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	<title>Relazioni Pubbliche Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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	<title>Relazioni Pubbliche Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Il ruolo delle media relations ai tempi del Metaverso</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jan 2023 13:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[metaverso]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Pubbliche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Metaverso, intelligenza artificiale, immersività… Tutto questo è (anche) comunicazione, ma che fine fanno le relazioni? I tempi odierni ci impongono una riflessione circa il cambiamento negli approcci al mondo dei media. Tutto cambia, forse. Ma molto rimane, per fortuna. Luisa Cavagnera, dal 2019 è titolare del corso sull’ufficio stampa organizzato dalla Fundraising Academy con l’obiettivo di  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-ruolo-delle-media-relations-ai-tempi-del-metaverso/">Il ruolo delle media relations ai tempi del Metaverso</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Metaverso, intelligenza artificiale, immersività… Tutto questo è (anche) comunicazione, ma che fine fanno le relazioni?</p>
<p><strong>I tempi odierni ci impongono una riflessione circa il cambiamento negli approcci al mondo dei media. Tutto cambia, forse. Ma molto rimane, per fortuna.</strong> <a href="https://elenazanella.it/docenti/"><strong>Luisa Cavagnera</strong></a>, dal 2019 è titolare del <a href="https://elenazanella.it/fundraising%20academy%20corsi/organizzare-lufficio-stampa-per-il-terzo-settore/">corso sull&#8217;ufficio stampa</a> organizzato dalla <a href="https://elenazanella.it/servizi/#_fundraising-academy"><strong>Fundraising Academy</strong></a> con l&#8217;obiettivo di internalizzare le competenze per avviare e gestire il rapporto con i media. Quest&#8217;anno, torna con la quarta edizione. <a href="https://elenazanella.it/fundraising%20academy%20corsi/organizzare-lufficio-stampa-per-il-terzo-settore/">Le iscrizioni sono aperte</a>.</p>
<p><em>Buona lettura.</em></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p>Sbarcare sul Metaverso, proporre esperienze immersive, lavorare con l’intelligenza artificiale… Sono i nuovi imperativi per le organizzazioni, profit e non profit. La comunicazione è a monte e a valle di queste esperienze, le piattaforme e i canali per raggiungere le nostre audience sono molti e sempre più affascinanti, li governiamo direttamente, senza mediazioni, riducendo o addirittura eliminando il confronto con i potenziali interlocutori e le relazioni con essi.<span id="more-35699"></span></p>
<p>In questo contesto, per chi lavora con le media <em>relations</em> (dette anche, a mio avviso riduttivamente, ufficio stampa) <strong>il dubbio di essere ormai residuali se non a rischio archiviazione è legittimo.</strong></p>
<p><strong>Eppure,</strong> e per nostra fortuna, <strong>la visibilità sui media cosiddetti “classici” (giornali di carta o digitali, radio, televisione) continua ad essere uno strumento importante per costruire una conoscenza meno superficiale</strong> (rispetto ad altri canali) e soprattutto la reputazione di un’organizzazione, in particolare presso gli stakeholder di riferimento. Passando attraverso una dimensione che sembra anch’essa un po’ residuale ma che conserva un altro tipo di fascino: quello del rapporto umano e della creatività che nasce dall’incontro fra persone. È la dimensione della relazione, del confronto, del lavoro a quattro mani con i giornalisti.</p>
<p>Come tutte le attività che fronteggiano una spietata concorrenza, <strong>le relazioni con i media richiedono, per essere efficaci, una professionalità che si può costruire con la giusta formazione</strong>, che deve conoscere il contesto in cui si muove ed evolvere con esso ma soprattutto improntarsi a qualità e onestà intellettuale.</p>
<p>Qualità della professione di comunicatore significa innanzitutto <strong>saper individuare, o costruire contenuti realmente di valore da proporre ai media.</strong> Ci impone di ascoltare e comprendere cosa davvero interessa alle audience a cui vogliamo arrivare, e quindi agli interlocutori con i quali dobbiamo confrontarci, i giornalisti.</p>
<p><strong>Onestà intellettuale vuol dire aiutare le organizzazioni per cui lavoriamo ad uscire dall’autoreferenzialità,</strong> a capire cosa ha davvero senso comunicare e a farlo bene. Costruire <em>con</em>, e non solo <em>per</em> i giornalisti le opportunità di raccontare i contenuti che ci interessa valorizzare.</p>
<p>Le realtà del Terzo Settore hanno, nella maggioranza dei casi, le persone al centro del loro <em>purpose</em>. Hanno quindi un’abitudine alla relazione, al confronto, alla collaborazione che può essere messa a frutto anche nella comunicazione.</p>
<p>È un ottimo punto di partenza. Poi, certo, <strong>è indispensabile saper costruire una strategia di comunicazione coerente con gli obiettivi dell’organizzazione</strong>, scrivere bene, costruire una <em>media list</em> efficace, organizzare un evento (reale, digitale, ibrido…) impeccabile, gestire con professionalità una media partnership. Ma tutto questo, per fortuna, si può ancora imparare.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="https://elenazanella.it/fundraising%20academy%20corsi/organizzare-lufficio-stampa-per-il-terzo-settore/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-35706 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera.png" alt="" width="2064" height="1172" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-200x114.png 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-300x170.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-400x227.png 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-500x284.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-600x341.png 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-700x397.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-768x436.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-800x454.png 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-1024x581.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-1200x681.png 1200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera-1536x872.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/01/corso-cavagnera.png 2064w" sizes="(max-width: 2064px) 100vw, 2064px" /></a></p>
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		<title>Fare advocacy nel Terzo settore: vitale gestirla bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 28 Mar 2022 12:00:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Advocacy]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Reputazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>L’attività di advocacy per il terzo settore si qualifica come un elemento sempre più importante per conseguire una serie di obiettivi per gli Enti: godere di una reputazione positiva presso soggetti chiave dello stato, del mercato, del sociale; costruire un solido rapporto con interlocutori privilegiati per lo sviluppo di attività; mantenere un rapporto cooperativo con  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fare-advocacy-nel-terzo-settore-vitale-gestirla-bene/">Fare advocacy nel Terzo settore: vitale gestirla bene</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31916" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/167888699_s.png" alt="" width="799" height="599" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/167888699_s-300x225.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/167888699_s-480x360.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/167888699_s-500x375.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/167888699_s-700x525.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/167888699_s.png 799w" sizes="(max-width: 799px) 100vw, 799px" /></p>
<p>L’attività di advocacy per il terzo settore si qualifica come un <strong>elemento sempre più importante per conseguire una serie di obiettivi per gli Enti</strong>:</p>
<ul>
<li>godere di una reputazione positiva presso soggetti chiave dello stato, del mercato, del sociale;</li>
<li>costruire un solido rapporto con interlocutori privilegiati per lo sviluppo di attività;</li>
<li>mantenere un rapporto cooperativo con le organizzazioni, i gruppi e gli individui con cui si portano avanti progetti e missioni;</li>
<li>fare rete con altre organizzazioni del sociale, in vista di obiettivi condivisi.</li>
</ul>
<p>Ma che cosa intendiamo, precisamente, per advocacy degli enti di terzo settore?</p>
<p><span id="more-31914"></span></p>
<p><strong>L’advocacy è un modello di comunicazione strategica, con un legame forte verso una tematica specifica e con l’obiettivo di sollecitare consapevolezza e attenzione attorno al tema trattato.</strong> Scopo ultimo delle attività di advocacy è generare un’ottica di coinvolgimento e di attivazione in tutti coloro che risultano destinatari dei messaggi.</p>
<blockquote><p>L’advocacy è una categoria di comunicazione strategica riferita al mondo delle istituzioni, del profit e del non profit.</p></blockquote>
<p style="text-align: left;">Se soggetti istituzionali e di mercato ricorrono a questo strumento in modo stabile da tempo, l’avvento dell’advocacy del terzo settore <strong>si qualifica come più recente, ma presenta una serie di elementi specifici rilevanti in termini di impatto.</strong></p>
<p>Le cause attorno a cui si attivano in via sussidiaria gli Enti di terzo settore sono in tutta evidenza molto meritevoli di attenzione e interesse da parte di cittadini, imprese e istituzioni: che si tratti di educazione, disabilità, sostegno alle vittime di violenza, ambiente, associazioni di pazienti, cultura o cittadinanza attiva i temi del non profit appaiono tutti meritevoli di una comunicazione promozionale e ben si prestano ad essere percepiti come sensibili e rilevanti.</p>
<p>Tuttavia, la natura socialmente accettabile di queste diverse tematiche tende a creare una sorta di competizione interna al comparto, in cui l’attenzione di istituzioni, cittadini e imprese tende a privilegiare il sostegno a quelle organizzazioni che, a parità di rilevanza delle tematiche, sanno presentare al meglio le proprie cause. Questo significa che <strong>trarranno maggior vantaggio dalla presentazione dei propri temi quegli Enti che si prestino in modo più organizzato a gestire le relazioni con soggetti del mercato e dello stato</strong>, che siano in grado di mettere in rete soluzioni innovative per le questioni affrontate, che sappiano coinvolgere e attivare le proprie comunità di riferimento attorno a obiettivi e progetti, che siano in condizione di spingere su reputazione e immagine nell’universo della comunicazione.</p>
<p>In questa prospettiva, <strong>l’attività di advocacy,</strong> ove programmata, implementata e verificata secondo gli strumenti, le tecniche e i criteri di riferimento della disciplina, <strong>può costituire una leva forte per un posizionamento strategico di una organizzazione all’interno del panorama degli ETS attivi in un ambito tematico, generando valore e impatto per l’ente.</strong></p>
<p><a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-31084" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5.jpg" alt="" width="139" height="198" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5-212x300.jpg 212w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5-480x680.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5-500x709.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5-700x992.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5-722x1024.jpg 722w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5-1084x1536.jpg 1084w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/DSC4679C-5.jpg 1270w" sizes="(max-width: 139px) 100vw, 139px" /></a>Con l’intento di trasferire contenuti specifici per realizzare un percorso di advocacy a misura di terzo settore, prende l’avvio il percorso di formazione presso la Fundraising Academy &#8211; <em><strong>Fare Advocacy per il Terzo Settore</strong><strong>. Tecniche, strumenti, pratiche e modelli</strong></em> (informazioni e calendario didattico qui <a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/fare-advocacy-per-il-terzo-settore/">FARE ADVOCACY PER IL TERZO SETTORE</a>), con la docente <a href="https://www.fundraisingacademy.it/team/maria-cristina-antonucci/"><strong>Maria Cristina Antonucci</strong></a>, sociologa, ricercatrice e docente, attiva dal 2013 su tematiche relative alla comunicazione e all’advocacy per il terzo settore e autrice di volumi e saggi sul tema. Il corso mira a trasferire tecniche, competenze, strumenti e pratiche dell’advocacy ai soggetti degli ETS attivi nei vertici di governance e nelle funzioni di comunicazione.</p>
<p>Scopo finale del corso è <strong>qualificare tutti i frequentanti sulla dimensione strategica dell’advocacy, offrire strumenti per l’integrazione di questo tipo di comunicazione nel ciclo organizzativo dell’ente, generare un maggiore e migliore impatto degli strumenti degli Enti sulla società, grazie agli strumenti trasferiti</strong> (lobbying, relazioni con i mass media, gestione delle campagne, costruzione di reti).</p>
<hr />
<p><strong>Maria Cristina Antonucci, Rossella Sobrero</strong> <strong>ed io</strong> vi aspettiamo il 4 aprile, alle ore 17.30, online per parlarne <span class="pq6dq46d tbxw36s4 knj5qynh kvgmc6g5 ditlmg2l oygrvhab nvdbi5me sf5mxxl7 gl3lb2sf hhz5lgdu"><img decoding="async" src="https://static.xx.fbcdn.net/images/emoji.php/v9/tf0/2/16/1f449.png" alt="👉" width="16" height="16" /></span> Segui la diretta sul canale YouTube: <a class="oajrlxb2 g5ia77u1 qu0x051f esr5mh6w e9989ue4 r7d6kgcz rq0escxv nhd2j8a9 nc684nl6 p7hjln8o kvgmc6g5 cxmmr5t8 oygrvhab hcukyx3x jb3vyjys rz4wbd8a qt6c0cv9 a8nywdso i1ao9s8h esuyzwwr f1sip0of lzcic4wl gpro0wi8 py34i1dx" tabindex="0" role="link" href="https://tinylink.net/MalMH?fbclid=IwAR2Q7fJ7TEKxkKjnK2ZLHn9IXyw3Dm2eoUR7POCg6Ac_EjghoqpS1fGz-as" target="_blank" rel="nofollow noopener noreferrer">https://tinylink.net/MalMH</a></p>
<p><a href="https://tinylink.net/MalMH"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31919" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_4826.jpg" alt="" width="607" height="498" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_4826-300x246.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_4826-480x394.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_4826-500x410.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/IMG_4826.jpg 607w" sizes="(max-width: 607px) 100vw, 607px" /></a></p>
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		<title>5 punti chiave per comunicare il nonprofit in modo efficace</title>
		<link>https://elenazanella.it/5-punti-chiave-per-comunicare-il-nonprofit-in-modo-efficace/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Apr 2019 09:44:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>La relazione con i media è un’attività strategica che va gestita al meglio e con intelligenza. Occuparsi di una causa sociale non è condizione sufficiente per farsi ascoltare. Comunicare bene e sapere come rendere notiziabile qualcosa che notiziabile magari non lo è del tutto è fondamentale anche nella raccolta fondi. Luisa Cavagnera è un’eccellenza in questo. In  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/5-punti-chiave-per-comunicare-il-nonprofit-in-modo-efficace/">5 punti chiave per comunicare il nonprofit in modo efficace</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-27741" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s.jpg" alt="Healthcare And Medicine." width="867" height="552" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s-300x191.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s-480x306.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s-500x318.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s-700x446.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s-768x489.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/04/48235965_s.jpg 867w" sizes="(max-width: 867px) 100vw, 867px" /></p>
<p>La relazione con i media è un&#8217;attività strategica che va gestita al meglio e con intelligenza. Occuparsi di una causa sociale non è condizione sufficiente per farsi ascoltare. Comunicare bene e sapere come rendere notiziabile qualcosa che notiziabile magari non lo è del tutto è fondamentale anche nella raccolta fondi. <a href="http://www.fundraisingacademy.it/team/luisa-cavagnera/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Luisa Cavagnera</strong></a> è un&#8217;eccellenza in questo. In questo post ci svela 5 punti chiave e il 10 maggio ci attende in aula alla <strong><a href="http://www.fundraisingacademy.it/corsi/comunicare-il-nonprofit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fundraising Academy</a></strong> per insegnarci come costruire il nostro miglior posizionamento media fuori e dentro la rete. Buona lettura.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Cinque punti chiave per comunicare (anche) il nonprofit in modo efficace. Il titolo di questo post è già… un punto chiave!</p>
<p>Quante volte, sui media, veniamo attirati dalle “10 regole per…”? Anche sapendo che a volte potremmo rimanere delusi da un contenuto che non mantiene le promesse. <strong>Il meccanismo però funziona, il “trucco” retorico raggiunge il suo obiettivo: farsi leggere.</strong> L’importante è usarlo per raccontare cose davvero interessanti e, appunto, non deludere le aspettative.</p>
<p>La comunicazione ha le sue regole, e sono naturalmente più di cinque. Ma se parliamo di approccio strategico valgono alcuni principi che non andrebbero mai traditi.<span id="more-27738"></span></p>
<blockquote>
<ol>
<li>Ascoltare;</li>
<li>approfondire;</li>
<li>mettersi nei panni (del lettore e del giornalista);</li>
<li>avere onestà intellettuale;</li>
<li>scrivere bene.</li>
</ol>
</blockquote>
<p><strong>Ascoltare significa mettersi nella disposizione d’animo e di mente per capire cosa interessa davvero l’interlocutore a cui voglio arrivare con i miei contenuti e i miei messaggi.</strong> È il primo passo per togliersi dal rischio, condiviso da mondo profit e non profit,  dell’autoreferenzialità, del pensare che i miei contenuti e i miei messaggi siano <em>di per sé</em> interessanti. E significa cercare il modo di renderli attraenti <em>per il pubblico al quale mi rivolgo</em>. Ad esempio… ricavandone “le dieci regole per”! Consentitemi la provocazione e la leggerezza, per ribadire, seriamente, che:</p>
<blockquote><p>mettersi in ascolto è il primo passo importante di una comunicazione efficace.</p></blockquote>
<p><strong>Approfondire: sembra un suggerimento paradossale, vista la velocità e la superficialità con cui oggi si produce e si consuma l’informazione.</strong> È sicuramente uno dei punti più impegnativi: richiede tempo, un bene raro per quasi tutti, concentrazione, voglia di conoscere gli scenari in cui si colloca il nostro lavoro e i contenuti che vogliamo valorizzare, capacità di analisi e sintesi. Ma si può fare: studiare cosa succede intorno, come si muove il dibattito, quali sono le ultime ricerche sul tema che ci sta a cuore, come si muovono i competitor, in cosa noi possiamo fare la differenza…</p>
<p><strong>Mettersi nei panni di chi riceve le nostre comunicazioni significa conoscerne e rispettarne dinamiche ed esigenze professionali.</strong> I media hanno le loro audience, e sono i primi panni da provare a indossare. E hanno soprattutto le loro logiche di business, i loro posizionamenti, esigenze operative che sono molto cambiate negli anni, che ci piaccia o no, e con le quali bisogna fare i conti.</p>
<p><strong>L’onestà intellettuale sarebbe, in realtà, un prerequisito di qualunque professionista serio.</strong> E nell’epoca della sostenibilità (tanto evocata quanto strumentalizzata e non solo per abuso lessicale), del citizen journalism, del fact checking da una parte e, dall’altra, delle fake news (notizie falsificate, prima che false, ed è anche peggio) diventa tanto più importante essere trasparenti, valorizzare i propri punti di forza ma accettare i propri limiti, non mistificare, essere pronti a sostenere le proprie posizioni ma anche a riconoscere gli errori, confrontarsi con gli stakeholder in maniera costruttiva.</p>
<p>Un punto chiave che continuo a ritenere fondamentale, infine, è <strong>scrivere bene. Che sia un post, un comunicato stampa, un testo tecnico: curare la forma della nostra comunicazione fa la differenza.</strong> Lo stile può essere molto personale, intendiamoci, non si parla qui di pedissequa omologazione alle regole. Ma l’accuratezza e la qualità <em>anche</em> della forma sono caratteristiche che sempre più, nell’epoca della superficialità già richiamata, fanno uscire dal mucchio.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Il 13 giugno 2019 si terrà il corso “Comunicare il nonprofit. L&#8217;ufficio stampa e le digital pr nelle azioni di fundraising”. 8</strong><strong> ore dedicate alla comunicazione e alla relazione con i media finalizzata alla raccolta fondi.</strong> <strong><a href="http://www.fundraisingacademy.it/corsi/comunicare-il-nonprofit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Info e iscrizioni</a></strong></p>
<p><a href="http://www.fundraisingacademy.it/programma-formativo/" rel="attachment wp-att-27428"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-27428" src="http://i1.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/BANNER-550x72-FUNACADEMY.gif?zoom=2&amp;resize=550%2C75" srcset="http://i1.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/BANNER-550x72-FUNACADEMY.gif?zoom=2&amp;resize=550%2C75" alt="BANNER-550x72-FUNACADEMY" width="550" height="75" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/5-punti-chiave-per-comunicare-il-nonprofit-in-modo-efficace/">5 punti chiave per comunicare il nonprofit in modo efficace</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Ti fidi di me? La fiducia, un sentimento che viene da molto lontano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Jan 2014 14:38:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Fare rete è un punto sofferente nel nonprofit. Si vorrebbe, la si anela ma poi la si rifugge. E così finiamo con il cadere in quella che in uno dei miei ultimi post ho definito la solitudine del nonprofit. Sulla scia del suo precedente articolo e con l'autorevolezza dettata dal suo ruolo, Giampietro Vecchiato torna  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000018363242xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-12026" alt="Climbing team charging for the summit." src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000018363242xsmall-1.jpg" width="422" height="284" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000018363242xsmall-1-300x202.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000018363242xsmall-1.jpg 422w" sizes="(max-width: 422px) 100vw, 422px" /></a>Fare rete è un punto sofferente nel nonprofit. Si vorrebbe, la si anela ma poi la si rifugge. E così finiamo con il cadere in quella che in uno dei miei ultimi <a href="http://blog.vita.it/zanzarella/2013/12/16/la-solitudine-del-nonprofit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">post</a> ho definito <strong><em>la solitudine del nonprofit</em>.</strong></p>
<p>Sulla scia del suo <a href="http://elenazanella.it/2014/01/09/il-capitale-relazionale-lanalisi-di-giampietro-vecchiato/">precedente articolo</a> e con l&#8217;autorevolezza dettata dal suo ruolo, <strong>Giampietro Vecchiato</strong> torna sul blog e ripercorre la storia del commercio in Italia, facendo emergere termini quali <strong>fiducia, premura e amicizia, </strong>valori basici in ogni relazione e a cui, per sua natura, il Terzo settore non si sottrae. Da qui, con forza, dipendono due tra i suoi asset principali a garanzia della sostenibilità: <strong>la cultura del dono e il coinvolgimento alla buona causa. </strong>Se è vero che la storia insegna, provo a riproporti questo bel pezzo di storia della comunicazione e delle imprese qui.</p>
<blockquote><p>La morale? Ogni traguardo è il frutto di un percorso articolato in cui medesimi elementi si sono proposti e poi nuovamente riproposti. Nei giusti tempi, tutto è possibile. Basta lavorarci, con fiducia, premura, amicizia e un pizzico (bello grosso) di buona volontà.</p></blockquote>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Fare rete è un atto rivoluzionario che cambia radicalmente il paradigma dell’impresa: nel “fare” impresa, “tra” le imprese, nel rapporto tra le imprese e le istituzioni, nei rapporti tra le imprese, il territorio e la comunità.</p>
<p>Se analizziamo e studiamo diversi casi di rete e di partnership (un approfondimento in <em><a href="http://www.francoangeli.it/Ricerca/Scheda_libro.aspx?CodiceLibro=1490.24" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Partnership, comunità e sviluppo locale</a>, a cura di Veneto Responsabile</em>, <a href="http://www.francoangeli.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Franco Angeli</strong></a>) e prendiamo in mano una ricerca di <a href="http://www.mckinsey.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>McKinsey</strong></a> (<a href="http://hbr.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Harvard Business Review</a>, gennaio/febbraio 2010) capiamo bene che il problema della loro sopravvivenza e del loro successo non sta negli elementi formali e istituzionali (perlomeno non solo) come i contratti, i patti, le norme gestionali, o nella paura di sanzioni, ma quasi sempre in elementi intangibili.</p>
<p><strong>La fiducia reciproca, innanzitutto</strong></p>
<p><strong></strong>Se la molla della competizione e del rischio è meno importante di altri aspetti della società del business, significa che ci sono altri valori all’interno dei rapporti d’affari che consentono di tenere alta la probabilità di successo.  Questa dimensione non può essere ignorata se vogliamo comprendere veramente i fondamenti di quella “rete di relazioni” che rendono possibili e regolari i rapporti di scambio, la collaborazione e l’instaurarsi di una spirale virtuosa di crescita e sviluppo, sia economica che sociale.</p>
<p>Come nella Venezia del &#8216;700 .<strong> </strong>Per comprendere e analizzare ulteriormente il fenomeno abbiamo fatto riferimento alla pubblicazione curata da Walter Panciera dal titolo: <em>Fiducia e affari nella società veneziana del Settecento</em> (Cleup). L’abbiamo letto e studiato in ottica di “rete” e utilizzato per evidenziare quegli aspetti che, da una parte, sono stati la forza della Repubblica di Venezia per quasi mille anni e, dall’altra, capire i limiti e le debolezze delle attuali reti e/o partnership d’impresa. Con l’obiettivo ultimo di comprenderne i fattori critici di successo. Il luogo: Venezia.  L’epoca: il ’700. Poco prima delle codificazioni vincolanti e delle sanzioni giuridiche dell’età napoleonica, ma nel quadro di una sostanziale continuità di un millennio. La dimensione analizzata dal docente ell’Università di Padova è quella della società civile commerciale. In altre parole, i contratti e le partnership tra privati.</p>
<p>La ricerca ha evidenziato che a fianco di fonti formali (i cosiddetti “strumenti pattizi” che regolano rapporti di società tra le persone, le modalità contrattuali e i legami tra i soci; le modalità gestionali e contabili; il riparto degli utili ecc.) ci sono fonti “informali” che riguardano il rapporto fiduciario tra i diversi attori («El xe un omo attento, el xe un omo fedel» scriveva Carlo Goldoni). Un contratto non può, per sua stessa natura, prevedere e regolamentare esplicitamente tutta la sfera dei legami che si vengono a getti coinvolti. Veniamo così a scoprire che il sistema regolatore della Serenissima è costituito da codici morali, norme di comportamento e convenzioni: «Quelle virtù morali e quella disciplina civica che rendono gli uomini industriosi anche in mezzo al deserto» (anonimo veneziano del ’700).</p>
<p><strong>I valori dietro al contratto</strong></p>
<p><strong></strong>La ricerca di Panciera sulle ricorrenze (parole chiave) riguardanti il rapporto fiduciario ha evidenziato la presenza/citazione di valori e di standard di comportamento che vede ai primissimi posti la fedeltà e la fiducia, la diligenza e la puntualità, l’assiduità e l’impegno, la premura (anche verso il partner-socio) e l’attenzione, l’amicizia e l’amore («Siamo stati compagni di negozio e ci siamo amati come due fratelli», per citare sempre Goldoni).</p>
<p>Dall’incrocio di queste parole chiave emergono altri comportamenti “imputabili alle persone e non alle cose”: adottare sempre comportamenti prevedibili, corretti e cooperativi; definire ex ante le procedure per la risoluzione dei conflitti e delle controversie; avere “credito” (inteso come reputazione), “insieme indissolubile di solvibilità finanziaria e di virtù morali”; stabilire prima le procedure per la recessione del contratto (utilizzando la forma del concordato, del compromesso, dell’arbitrato); tassativamente escluso il ricorso al tribunale.</p>
<p>I patti “di” e “tra” società hanno innanzitutto l’obiettivo, nella Venezia del ’700, di costruire fiducia e quindi capitale sociale nella società, ovvero definire una dimensione etica degli affari. Il “credito” era inteso come “fedeltà verso i soci, il puntuale rispetto degli impegni assunti, una sensibilità affettiva all’interno dei rapporti d’affari, un’attenzione vigile nello svolgimento dei compiti, il rigore e l’assiduità nel lavoro quotidiano”. La condivisione non coercitiva di questo “codice etico” non scritto consentiva ampi spazi di autonomia; permetteva l’instaurarsi all’interno della società civile di forme di cooperazione, competizione e risoluzione dei conflitti, in buona parte indipendenti dalla sfera politica e giudiziaria.</p>
<p><strong>La buona comunicazione alla base della società</strong></p>
<p>Si tratta di valorizzare, in altre parole, le relazioni interpersonali e di mettere a frutto un capitale sociale che dei patti contrattuali costituivano la parte essenziale e i partner della rete devono comunicare all’interno e diffondere all’esterno la buona reputazione e la fama di correttezza dei sui membri («Non v’è società, dove non è comunicazione», Antonio Genovesi, 1769, Lezioni di commercio o sia d’economia civile). La rete, infatti, lavora bene se l’opinione pubblica (che i veneziani identificavano con “la piazza”) conferma tale reputazione, tale abitudine a mantenere la parola data.</p>
<p>Questi elementi, che sono alla base della rete di relazioni che la rete stessa tiene in vita con tutti i settori (sia economici che istituzionali) e con tutte le professioni presenti nella comunità, erano (e sono tutt’ora) la vera forza delle reti. A partire dall’etica degli affari intesa nel senso più largo, di affidabilità e credibilità personale, senso di responsabilità e personalizzazione dell’impresa.</p>
<p>——————</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-11850" alt="Foto_Piero_1" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/12/foto_piero_1-1.jpg?w=109" width="87" height="120" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/foto_piero_1-1-219x300.jpg 219w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/foto_piero_1-1-480x659.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/foto_piero_1-1-500x686.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/foto_piero_1-1.jpg 644w" sizes="(max-width: 87px) 100vw, 87px" />GUEST POST.</strong> Thanks to: <b>Giampietro Vecchiato.</b> Senior partner di <a href="http://www.prconsulting.it/">P.R. Consulting srl</a>, Agenzia di Relazioni pubbliche di Padova. Socio Professionista FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ai sensi della Legge4/2013. E’ consulente di direzione ed esperto di comunicazione per le organizzazioni complesse. Relatore in convegni e formatore sia a livello universitario (Università degli Studi di Padova e Udine) che post universitario. E’ autore di diversi testi e saggi sulle relazioni pubbliche e sulla comunicazione. Seguilo su <a href="https://twitter.com/pierovecchiato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@pierovecchiato</a>.</p>
<p>——————</p>
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</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/ti-fidi-di-me-la-fiducia-un-sentimento-che-viene-da-molto-lontano/">Ti fidi di me? La fiducia, un sentimento che viene da molto lontano</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Il Capitale Relazionale. L&#8217;analisi di Giampietro Vecchiato</title>
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		<pubDate>Thu, 09 Jan 2014 07:41:05 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Etica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ovvero: come creare valore con la comunicazione e il governo delle relazioni. A parlarcene, Giampietro Vecchiato, comunicatore e docente universitario. Firma eccellente nel panorama della comunicazione del Belpaese che Nonprofit Blog ha l'onore di ospitare sulle sue pagine. Vecchiato ci introduce in un mondo, quello delle relazioni, di cui il Terzo settore ha, o dovrebbe  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-capitale-relazionale-lanalisi-di-giampietro-vecchiato/">Il Capitale Relazionale. L&#8217;analisi di Giampietro Vecchiato</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000014065291xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-full wp-image-11967" alt="iStock_000014065291XSmall" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000014065291xsmall-1.jpg" width="425" height="282" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000014065291xsmall-1-300x199.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000014065291xsmall-1.jpg 425w" sizes="(max-width: 425px) 100vw, 425px" /></a>Ovvero:<b> come creare valore con la comunicazione e il governo delle relazioni. </b>A parlarcene, <strong>Giampietro Vecchiato</strong>, comunicatore e docente universitario. Firma eccellente nel panorama della comunicazione del Belpaese che Nonprofit Blog ha l&#8217;onore di ospitare sulle sue pagine. Vecchiato ci introduce in un mondo, quello delle relazioni, di cui il Terzo settore ha, o dovrebbe avere, familiarità. Lo fa da professionista, analizzandone il valore profondo e le profonde implicazioni &#8211; nei pro e nei contro &#8211; che una maggiore consapevolezza dei suoi meccanismi porta con sé. Conclude con una domanda in controcampo che spiazza, pur assolutamente lecita.</p>
<p>Come sempre, un tuo commento è il benvenuto. Buona lettura.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Le organizzazioni leader (in tutti i settori, pubblico e privato, profit e nonprofit) considerano la <strong>dimensione relazionale</strong> un fattore critico di successo. Una dimensione attraverso la quale si attivano contatti, si gestiscono rapporti, si crea e si mantiene la fiducia, si ascolta, si esercitano strategie per il trasferimento efficace di informazioni, si raccolgono fondi.</p>
<p>Tale attività va svolta sia all&#8217;interno (per creare identità e coesione; per condividere valori, cultura, obiettivi) che verso l&#8217;esterno (per collegare l&#8217;organizzazione all&#8217;ambiente in cui opera; per vivere e svilupparsi interagendo con tutti i pubblici; per convincere gli altri a collaborare con la nostra organizzazione e aiutarla a raggiungere i propri obiettivi).</p>
<p>Per avere successo l&#8217;organizzazione deve quindi “vendere” se stessa al suo personale interno, ai soci, ai “clienti” esterni.</p>
<blockquote><p>Michele Costabile afferma che “l&#8217;organizzazione o è relazionale o non è”.</p></blockquote>
<p>Il capitale relazionale è una ricchezza per l’organizzazione e aver costruito un buon capitale relazionale significa poter fruire di un <em>goodwill</em> positivo con l&#8217;ambiente, governare con successo le relazioni con tutti i pubblici, poter attivare quel passaparola tanto decantato ma quasi sempre gestito in modo superficiale e improvvisato. Significa anche assumere il punto di vista per cui la fiducia è una qualità/conseguenza della quantità e qualità delle relazioni costruite nella comunità di riferimento.</p>
<p>Per costruire il capitale relazionale è necessario fare networking, fare rete. Per <strong>fare rete</strong> è necessario costruire prima e governare poi, <strong>relazioni</strong>.</p>
<p>Per raggiungere questo obiettivo e costruire la propria <strong>mappa relazionale</strong>, è necessario offrire qualcosa a qualcuno, ancora prima di sapere se si potrà ottenere qualcosa in cambio. La condizione delle condizioni, il presupposto senza cui nessun dialogo, nessuna comunicazione, nessuna relazione può cominciare è la <strong>reciprocità.</strong></p>
<p>Affinché la relazione sia efficace e la reciprocità un suo elemento costitutivo, è necessario aprirsi all’altro senza giudicare, senza pregiudizi, senza porre condizioni “prima” di avviare la relazione stessa. Non adotteremo quindi la tecnica del <em>“Comunicherò con l’altro solamente quando anche l’altro sarà disponibile a dialogare con me”</em> oppure <em>“Comunicherò con il partner della rete quando saprò che cosa mi darà in cambio”.</em></p>
<blockquote><p>“La relazione è reciprocità” afferma Martin Buber.</p></blockquote>
<p>Nella relazione di reciprocità c&#8217;è l&#8217;accettazione del rischio che si può “dare” senza “ricevere”; un rischio che si può eliminare solo con la fiducia nell&#8217;altro, cercando di comprenderne i bisogni e gli obiettivi e operando contemporaneamente per soddisfare le nostre necessità e/o per raggiungere i nostri obiettivi. Bisogna saper dare fiducia se la si vuole ottenere.</p>
<p>La rete è un mezzo e non un fine per stabilire relazioni autentiche e durature. I “favori”, la “collaborazione” e le “segnalazioni” arriveranno in seguito.</p>
<p><strong>In altre parole per ricevere bisogna prima dare.</strong> Solo quando i singoli soggetti appartenenti alla rete avranno costruito relazioni basate sulla fiducia reciproca si sarà creato l’humus per dare una risposta positiva a queste due domande:</p>
<ol>
<li>sono disposto a segnalare un partner della rete per un progetto, un evento, una raccolta fondi, un’iniziativa?</li>
<li>qualcuno dei partner è disposto a segnalare la mia organizzazione per un progetto, un evento, un’iniziativa, una raccolta fondi?</li>
</ol>
<p>Se la risposta è “affermativa” significa che stiamo costruendo relazioni efficaci e la rete è diventata un asset per rapporti durevoli, consolidati e profittevoli.</p>
<p>Va precisato che la rete di contatti è mutevole: la sua manutenzione va quindi effettuata periodicamente per evitare di perderla o di impoverirla. Ogni relazione è paragonabile a “un conto in banca”: più relazioni si hanno e più conti si possono impiegare per lo sviluppo della propria attività. Tutti i nodi, tutti i partner della rete devono viversi come una <strong>risorsa</strong> – anche attraverso un semplice ma regolare scambio di informazioni – utili per non farsi dimenticare.</p>
<p>——————</p>
<p><strong><img decoding="async" class="alignleft" alt="Foto_Piero_1" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/12/foto_piero_1-1.jpg?w=109" width="87" height="120" />GUEST POST.</strong> Thanks to: <b>Giampietro Vecchiato.</b> Senior partner di <a href="http://www.prconsulting.it/">P.R. Consulting srl</a>, Agenzia di Relazioni pubbliche di Padova. Socio Professionista FERPI, Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, ai sensi della Legge4/2013. E’ consulente di direzione ed esperto di comunicazione per le organizzazioni complesse. Relatore in convegni e formatore sia a livello universitario (Università degli Studi di Padova e Udine) che post universitario. E’ autore di diversi testi e saggi sulle relazioni pubbliche e sulla comunicazione. Seguilo su <a href="https://twitter.com/pierovecchiato" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@pierovecchiato</a>.</p>
<p>——————</p>
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		<title>100 parole per comunicare il sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 02 Jun 2013 22:17:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative e campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“100 parole per comunicare il sociale” è il risultato di un lavoro collettivo promosso da Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche, a cui hanno aderito le più importanti rappresentanze del Terzo Settore: ACRI, Anima, CdO Opere Sociali, Ciessevi, Fondazione Sodalitas, Forum del Terzo Settore, Link 2007, Impronta Etica e naturalmente l’Assif. Ecco quanto si legge sulle pagine  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/100-parole-per-comunicare-il-sociale/">100 parole per comunicare il sociale</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong><strong>“100 parole per comunicare il sociale” </strong></strong>è il risultato di un lavoro collettivo promosso da <strong><a title="A caval donato si guarda in bocca" href="http://www.ferpi.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ferpi, Federazione Relazioni Pubbliche,</a> </strong>a cui hanno aderito le più importanti rappresentanze del Terzo Settore: <strong><strong>ACRI, Anima, CdO Opere Sociali, Ciessevi, </strong></strong><strong><strong>Fondazione Sodalitas, Forum del Terzo Settore, Link 2007, Impronta Etica</strong></strong> e naturalmente l&#8217;<a href="http://www.assif.it/index.php/it/component/k2/item/651-ferpi-sociale-pubblica-il-glossario-delle-prime-100-parole-della-comunicazione-sociale" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Assif</strong></a>.<strong><strong><br />
</strong></strong></p>
<p>Ecco quanto si legge sulle pagine della <span id="more-9806"></span><strong><em><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/06/istock_000002449730xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-9876" alt="book" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/06/istock_000002449730xsmall-1.jpg?w=200" width="200" height="300" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/06/istock_000002449730xsmall-1-200x300.jpg 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/06/istock_000002449730xsmall-1.jpg 283w" sizes="(max-width: 200px) 100vw, 200px" /></a></em></strong>Federazione (<a href="http://www.ferpi.it/ferpi/novita/notizie_ferpi/notizie_ferpi/100-parole-per-comunicare-il-sociale-un-glossario-condiviso/notizia_ferpi/45844/11" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vai al link</a>):</p>
<blockquote><p>Migliorare la conoscenza tra i comunicatori (in particolare coloro che operano nelle imprese e nella PA) e le organizzazioni del Terzo Settore (associazioni di volontariato, di promozione sociale, Fondazioni, Organizzazioni Non Governative, etc.): questo l’obiettivo che si è dato il <strong>Gruppo di lavoro Ferpi Sociale</strong> nei suoi primi mesi di attività. Un percorso per consentire alle organizzazioni nonprofit di capire meglio il valore della comunicazione e l’importanza strategica della gestione delle relazioni e per permettere a chi opera in imprese for profit e PA di conoscere meglio ruolo sociale e valore economico del Terzo Settore.</p></blockquote>
<p>A scriverlo, <strong>Rossella Sobrero</strong>, coordinatrice e curatrice del progetto. In coda a quanto affermato dalla collega e amica Sobrero, a<strong></strong> mio modo di vedere, sono due gli aspetti che rendono questo progetto unico nel suo genere.</p>
<p><strong>PRIMO MOTIVO</strong></p>
<p><strong>Il primo aspetto è di tipo formale. </strong>A Ferpi va riconosciuto il merito di essere stata in grado di riunire intorno a uno stesso Tavolo le rappresentanze del Terzo Settore e di averle fatte lavorare insieme in modo produttivo. Dal canto loro, le organizzazioni hanno risposto con entusiasmo e partecipazione, consapevoli del ruolo e delle responsabilità che ciascuna di loro ha verso i propri rappresentati.<br />
<strong></strong></p>
<p><strong>SECONDO MOTIVO</strong></p>
<p><strong>Il secondo aspetto è di natura sostanziale. </strong>Con questo strumento, se da una parte si vuole educare a un linguaggio comune e condiviso che abbatta la distanza che sembra esistere e persistere tra <em>profit</em> e <em>nonprofit, </em>dall&#8217;altra<em> </em>sembra giunto il tempo in cui il Terzo Settore comunichi con sempre maggiore rigore e professionalità. Al pari del <em>profit</em>, nel rispetto della propria identità ma pur sempre orientato al raggiungimento dei propri obiettivi (sociali) d&#8217;impresa.<strong><strong></strong></strong></p>
<p>In questa prima fase sono stati scelti <strong>100 termini ritenuti particolarmente significativi ma in futuro il glossario si arricchirà di nuove parole.</strong> Presentazione e glossario li trovi <a href="http://elenazanella.wordpress.com/download/glossario-della-comunicazione-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a questo link</a>.</p>
<p>Questo è solo il primo dei compiti che il <strong>Tavolo di confronto con il Terzo Settore</strong> si è dato e a cui ho l&#8217;onore e il privilegio di partecipare sia come socia professionista iscritta che come delegata Assif. Avviare partnership utili a portare a una contaminazione positiva tra comunicatori e operatori sociali e lo studio per individuare indicatori opportuni di efficacia e efficienza sono i passi successivi. Al lavoro quindi!</p>
<p><a href="http://elenazanella.wordpress.com/download/glossario-della-comunicazione-sociale/"><strong>GLOSSARIO. Vai alla sezione dedicata.</strong></a></p>
<p>—————–</p>
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<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2013/03/28/lagenda-del-fundraiser/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">L’agenda del fundraiser e del comunicatore sociale</a></li>
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<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/02/13/una-mappa-per-prevedere-lefficacia-di-una-campagna-di-fundraising/">Una mappa per prevedere l’efficacia di una campagna di Fundraising</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/25/terzo-settore-lobbying-e-rp-the-next-step/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Terzo Settore. Lobbying e RP, the Next Step</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/100-parole-per-comunicare-il-sociale/">100 parole per comunicare il sociale</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Fundraising Activity Mix 2013: dalla A alla Z</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 13:09:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[Relazioni Pubbliche]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Per cominciare con il piede giusto la stagione dello studio descritto ormai 100 post fa, ecco un elenco di attività da tenere ben presenti per promuovere al meglio le azioni di fundraising che abbiamo in mente e sulle quali puntare in questo 2013. On e off line e una sola per. Analisi dei dati. Non  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-7970" alt="iStock_000019159514XSmall" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1.jpg?w=150" width="150" height="93" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1-300x187.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1.jpg 439w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Per cominciare con il piede giusto <a title="Principio della SSRR" href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/01/02/il-principio-della-ssrr-studio-semina-raccolto-riposo-le-quattro-stagioni-del-fundraising-integrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la stagione dello studio</a> descritto ormai 100 post fa, ecco un elenco di attività da tenere ben presenti per promuovere al meglio le azioni di <em>fundraising</em> che abbiamo in mente e sulle quali puntare in questo 2013. <em>On </em>e<em> off line</em> e una sola per.</p>
<p><strong>Analisi dei dati.</strong> Non è sufficiente stabilire degli obiettivi e prefigurarsi uno scenario possibile, in sede di strategia nell&#8217;approccio a una nuova campagna è fondamentale analizzare il pregresso. Può sembrare una banalità, ma l&#8217;esperienza insegna a non compiere gli stessi errori o a riproporsi in modo diverso a pubblici medesimi o diversi a loro volta.</p>
<p><strong>Blog.</strong> E&#8217; uno strumento davvero ottimo per stabilire un contatto privilegiato con i propri <em>stakeholder</em> e coinvolgerli in modo crescente nell&#8217;organizzazione. Richiede tempo e dedizione ma, nel lungo periodo, premia, soprattutto in termini di fidelizzazione. Provarci non costa (quasi) nulla.</p>
<p><strong>Comunicazione.</strong> Perché non investire un po&#8217; di energie nel creare una buona comunicazione, con messaggi efficaci, innovativi e ottimisti? Magari con l&#8217;aiuto di un&#8217;agenzia o con professionisti capaci che credano nella causa. Il Terzo Settore deve comunicare di più e meglio per far valere il proprio valore e deve imparare ad azzardare. Diversamente, avremo sempre messaggi <em>low profile</em>, poco efficaci e senza personalità.</p>
<p><strong>Database.</strong> Non più rimandabile se si vuole lavorare bene e con risultati via via crescenti. Porselo come obiettivo 2013 è conditio sine qua non. <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/06/dbdo-il-database-relazionale-per-il-fundraiser/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DBDO&#8217; Fundraiser Datacenter</a> è il DB che ho realizzato per la mia Fondazione. Potrebbe essere un buon suggerimento&#8230;</p>
<p><strong>E-Marketing.</strong> E-mail, E-book, E-cards. Non è certo una novità ma l&#8217;uso del web e delle nuove tecnologie favorisce il trasferimento dei contenuti a tempo e impatto 0 (zero). Da usare ma non abusare. Per non eccedere, un occhio al quanto e al come non guasta.</p>
<p><strong>Facebook e gli altri social.</strong> Con oltre un miliardo di utenti attivi, non esserci è da ingenui. Ma Facebook da solo non basta. I social vanno usati in modo integrato e interconnesso. Non è necessario essere ovunque, l&#8217;importante è essere dove serve: Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Youtube possono bastare.</p>
<p><strong>Grazie. </strong>Mai smettere di dirlo. Un valore simbolico con ricadute importanti in termini sia relazionali che economici.<strong> </strong></p>
<p><strong>Hashtag &amp; Key Words.</strong> Segui e crea, a tua volta, contenuti di interesse. E&#8217; importante essere presenti e rendersi protagonisti. Anche questo tipo di attività va pianificato e poi seguito con scrupolo.</p>
<p><strong>Infografica.</strong> Un visual marketing innovativo che sta crescendo in modo significativo. Una bella immagine rende più di mille parole. Di certo, raccontare i dati attraverso colori e icone aiuta la memorizzazione e, al contempo, facilita la condivisione sul web. Con essa, la divulgazione dei contenuti, la notorietà e la reputazione dell&#8217;ente. In un meccanismo virtuoso.</p>
<p><strong>Lobbying &amp; Relazioni Pubbliche.</strong> Capacità di negoziazione e di gestione della relazione ad alti livelli. Passaggio obbligato. Che lo si voglia o meno, il futuro del Terzo Settore passa anche da qui. Tramontano le relazioni amicali per lasciare il posto a quelle professionali. Una sterilità per il Settore? Non credo. Più che altro, parlerei di maturità e arricchimento. Ne abbiamo discusso <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/25/terzo-settore-lobbying-e-rp-the-next-step/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>.</p>
<p><strong>Mobile.</strong> Il tasso di penetrazione di smartphone e tablet è in continua crescita, anche in Italia (51,2% con una media europea del 54,6%, dati dicembre 2012. <a href="http://www.techeconomy.it/2012/12/18/ue-cresce-la-penetrazione-degli-smartphone-litalia-e-penultima/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fonte</a>). Rispondere a questa tendenza con crescente attenzione all&#8217;aspetto web e alle sue declinazioni, partendo dall&#8217;adozione di un design funzionale, è più che mai necessario per stare al passo con la domanda.</p>
<p><strong>Newsletter ed E-Newsletter.</strong> Profilate (per quanto possibile). Strumenti utilissimi per informare e aggiornare il pubblico sulle attività dell&#8217;ente, per promuovere nuovi progetti, per chiedere un dono o il rinnovo di un dono. In una parola, fidelizzare. Raccoglierle e archiviarle in modo puntuale garantisce la costruzione della memoria storica dell&#8217;organizzazione.</p>
<p><strong>Outcome.</strong> All’interno del processo di misurazione e di valutazione, l&#8217;<em>outcome</em> è il cambiamento nelle opinioni, nei comportamenti e nelle abitudini delle persone verso le quali sono stati indirizzati sforzi programmati di comunicazione e dell&#8217;agire da parte dell&#8217;organizzazione. Un aspetto su cui vale la pena investire attenzione crescente per quantificare l&#8217;impatto reale derivante dalle attività attuate nel corso del tempo. Ne abbiamo parlato qui a proposito di <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/29/il-nonprofit-dellanno-che-verra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">responsabilizzazione sui programmi e sul controllo di gestione</a> del Terzo Settore.</p>
<p><strong>Pianificazione. </strong>E&#8217; doveroso pensare in modo scrupoloso ai piani attività e alla loro sequenza temporale.</p>
<p><strong>Qualità.</strong> Contenuti, progetti, propositi devono essere di qualità. La superficialità non paga più. Il donatore è sempre scrupoloso e questo è un bene perché la sua attenzione qualifica l&#8217;intero settore.</p>
<p><strong>3R: ROI, Redemption, Rendicontazione.</strong> Misurare, quantificare, rendere conto sono tutte attività da intendersi <em>core </em>e non più semplicemente arbitrarie.</p>
<p><strong>Strategia.</strong> Insieme alla pianificazione, la strategia è l&#8217;aspetto da cui non si può prescindere se si vuole trasformare una buona idea in un&#8217;idea che funziona. Pensare in modo strategico permette di concentrarsi su alcuni aspetti, prioritari, e di tralasciarne invece altri, di per loro secondari; fa prevedere scenari possibili e analizzare preventivamente possibili rischi in modo da arginarli o, quanto meno, da ridurne l&#8217;impatto. Fare strategia significa essere più efficaci in termini di performarce e più efficienti in termini di investimenti.</p>
<p><strong>Targeting.</strong> La profilazione di Mercati, segmenti o pubblici è un&#8217;attività sempreverde. Anche quando si parla di buona causa. Quindi, mai distorgliere l&#8217;attenzione dai destinatari dell&#8217;idea che abbiamo in mente o dal servizio che vogliamo erogare.</p>
<p><strong>USP.</strong> Trova la tua <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/02/20/usp-il-marketing-strategico-a-servizio-del-nonprofit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unique Selling Proposition</a> e fai la differenza.</p>
<p><strong>Viral.</strong> Il marketing virale ha tre aspetti chiave: la persona, la sua rete di relazioni e il passaparola. Tutti e tre sono da considerarsi elementi sensibili e, come tali, vanno gestiti con prudenza, capacità e diligenza. Se così è, i ritorni sono garantiti. Diversamente, il boomerang può sortire effetti dirompenti per la reputazione dell&#8217;ente. Meglio pensarci con attenzione. Magari partendo <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/05/07/il-ruolo-del-marketing-virale-nel-social-change/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">da qui</a>.</p>
<p><strong>Zeal.</strong> Ovvero: Passione; entusiasmo instancabile; slancio verso una causa. Il giusto atteggiamento che non può mancare per ottenere i risultati migliori.</p>
<p>Questi sono solo alcuni degli aspetti su cui noi fundraiser dovremmo concentrare l&#8217;attenzione del nostro lavoro nel corso di quest&#8217;anno, ma ce ne sono molti altri. Ne abbiamo parlato spesso e ne parleremo ancora. <strong>La nostra è una professione a tutto tondo. Ricca e complessa così come ricche e complesse sono le organizzazioni per cui ci adoperiamo</strong>. Proseguiamo decisi su questa strada. Studiamo. Formiamoci. Facciamo sempre meglio, con passione ed etica, e se siamo in grado di fare la differenza, pretendiamo il riconoscimento del nostro ruolo. Ce lo meritiamo.</p>
<p>Buon 2013!</p>
<div dir="ltr">
<p>—————-</p>
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<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/19/gift-hunting-a-caccia-di-doni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gift Hunting, a caccia di doni</a></li>
<li><a title="Social Media, 10 consigli per osare" href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/11/18/social-media-10-consigli-per-osare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Social Media, 10 consigli per osare</a></li>
<li><a title="Relationship" href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/10/31/relationship/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Relationship</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/11/13/il-troppo-che-stroppia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il troppo che stroppia</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/13/donatori-responsabili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donatori responsabili</a></li>
</ul>
</div>
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		<title>Crowdsourcing e Web 2.0: il futuro è Viral</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 01 Oct 2012 06:19:49 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando qualche settimana fa la redazione di Pluraliweb del CESVOT mi ha invitata a scrivere di crowdfunding, ho voluto, come prima cosa, rendermi conto della portata del fenomeno; materia che conoscevo solo in parte ma che non avevo mai approfondito. Come capita di sovente, lo stimolo è stato sufficiente per mettere in moto una reazione  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/crowdsourcing-e-web-2-0-il-futuro-e-viral/">Crowdsourcing e Web 2.0: il futuro è Viral</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000020577511xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-6804" title="iStock_000020577511XSmall" alt="" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000020577511xsmall-1.jpg" width="207" height="169" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000020577511xsmall-1-300x245.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000020577511xsmall-1.jpg 383w" sizes="(max-width: 207px) 100vw, 207px" /></a>Quando qualche settimana fa la redazione di <a href="http://pluraliweb.cesvot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Pluraliweb</strong></a> del <a href="http://cesvot.it/usr_view.php/ID=0" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>CESVOT</strong></a> mi ha invitata a scrivere di <strong><em><a class="zem_slink" title="Crowd funding" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding" target="_blank" rel="wikipedia noopener noreferrer">crowdfunding</a></em></strong>, ho voluto, come prima cosa, rendermi conto della portata del fenomeno; materia che conoscevo solo in parte ma che non avevo mai approfondito. Come capita di sovente, lo stimolo è stato sufficiente per mettere in moto una reazione a catena che mi ha stimolata a saperne di più.</p>
<p>Con il web e, in particolare, il web 2.0 al mondo associativo sono state offerte opportunità incredibili. Opportunità ben al di sopra di quelle sospettabili il cui limite è dettato solo dalla fantasia e dalla creatività di chi li usa. Di queste opportunità, il <em>crowdfunding</em> non è che una parte, che oserei definire &#8220;terminale&#8221;, di tutta una serie di attività che il <em>nonprofit</em> potrebbe sfruttare in modo sapiente &#8211; o comunque di più e meglio &#8211; nelle proprie azioni di <em>pr</em> quotidiane e con l&#8217;obiettivo pacifico di raggiungere i propri obiettivi sociali.</p>
<p>E&#8217; quello che prende il nome di <em><strong><a class="zem_slink" title="Crowdsourcing" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank" rel="wikipedia noopener noreferrer">crowdsourcing</a></strong></em>. Ecco cosa si legge su <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Crowdsourcing" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Wikipedia</a>:</p>
<blockquote><p>Il <strong>crowdsourcing</strong> (da <em>crowd</em>, folla, e <em>outsourcing</em>, esternalizzare una parte delle proprie attività) è un modello di business nel quale un’azienda o un’istituzione affida la progettazione, la realizzazione o lo sviluppo di un progetto, oggetto o idea ad un insieme indefinito di persone non organizzate in una comunità preesistenti. Questo processo viene favorito dagli strumenti che mette a disposizione il web e viene reso disponibile, in <em>open call</em>, attraverso dei portali presenti sulla rete internet. (&#8230;)</p></blockquote>
<p>In altre parole, se con l&#8217;<em>outsourcing</em> viene esternalizzato un servizio delegando a un terzo soggetto la produzione di un&#8217;attività, con il <em>crowdsourcing</em> è come se questo terzo soggetto venisse coinvolto in prima persona in un processo produttivo.</p>
<blockquote><p>Al concetto di <strong>delega delle responsabilità</strong> si sostituisce quello di <strong>reciprocità</strong>, premiando e privilegiando il punto di vista allargato, <strong>di comunità</strong> (ndr).</p></blockquote>
<p><strong>Un simile sentimento partecipato di democrazia (tipico della Rete) sposa perfettamente lo spirito di solidarietà del mondo associativo.</strong> Il <em>crowdsourcing</em> può così essere impiegato da una ONP in modo diverso: dal <em>marketing</em> alla raccolta fondi, da attività di sensibilizzazione a quelle di <em>people raising</em>. E&#8217; un ottimo modo per ottenere il sostegno di una comunità allargata o di intercettare nuovi <em>prospect</em>. Un fenomeno ancora più importante se pensato affiancato agli strumenti proposti nel <a class="zem_slink" title="Web 2.0" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Web_2.0" target="_blank" rel="wikipedia noopener noreferrer">Web 2.0</a>.</p>
<p>Su questa linea, vi sono una serie di attività che ho trovato in Rete e che possono contribuire a far crescere l&#8217;organizzazione:</p>
<ul>
<li><strong>Crowdvoting: </strong>chiedere alla comunità un parere o un voto su un determinato argomento. Questo favorisce il senso di responsabilizzazione e di partecipazione alla causa;</li>
<li><strong>Crowdcreation:</strong> chiedere alla comunità di contribuire a realizzare un progetto specifico attraverso le proprie qualità e competenze;</li>
<li><strong>Crowdmicrovolunteering:</strong> coinvolgere la comunità in minuscola attività di volontariato. Questo è possibile con piattorme come <a href="http://www.sparked.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sparked.com</a> o <a href="https://www.mturk.com/mturk/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mechanical Turk di Amazon</a>. Da vedere;</li>
<li><strong>Crowdpooling: </strong>questo tipo di attività si basa sul concetto di condivisione delle informazioni per la risoluzione dei problemi. Ne è un esempio la piattaforma <a href="http://ushahidi.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ushahidi</a>, sistema <em>open source</em> di raccolta informazioni, visualizzazione e mappatura interattiva. Da scoprire;</li>
<li><strong>Crowdfunding:</strong> raccolta fondi di comunità. Ne abbiamo parlato lungamente <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/09/19/crowdfunding-e-solidarieta-in-rete-moda-o-opportunita/">qui</a> e nello <a href="http://pluraliweb.cesvot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">speciale del CESVOT</a> al quale rimando.</li>
</ul>
<blockquote><p><strong>Intercettare la comunità. Sollecitarne l&#8217;attenzione. Spingere all&#8217;azione. Secondo il meccanismo che in pubblicità prende il nome di</strong> <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/AIDA_%28marketing%29" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>AIDA</strong></a> <strong>(Attention; Interest; Desire; Action)</strong>.</p></blockquote>
<p>Ecco qualche piccolo suggerimento per sfruttare al meglio le opportunità offerte dal <em>crowdsourcing</em>:</p>
<ul>
<li><strong>PIANIFICA IN ANTICIPO:</strong> creare una campagna è facile, ciò che è difficile è interessare il prospect e spingere all&#8217;azione;</li>
<li><strong>PUNTA SULLA SEMPLICITA&#8217;:</strong> far comprendere esattamente ciò di cui si ha bisogno non è semplice. I pubblici sono diversi. Se si vuole puntare a ottenere il massimo dei risultati, è opportuno fare in modo che tutti capiscano immediatamente obiettivi, modi e meccanismi;</li>
<li><strong>PREMIA:</strong> una foto, una testimonianza. Insomma, rendi la tua comunità protagonista!</li>
<li><strong>CREDICI:</strong> l&#8217;approccio positivo aiuta. Sempre.</li>
</ul>
<p><strong><em><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2012/10/locandina-programma_ppsb_14set12-1-1-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-6857" title="Locandina Programma_PPSB_14set12-1-1" alt="" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2012/10/locandina-programma_ppsb_14set12-1-1-1.jpg?w=205" width="149" height="217" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/10/locandina-programma_ppsb_14set12-1-1-1-206x300.jpg 206w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/10/locandina-programma_ppsb_14set12-1-1-1-480x700.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/10/locandina-programma_ppsb_14set12-1-1-1-500x729.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/10/locandina-programma_ppsb_14set12-1-1-1.jpg 530w" sizes="(max-width: 149px) 100vw, 149px" /></a>Crowdsourcing</em>. Web 2.0. Virtuale. Questo è il futuro. Anche nel <em>nonprofit</em>.</strong> Ed è più semplice di ciò che si pensi, perché il Viral &#8211; noi del <em>nonprofit</em> &#8211; ce l&#8217;abbiamo dentro. Scritto nel DNA.</p>
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<p>Di questo tema, ma con un focus sulla sanità, parlerò il prossimo 9 ottobre all&#8217;Università di Pavia all&#8217;<strong>Ottava Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale</strong>. Iniziativa promossa da <a href="http://www.pubbliprogresso.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fondazione Pubblicità Progresso</strong> </a>e sotto l&#8217;Alto Patronato della Presidenza della Repubblica. Ore 15.15. <a href="http://www.pubbliprogresso.it/pagina_p.aspx?id=38" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A questo link</a>, trovi programma e iscrizione on line. Magari ci si vede lì!</p>
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</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/crowdsourcing-e-web-2-0-il-futuro-e-viral/">Crowdsourcing e Web 2.0: il futuro è Viral</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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