<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Processo creativo Archivi - Elena Zanella</title>
	<atom:link href="https://elenazanella.it/tag/processo-creativo/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://elenazanella.it/tag/processo-creativo/</link>
	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
	<lastBuildDate>Mon, 01 Apr 2024 20:24:34 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/image-66x66.jpg</url>
	<title>Processo creativo Archivi - Elena Zanella</title>
	<link>https://elenazanella.it/tag/processo-creativo/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105011229</site>	<item>
		<title>Oltre la raccolta fondi: il fundraising come arte di un cambiamento duraturo</title>
		<link>https://elenazanella.it/oltre-la-raccolta-fondi-il-fundraising-come-arte-di-un-cambiamento-duraturo/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/oltre-la-raccolta-fondi-il-fundraising-come-arte-di-un-cambiamento-duraturo/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Apr 2024 04:30:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Edward de Bono]]></category>
		<category><![CDATA[Pensiero laterale]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=38166</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mi rendo conto di essere una romantica quando parlo di fundraising, perché per me, i numeri raccolti da una campagna rappresentano solo una parte della storia. Il loro vero incanto si svela quando i risultati non solo raggiungono, ma superano le nostre aspettative, innescando cambiamenti duraturi. Per questo motivo, il mio approccio è misurato, focalizzato  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/oltre-la-raccolta-fondi-il-fundraising-come-arte-di-un-cambiamento-duraturo/">Oltre la raccolta fondi: il fundraising come arte di un cambiamento duraturo</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mi rendo conto di essere una romantica <strong>quando parlo di fundraising, </strong>perché per me, <strong>i numeri raccolti da una campagna rappresentano solo una parte della storia.</strong> Il loro vero incanto si svela quando i risultati non solo raggiungono, ma superano le nostre aspettative, innescando cambiamenti duraturi. Per questo motivo, il mio approccio è misurato, focalizzato sui numerosi fattori che influenzano il successo di un progetto.<span id="more-38166"></span></p>
<h2><strong>La raccolta fondi: conseguenza, non obiettivo</strong></h2>
<p>Nella mia prassi, <strong>vedo la raccolta fondi non come un fine, bensì come un risultato naturale di un impegno solido e ben fondato.</strong> Una raccolta mirata solo al profitto immediato è transitoria; una raccolta fondi che nasce da uno sforzo genuino e profondo ha il potere di mettere radici durature e di fiorire nel tempo. So bene che questo pensiero possa divergere dall&#8217;approccio convenzionale o che convenzionalmente siamo portati a pensare, tuttavia, <strong>il cuore del fundraising si trova nella crescita strutturale dell&#8217;organizzazione, integrando e avanzando gli obiettivi sociali.</strong> Questa crescita è alimentata da un pensiero ampliato che si proietta ben oltre l&#8217;oggi, avvalorando una tendenza al cambiamento che perdura.</p>
<h2><strong>Il Pensiero Laterale di Edward de Bono nel Fundraising</strong></h2>
<p>Affrontando questo terreno complesso, il pensiero laterale di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Edward_De_Bono">Edward de Bono</a> si rivela essenziale. Con la sua straordinaria semplicità, valorizza un equilibrio tra logica e creatività, offrendo nuove prospettive. Questo approccio non lineare, focalizzato sulla creatività e sull&#8217;innovazione, è vitale per i fundraiser che aspirano a superare i limiti ordinari con l&#8217;obietivo di rendere la propria attività profittevole sotto diversi punti di vista.</p>
<h2><strong>Oltre la ricerca di fondi: la responsabilità del cambiamento</strong></h2>
<p>Oggi essere un fundraiser significa narrare storie, delineare strategie, educare e custodire valori sociali.</p>
<blockquote><p>Questo ruolo eterogeneo richiede una mente aperta e una capacità di crescita e innovazione costanti, elementi che il pensiero laterale aiuta a coltivare, favorendo la nascita di soluzioni originali e un cambiamento significativo nella società.</p></blockquote>
<p>L&#8217;attività che svolgiamo ha successo nel momento in cui troviamo l&#8217;equilibrio tra la conoscenza delle tecniche e la profondità dell&#8217;emozione. Il pensiero laterale stimola l&#8217;innovazione e la creatività, invitando a esplorare oltre le soluzioni consuete e a scoprire nuovi orizzonti. Così, i principi del pensiero laterale di De Bono fungono da guida in questo complesso percorso, dotando i fundraiser degli strumenti per pensare in modo divergente e connettersi con le emozioni e i valori dei sostenitori.</p>
<p>Ogni campagna racconta una storia che tocca l&#8217;anima e trasforma realtà. Sta anche qui la nostra coscienza, perché di questo siamo responsabili.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/oltre-la-raccolta-fondi-il-fundraising-come-arte-di-un-cambiamento-duraturo/">Oltre la raccolta fondi: il fundraising come arte di un cambiamento duraturo</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/oltre-la-raccolta-fondi-il-fundraising-come-arte-di-un-cambiamento-duraturo/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">38166</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Fundraising. Per raccogliere, impariamo a raccontarci</title>
		<link>https://elenazanella.it/fundraising-per-raccogliere-impariamo-a-raccontarci/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/fundraising-per-raccogliere-impariamo-a-raccontarci/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 13 Feb 2018 14:58:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta Fondi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=26564</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel lavoro di stesura di una campagna finalizzata alla raccolta fondi, quanto tempo dedichiamo al lavoro sulla qualità della comunicazione? Per una organizzazione nonprofit, comunicare è precondizione per raccogliere. Tuttavia, l’attività creativa legata all’atto di comunicazione è percepita ancora come secondaria, o effimera, rispetto alla sollecitazione del denaro e lasciata, per tale motivo, sullo sfondo.  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-per-raccogliere-impariamo-a-raccontarci/">Fundraising. Per raccogliere, impariamo a raccontarci</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m.jpg" rel="attachment wp-att-26600"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-26600 alignright" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m.jpg" alt="72004128 - boy with suitcase on the road" width="342" height="228" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/72004128_m.jpg 848w" sizes="(max-width: 342px) 100vw, 342px" /></a>Nel lavoro di stesura di una campagna finalizzata alla raccolta fondi,<strong> quanto tempo dedichiamo al lavoro sulla qualità della comunicazione?</strong></p>
<p>Per una organizzazione nonprofit, <strong>comunicare è precondizione per raccogliere.</strong> Tuttavia, l&#8217;attività creativa legata all&#8217;atto di comunicazione è percepita ancora come secondaria, o effimera, rispetto alla sollecitazione del denaro e lasciata, per tale motivo, sullo sfondo.</p>
<p>Chiariamo:</p>
<blockquote><p>la richiesta di denaro va bene naturalmente, ma verosimilmente rimarrà disattesa senza una comunicazione efficace a sostegno.</p></blockquote>
<p>Se comunichiamo per raccogliere risorse economiche (ma non solo: parlo anche di adesione, consensi, beni, strumenti), la riuscita di una campagna dipenderà <span id="more-26564"></span>molto dal processo che il fundraiser sarà in grado di pianificare prima e mettere in atto poi, in un circolo virtuoso facilmente spiegabile.</p>
<p><strong>LE NOSTRE CONVERSAZIONI &#8220;SOCIALI&#8221; SI BASANO SUL SENSO DI APPARTENENZA</strong></p>
<p>Comunicare è un processo articolato che richiede impegno e di cui occorrerebbe preoccuparsi come prima cosa. Molto, se non tutto, dipende dal <strong>desiderio di senso di appartenenza</strong> <strong>che siamo in grado di suscitare nel destinatario del messaggio.</strong></p>
<blockquote><p>Per arrivare al dono, va dunque alimentato il senso di adesione che a sua volta è prodotto dalla fiducia che si crea con la relazione.</p></blockquote>
<p>Si tratterà dunque di studiare <strong>una strategia capace di favorire il desiderio di partecipazione,</strong> partendo dalla consapevolezza – pare scontato dirlo ma non lo è – che:</p>
<ul>
<li>pubblicare contenuti è condizione necessaria ma non sufficiente;</li>
<li>nella moltitudine della comunicazione presente, on e offline, è quanto mai necessario investire il messaggio di un senso capace di attrarre l’interesse del lettore, facilmente distratto dal flusso continuo delle conversazioni di cui è circondato oltre che dagli interessi personali che hanno la priorità sul suo livello di attenzione.</li>
</ul>
<p><strong>PER STIMOLARE IL SENSO DI APPARTENENZA, DOBBIAMO IMPARARE A DISTINGUERCI</strong></p>
<p>Occorre costruire un’identità propria che permetta all’organizzazione di distinguersi dal resto. Serve ricordare che:</p>
<blockquote><p>una buona causa, anche la migliore, non è di per sé sufficiente ad assicurare l&#8217;efficacia.</p></blockquote>
<p>Tra i canali, la Rete può essere partner ideale perché, in tutto questo processo, permette di costruire relazioni con maggiore facilità e con budget più contenuti. Tuttavia:</p>
<blockquote><p>una buona relazione fonda la propria consistenza su contenuti di valore. Qui si inserisce la differenza tra riuscire e fallire.</p></blockquote>
<p><strong>PER DISTINGUERCI, DOBBIAMO COSTRUIRE E COMUNICARE CONTENUTI DI SENSO </strong></p>
<p>Torniamo dunque al concetto di &#8220;qualità&#8221;, parolina magica su cui le nostre organizzazioni dovrebbero concentrarsi.</p>
<blockquote><p>Non serve comunicare tutto: serve comunicare bene e quando occorre.</p>
<p>E non serve affatto comunicare ovunque: occorre essere presenti dove le nostre community ideali sono presenti.</p></blockquote>
<p>A monte di questo ragionamento c&#8217;è<strong> l’analisi di ciò che siamo e di ciò che vogliamo o abbiamo da offrire</strong>; seguirà poi <strong>l&#8217;individuazione del target più idoneo a cogliere le sollecitazioni</strong> e gli argomenti producibili e, in ultimo, <strong>la realizzazione della campagna che può meglio rispondere ai desiderata</strong> e ai mezzi che siamo in grado di attivare secondo le nostre rispettive opportunità.</p>
<p>————-</p>
<p><strong>CORSI IN PARTENZA:</strong></p>
<p><a href="http://www.oltreiperimetri.it/index.php/op/opcafe/opcafe-rho" rel="attachment wp-att-26531"><img decoding="async" class="wp-image-26531 alignleft" src="http://i2.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-rho.png?resize=250%2C109" sizes="(max-width: 250px) 100vw, 250px" srcset="http://i2.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-rho.png?resize=300%2C131 300w, http://i2.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/02/logo-rho.png?w=459 459w" alt="logo-rho" width="195" height="85" /></a>Corso <a href="http://www.fundraisingacademy.it/corsi/laboratorio-per-il-digital-fundraiser-e-il-crowdfunder-come-raccogliere-fondi-sul-web/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Digital fundraising e crowdfunding, come raccogliere fondi sul web</strong></a> (23/24 febbraio, chiusura iscrizioni: 16 febbraio) e <strong><a href="http://www.fundraisingacademy.it/corsi/laboratorio-di-comunicazione-per-il-nonprofit-lufficio-stampa-e-le-digital-pr-nelle-azioni-di-fundraising/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Comunicare il nonprofit. L’ufficio stampa e le digital pr nelle azioni di fundraising</a></strong> (9 marzo). Entrambi a Rho (MI) nella bella e comodamente raggiungibile sede dell&#8217;<a href="http://www.oltreiperimetri.it/index.php/op/opcafe/opcafe-rho" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>#OpCafé di Rho</strong></a>:</p>
<p style="text-align: center;"><strong>PROGRAMMA FORMATIVO 2018:<br />
</strong></p>
<p><a href="http://fundraisingacademy.it/" rel="attachment wp-att-26613"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-26613" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2018/02/BANNER-550x72-FUNACADEMY.gif" alt="BANNER-550x72-FUNACADEMY" width="550" height="75" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-per-raccogliere-impariamo-a-raccontarci/">Fundraising. Per raccogliere, impariamo a raccontarci</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/fundraising-per-raccogliere-impariamo-a-raccontarci/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26564</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Nonprofit e posizionamento. Prima di tutto, il brand</title>
		<link>https://elenazanella.it/nonprofit-e-posizionamento-prima-di-tutto-il-brand/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/nonprofit-e-posizionamento-prima-di-tutto-il-brand/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 29 Feb 2016 09:27:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Adv]]></category>
		<category><![CDATA[Brand]]></category>
		<category><![CDATA[Campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=24366</guid>

					<description><![CDATA[<p>Prima della causa, e sopra tutto, la marca. Già perché prima di ogni buona raccolta, e prima di ogni buona iniziativa, occorre senz'altro dedicarsi alla costruzione del brand, al suo posizionamento e alla sua credibilità. Raccontami chi sei. Fatti riconoscere.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/nonprofit-e-posizionamento-prima-di-tutto-il-brand/">Nonprofit e posizionamento. Prima di tutto, il brand</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24385" style="width: 275px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24385" class=" wp-image-24385" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2016/02/22443414_s.jpg" alt="Diritto d'autore: pixelsaway / 123RF Archivio Fotografico" width="265" height="176" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/02/22443414_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/02/22443414_s.jpg 450w" sizes="(max-width: 265px) 100vw, 265px" /><p id="caption-attachment-24385" class="wp-caption-text">Diritto d&#8217;autore: <a href="http://it.123rf.com/profile_pixelsaway">pixelsaway / 123RF Archivio Fotografico</a></p></div>
<p>Prima della causa, e sopra tutto, la marca. Già perché prima di ogni buona raccolta, e prima di ogni buona iniziativa, occorre senz&#8217;altro dedicarsi alla costruzione del brand, al suo posizionamento e alla sua credibilità.</p>
<blockquote><p>Raccontami chi sei. Fatti riconoscere.</p></blockquote>
<p><span id="more-24366"></span></p>
<p>Tratto e design sono tra le mie passioni. Per parte della mia vita, sono stata un grafico e una parte l&#8217;ho spesa in pubblicità. Per perfezionare questo interesse e applicarlo al mio lavoro di allora, presi il diploma all&#8217;allora storica scuola milanese di grafica e fumetto, quella del <strong><a href="http://www.scuolacastellosforzesco.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Castello Sforzesco</a></strong>. Amo quindi la pulizia del segno. Quando penso a una campagna, parto da lì. L&#8217;esercizio che compio mi appare piuttosto semplice: elaboro mentalmente e immediatamente, butto giù tratti sui supporti che mi capitano. Le idee, tutto sommato, ci sono e se mi sembrano funzionare, le motivo in brief e le passo a chi, questa volta, saprà valorizzare degnamente un pensiero delirante ma con un senso, il mio. Quindi,</p>
<blockquote><p>l&#8217;immagine ha un significato preventivo rispetto al resto.</p></blockquote>
<p>Se ci fermiamo a pensare un attimo, <strong>nel momento in cui citiamo una grande organizzazione, la prima cosa che vediamo con gli occhi della mente è il logo (<em>top of mind</em>).</strong> Questo capita sempre, o quasi. Quando capita significa che è stato fatto un buon lavoro di costruzione dell&#8217;identità e l&#8217;immagine, investita di senso, ci restituisce tutta una serie di significati di percepito, di reputazione, a volte di appartenenza.</p>
<blockquote><p>Il brand è contenitore e contenuto e vive oltre l&#8217;attuale: questo il messaggio che deve passare.</p></blockquote>
<p>Sembra un ragionamenteo superato ma <strong>sono ancora molte le organizzazioni che fanno errori grossolani da questo punto di vista</strong>, accontentandosi di un&#8217;analisi superficiale, sia di contesto che di opportunità. Questi comportamenti inficiano i risultati in termini di performance, <strong>mettendo l&#8217;organizzazione, anche la più meritevole, in condizioni di svantaggio competitivo</strong> e nella necessità di fare molto di più per imporsi. Doppia fatica, insomma.</p>
<blockquote><p>La tua organizzazione può essere anche pieno di buoni propositi e avere l&#8217;idea più bella del mondo ma se nessuno la conosce, la tua causa resta tra pochi intimi e lettera morta ai più.</p></blockquote>
<p>La prima cosa da fare, dunque, è <strong>lavorare sulla notorietà del proprio brand, sul suo posizionamento e sulla sua reputazione:</strong> premesse essenziali all&#8217;atto di raccolta fondi, in particolare <strong>in mancanza di una leadership forte capace di attrarre sostegno grazie all&#8217;influenza e al carisma del fondatore</strong>. E tutto questo partendo dalla scelta del nome.</p>
<p>Nel pensare al posizionamento del tuo brand, ecco qualche domanda da spuntare una volta soddisfatta:</p>
<ul>
<li><strong>Naming:</strong> il nome della tua organizzazione è memorizzabile e intuitivo? Gli acronimi sono utili ma non sempre sono belli. A volte può essere necessario ripensare al nome anche se può creare del disagio e del tempo. Questo passaggio può essere inevitabile ed è meglio che avvenga prima di ogni ulteriore azione di posizionamento.</li>
<li><strong>Logo:</strong> il logo rappresenta l&#8217;organizzazione e rende bene l&#8217;idea di quel che fa? E&#8217; semplice e facilmente declinabile sui diversi strumenti?</li>
<li><strong>Colori:</strong> al pari del simbolo usato, anche i colori hanno una loro importanza. Verifica che stiano bene insieme e siano riconoscibili. Pensa: arancione e verde insieme sono ad esempio indistinguibili per un daltonico.</li>
<li><strong>Payoff:</strong> trova uno slogan che possa accompagnare (non sempre, eh) il logo e che ti caratterizzi in modo da diventare quasi un jingle. Una frase che usi in chiusura nelle tue lettere, che usi in hashtag, che ti accompagni nelle tue rappresentazioni e nelle campagne.</li>
<li><strong>Elemento distintivo:</strong> qual è l&#8217;elemento che ti distingue da organizzazioni simili? Trovalo, lavoraci, valorizzalo. Innalzalo a valore e fai in modo che questo lavoro abbia standard sempre elevati.</li>
<li><strong>Tono di voce:</strong> qual è lo stile che usi nel comunicare? E&#8217; familiare? E&#8217; istituzionale? Oppure è serioso e formale. Dai del tu? Del lei? Del voi? Usi il noi? Trova il tuo modo e sii costante. Fai in modo che ci sia coerenza tra missione, messaggio e percepito. Il tono deve adattarsi ai diversi strumenti nei quali si declina e nei diversi canali, ma ciononostante deve trovare una propria armonia senza asservirsi, ma mantenendo la propria specifica identità.</li>
</ul>
<p>Lo studio del brand merita grandi spazi di attenzione. Prenditi il tempo per capire se il tuo brand funziona così com&#8217;è, come funziona o se potrebbe funzionare meglio altrimenti. Non è facile ma&#8230;</p>
<blockquote><p>Si può fare, si può fare. Si può crescere, cambiare e continuare a navigare &#8211; <em>come ricorda un vecchio pezzo di Angelo Branduardi</em> -.</p></blockquote>
<p>Buon ascolto.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Si può fare - Angelo Branduardi" width="1380" height="776" src="https://www.youtube.com/embed/RY_yGsDTHb8?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/03/28/lagenda-del-fundraiser/">L’agenda del fundraiser e del comunicatore sociale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/02/20/usp-il-marketing-strategico-a-servizio-del-nonprofit/">USP, Unique Selling Proposition. Il marketing strategico a servizio del NONPROFIT</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/05/21/formazione-e-organizzazione-interna-elementi-chiavi-per-garantire-la-crescita-del-terzo-settore/">Formazione e Organizzazione Interna, elementi chiave per garantire la crescita del Terzo Settore</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/il-processo-creativo-nel-fundraising/">Il processo creativo nel fundraising</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/07/12/fundraising-6-buone-regole-valide-sempre/">Fundraising, 6 buone regole valide sempre</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/nonprofit-e-posizionamento-prima-di-tutto-il-brand/">Nonprofit e posizionamento. Prima di tutto, il brand</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/nonprofit-e-posizionamento-prima-di-tutto-il-brand/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">24366</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Mal d&#8217;idea, il pensiero divergente del fundraiser</title>
		<link>https://elenazanella.it/mal-didea-il-pensiero-divergente-del-fundraiser/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/mal-didea-il-pensiero-divergente-del-fundraiser/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 28 Apr 2015 12:11:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=22493</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era il 1999. Aldo Cernuto e Roberto Pizzigoni, al tempo direttori creativi esecutivi di Pirella Lowe, nota agenzia pubblicitaria, e oggi partner dell’omonima Cernuto Pizzigoni &amp; P., uscivano con Il mal d’idea, libro in cui i due pubblicitari raccontavano il modo in cui nascono le idee nella mente di un creativo: Cosa concilia la risata  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/mal-didea-il-pensiero-divergente-del-fundraiser/">Mal d&#8217;idea, il pensiero divergente del fundraiser</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2015/04/img_0050-1.jpg"><img decoding="async" class=" size-full wp-image-22505 alignright" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2015/04/img_0050-1.jpg" alt="IMG_0050" width="144" height="200" /></a>Era il 1999. <strong>Aldo Cernuto</strong> e <strong>Roberto Pizzigoni</strong>, al tempo direttori creativi esecutivi di Pirella Lowe, nota agenzia pubblicitaria, e oggi partner dell&#8217;omonima <a href="http://www.cernutopizzigoni.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cernuto Pizzigoni &amp; P.</a>, uscivano con <em>Il mal d&#8217;idea</em>, libro in cui i due pubblicitari raccontavano il modo in cui nascono le idee nella mente di un creativo:</p>
<blockquote><p>Cosa concilia la risata o la lacrima di uno spettatore con l’acquisto di un prodotto? &#8211; <em>si chiedono</em> &#8211; Le idee. E se far ridere è difficile, trovare idee per vendere è molto peggio. Bisogna patire, penare, smaniare, soffrire, fino quasi a star male. Questo (&#8230;) è il “mal d’idea”.</p></blockquote>
<p><span id="more-22493"></span>Nel 1956, <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/J._P._Guilford" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Joy Paul Guilford</a>, psicologo statunitense, presenta <em>Struttura dell’intelletto</em>, modello multifattoriale innovativo in cui descrive due tipi di &#8220;intelligenza&#8221;: una più &#8220;sequenziale&#8221; e riconducibile al pensiero &#8220;convergente&#8221; e una meno &#8220;logica&#8221; che lo psicologo chiama, appunto, &#8220;divergente&#8221;. A scriverne ultimamente su <a href="http://www.wired.it/lifestyle/2015/03/27/sei-un-divergente/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>Wired</em></a>, <a href="http://www.giovannilucarelli.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Giovanni Lucarelli</a>, sociologo e scrittore, a proposito di <em>Insurgent</em>, film del secondo episodio della trilogia <em>Divergent</em> di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Veronica_Roth" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Veronica Roth. </a>Scrive Lucarelli:</p>
<blockquote><p>Il <strong><em>pensiero convergente</em></strong> è un modo di procedere sistematico che, tramite una serie di passaggi (basati su schemi di ragionamento consolidati), ci porta al risultato finale. È quello che attiviamo, ad esempio, quando applichiamo formule matematiche o procedure standard. Il <strong><em>pensiero divergente</em></strong>, invece, cerca di stimolare delle nuove prospettive, di superare gli schemi di ragionamento ordinari e di spingere la mente in direzioni inesplorate. Questo consente di generare una varietà di ipotesi e di soluzioni che prima non esistevano. Lo applichiamo quando dobbiamo risolvere un problema o quando ci troviamo davanti ad un imprevisto.</p></blockquote>
<p>Ecco cosa penso. La mente lavora in mille modi diversi. Le nostre abilità sono sconfinate, questo mi è ben chiaro da sempre. Nel mio lavoro quotidiano, <strong>cerco di trovare soluzioni nuove a cose che non sempre lo sono.</strong> Cerco una chiave di lettura che mi rappresenti e che meglio rappresenti le organizzazioni che si affidano alle mie cure, per così dire. Quanto propongo non è facilmente modulabile e cambia di continuo. Ed è questo l&#8217;aspetto che amo in modo particolare nel mio lavoro: sapere che esistono chiavi di lettura diverse e che mai una si sovrappone all&#8217;altra. Nel corso di questi anni, ho affrontato a più riprese il tema dell&#8217;<a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Insight" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>insight</em></a> e del <em>processo creativo</em> e sono sempre più convinta che il fundraiser non ne sia estraneo. Anzi.</p>
<blockquote><p>L&#8217;abilità del fundraiser sta nel trovare soluzioni nuove a situazioni complesse; nel porre la questione al centro, analizzandola dai diversi punti di vista e nel lasciarsi andare senza pregiudizi.</p></blockquote>
<p>Rileggo ora la definizione che ho dato del fundraiser ormai più di cinque anni fa, ancor prima di lanciare il blog:</p>
<blockquote><p>Un fundraiser è un creativo votato al marketing, un paroliere con la passione per l’economia, una persona etica orientata alla massimizzazione dei risultati per una buona causa.</p></blockquote>
<p>Al pari di un creativo, un bravo fundraiser deve &#8220;divergere&#8221; se vuol fare la differenza ma, allo stesso tempo, deve saper &#8220;convegere&#8221; per stare sul pezzo e per non perdere di vista il progetto di missione. L&#8217;augurio per noi tutti è di trovare il giusto equilibrio tra ciò che converge e ciò che diverge. E, in particolare, che il mal d&#8217;idea, quello sano, creativo e produttivo, ci colga preparati e pronti a coglierlo a piene mani. &#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;- Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/12/09/il-processo-creativo-nel-fundraising/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il processo creativo nel fundraising</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/11/24/cosa-ti-rende-davvero-unico/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cosa ti rende davvero unico?</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/02/20/usp-il-marketing-strategico-a-servizio-del-nonprofit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">USP, Unique Selling Proposition. Il marketing strategico a servizio del NONPROFIT</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/01/20/genesi-di-un-buon-piano-di-raccolta-fondi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Genesi di un buon piano di Raccolta Fondi</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2011/12/23/professione-nonprofit-il-fundraiser-e-larte-di-saper-chiedere-un-po-per-vocazione-e-un-po-per-diletto-parte-prima/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Professione NONPROFIT: il fundraiser e l’arte di saper chiedere. Un po’ per vocazione e un po’ per diletto</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/mal-didea-il-pensiero-divergente-del-fundraiser/">Mal d&#8217;idea, il pensiero divergente del fundraiser</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/mal-didea-il-pensiero-divergente-del-fundraiser/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">22493</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Smack, 5 key words per un 2015 al bacio</title>
		<link>https://elenazanella.it/smack-5-key-words-per-un-2015-al-bacio/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/smack-5-key-words-per-un-2015-al-bacio/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 02 Jan 2015 15:27:37 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[Nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=13244</guid>

					<description><![CDATA[<p>Benvenuto 2015! Ho pensato di cominciare il nuovo anno con un po’ di leggerezza e un po’ di dolcezza. E nel farlo, ho scelto un nome e un’immagine che contribuissero a stemperare i desiderata qui esposti che, a dispetto del nome, sono tutt’altro che leggeri. Tra trend e buoni propositi, penso siano 5 gli atteggiamenti  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/smack-5-key-words-per-un-2015-al-bacio/">Smack, 5 key words per un 2015 al bacio</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2015/01/fotolia_60822692_xs-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13245" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2015/01/fotolia_60822692_xs-1.jpg?w=300" alt="Fotolia_60822692_XS" width="300" height="169" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/01/fotolia_60822692_xs-1-300x169.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/01/fotolia_60822692_xs-1.jpg 462w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Benvenuto 2015!</p>
<p>Ho pensato di cominciare il nuovo anno con un po&#8217; di leggerezza e un po&#8217; di dolcezza. E nel farlo, ho scelto un nome e un&#8217;immagine che contribuissero a stemperare i desiderata qui esposti che, a dispetto del nome, sono tutt&#8217;altro che leggeri.<span id="more-13244"></span></p>
<p>Tra trend e buoni propositi, penso siano <strong>5 gli atteggiamenti da adottare</strong> in questo nuovo anno per contribuire a rendere le nostre <strong>organizzazioni più competitive e via via più sostenibili ed efficaci</strong>:</p>
<ol>
<li><strong>S come Sistematicità.<br />
</strong>Rigore e metodo. Più semplicemente, <strong>organizzazione del lavoro, delle risorse, del tempo.</strong> Da bandire superficialità e improvvisazione, generatrici di confusione e inefficienza.</li>
<li><strong>M come Metriche.<br />
</strong>Misurazione dell&#8217;impatto sociale dell&#8217;attività prodotta, <strong>utile sia per rendere i progetti più appetibili agli occhi dei donor più maturi, sia per analisi interne</strong>. Utilizzate sia in fase previsionale (ex ante) che valutativa (ex post), richiedono know how specifico e disponibilità di tempo.</li>
<li><strong>A come Accountability.<br />
</strong>Trasparenza. Credibilità. Reputazione. Rendicontazione. Notorietà. Modus operandi. In un&#8217;unica accezione, <strong>un universo di significati e comportamenti virtuosi</strong> ai quali tendere senza esitazione.</li>
<li><strong>C come Crossmedialità.<br />
</strong>Comunicare in modo intelligente significa raggiungere target diversificati in modo altrettanto diversificato. <strong>Significa integrare canali, strumenti, tempi a opportunità, obiettivi e significati.</strong> Un lavoro di fino che richiede processi adeguati.</li>
<li><strong>K come Keep in Touch.<br />
</strong>L&#8217;attenzione al donatore non si deve esaurire con il dono. Errore gravissimo. <strong>Il dono è solo l&#8217;ultimo atto di un processo relazionale che si innesca nel momento in cui avviene</strong>. Sembra un ragionamento contorto ma non lo è affatto: come su un <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Nastro_di_M%C3%B6bius" target="_blank" rel="noopener noreferrer">nastro di Moebius</a>.</li>
</ol>
<p>Ciascun punto apre necessariamente capitoli a parte che vanno investigati e di cui è opportuno tenere conto. <strong>L&#8217;impegno che mi assumo attraverso il blog è quello di contribuire a fornire gli strumenti utili affinché questo compito sia più semplice.</strong> Ma non lo farò da sola.</p>
<p>Aiutiamoci e impegnamoci a guardare lontano :). Buon anno!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/03/24/fundraising-e-tabu-dimmi-fundraiser-quante-volte-chiedi-in-un-anno/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dimmi fundraiser, quante volte chiedi in un anno? (Fundraising e Tabu)</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/11/04/il-ciclo-della-donazione-un-gentlemens-agreement/">Il Ciclo della Donazione, un gentlemen’s agreement</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/08/04/terzo-settore-fundraising-e-orientamento-strutturale/">Terzo Settore: Fundraising e Orientamento Strutturale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/12/10/misurare-limpatto-sociale-nel-nonprofit-e-una-necessita-o-no/">Misurare l’impatto sociale nel nonprofit è una necessità. O no…</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/05/21/formazione-e-organizzazione-interna-elementi-chiavi-per-garantire-la-crescita-del-terzo-settore/">Formazione e Organizzazione Interna, elementi chiave per garantire la crescita del Terzo Settore</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/smack-5-key-words-per-un-2015-al-bacio/">Smack, 5 key words per un 2015 al bacio</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/smack-5-key-words-per-un-2015-al-bacio/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13244</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Cosa ti rende davvero unico?</title>
		<link>https://elenazanella.it/cosa-ti-rende-davvero-unico/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/cosa-ti-rende-davvero-unico/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Nov 2014 11:00:24 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative e campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=13125</guid>

					<description><![CDATA[<p>Quando si parla di comunicazione, si sembrano dare per scontati alcuni aspetti di per sé fondamentali, in particolare l’attenzione al punto di vista del destinatario e l’importanza del messaggio. Così, quanto prodotto, pur piacendo molto a chi lo fa o, magari, spingendosi più oltre, pur con l’essere un bell’esercizio di stile, finisce con l’essere solo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/cosa-ti-rende-davvero-unico/">Cosa ti rende davvero unico?</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/11/fotolia_67818824_xs-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-13135" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/11/fotolia_67818824_xs-1.jpg?w=300" alt="Fotolia_67818824_XS" width="300" height="200" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/11/fotolia_67818824_xs-1-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/11/fotolia_67818824_xs-1.jpg 424w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Quando si parla di comunicazione, si sembrano dare per scontati alcuni aspetti di per sé fondamentali, in particolare l&#8217;<strong>attenzione al punto di vista del destinatario</strong> e l&#8217;<strong>importanza del messaggio</strong>. Così, quanto prodotto, pur piacendo molto a chi lo fa o, magari, spingendosi più oltre, pur con l&#8217;essere un bell&#8217;esercizio di stile, finisce con l&#8217;essere solo questo: un prodotto piacevole a vedersi (forse, aggiungerei) ma inefficace in termini di ritorno. Quindi, inutile.<span id="more-13125"></span> Comunicare sembra facile ma non lo è. Occorrerebbe partire da qui. Anche quando si tratta di sociale. O in particolare quando si tratta di sociale. Destinatario e messaggio sono temi centrali di un primo comportamento che vale la pena analizzare: l&#8217;<strong>omologazione</strong>. <strong>Marco Grumo</strong>, coordinatore scientifico e didattico del <a href="http://altis.unicatt.it/altis-executive-master-in-social-entrepreneurship-mhuse-formazione-manageriale-presentazione" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Master Mhuse di Altis</a>, durante una delle sue lezioni sulla managerialità all&#8217;interno del nonprofit, ha usato un&#8217;espressione che riassume perfettamente lo stato delle cose:</p>
<blockquote><p>Siamo in un mercato di spinte omologanti. Chi si piega all&#8217;omologazione, perde.</p></blockquote>
<p>Questa è la verità: nuda e cruda. Ancora. Scrive <strong>Marco Binotto</strong> (<a href="https://twitter.com/marcobinotto" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@marcobinotto</a>) sul suo <a href="https://virusfera.wordpress.com/2014/09/04/creativity-raising/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">blog</a>:</p>
<div class="entry-content">
<blockquote><p>Per anni ho studiato e poi insegnato l’indissolubile legame tra creatività e comunicazione, la necessità di innovazione e diversità. Poi basta raccogliere casualmente una decina di lettere di #raccoltafondi ricevute da uno stesso indirizzo da parte di organizzazioni non profit per ritrovarsi un panorama incredibilmente omologato…</p></blockquote>
</div>
<p>Se i nostri progetti di missione sono il core delle nostre organizzazioni, non possiamo prescindere dal promuoverli bene. L&#8217;omologazione è pericolosa se strisciante. Se perduriamo nell&#8217;adottare comportamenti che non tengono conto dell&#8217;oggetto di missione e non costruiscono il proprio messaggio intorno a questo se non per meri fini strumentali, a lungo andare finiremo con l&#8217;inficiare la bontà delle nostre azioni con danni in termini di reputazione e credibilità. E di identità. Non poca cosa. L&#8217;antidoto all&#8217;omologazione si chiama <strong>originalità</strong>. Essere originali non è facile ma, credimi, si può fare. Ma destinatario e messaggio sono temi centrali di un altro comportamento comune: l&#8217;<strong>improvvisazione</strong>. Realizzare un qualsivoglia strumento di comunicazione o, peggio, un logotipo prescindendo da un&#8217;analisi dell&#8217;identità, degli obiettivi, dei destinatari, dei competitor, senza la stesura di un brief, è il primo passo per buttare via quei pochi soldini destinati alla promozione di sé senza, al tempo stesso, ottenere risultati apprezzabili che premino lo sforzo. L&#8217;infinità degli strumenti di autoproduzione messi a disposizione dal web e non solo, rende tutti un po&#8217; creativi. E qui sta l&#8217;errore: non tutti lo sono. E si vede. Un vero peccato. <strong>L&#8217;antidoto all&#8217;improvvisazione si chiama tempo</strong>. Datti tempo per analizzare in modo puntuale chi sei, cosa fai, cosa vuoi, cosa offri, a chi lo offri, perché lo offri, quanto vale quest&#8217;offerta per il tuo destinatario, quanto si differenzia dall&#8217;offerta già presente, come puoi dirlo e qual è il modo migliore per dirlo. E non è detto che un risparmio si traduca, per forza di cose, in un guadagno. <strong>Omologazione e improvvisazione rendono sterile il messaggio,</strong> spesse volte autoreferenziale, poco comprensibile al destinatario e, di conseguenza, poco efficace. <strong>Studio e originalità sono la cura a linguaggi sempre uguali e poco stimolanti. Investimento e innovazione, i canali attraverso i quali renderli sostanza.</strong> Ma siamo già pronti a coglierne le opportunità? Davvero?</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Si Può Fare" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/rdkecMOT1ko?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212; Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/09/29/comunicazione-sociale-tre-analisi-doverose/">Comunicazione sociale: tre analisi doverose</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/11/13/il-troppo-che-stroppia/">Il troppo che stroppia</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/12/09/il-processo-creativo-nel-fundraising/">Il processo creativo nel fundraising</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/03/28/lagenda-del-fundraiser/">L’agenda del fundraiser e del comunicatore sociale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/02/20/usp-il-marketing-strategico-a-servizio-del-nonprofit/">USP, Unique Selling Proposition. Il marketing strategico a servizio del NONPROFIT</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/cosa-ti-rende-davvero-unico/">Cosa ti rende davvero unico?</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/cosa-ti-rende-davvero-unico/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">13125</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Da Heineken a #Nomisugi. Com&#8217;è cambiata la comunicazione sociale ai tempi di Twitter</title>
		<link>https://elenazanella.it/da-heineken-a-nomisugi-la-comunicazione-sociale-ai-tempi-di-twitter/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/da-heineken-a-nomisugi-la-comunicazione-sociale-ai-tempi-di-twitter/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Jun 2014 22:08:50 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative e campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Adv]]></category>
		<category><![CDATA[Campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Nomisugi]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=12634</guid>

					<description><![CDATA[<p>Era il 2004. Jwt, agenzia pubblicitaria internazionale, firma uno straordinario esempio di comunicazione sociale per il consumo responsabile di birra per l’Heineken.https://www.youtube.com/watch?v=ypaoufDx4GE&amp;feature=youtu.be Ogniqualvolta lo propongo in aula, il giudizio è unanime: piace. La comunicazione è semplice benché metaforica e irreale. Come se dicesse: “Io, azienda, produco birra e la birra è il mio business. Ciononostante,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/da-heineken-a-nomisugi-la-comunicazione-sociale-ai-tempi-di-twitter/">Da Heineken a #Nomisugi. Com&#8217;è cambiata la comunicazione sociale ai tempi di Twitter</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Era il 2004. <strong>Jwt</strong>, agenzia pubblicitaria internazionale, firma uno straordinario esempio di comunicazione sociale per il consumo responsabile di birra per l&#8217;<strong>Heineken</strong>.</p>
<p><a href="https://www.youtube.com/watch?v=ypaoufDx4GE&#038;feature=youtu.be">https://www.youtube.com/watch?v=ypaoufDx4GE&amp;feature=youtu.be</a></p>
<p>Ogniqualvolta lo propongo in aula, il giudizio è unanime: piace. La comunicazione è semplice benché metaforica e irreale. Come se dicesse: <em>&#8220;Io, azienda, produco birra e la birra è il mio business. Ciononostante, sono attento al tuo stato di salute e ti invito a bere responsabilmente&#8221;.</em><span id="more-12634"></span></p>
<p>Da allora, il termine <strong>&#8220;responsabilmente&#8221;</strong> diventa una sorta di mantra che, pur indossando vesti diverse, accompagna con slancio i brand alcolici così come le declinazioni mediatiche delle comunicazioni promosse dal <strong>Ministero dei Trasporti o dell&#8217;Istruzione</strong> sulla sicurezza stradale. Esorcizzazione del problema o, diversamente, di scaricamento della responsabilità sul bevitore da una parte; educazione o sensibilizzazione alla preservazione della vita dall&#8217;altra. Comunque le si veda, le letture sono tutte ugualmente valide perché tutte, a loro modo, esempio tangibile di comunicazione sociale responsabile.</p>
<p>A distanza di dieci anni, la comunicazione è cambiata e può fare di più. Molto di più.</p>
<p><strong>Ai tempi di Twitter e di Facebook le metafore continuano a far sorridere ma quel che piace è il linguaggio vero e non più verosimile.</strong> Diretto. Immediato. Dissacrante. <strong>Che sia in grado di diventare virale. Terribilmente virale&#8230;</strong></p>
<p><img decoding="async" class="alignright size-medium wp-image-12637" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/06/nomisugi-1.jpg?w=300" alt="NOMISUGI" width="300" height="225" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/nomisugi-1-300x225.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/nomisugi-1.jpg 480w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />E&#8217; questo il caso di #Nomisugi, parola che in giapponese significa <span id="singleBody"><span id="singleBody">“bere troppo”. </span></span></p>
<p><span id="singleBody"><span id="singleBody">La campagna, commissionata da una catena di locali notturni di Tokyo, è ideata dall&#8217;internazionale <strong>Ogilvy &amp; Mather</strong> con l&#8217;intento di disincentivare gli impiegati della capitale dalla pratica diffusa dell&#8217;abuso di alcool fino a stordimento al termine della settimana lavorativa &#8211; che è noto essere a volte molto dura &#8211; facendo leva sui sentimenti di vergogna e paura dei giapponesi di essere ritratti in situazioni di disagio.<br /> </span></span></p>
<p><span id="singleBody"><span id="singleBody">Il meccanismo creativo è molto semplice: colletto bianco addormentato; colletto bianco incorniciato; colletto bianco fotografato; colletto bianco condiviso&#8230; in Rete. <strong>Il tutto sotto l&#8217;hashtag #nomisugi. </strong></span></span></p>
<p><span id="singleBody"><span id="singleBody">Cercalo online. Ne trovi d&#8217;ogni. </span></span><span id="singleBody"><span id="singleBody">La comunicazione sociale è anche questo e non è detto che sia meno efficace e meno educativa solo perché fa sorridere. Non trovi? </span></span></p>
<p><div class="video-shortcode"><iframe title="The Sleeping Drunks Billboard." width="1380" height="776" src="https://www.youtube.com/embed/tBaoKVZVyMc?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/03/27/la-social-campaign-aisla-vince-lo-spot-school-award-un-video-che-fa-scuola/">La social campaign Aisla vince lo Spot School Award. Un video che fa scuola</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/11/25/donna-dignita-diversita-il-nuovo-impegno-di-pubblicita-progresso/">Donna, diversità, dignità. Il nuovo impegno di Pubblicità Progresso</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/06/03/100-parole-per-comunicare-il-sociale/">100 parole per comunicare il sociale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/02/21/io-sto-con-i-gorilla/">Io sto con i gorilla</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/04/20/nonprofit-video-award-2013-the-best-of/">Nonprofit Video Award 2013 (The best of)</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/da-heineken-a-nomisugi-la-comunicazione-sociale-ai-tempi-di-twitter/">Da Heineken a #Nomisugi. Com&#8217;è cambiata la comunicazione sociale ai tempi di Twitter</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/da-heineken-a-nomisugi-la-comunicazione-sociale-ai-tempi-di-twitter/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12634</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Dimmi fundraiser, quante volte chiedi in un anno? (Fundraising e Tabu)</title>
		<link>https://elenazanella.it/fundraising-e-tabu-dimmi-fundraiser-quante-volte-chiedi-in-un-anno/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/fundraising-e-tabu-dimmi-fundraiser-quante-volte-chiedi-in-un-anno/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Mar 2014 18:00:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione]]></category>
		<category><![CDATA[Organizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Processo creativo]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=12419</guid>

					<description><![CDATA[<p>L’arte del fundraising è cosa ben difficile. Ad attività certe (forse…), corrispondono ritorni incerti (questo sempre). Quanti sono i dubbi che assalgono il fundraiser nella scelta di percorrere una determinata strada? E quante volte ci siamo ritrovati a ipotizzare scenari possibili? Queste e altre le domande che è opportuno farsi per non cadere nell’azzardo. Lo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-e-tabu-dimmi-fundraiser-quante-volte-chiedi-in-un-anno/">Dimmi fundraiser, quante volte chiedi in un anno? (Fundraising e Tabu)</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-12420" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1.jpg?w=750" alt="iStock_000003908491Small" width="450" height="293" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1-300x195.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1-480x313.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1-500x326.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1-700x456.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1-768x500.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/istock_000003908491small-1.jpg 858w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></a>L&#8217;arte del fundraising è cosa ben difficile.</p>
<p><strong>Ad attività certe (forse&#8230;), corrispondono ritorni incerti (questo sempre).</strong></p>
<p>Quanti sono i dubbi che assalgono il fundraiser nella scelta di percorrere una determinata strada? E quante volte ci siamo ritrovati a ipotizzare scenari possibili? Queste e altre le domande che è opportuno farsi per non cadere nell&#8217;azzardo. Lo è sia che ci si appresti a pensare a una nuova campagna, sia che si pensi a un follow up su un focus target, sia &#8211; laddove possibile &#8211; che si pensi a un&#8217;espansione di un test precedente.</p>
<p><span id="more-12419"></span></p>
<p><strong>Con buona pace di ROI e redemption, il lavoro di un fundraiser è spesso costellato da dubbi e opportunità: </strong>tra la voglia di sperimentare e la coperta corta; tra il desiderio di rischiare e il rischio di vanificare una parte delle donazioni (eventualità che sappiamo essere malamente digeribile da parte del board in caso di fallimento&#8230;).</p>
<p>Prevedere, per quanto possibile, è un aiuto incredibile e aiuta a prevenire il rischio ed è un buon esercizio mentale sempre e comunque.</p>
<p>Ma qual è la questione sulla quale è difficile dare una risposta che sia sempre valida e che fa entrare in crisi le piccole e medie organizzazioni nonprofit in modo particolare? Eccola:</p>
<blockquote><p>quante volte è possibile sollecitare alla donazione uno stesso donatore durante un anno?</p></blockquote>
<p>A chi non è mai successo di porsi questa domanda? E qual è stata la risposta? Sì, perché il più delle volte ci si concentra sul <strong>come</strong> chiedere, su <strong>quanto</strong> chiedere, sul <strong>perché</strong> chiedere, ma sul <strong>quante volte </strong>chiedere, si glissa. Quasi fosse un tabù.</p>
<blockquote><p>Non c&#8217;è una risposta giusta o sbagliata.</p></blockquote>
<p>Molto dipende dal grado di maturità (in termini di marketing, intendo dire) dell&#8217;ONP o, ancor meglio e al pari di una persona, dal tipo di personalità. Ma se c&#8217;è una cosa che ricordo bene fin da quando sedevo sui banchi di scuola del fundraising:</p>
<blockquote><p>il donatore, se crede nell&#8217;organizzazione a cui dona, dimentica di aver donato. Se può, e se sollecitato, dona con slancio una seconda volta. E una terza. E così via.</p></blockquote>
<p>Il donatore è vivo e vitale. La scelta migliore che un fundraiser può fare è quella di <strong>lasciare che sia il donatore a scegliere che tipo di donatore vuole essere</strong>. Per scoprire qual è il tipo di rapporto che vuole avere con l&#8217;organizzazione, va messo nella condizione di scegliere. Per farlo, l&#8217;unico modo &#8211; indovina un po&#8217;(!?) &#8211; è chiedere! A maggior ragione se abbiamo da offrire, oltre a una causa che vale, dei progetti che valgono altrettanto.</p>
<p>Un azzardo? Affatto. <strong>La differenza sta nel dove collochiamo il donatore su un&#8217;ipotetica linea del dono</strong>, alla fine di un processo o al suo esordio (vedi schema):</p>
<ul>
<li>se dono significa atto finale di un impegno solidale e il donatore è posizionato al suo estremo, l&#8217;appello annuale in sé è dovuto e può bastare;</li>
<li>se dono significa corresponsabilizzazione sulla quale innescare il processo di partecipazione e il donatore si pone al fianco dell&#8217;organizzazione nel ruolo di partner, tutto assume prospettive e spessore diversi e anche chiedere diventa più semplice.</li>
</ul>
<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/03/ipotetica-linea-del-dono-ez0314-elena-zanella1-1.jpg"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-12456" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/03/ipotetica-linea-del-dono-ez0314-elena-zanella1-1.jpg" alt="Ipotetica Linea del Dono EZ0314 Elena Zanella" width="394" height="155" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/ipotetica-linea-del-dono-ez0314-elena-zanella1-1-300x118.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/03/ipotetica-linea-del-dono-ez0314-elena-zanella1-1.jpg 394w" sizes="(max-width: 394px) 100vw, 394px" /></a>Tutto parte da qui e, come sopra, non c&#8217;è una risposta giusta e una sbagliata. E&#8217; solo questione di personalità e di quale tipo di organizzazione vuoi essere. Come fundraiser, io non ho dubbi. E tu?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/04/29/semper-fidelis-la-volatilita-del-donatore/">Semper Fidelis. La volatilità del donatore</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/11/04/il-ciclo-della-donazione-un-gentlemens-agreement/">Il Ciclo della Donazione, un gentlemen’s agreement</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/03/11/al-via-surf-un-nuovo-approccio-per-la-formazione-al-fundraising-integrato/">Al via SURF, un nuovo approccio per la formazione al fundraising integrato</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/08/04/terzo-settore-fundraising-e-orientamento-strutturale/">Terzo Settore: Fundraising e Orientamento Strutturale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/08/29/sulla-teoria-dellorientamento-strutturale-nel-nonprofit/">Sulla Teoria dell’Orientamento Strutturale nel Nonprofit</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-e-tabu-dimmi-fundraiser-quante-volte-chiedi-in-un-anno/">Dimmi fundraiser, quante volte chiedi in un anno? (Fundraising e Tabu)</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/fundraising-e-tabu-dimmi-fundraiser-quante-volte-chiedi-in-un-anno/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">12419</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
