversa. Il percorso è appena iniziato. <strong>La vera sfida è mantenere alta la guardia, presidiare il fortino e non accontentarsi mai.</strong> I successi che abbiamo ottenuto non sono per sempre; questo è il punto più difficile che cerco di far comprendere.</p>
<p><strong>Il successo non è una destinazione fissa, ma un continuo avanzare.</strong> È faticoso, lo so bene. Ma nessuno ci ha mai detto che sarebbe stato facile, né tanto meno economico. Se ve lo hanno detto, avete avuto la sfortuna di incontrare l’insegnante sbagliato.</p>
<p>Volevo che questo articolo fosse breve ma efficace. Il messaggio chiaro è questo:</p>
<blockquote><p>Se non hai il coraggio di affrontare il bosco per intero, non entrare nemmeno. Perché perderesti solo tempo e ti smarrirai nel frattempo.</p></blockquote>
<p>E ora, dopo aver riconosciuto le mie sfide, sono pronta a riprendere, più tenace e perseverante di prima. Perché <strong>l’importante non è quanto hai ottenuto oggi, ma quanto sei disposto a lottare per il domani.</strong></p>
<hr />
<p>Segnalo l&#8217;uscita del podcast di Vita.it &#8220;Bada a Come Parli&#8221;, sulle parole del sociale (riservato agli abbonati).  Questa settimana, <a href="https://www.vita.it/raccolta-fondi-e-fundraising-i-sinonimi-diversi/">on air la mia intervista</a> su Fundraising, Raccolta Fondi, Crowdfunding.</p>
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<p></a></p>
<p style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; line-height:17px; margin-bottom:0; margin-top:8px; overflow:hidden; padding:8px 0 7px; text-align:center; text-overflow:ellipsis; white-space:nowrap;"><a href="https://www.instagram.com/reel/C9E1eiRMBTK/?utm_source=ig_embed&amp;utm_campaign=loading" style=" color:#c9c8cd; font-family:Arial,sans-serif; font-size:14px; font-style:normal; font-weight:normal; line-height:17px; text-decoration:none;" target="_blank">A post shared by VITA (@vitanonprofit)</a></p>
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</blockquote>
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		<title>#tobefundraiser, un viaggio nell&#8217;anima della raccolta fondi</title>
		<link>https://elenazanella.it/tobefundraiser-un-viaggio-nellanima-della-raccolta-fondi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 04 Feb 2024 18:00:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[#tobefundraiser]]></category>
		<category><![CDATA[broadcast]]></category>
		<category><![CDATA[Motivazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Con questa rubrica, da domani, 5 febbraio 2024, do il via a un pensiero che mi gira nella testa da un po’ e che oggi riesco finalmente ad afferrare e far diventare realtà. #tobefundraiser è il luogo in cui pensieri brevi, concetti, riflessioni sul fundraising prendono forma e, attraverso la forza delle immagini, della musica  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/tobefundraiser-un-viaggio-nellanima-della-raccolta-fondi/">#tobefundraiser, un viaggio nell&#8217;anima della raccolta fondi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Con questa rubrica, da domani, 5 febbraio 2024, do il via a un pensiero che mi gira nella testa da un po&#8217; e che oggi riesco finalmente ad afferrare e far diventare realtà.<span id="more-37937"></span></p>
<p><strong>#tobefundraiser è il luogo in cui pensieri brevi, concetti, riflessioni sul fundraising prendono forma</strong> <strong>e, attraverso la forza delle immagini, della musica e della voce, arrivano al lettore</strong> in modo spero il più possibile efficace. Lo scopo che mi propongo è quello di contribuire, attraverso forme dirette e più immediate, complementari ad altre forme come <strong><a href="https://elenazanella.it/nonprofit-blog/">Nonprofit Blog</a></strong>, a educare e formare quella cultura del fundraising che ancora vedo confusa col mero strumento per raccogliere sostegni, e che invece è molto di più di così.</p>
<p>Il fundraising è un approccio strutturato alla raccolta fondi che si affina con il tempo e che vede in questa la conseguenza delle azioni, dei pensieri e dei comportamenti di un professionista che conduce un percorso affatto semplice in cui la <strong>buona causa è beneficiaria e motrice</strong>.</p>
<blockquote><p>Dal lunedì al venerdì, <strong>20 secondi</strong> dedicati a quella che è, per me, la professione più bella del mondo, quella del fundraiser, e per dare una spinta motivazionale alle nostre giornate.</p></blockquote>
<p>Gireranno sui social, ma se vuoi tenerne traccia e rivederli quando vuoi&#8230;</p>
<h2>Ecco cosa devi fare</h2>
<blockquote><p>Lasciami i tuoi dati qui: <a href="https://forms.gle/fyjMd87Fy43hL6xS7"><strong>iscriviti al broadcast e li riceverai direttamente via WhatsApp</strong></a> (https://forms.gle/fyjMd87Fy43hL6xS7) e ricorda di inserire il nr. 3389609802 nella tua rubrica, sotto la voce <em>#tobefundraiser</em> o <em>Elena Zanella</em> (come preferisci), sennò i messaggi non ti verranno recapitati.</p></blockquote>
<p>A breve prenderà vita un sito repository in cui questi e altri dialoghi sul fundraising troveranno casa. <strong>Il dominio è già registrato e il cammino appena cominciato</strong>.</p>
<p>Ti aspetto!</p>
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		<title>Startup Fundraising. Il libro, finalmente!</title>
		<link>https://elenazanella.it/startup-fundraising-il-libro-finalmente/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Sep 2023 04:00:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>352 pagine, 14 capitoli per 14 temi distinti e consequenziali, 11 voci note del Terzo settore. Sono questi i numeri di Startup Fundraising, la guida di riferimento per la piccola e media organizzazione che vuole fare raccolta fondi. Un libro diverso e ti spiego perché. Troppo spesso parlando di raccolta fondi ci fermiamo alle tecniche,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/startup-fundraising-il-libro-finalmente/">Startup Fundraising. Il libro, finalmente!</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><strong>352 pagine, 14 capitoli per 14 temi distinti e consequenziali, 11 voci note del Terzo settore.</strong></p></blockquote>
<p>Sono questi i numeri di <a href="https://elenazanella.it/startupfundraising/"><strong>Startup Fundraising</strong></a>, la guida di riferimento per la piccola e media organizzazione che vuole fare raccolta fondi.<span id="more-37367"></span></p>
<h3><strong>Un libro diverso e ti spiego perché.</strong></h3>
<p>Troppo spesso parlando di raccolta fondi ci fermiamo alle tecniche, ai modi per mezzo dei quali raggiungo un obiettivo economico che mi è necessario per arrivare a un fine. Non è sbagliato, certamente, ma il risultato è effimero se non accompagnato da una base che permetta a quella raccolta di confermarsi successivamente. <strong>Questo volume nasce dall’esperienza di anni nella formazione e nella consulenza alla raccolta fondi</strong> e ne tocca tutti gli aspetti, affinché il lettore abbia una bussola che lo orienti e ne rafforzi visione e competenze.</p>
<p>Quella che ti presento è una guida per accompagnare il lettore, professionista, manager del Terzo settore, volontario, all’adozione del fundraising, costruendo quelle basi <span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">perché si concretizzi </span><span class="OYPEnA text-decoration-none text-strikethrough-none">e stabilizzi nel modo migliore</span>.</p>
<h3><strong>Un libro utile e concreto.</strong></h3>
<p><strong>Il volume si suddivide idealmente in tre parti.</strong> Una prima parte, di metodo, si concentra nel dare indicazioni sull&#8217;approccio strategico alla materia. Una seconda parte si addentra nell&#8217;esplorazione dei diversi ambienti del fundraising, ovvero i cluster da intercettare e coinvolgere nelle attività e utili allo scopo. Una terza parte è dedicata alla cassetta degli attrezzi, ovvero agli strumenti di lavoro &#8211; con <strong>consigli, tecniche e tattiche</strong> &#8211; per sviluppare efficacemente il fundraising dell&#8217;organizzazione.</p>
<p>Questo libro offre un approccio coinvolgente e pratico, andando oltre le convenzioni accademiche per guidarti attraverso ogni aspetto del fundraising con successo. Viene affrontata una vasta gamma di argomenti: dalla gestione dei donatori alle strategie online, dalla teoria del cambiamento alla privacy dei dati, fornendoti strumenti chiave per diventare un protagonista consapevole nel mondo della raccolta fondi. Non è solo un libro, ma <strong>una risorsa essenziale per acquisire competenze autentiche e efficaci nel fundraising.</strong></p>
<h3><strong>Chi ha collaborato&#8230;</strong></h3>
<p>Ci abbiamo lavorato molto in questi mesi, gli autori ed io. Con me, <strong>Maria Cristina Antonucci, Federica De Benedittis, Mattia Dell’Era, Aurora Donato, Christian Elevati, Anna Fabbricotti, Michela Locatelli, Stefano Martello, Raffaele Picilli, Francesco Paolo Visaggi</strong> che ringrazio per l&#8217;impegno e la professionalità portati nel progetto. Ringrazio <strong>Rossella Sobrero</strong> per aver curato la prefazione e <strong>Sergio Conte</strong> per la collaborazione sugli aspetti fiscali. Un grazie particolare va ad <strong>Alessandra Bergagna</strong> per la grafica editoriale, <strong>Giorgio Nuvoloni</strong> per la parte web e <strong>Denisa Babics</strong> per gli scatti.</p>
<p>Se ti ho incuriosito, <a href="https://elenazanella.it/startupfundraising/"><strong>approfondisci a questa sezione</strong></a> o vai direttamente agli acquisti. <a href="https://elenazanella.it/prodotto/startup-fundraising/"><strong>Puoi prenotare la tua copia dall&#8217;editore ora e riceverla dopo il 21 settembre</strong></a>. Da quella data, il libro sarà reperibile anche su Amazon e nella tua libreria, su richiesta.</p>
<p>&nbsp;</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Startup Fundraising. Il libro, finalmente!" width="1380" height="776" src="https://www.youtube.com/embed/NbcnIdGSwJM?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" allowfullscreen></iframe></div>
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		<title>Alte temperature e basse donazioni? Colpa dell&#8217;estate</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 20 Jul 2023 12:11:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In estate, molte organizzazioni riscontrano un calo delle donazioni. Questo non significa che le persone non siano interessate alla causa, ma che potrebbero esserci fattori esterni che influenzano temporaneamente il ritmo delle donazioni. E ciò significa che non dobbiamo viverlo come un problema. Ci sono una serie di motivi per cui questo avviene e se  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/alte-temperature-e-basse-donazioni-colpa-dellestate/">Alte temperature e basse donazioni? Colpa dell&#8217;estate</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>In estate, molte organizzazioni riscontrano un calo delle donazioni. Questo non significa che le persone non siano interessate alla causa, ma che potrebbero esserci fattori esterni che influenzano temporaneamente il ritmo delle donazioni. E ciò significa che non dobbiamo viverlo come un problema.<span id="more-36375"></span></p>
<p>Ci sono una serie di motivi per cui questo avviene e se ci riflettiamo un attimo sono tutti plausibili. Qualche esempio?</p>
<ul>
<li>È stato un anno faticoso, certamente. Non meno degli ultimi tre. Le persone hanno voglia di staccare e di pensarci domani. Va benissimo così.</li>
<li>Abbiamo già chiesto molto e giugno e luglio sono i mesi delle tasse. Questo comporta che gli sforzi economici abbiano altri indirizzi.</li>
<li>Tendiamo a concentrarci sul presente ma, se ben analizziamo il trend negli anni, probabilmente scopriremo che l&#8217;andamento è fisiologico.</li>
</ul>
<p>Cosa fare dunque? Semplice.</p>
<ul>
<li>Non smettere di comunicare, pur cercando di non comunicare tutto e sempre. Comunicate ciò che serve, rispettando i tempi del riposo.</li>
<li>Concentratevi sugli impatti positivi che avete ottenuto grazie alle donazioni passate e di continuate a diffondere la consapevolezza sulla vostra missione, ad esempio. Mostrate i risultati concreti dei progetti e come il supporto ricevuto ha fatto la differenza nella loro realizzazione.</li>
<li>L&#8217;appello al dono è sempre e comunque il benvenuto perché il bisogno non va in vacanza.</li>
</ul>
<p>Aspettiamo settembre e lasciamo a casa l&#8217;ansia, insieme a ciò che non è necessario. Prepariamo le valigie e infiliamoci dentro un grande sorriso, oltre al costume o agli scarponi. Quello che ci aspetta è un autunno infuocato. Abbiamo bisogno di caricarci di energia per affrontarlo nel migliore dei modi: <strong>le sfide che incontriamo oggi sono le opportunità che ci rendono più forti domani.</strong> Non scoraggiamoci: ogni ostacolo superato ci avvicina al successo. Buona estate!</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;"><em>Gli appuntamenti su Zoom riprenderanno dal 21 agosto. In caso di necessità, usate il form a questo <a href="https://elenazanella.it/contatti-2/">link</a> o utilizzate WhatsApp. Vi risponderemo comunque :)</em></p>
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		<title>3 errori di valutazione che mettono a rischio la stabilità di un&#8217;associazione</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 08 May 2023 04:00:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Inspiration]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il mio ultimo post 9 cose da fare nei primi cento giorni di mandato ha ottenuto un successo considerevole. Su questa scia, c’è un tema ulteriore di cui parlare, che merita un’attenzione particolare e che percorre tutto l’arco della carica e accomuna moltissimi degli enti che ho incontrato negli anni: il senso del dovere. A  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/3-errori-di-valutazione-che-mettono-a-rischio-la-stabilita-di-unassociazione/">3 errori di valutazione che mettono a rischio la stabilità di un&#8217;associazione</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Il mio ultimo post <a href="https://elenazanella.it/maggio-tempo-di-nuovi-consigli-9-cose-da-fare-subito/">9 cose da fare nei primi cento giorni di mandato</a> ha ottenuto un successo considerevole. Su questa scia, c&#8217;è un tema ulteriore di cui parlare, che merita un&#8217;attenzione particolare e che percorre tutto l&#8217;arco della carica e accomuna moltissimi degli enti che ho incontrato negli anni: <strong>il senso del dovere.</strong></p>
<p>A cosa mi riferisco, esattamente? <span id="more-36212"></span>Mi riferisco a quella <strong>condizione per cui consiglio e presidente</strong>, pur comprensibilmente, <strong>si sentono investiti di una responsabilità tale da caricare su di sé tutti gli impegni possibili</strong> per non deludere chi ha mostrato loro fiducia.</p>
<p>Tale senso del dovere <strong>porta ad alcuni errori di valutazione</strong> che, al pari di una gestione non curante, rischiano &#8211; con il tempo &#8211; di mettere a rischio la stabilità dell&#8217;ente.</p>
<p>Vediamo quali.</p>
<h2><strong>Il direttivo è in rappresentanza dell&#8217;assemblea dei soci e agisce su suo mandato.</strong></h2>
<p>Vero, però ciò non significa che i compiti dell&#8217;assemblea finiscano il giorno dell&#8217;elezione o all&#8217;approvazione del bilancio. Il compito dei soci è vigilare affinché il consiglio agisca bene e agire prontamente qualora ciò non accada. Il principio di delega è sacrosanto, ma l&#8217;associazione appartiene ai soci: questa è premessa e va ricordato chiaramente al bisogno.</p>
<h2><strong>I soci hanno doveri, non solo diritti.</strong></h2>
<p>I soci hanno il dovere di partecipare alla vita dell&#8217;organizzazione prestando, per quanto possibile, il proprio contributo per la crescita dell&#8217;organizzazione. Solitamente si tratta di impegni ridotti ma dai quali può dipendere l&#8217;andamento di un&#8217;attività: la risposta a un sondaggio, ad esempio, o la partecipazione a un evento online (facile) o di presenza (se possibile); anche prestare quota parte del proprio tempo libero mostrandosi disponibili a compiere alcune attività; oppure cogliendo l&#8217;appello a donare contatti o quote di sostegno oltre quella sociale.</p>
<h2><strong>Confondere soci e community.</strong></h2>
<p>La vostra organizzazione nasce per rispondere a un bisogno insoddisfatto. Per molte di queste, mi riferisco, in particolare, alle associazioni che esprimono rappresentanza, la stabilità è data dal sostegno di pari che, pur non volendo responsabilità, contribuiscono attraverso la propria quota ad allargare base sociale e incidono sul peso specifico. <strong>Questa adesione non sempre si esaurisce con il senso di appartenenza e a questa base sociale vanno garantiti servizi esclusivi che la giustifichino.</strong></p>
<p>Cosa succede se prevale il senso di responsabilità tale da confondere soci e community? Cosa succede, ad esempio, se nel gruppo aperto di Facebook trovo i medesimi servizi che l&#8217;organizzazione propone ai propri associati?</p>
<p>Succede che possono insorgere meccanismi di opportunismo tali per cui a lungo andare viene meno il motivo che vede &#8220;vantaggioso&#8221; essere iscritti ufficialmente perché tanto &#8220;la differenza non c&#8217;è&#8221;. <strong>Così facendo, la riduzione del numero dei soci è ineludibile, così come il suo peso specifico.</strong> Confondere i bisogni del marketing con i doveri istituzionali è dunque controproducente e quasi mai porta a un allargamento della base sociale: pensare il contrario trae in inganno. I modi per portare avanti le cose contemporaneamente ci sono e sono anche più di quel che si pensi.</p>
<h2>Per concludere.</h2>
<p>Quelli che riporto sono errori di valutazione comuni prodotti dal senso del dovere e da un approccio culturale al nonprofit tradizionale e caritatevole. Un approccio che va benissimo, ci mancherebbe, ma che presto o tardi finisce con il frenare la crescita dell&#8217;organizzazione. <strong>Aiutare senza che ciò diventi un boomerang è azione necessaria.</strong></p>
<p>Se vuoi, <a href="https://elenazanella.it/#awb-open-oc__34559">insieme possiamo trovare il modo</a> più adatto alle tue esigenze.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="https://elenazanella.it/servizi/#_consulenza"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-36230 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo.png" alt="" width="3125" height="1562" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-200x100.png 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-300x150.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-400x200.png 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-500x250.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-600x300.png 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-700x350.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-768x384.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-800x400.png 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-1024x512.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-1200x600.png 1200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo-1536x768.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/05/Sviluppo-organizzativo.png 3125w" sizes="(max-width: 3125px) 100vw, 3125px" /></a></p>
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