<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Cultura nonprofit Archivi - Elena Zanella</title>
	<atom:link href="https://elenazanella.it/tag/cultura-nonprofit/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://elenazanella.it/tag/cultura-nonprofit/</link>
	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
	<lastBuildDate>Sun, 02 Jun 2024 09:21:21 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.8.5</generator>

<image>
	<url>https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/image-66x66.jpg</url>
	<title>Cultura nonprofit Archivi - Elena Zanella</title>
	<link>https://elenazanella.it/tag/cultura-nonprofit/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
<site xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">105011229</site>	<item>
		<title>Cambiamenti in corso, restiamo in contatto</title>
		<link>https://elenazanella.it/cambiamenti-in-corso-restiamo-in-contatto/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 31 Oct 2022 17:00:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Nonprofit Blog]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=32390</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Carissima amica, carissimo amico, desidero anticiparti che qualcosa di straordinario sta accadendo. Nel corso di questi dodici anni, da quando cioè il blog ha preso vita, la strada fatta è stata tanta. Mai drittissima come avrei voluto – perché inciampi, illusioni e disillusioni non sono mancati – ma le soddisfazioni sono state lungamente superiori  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/cambiamenti-in-corso-restiamo-in-contatto/">Cambiamenti in corso, restiamo in contatto</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Carissima amica, carissimo amico,</p>
<p>desidero anticiparti che qualcosa di straordinario sta accadendo.</p>
<p>Nel corso di questi dodici anni, da quando cioè il blog ha preso vita, la strada fatta è stata tanta. Mai drittissima come avrei voluto &#8211; perché inciampi, illusioni e disillusioni non sono mancati &#8211; ma le soddisfazioni sono state lungamente superiori alle difficoltà incontrate.<span id="more-32390"></span></p>
<p>Libera professione e formazione prima, editoria poi sono fasi di un cammino che evolve e che tra pochi giorni raggiungerà un nuovo livello, tappa da cui prenderà il via  qualcosa di nuovo, forte della tanta esperienza fatta e delle persone incredibili che ho avuto la fortuna di incrociare in questi anni.</p>
<p>Per facilitare questo passaggio, a partire dal 2 novembre il blog sarà in manutenzione e la data di ripristino sarà indicata nel countdown sulla pagina di atterraggio (<a href="https://elenazanella.it/">sempre a quest&#8217;indirizzo</a>).</p>
<p>Nell&#8217;attesa di ritrovarci qui tra qualche giorno, ti ringrazio sin d&#8217;ora della pazienza e ti invito, qualora avessi bisogno di raccogliere informazioni utili per il tuo lavoro, di recuperarle prima che vengano messe offline.</p>
<p>A presto!</p>
<p><em>Elena</em></p>
<p>PS: se non sei ancora iscritto alla newsletter, <a href="https://elenazanella.it/iscriviti-a-nonprofit-blog/">fallo ora e resta aggiornato</a>. Grazie :)</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/cambiamenti-in-corso-restiamo-in-contatto/">Cambiamenti in corso, restiamo in contatto</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">32390</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Per il mio compleanno, investi in cultura oggi, ricevi in formazione poi</title>
		<link>https://elenazanella.it/per-il-mio-compleanno-investi-in-cultura-oggi-ricevi-in-formazione-poi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 15 Nov 2020 17:00:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Editoriali]]></category>
		<category><![CDATA[Amazon]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta Fondi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=30346</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ho ricevuto molti messaggi di apprezzamento sul mio terzo libro, RACCOLTA FONDI. Tante le copie diffuse, più di quelle previste e questo mi conferma che avevo ragione nello scrivere un libro che puntasse a creare le basi per avviare il fundraising, al di là delle tecniche e degli strumenti che ci sono, naturalmente, ma che  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/per-il-mio-compleanno-investi-in-cultura-oggi-ricevi-in-formazione-poi/">Per il mio compleanno, investi in cultura oggi, ricevi in formazione poi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30368" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella.png" alt="" width="2999" height="2100" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-300x210.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-480x336.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-500x350.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-700x490.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-768x538.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-1024x717.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella-1536x1076.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/buon-compleanno-elena-zanella.png 2999w" sizes="(max-width: 2999px) 100vw, 2999px" /></p>
<p>Ho ricevuto molti messaggi di apprezzamento sul mio terzo libro, <a href="https://elenazanella.it/shop/">RACCOLTA FONDI</a>. Tante le copie diffuse, più di quelle previste e questo mi conferma che avevo ragione nello scrivere un libro che puntasse a creare le basi per avviare il fundraising, al di là delle tecniche e degli strumenti che ci sono, naturalmente, ma che sono strumentali alla strategia complessiva e non devono diventare unico approccio, sostituendola.</p>
<blockquote><p><span class="JsGRdQ">Ho scelto di essere un fundraiser e di farlo con passione; di insegnare agli altri a farlo e farlo ancora meglio, se possibile, e questa è la mia grande vittoria, ogni giorno. </span></p></blockquote>
<p><span class="JsGRdQ">Finché avrò la possibilità e, soprattutto, lo stesso spirito entusiasta, continuerò su questa strada. Lo farò sempre in modo diversificato, attraverso la consulenza, la formazione e l&#8217;editoria, tenendo sempre molto alta la qualità dei contenuti proposti perché <strong>solo attraverso un&#8217;offerta di valore si può crescere veramente come professionisti</strong>, ottenendo i migliori risultati possibili, per sé e per le proprie cause.</span><span id="more-30346"></span></p>
<blockquote><p>Questa settimana compirò 48 anni.</p></blockquote>
<p>In occasione del mio compleanno, ho pensato che il regalo migliore che potessi farmi fosse quello di facilitare la diffusione della cultura del fundraising sfruttando uno dei tanti meccanismi che girano nel profit.</p>
<p>Prendo dunque stimolo dal Secondo settore adottando, per questa occasione e fino al <strong>Black Friday</strong>, la formula del <strong><em>Give Back</em></strong> in formazione per chi deciderà di acquistare una o più copie di <a href="https://elenazanella.it/shop/">RACCOLTA FONDI.</a></p>
<p><strong>Che sia in formato cartaceo o in e-Book, chi acquisterà il volume sul mio blog da oggi e fino al 27 novembre riceverà indietro la somma in formazione</strong>, comprensiva di eventuali spese di spedizione, come sconto (cumulabile con eventuali altre offerte) sul corso che si desidererà seguire tra quelli previsti a catalogo, organizzati e promossi dalla <a href="http://fundraisingacademy.it/"><strong>Fundraising Academy</strong></a> ed erogati tra gennaio e giugno 2021. Il calendario, ricco e variegato, uscirà a metà dicembre <a href="https://www.fundraisingacademy.it/programma-formativo/">sul sezione dedicata del sito</a>.</p>
<blockquote><p><strong>Acquistare la tua copia oggi,</strong> <strong>ti assicura di riceverla entro Natale</strong>, qualora tu volessi regalarla, qualsiasi spedizione tu decida di scegliere.</p></blockquote>
<p>A questo proposito, l&#8217;esperienza insegna e abbiamo studiato come migliorare la consegna.</p>
<p>Da oggi, <a href="https://elenazanella.it/shop/">la casa editrice ha adottato modalità diverse di recapito</a> a seconda di quanta fretta hai di ricevere il libro:</p>
<ul>
<li><strong>Con Amazon</strong>, lo ordini oggi e lo ricevi già domani (e nulla, non c&#8217;è competizione da questo punto di vista, checché se ne dica, vinceranno sempre).</li>
<li><strong>Attraverso la casa editrice</strong>, ricevi una copia più pregiata e con alette ma devi avere un po&#8217; di pazienza in più.</li>
</ul>
<p>Anche in questo secondo caso, <strong>l&#8217;invio avverrà sempre in modo tracciato d&#8217;ora in poi:</strong></p>
<ul>
<li>direttamente da noi con <strong>raccomandata pieghi di libri</strong> (più cara ma anche più veloce);</li>
<li>oppure dal nostro stampatore, in <strong><em>print on demand</em>, un po&#8217; più lenta ma comunque con vettore corriere</strong>.</li>
</ul>
<p>Per riassumere, ecco lo schema definitivo attivo da oggi (data di pubblicazione di questo post):</p>
<p><a href="https://elenazanella.it/product/raccolta-fondi/"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30357" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1.jpg" alt="" width="867" height="266" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1-300x92.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1-480x147.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1-500x153.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1-700x215.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1-768x236.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/schemino-1.jpg 867w" sizes="(max-width: 867px) 100vw, 867px" /></a></p>
<p>Se sei un tradizionalista e ami l&#8217;esperienza in libreria, puoi richiedere il libro al tuo libraio di fiducia. La distribuzione avviene attraverso il circuito Arianna.</p>
<p>Ma c&#8217;è ancora una cosa:</p>
<blockquote><p>tra tutti gli ordini ricevuti da oggi al Black Friday, estrarrò un nominativo a cui, invece, restituirò la somma spesa subito. Estrazione prevista per sabato 28 novembre 2020 :)</p></blockquote>
<p>Aspetto poi una tua recensione, commento o messaggio, se vorrai ;)</p>
<p>Grazie,</p>
<p>Elena</p>
<p><em>(Ricorda: quest&#8217;offerta è valida solo per gli acquisti che transiteranno su questo blog perché verranno gestiti direttamente da noi e non su altri sistemi &#8211; Amazon incluso &#8211; e solo fino al 27 novembre incluso).</em></p>
<p><a href="https://elenazanella.it/shop/"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-30311 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro.png" alt="" width="2550" height="824" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-300x97.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-480x155.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-500x162.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-700x226.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-768x248.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-1024x331.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro-1536x496.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/banner-libro.png 2550w" sizes="(max-width: 2550px) 100vw, 2550px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/per-il-mio-compleanno-investi-in-cultura-oggi-ricevi-in-formazione-poi/">Per il mio compleanno, investi in cultura oggi, ricevi in formazione poi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30346</post-id>	</item>
		<item>
		<title>10 condizioni necessarie per fare fundraising</title>
		<link>https://elenazanella.it/10-condizioni-necessarie-per-fare-fundraising/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 06 Nov 2020 09:03:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Zanzarella]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta Fondi]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=30319</guid>

					<description><![CDATA[<p>Qualche tempo fa, l’amico e collega Raffaele Picilli ed io abbiamo steso un decalogo con lo scopo di orientare l’ente che desiderasse avviare iniziative di fundraising, affidandosi a un consulente o procedendo con risorse interne. Al tempo stesso, un’utile risorsa per il professionista che si trova sovente a giustificare certe scelte che, seppur apparentemente secondarie  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/10-condizioni-necessarie-per-fare-fundraising/">10 condizioni necessarie per fare fundraising</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="lf-col1 lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-text lf-block">
<div class="lf-inner">
<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-30322" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s.jpg" alt="" width="880" height="544" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s-300x185.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s-480x297.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s-500x309.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s-700x433.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s-768x475.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/135571144_s.jpg 880w" sizes="(max-width: 880px) 100vw, 880px" /></p>
<p>Qualche tempo fa, l&#8217;amico e collega <strong>Raffaele Picilli</strong> ed io abbiamo steso un <strong>decalogo con lo scopo di orientare l&#8217;ente che desiderasse avviare iniziative di fundraising</strong>, affidandosi a un consulente o procedendo con risorse interne. Al tempo stesso, un&#8217;utile risorsa per il professionista che si trova sovente a giustificare certe scelte che, seppur apparentemente secondarie a un primo approccio, sono fondamentali per attivare un processo di dono virtuoso e duraturo.</p>
</div>
</div>
<p><span id="more-30319"></span></p>
<div class="lf-col1 lf-height-auto lf-vertical-align-start lf-size1 lf-width-normal lf-padding-auto lf-text lf-block">
<div class="lf-inner">
<ol>
<li><strong>Prima del fundraising c’è la comunicazione e la costruzione di relazioni: </strong>se l’organizzazione non comunica o comunica male la propria mission, in primis, bisognerà lavorare a questo. La prima verifica passa quindi da una valutazione del tipo di comunicazione adottata e dall’analisi/profilazione della rete relazionale esistente e/o realizzabile.</li>
<li><strong>L’organizzazione che vuole utilizzare il fundraising deve investire in comunicazione.</strong> Sono necessari modifiche e/o aggiornamenti del sito web, dei social network e del materiale cartaceo: tutti strumenti fondamentali per informare i cittadini riguardo ai diversi modi di donare a favore dell’organizzazione. Quanto prodotto deve essere studiato e realizzato in modo integrato.</li>
<li>Per organizzare un piano di raccolta fondi e vederne i risultati <strong>serve tempo e impegno da parte di tutti:</strong> consulenti e organizzazione.</li>
<li>Un programma di fundraising prevede <strong>azioni che vanno dai 12 e i 36 mesi</strong> ed è molto difficile avere risultati immediati se si parte da zero.</li>
<li><strong>Il consiglio direttivo deve impegnarsi </strong>nelle attività di fundraising supportando, per quanto possibile, le iniziative organizzate per raccogliere fondi.</li>
<li><strong>I volontari vanno motivati </strong>e resi partecipi delle attività di raccolta fondi. Molto spesso, senza volontari è impossibile organizzare attività di raccolta fondi.</li>
<li><strong>Delegare: nessuno può fare tutto da solo. </strong>L’organizzazione deve saper suddividere i compiti tra i propri membri.</li>
<li><strong>Network: </strong>l’organizzazione deve accrescere e consolidare la propria rete di contatti. Per questo è utile e consigliabile fornirsi di un database di tipo relazionale per la gestione dei contatti e dei donatori.</li>
<li>Investire su se stessi: l’organizzazione che vuole fare fundraising, deve anche <strong>avere il coraggio e la voglia di cambiare modalità di gestione e funzionamento.</strong> Formazione e profonda analisi interna sono capisaldi nelle strategie di fundraising.</li>
<li><strong>Per raccogliere fondi, ci vogliono fondi.</strong></li>
</ol>
<p><a href="https://www.amazon.it/Raccolta-fondi-Bisogna-essere-tecnicamente/dp/B08KGT7KG2/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&amp;qid=1604653217&amp;sr=8-1"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30320" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/vita-novembre-2020-550x75px.gif" alt="" width="550" height="75" /></a></p>
</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/10-condizioni-necessarie-per-fare-fundraising/">10 condizioni necessarie per fare fundraising</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30319</post-id>	</item>
		<item>
		<title>La cultura del dono in Italia? Embrionale. Crescerà? Dipende</title>
		<link>https://elenazanella.it/la-cultura-del-dono-in-italia-embrionale-crescera-dipende/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 08 Oct 2020 05:16:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[La Zanzarella]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Dono]]></category>
		<category><![CDATA[Ricerche]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=30212</guid>

					<description><![CDATA[<p>  Nel corso dei giorni scorsi, sono state pubblicate le ricerche sul dono di due autorevoli osservatori italiani: Istituto Italiano della Donazione e Italia Non Profit. Entrambe arricchiscono la letteratura in materia (GFK Eurisko e Vita non profit) che comincia, per fortuna, a essere piuttosto ampia o, almeno, a raccogliere l’interesse che merita perché le cifre  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/la-cultura-del-dono-in-italia-embrionale-crescera-dipende/">La cultura del dono in Italia? Embrionale. Crescerà? Dipende</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>Nel corso dei giorni scorsi, sono state pubblicate le ricerche sul dono di due autorevoli osservatori italiani: <a href="http://www.vita.it/it/article/2020/09/29/rallenta-la-generosita-degli-italiani-quasi-600mila-donatori-in-meno/156802/">Istituto Italiano della Donazione</a> e <a href="https://italianonprofit.it/global-trends-in-giving-2020/">Italia Non Profit.</a> Entrambe arricchiscono la letteratura in materia (<a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/09/I_donatori_in_Italia_-_2017_-_DEF-GFK-Eurisko.pdf">GFK Eurisko</a> e <a href="http://www.vita.it/it/article/2020/01/08/donazioni-fine-della-corsa/153724/#:~:text=Dopo%20tre%20anni%20di%20crescita,a%205%2C320%20miliardi%20di%20euro.">Vita non profit</a>) che comincia, per fortuna, a essere piuttosto ampia o, almeno, a raccogliere l&#8217;interesse che merita perché le cifre sono tutt&#8217;altro che trascurabili.</p>
<p>Condivido il <a href="http://www.vita.it/it/article/2020/10/02/lottovolante-dei-dati-sulle-donazioni-in-italia/156851/">pensiero di Massimo Coen Cagli</a> sulla lettura dei dati del dono e sulla necessità di stabilire criteri comuni di misurazione. I dati sono dati ma la loro imputazione e, soprattutto, la loro analisi possono differire di molto e far cambiare la percezione delle cose. Ad ogni modo, i numeri sono numeri e i dati una fotografia del momento.</p>
<blockquote><p>Ritengo invece sia interessante provare a ipotizzare cosa dobbiamo aspettarci ora facendo delle ipotesi che nascono da una riflessione di senso che parta da un’osservazione dei dati in un periodo più ampio.</p></blockquote>
<p>Mi spiego meglio:</p>
<blockquote><p>chi si occupa di dono deve avere ben presenti questi dati ma è poi necessario che vada oltre e impari a spalmarli senza fermarsi al numero in sé perché questo sarebbe un errore.</p></blockquote>
<p><span id="more-30212"></span></p>
<p><strong>GFK Eurisko</strong> (<em>cit.</em>) ha negli anni promosso una ricerca molto interessante, <a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/09/I_donatori_in_Italia_-_2017_-_DEF-GFK-Eurisko.pdf">un osservatorio sui donatori del Belpaese</a>, che evidenziato come inclini al dono due italiani su 10. Solo fino a 15 anni fa circa, i donatori erano tre su dieci. Abbiamo dunque perso il 10% di questa popolazione. Da qui parte una riflessione che merita attenzione: una buona parte di italiani non è propensa al dono. Ciò significa che in una condizione di normalità, probabilmente non donerebbe. In una condizione di normalità, appunto… ma quella attuale, quella emergenziale, non è evidentemente una condizione normale.</p>
<p>Faccio dunque alcune considerazioni consequenziali sullo stato attuale che desidero passare come tali e che solo il tempo potrà o meno confermare (materia che ho poi approfondito per la stesura di <a href="https://elenazanella.it/shop/"><em>Raccolta fondi</em></a>, il mio ultimo libro):</p>
<ul>
<li>In maggio, in pieno lockdown, l’ammontare delle donazioni ha superato solo in Italia il miliardo di euro. Faccio solo un’ipotesi ma è probabile che molti donatori fossero alla loro prima volta. Probabilmente, per molti di loro si è trattato di un “caso isolato” e non riaccadrà in futuro. Per qualcuno, invece, può essere una novità piacevole, tutto sta a capire se l’esperienza di dono che ne risulterà sarà positiva o meno. Questo dipenderà molto dalle azioni che i nostri enti metteranno a supporto.</li>
<li>Rispetto alle modalità, la chiusura ha accelerato l’affermarsi delle nuove modalità di pagamento, non c’è dubbio. Un processo che era già in atto ma che si è forzatamente affermato: ciò vale anche per il dono, penso, ed è fisiologico. Accompagnare la trasformazione digitale è la scelta più ovvia e di senso ma non deve sostituire la tradizione in via definitiva, non ancora almeno.</li>
<li>Ma anche l’universo dei donatori abituali, che sappiamo avere un’età matura (&gt; 65), ha probabilmente subito un mutamento nei primi sei mesi dell’anno e di questo ne avremo percezione solo nei mesi a venire.</li>
<li>Faccio poi una riflessione in merito allo spostamento dell’atto di dono causato dall’emergenza: buona parte del dono si è concentrato su quest’ultima, questo è fuori di dubbio, ma non ha probabilmente spostato la scelta del donatore abituale. Certo può essere che il peso del dono si sia assottigliato. La risposta all’emergenza è un comportamento istintivo che è altra cosa rispetto a una scelta consapevole e “di campo”. Quindi, ci può essere una flessione ma non mi aspetto una caduta drastica. Se l’organizzazione ha fatto un buon lavoro in termini di gestione del donatore, non credo debba temere. Un buon indicatore rispetto a ciò potrà arrivarci dalla lettura dei dati del 5&#215;1000 sui redditi 2019, ovvero dalle scelte appena effettuate. Questa sarà una vera cartina di tornasole sull’agire organizzativo, a mio parere, ma anche qui purtroppo sappiamo non essere pratica diffusa e quindi i dati sono comunque parziali. Altra cosa però sarà la qualità del dono che già da oggi potrebbe contrarsi con ogni probabilità per alcune categorie di donatori, ovvero quelle fasce della popolazione che pur abituate a donare hanno dovuto fare i conti con gli effetti sul proprio lavoro.</li>
</ul>
<p>Insomma:</p>
<blockquote><p><em>Una cosa è il contesto emergenziale e l&#8217;altra è la cultura del dono che in Italia è ancora carente, purtroppo. Di questo, le Onp hanno responsabilità attiva; loro compito è lavorarci su.</em></p></blockquote>
<p><strong>C’è un contesto e poi c’è un comportamento attivo in risposta al contesto. Le azioni dei donatori dipendono dall’uno e dall’altro e non sono prerogativa di uno o dell’altro.</strong></p>
<p>Il virus c&#8217;è stato, c&#8217;è e ci sarà ma non può diventare alibi per il non fare. C&#8217;è dunque da chiedersi come le diverse organizzazioni abbiano affrontato la difficoltà del momento e quali strumenti hanno deciso di mettere in atto per affrontarle perché molto del loro futuro dipenderà da questo, a mio modo di vedere.</p>
<p>C&#8217;è poi un altro aspetto:<strong> le organizzazioni devono imparare a prevedere, anticipandoli, i comportamenti dei donatori anche futuri.</strong> Questo significa studiare le generazioni, comprendendo che le future, parlo delle generazioni Z e alpha, sono molto diverse da quelle che le hanno precedute. Per intercettarle già da adesso occorre andare a prenderle dove si trovano. Per farlo, occorre studiare e informarsi. Troviamo il tempo di farlo.</p>
<p>Ecco, io sinceramente sono ottimista verso il futuro ma dobbiamo aspettarci un investimento diverso dall’attuale perché diversamente non saremo in grado di affrontare il cambiamento che è già in atto. Non è colpa di nessuno.</p>
<p>(<a href="http://www.vita.it/it/article/2020/10/06/le-donazioni-in-italia-la-cultura-del-dono-e-ancora-carente/156904/">post originale su Vita.it</a>)</p>
<hr />
<p><strong>Ultime notizie.</strong> Mentre scrivo, ci arriva comunicazione che il <strong>Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali</strong> ha finalmente pubblicato il decreto per l&#8217;avvio del <em>Runts</em>, il Registro Unico Nazionali del Terzo Settore. Una bella, bellissima notizia in un periodo di grande precarietà e incertezza come l&#8217;attuale e che speriamo acceleri la sua istituzione e l&#8217;anticipi al 2021. <a href="https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.lavoro.gov.it%2Ftemi-e-priorita%2FTerzo-settore-e-responsabilita-sociale-imprese%2Ffocus-on%2FRiforma-terzo-settore%2FPagine%2FRegistro-Unico-Nazionale-Terzo-Settore.aspx%3Ffbclid%3DIwAR1Bo5qTlnUr14Bm62AYlHaiAnj2xDVQto17HF1oOB-OVHrvtG-RTzeU2Bg&amp;h=AT0ZpqQ1rQN5jezHyahTEp6YivG6dLkozR0_9SUAvVfJWEHFJHybG1LKIawXvKtkXEU1AxvhDMh3OkFdyMQXua1kpJRngH1DgMP33PvMXyXfOd9LdacsYbOYKrZ6S9B0T5bugbE&amp;__tn__=-UK-R&amp;c[0]=AT02QMaOBP9mTU2sBkHDWmTduOoJvcjKBoaD6ya5uEGcJZNAXcxvO2WqOB2YXr0FXwZlHZsHK1CajfhpMBKGh3gXpbDNUxT720qVPQeQN-k0SRkygfJcxWS9vq-3huD9b3k314sgoUq3jrvBDkJQUa8-k9YJVq9C4y4FHoEbOXhb5xl1xecCRczqwiWo">Vai al sito</a>.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/la-cultura-del-dono-in-italia-embrionale-crescera-dipende/">La cultura del dono in Italia? Embrionale. Crescerà? Dipende</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30212</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Fare bene il bene richiede anche grande professionalità</title>
		<link>https://elenazanella.it/fare-bene-il-bene-richiede-anche-grande-professionalita/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 06 Oct 2020 10:08:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[professionalità]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=30181</guid>

					<description><![CDATA[<p>Christian Elevati ha un sogno: che arrivi finalmente il tempo in cui gli enti comunichino con fierezza che stanno investendo su sé stessi e sulla loro crescita, per il bene comune. Anch’io ho il medesimo sogno ed è il sogno di chi, come noi, ha a cuore il benessere delle nostre organizzazioni, benessere senza il  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fare-bene-il-bene-richiede-anche-grande-professionalita/">Fare bene il bene richiede anche grande professionalità</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-30192" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s.jpg" alt="" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/114240256_s.jpg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a></p>
<p><strong>Christian Elevati</strong> ha un sogno:</p>
<blockquote><p>che arrivi finalmente il tempo in cui gli enti comunichino con fierezza che stanno investendo su sé stessi e sulla loro crescita, per il bene comune.</p></blockquote>
<p>Anch&#8217;io ho il medesimo sogno ed è il sogno di chi, come noi, ha a cuore il benessere delle nostre organizzazioni, <strong>benessere senza il quale le cose che possono essere fatte sono pochine e si scaricano allo scaricarsi della buona volontà del singolo.</strong></p>
<p>Ti invito alla lettura di questo post che volge lo sguardo alla professionalizzazione del settore perché senza professionalità la strada che si percorre è breve. Ma la professionalità ha un prezzo&#8230;</p>
<p>Ti ricordo il riuscitissimo corso executive promosso dalla <a href="https://www.fundraisingacademy.it/"><strong>Fundraising Academy</strong></a> tenuto dal docente <strong>Elevati</strong> <a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/progettare-per-bandi/"><strong><em>Progettare per bandi</em></strong></a> dei prossimi 12 e 13 novembre. L&#8217;aula si sta formando e il corso si farà, in aula o da remoto. Come preferisci tu. Prendi posto.</p>
<hr />
<p>In occasione della pandemia il Terzo Settore ha dimostrato – per l’ennesima volta – di essere indispensabile alla tenuta dell’intero Paese e di rappresentare un pilastro fondamentale anche nei Paesi in cui opera a livello di cooperazione internazionale.<span id="more-30181"></span></p>
<p>Tutto ciò è stato possibile perché nel Terzo Settore esiste una fortissima alleanza fra volontari e lavoratori a contratto. Ora, lasciando per un momento da parte il contributo – prezioso e insostituibile – dei volontari, da un lato, e dei consulenti (per evitare ovvi conflitti di interesse), dall’altro, vorrei spendere qui qualche parola in più per sciogliere alcuni pregiudizi sui lavoratori a contratto nel Terzo Settore.</p>
<p><strong>Il pregiudizio che è padre di tutti gli altri, il peggiore e il più diffuso, lo potremmo riassumere così: “Se lavori nel sociale, lo fai gratis, non per soldi”</strong></p>
<p>Per rispondere bisogna partire da lontano, e cioè dalla complessità dei problemi e dei contesti che caratterizzano gli ambiti d’intervento del Terzo Settore. Si tratta di ambiti in cui sono presenti gravi vulnerabilità, esclusione sociale, povertà, conflitti armati, mafie, corruzione… Problemi che nonostante gli sforzi a livello nazionale e internazionale, continuano a rappresentare per tutti noi sfide enormi. Ora, come nessuno di noi si affiderebbe per un’operazione chirurgica salvavita a uno che volontariamente, con le migliori intenzioni ma senza competenze, si offrisse gratuitamente di operarlo, così <strong>per aggredire le cause complicate, profonde e multilivello, terreno di azione del “sociale”, occorrono competenze di alto livello.</strong></p>
<p>Di più: il Terzo Settore lotta quotidianamente per raccogliere fondi necessari per agire al meglio, tempestivamente e con continuità (gli interventi estemporanei non hanno mai funzionato e fanno danni).</p>
<blockquote><p>Affinché tali fondi siano raccolti e spesi con la massima efficienza ed efficacia, di nuovo, occorrono fior di professionisti, non ci si può improvvisare.</p></blockquote>
<p>Non avete idea di <strong>quante volte ho visto non solo sprecare, ma addirittura diventare causa di un peggioramento della situazione da parte di associazioni improvvisate e senza competenze, pur con le migliori intenzioni di “fare il bene”.</strong> Questo per chiarire la necessità di professionisti di alto livello e il fatto che non esiste una connessione causale fra “gratuito” e “competente/professionale”.</p>
<p>Ma veniamo al punto nodale: perché pagarli? Il bene si fa per fare il bene, non per i soldi. Vero. Però, fatevi queste domande:</p>
<ol>
<li>Quante ore “di qualità” può dedicare una persona a progetti complessi, in cui la presenza massiccia e costante è quasi sempre necessaria, senza togliere tempo al lavoro che gli dà da mangiare?</li>
<li>Agli obiettivi del Terzo Settore devono poter contribuire solo persone pensionate/i e ricche/i, cioè persone che non hanno bisogno di lavorare per mantenere se stesse/i e le proprie famiglie?</li>
<li>Ricevere uno stipendio come professionista nei contesti di intervento del Terzo Settore (medico, logista, educatore, agronomo, contabile, progettista ecc.) significa togliere soldi ai “beneficiari” o significa investire i pochi soldi disponibili in modo più efficace ed efficiente?</li>
<li>Chi sceglie di lavorare nel Terzo Settore non ha di fatto già scelto quel lavoro per “fare il bene”? Mettendo in conto e dovendo peraltro affrontare quotidianamente una vita difficile, di essere pagato poco rispetto alla stessa professione nel profit (spesso a fronte di grandi responsabilità), di essere poco riconosciuto socialmente (anzi, spesso ingiustamente attaccato o offeso), in alcuni casi di rischiare anche la propria vita?</li>
<li>Perché dovrei restare nel Terzo Settore se nel profit mi pagherebbero mediamente meglio a fronte mediamente di minori responsabilità e potendo dormire sonni molto più tranquilli la notte?</li>
<li>Quanto può essere bello unire la propria passione per il sociale e i propri valori di solidarietà al lavoro che dà da mangiare a te e ai tuoi cari?</li>
</ol>
<p>Poi, naturalmente:</p>
<blockquote>
<ul>
<li>il compenso deve essere dignitoso, commisurato al livello di professionalità e tale da garantire un minimo di serenità al professionista, da un lato;</li>
<li>dall’altro, proporzionato alle risorse dell’organizzazione e al livello di impegno/responsabilità.</li>
</ul>
</blockquote>
<p><strong>Sogno il giorno in cui le organizzazioni del Terzo Settore comunicheranno con orgoglio che il 20% dei fondi raccolti è dedicato alle proprie persone</strong>, professionisti di qualità e competenti, vero capitale dell’organizzazione (insieme ai volontari, le comunità dei territori e i donatori), in grado di garantire che quell’80% restante ottenga il massimo impatto e il migliore risultato possibile. Sarà probabilmente anche il giorno in cui i donatori comunicheranno con orgoglio che stanno sostenendo i costi di struttura delle organizzazioni del Terzo Settore. C’è evidentemente un importante lavoro culturale che ci attende ancora, dal quale nessuno di noi si può tirare fuori.</p>
<p><strong>Un rischio che vedo?</strong></p>
<p>Le organizzazioni del Terzo Settore più grandi ed economicamente forti hanno leve di attrazione tali da assicurarsi più facilmente i migliori professionisti nei vari ambiti di intervento.</p>
<p><strong>Alcune soluzioni possibili?</strong></p>
<ul>
<li>Investire costantemente nella propria crescita.</li>
<li>Fondersi con altre organizzazioni complementari per punti di forza e di debolezza.</li>
<li>Compensare il minore stipendio con altri benefici ad alto valore per il professionista.</li>
<li>Rafforzare la raccolta fondi (il che implica avere nel proprio organico Fundraiser e Progettisti ad altissima professionalità, ma anche creare partnership strutturali e durature con i donatori).</li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fare-bene-il-bene-richiede-anche-grande-professionalita/">Fare bene il bene richiede anche grande professionalità</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">30181</post-id>	</item>
		<item>
		<title>2030, obiettivo sostenibilità</title>
		<link>https://elenazanella.it/2030-obiettivo-sostenibilita/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/2030-obiettivo-sostenibilita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Jul 2020 16:22:51 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[educazione]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta Fondi]]></category>
		<category><![CDATA[Sostenibilità]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://elenazanella.it/?p=29117</guid>

					<description><![CDATA[<p>Proviamo a fare un piccolo esercizio di immaginazione: pensiamoci al 2030. Immaginiamo di lasciarci per un momento alle spalle questo paradossale (è proprio il caso di dirlo) 2020. Cosa auspichiamo? Leggendo i dati e i risultati di solidarietà rilevati nel momento topico dell’emergenza, sembra che il Covid abbia evidenziato quanto sia rilevante aprirsi a processi collaborativi  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/2030-obiettivo-sostenibilita/">2030, obiettivo sostenibilità</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Proviamo a fare un piccolo esercizio di immaginazione: pensiamoci al 2030. Immaginiamo di lasciarci per un momento alle spalle questo paradossale (è proprio il caso di dirlo) 2020. Cosa auspichiamo?</p>
<p>

</p>
<p>Leggendo i dati e i risultati di solidarietà rilevati nel momento topico dell&#8217;emergenza, sembra che il Covid abbia evidenziato quanto sia <strong>rilevante aprirsi a processi collaborativi allargati in risposta a stati di bisogno di natura di tipo emergenziale. Ma non solo, aggiungerei. </strong>Guardare alla sostenibilità muovendo da questo approccio, facendolo in modo serio e consapevole, può diventare obiettivo ultimo di un processo sistematico che parta da un approccio culturale al Terzo settore e ai bisogni collettivi che questo rappresenta diverso dalla visione assistenzialista ancora molto presente e purtroppo allargata.</p>
<p><span id="more-29117"></span></p>
<p>

</p>
<p>Per fare ciò, sarà necessario:</p>
<p>

</p>
<ul class="wp-block-list">
<li><strong>alzare lo sguardo dal proprio ombelico: </strong>è diffusa la percezione che la natura degli organismi del Terzo settore sia prevalentemente autoreferenziale e che la costituzione di Reti sia un concetto di fatto lontano dalla sua maturità. La richiesta al cambio di paradigma proviene già da tempo da Europa e Fondazioni che chiedono che per erogare vi sia di base preferibilmente una visione di rete e una comunità di intenti.</li>
<li>Questo cambio di paradigma deve necessariamente passare dal <strong>lavoro sul singolo e sulle competenze</strong>. La formazione è dunque condizione per arrivare alla consapevolezza di una sostenibilità di lungo periodo e, con essa, al raggiungimento degli obiettivi sociali individuati. Senza le giuste chiavi di lettura della complessità dei sistemi, delle reti, delle dinamiche, la sostenibilità è effimera e dispersiva.</li>
<li>C’è poi il lavoro sulla propria <strong>distintività</strong>, fondamentale per allargare la propria fetta di mercato e la notorietà in un contesto spesso indistinto. Questo aspetto ha portato negli anni le organizzazioni al numero attuale, circa 345mila, con una moltitudine di enti piccoli incapaci di incidere in termini differenziali. La Riforma del Terzo settore dovrebbe avere il merito di andare in questa direzione, risolvendo in parte la dispersione dell&#8217;efficacia (e dell&#8217;efficienza, naturalmente).</li>
<li>Un ultimo aspetto, che ritengo centrale e fortemente intrecciato coi temi precedenti, è il necessario <strong>passaggio da leadership a governance</strong>. Consapevolezza e responsabilità diffusa e non centralizzata comunque è distante dal concetto di democraticità strutturale nel senso più povero del termine. Un nuovo modello di democraticità meritocratica e meritoria in cui il valore della comunità reale e delle proprie community si fondi su sodalizi maturi e proattivi proiettati in avanti.</li>
</ul>
<p>

</p>
<p>In tutto questo, <strong>il lavoro sulla maturità del sistema attraverso la formazione è fondamentale. </strong>Chi si muove con visione in questo ambito, lo sa bene.</p>
<p>

</p>
<blockquote class="wp-block-quote is-layout-flow wp-block-quote-is-layout-flow">
<p><strong>Occorre educarsi a una nuova cultura, più realista e partecipata, alla sostenibilità.</strong></p>
</blockquote>
<p>

</p>
<p>Post originale pubblicato su <em><a href="http://www.vita.it/it/blog/la-zanzarella/2020/07/15/2030-obiettivo-sostenibilita/4910/">La Zanzarella</a></em>.</p>
<p class="has-text-align-center has-text-align-center" style="text-align: center;">***</p>
<p class="has-text-align-center has-text-align-center" style="text-align: center;"><strong>Per una formazione complessiva al Fundraising Integrato, scegli Startup Fundraising:</strong></p>
<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.startupfundraising.it/"><img decoding="async" class="wp-image-29057" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1.jpg" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" srcset="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1.jpg 1920w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-300x116.jpg 300w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1024x396.jpg 1024w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-768x297.jpg 768w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1536x594.jpg 1536w" alt="" /></a></figure>
<p class="has-text-align-center has-text-align-center" style="text-align: center;"><strong>Vuoi formarti al fundraising? Scegli i corsi della Fundraising Academy:</strong></p>
<figure class="wp-block-image"><a href="https://www.fundraisingacademy.it/"><img decoding="async" width="550" height="75" class="wp-image-28850 aligncenter" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/05/BANNER-DEM-VITA.gif" alt="" /></a></figure>
<p></p><p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/2030-obiettivo-sostenibilita/">2030, obiettivo sostenibilità</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/2030-obiettivo-sostenibilita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">29117</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Il fundraiser e il valore della felicità</title>
		<link>https://elenazanella.it/il-fundraiser-e-il-valore-della-felicita/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/il-fundraiser-e-il-valore-della-felicita/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 02 May 2018 10:36:17 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Professione Fundraiser]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=26825</guid>

					<description><![CDATA[<p>Si usa spesso dire che quello del fundraiser sia il lavoro più bello del mondo. Condivido questa visione naturalmente, ma allo stesso tempo ho la precisa consapevolezza che, oltre a ciò, quella del fundraiser è una professione molto difficile e affatto priva di dolore e frustrazione. Nell’intraprendere un cammino, agli inizi di carriera o magari  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-fundraiser-e-il-valore-della-felicita/">Il fundraiser e il valore della felicità</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-26827" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s.jpg" alt="12119346 - beautiful girl show love sign" width="847" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s-500x334.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s-700x467.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/05/12119346_s.jpg 847w" sizes="(max-width: 847px) 100vw, 847px" /></p>
<p>Si usa spesso dire che quello del fundraiser sia il lavoro più bello del mondo. Condivido questa visione naturalmente, ma allo stesso tempo ho la precisa consapevolezza che, oltre a ciò, quella del fundraiser è una professione molto difficile e affatto priva di dolore e frustrazione.</p>
<p>Nell&#8217;intraprendere un cammino, agli inizi di carriera o magari ex novo, è bene dunque partire preparati.</p>
<p>Mi trovo spesso a raccontare proprio questo nelle aule, alle tante persone, più o meno giovani, che desiderano fare del fundraising il proprio lavoro.</p>
<blockquote><p><em>Che valore dai alla felicità?</em>, chiedo</p></blockquote>
<p><span id="more-26825"></span></p>
<p>E ancora:</p>
<blockquote><p>Se la persona a cui ti rivolgi ritiene credibile chi rappresenti, sensato quanto gli chiedi ed è disposta a donare, allora hai fatto bene il tuo lavoro e puoi pensare che questa persona confermi la sua scelta una prima e poi una seconda volta; poi una terza ancora. Diversamente, hai sbagliato qualcosa: magari hai sbagliato i conti o, magari, solo persona.</p></blockquote>
<p>Il punto nodale sta proprio in questi due aspetti:</p>
<ul>
<li>nella complessità di valorizzare e dare un valore tangibile a qualcosa che, di fatto, un valore tangibile non ce l&#8217;ha per natura;</li>
<li>nell&#8217;avere assolutamente chiaro il concetto che l&#8217;oggetto di valore di cui ci facciamo portavoce non è detto che risponda a un bisogno primario di quel destinatario specifico. Spesse volte, risponde a un bisogno diverso: di gratificazione personale, di solidarietà, d&#8217;altro.</li>
</ul>
<p>Sta a noi, alla nostra capacità, <strong>saper individuare &#8220;quel valore di interesse specifico&#8221; e sta sempre a noi il compito di &#8220;trasformarlo in un valore che trascenda l&#8217;azione impulsiva del momento&#8221;</strong>, ovvero in un atto che possa perpetrarsi nel tempo.</p>
<p>Ma c&#8217;è dell&#8217;altro.</p>
<p>Se mi fermassi qui, sembrerebbe quasi sostenessi che la riuscita o meno di un&#8217;azione di fundraising dipenda in via esclusiva dai comportamenti del professionista. Questo è certamente vero in merito alla qualità dell&#8217;azione.</p>
<p>Esiste tuttavia una componente primaria da cui non possiamo esimerci:</p>
<blockquote><p>la fiducia della nostra organizzazione in noi, nel nostro operato, nella sua visione e nella sua consapevolezza di essere impresa che opera (anche) in un mercato che compete, quello del dono.<strong><br />
</strong></p></blockquote>
<p>L&#8217;entusiasmo e la passione sono ingredienti fondamentali che devono accompagnare le sfide che, quotidianamente, ci prestiamo ad affrontare ma è necessario che a questi si affianchi anche una miscela di disincanto prima per evitare di trovarci a leccare ferite che fanno male poi.</p>
<blockquote><p>Perché noi non bastiamo e il confronto continuo con l&#8217;altro potrebbe riservarci sorprese poco piacevoli o dei &#8220;no&#8221; che vanificano le attese nella loro applicazione.</p></blockquote>
<p>Il fundraiser è un costruttore di ponti e una persona capace di cogliere o individuare opportunità. Il fundraiser è una professionista insolitamente creativo, <a href="http://elenazanella.it/professione-nonprofit-il-fundraiser-e-larte-di-saper-chiedere-un-po-per-vocazione-e-un-po-per-diletto-parte-prima/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">come raccontavo qualche anno fa in questo post. </a>Per esprimersi in tutta la sua complessità, <strong>deve trovare terreno fertile per le proprie azioni e questo è possibile solo se l&#8217;organizzazione per la quale lavora è disposta a rischiare con lui,</strong> fornendo collaborazione, tempo e risorse affinché il fundraising possa germogliare.</p>
<p>La prima sfida che attende il fundraiser sta quindi nell&#8217;<strong>individuare l&#8217;organizzazione che decide, con consapevolezza e medesima sfida, di investire fiducia, tempo e risorse in azioni nuove che comportano una parte di rischio</strong>. Solo per queste, e non per altre, vale la pena investire l&#8217;entusiamo e la passione di cui è capace. Solo per queste potrà dire:</p>
<blockquote><p>Sì, sono un fundraiser e faccio il lavoro più bello del mondo!</p></blockquote>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-fundraiser-e-il-valore-della-felicita/">Il fundraiser e il valore della felicità</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/il-fundraiser-e-il-valore-della-felicita/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26825</post-id>	</item>
		<item>
		<title>Le organizzazioni nonprofit sono imprese? C&#8217;è chi dice di no</title>
		<link>https://elenazanella.it/le-organizzazioni-nonprofit-sono-imprese-ce-chi-dice-di-no/</link>
					<comments>https://elenazanella.it/le-organizzazioni-nonprofit-sono-imprese-ce-chi-dice-di-no/#respond</comments>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 01 Nov 2017 16:21:21 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[CSR]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://elenazanella.it/?p=26143</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le organizzazioni nonprofit sono imprese o no? Su questo concetto, e sull’educazione in merito al contesto in cui il Terzo settore agisce, si concentrano buona parte dei momenti formativi di introduzione al fundraising che propongo in aula e nella consulenza all’interno delle organizzazioni. Chi partecipa alle mie lezioni sa bene quanto ritengo sia importante lavorare  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/le-organizzazioni-nonprofit-sono-imprese-ce-chi-dice-di-no/">Le organizzazioni nonprofit sono imprese? C&#8217;è chi dice di no</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m.jpg" rel="attachment wp-att-26157"><img decoding="async" class="wp-image-26157 alignright" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m.jpg" alt="21290036 - rear view of mid adult businesswoman making hand frame in office" width="311" height="208" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m-500x334.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m-700x467.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/11/21290036_m.jpg 847w" sizes="(max-width: 311px) 100vw, 311px" /></a><strong>Le organizzazioni nonprofit sono imprese o no?</strong></p>
<p>Su questo concetto, e sull&#8217;educazione in merito al contesto in cui il Terzo settore agisce, si concentrano buona parte dei momenti formativi di introduzione al fundraising che propongo in aula e nella consulenza all&#8217;interno delle organizzazioni.</p>
<p>Chi partecipa alle mie lezioni sa bene quanto ritengo sia importante lavorare sul contesto, cercando &#8211; prioritariamente &#8211; di <strong>scardinare uno a uno i luoghi comuni che accompagnano le nostre organizzazioni</strong> perché i pregiudizi, spesso visioni ormai superate, sono sfortunatamente ancora ben radicati nel retrocranio <span id="more-26143"></span>di alcuni soggetti, e di fatto inficiano l&#8217;evoluzione di parte del nostro settore.</p>
<blockquote><p>Ebbene, il mio è un chiodo fisso. Rifletto e scrivo dopo un paio di giorni di sedimentazione dei pensieri.</p></blockquote>
<p>Ragiono a seguito di un confronto sulla #CSR in cui più volte ho sentito asserire che <strong>la responsabilità sociale d&#8217;impresa non è qualcosa che riguarda l&#8217;organizzazione nonprofit</strong> ma è materia rigorosamente profit.</p>
<p>Nello spirito dialettico che provo ad impormi grazie all&#8217;età ormai più matura che tiene a bada un temperamento notoriamente ribelle, cerco di trovare argomenti più convincenti su cui concentrarmi e che mi permettano di capire le posizioni prese.</p>
<p>Così, <strong>al di là della banalità nella semplificazione &#8220;nonprofit = buono&#8221; e &#8220;azienda = qualcosa da ripulire ce l&#8217;avrai di sicuro&#8221;,</strong> provo a darmi una risposta perché la cosa non mi convince.</p>
<blockquote>
<ul>
<li>La #CSR è materia del profit perché il nonprofit dovrebbe già avere insito nel proprio codice genetico il valore della responsabiltà sociale e quindi, parlarne e lavorarci su, è una contraddizione in termini?</li>
<li>Oppure perché un ente nonprofit non è un&#8217;impresa nel senso comune del termine?</li>
</ul>
</blockquote>
<p>Ritengo sia giunto il tempo di prendere maggiore consapevolezza.</p>
<blockquote><p>Le nostre organizzazioni, benché nonprofit, sono imprese.</p></blockquote>
<p>Pregiudizi circa la gestione del denaro e visioni romantiche sullo status di onp ci frenano dall&#8217;occupare quel ruolo che ci appartiene:</p>
<blockquote><p>quello di <strong>enti che hanno come obiettivo il raggiungimento di obiettivi sociali non altrimenti soddisfatti,</strong> cui possiamo dare il massimo in termini qualitativi e quantitativi solo se liberi di agire, con disinvoltura e senza falsi perbenismi che stanno stretti a molti di noi ma che, forse per eccessiva prudenza che ci mette al riparo da possibili incomprensioni, ci facciamo andare bene.</p></blockquote>
<p>Sì, rifletto e concludo, <strong>le organizzazioni nonprofit sono imprese. </strong>Come tali, <strong>la #CSR è qualcosa che ci riguarda da vicino.</strong></p>
<blockquote><p>L&#8217;azione e i comportamenti etici, in armonia con i contesti e le persone, non sono qualcosa che ti cuci addosso o che hai per partito preso.</p></blockquote>
<p><strong>Sappiamo per esperienza che è più facile parlare bene che agire bene.</strong> Dunque, la responsabilità sociale, in quanto imprese a vocazione sociale, è un asset da cui le nostre organizzazioni non possono prescindere, un monito da cui dipende la nostra repuzione.</p>
<p>L&#8217;attenzione al dipendente, al volontario, alla carta che si consuma, al territorio, al donatore, a chi fruisce dei nostri servizi, ai nostri associati, al board tutto, al rispetto che si deve a se stessi: tutti indicatori di <strong>un&#8217;organizzazione in buona salute che racconta quello che fa e che fa quello che dice,</strong> nel rispetto della propria natura e del mettersi al servizio della buona causa che sceglie liberamente di darsi. Senza ipocrisia.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/le-organizzazioni-nonprofit-sono-imprese-ce-chi-dice-di-no/">Le organizzazioni nonprofit sono imprese? C&#8217;è chi dice di no</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
					<wfw:commentRss>https://elenazanella.it/le-organizzazioni-nonprofit-sono-imprese-ce-chi-dice-di-no/feed/</wfw:commentRss>
			<slash:comments>0</slash:comments>
		
		
		<post-id xmlns="com-wordpress:feed-additions:1">26143</post-id>	</item>
	</channel>
</rss>
