USP, Unique Selling Proposition. Il marketing strategico a servizio del NONPROFIT

Le ONP non differiscono dalle imprese profit oriented se non per l’obiettivo finale. Le prime, come le seconde, sono inserite in un Mercato altamente competitivo, quello dei servizi alla persona e della risposta a un bisogno sociale insoddisfatto e di nicchia. Per emergere è opportuno che facciano bene quello per cui sono state costituite. Per crescere e farsi spazio in un Mercato come il nostro, l’organizzazione deve necessariamente trovare l’elemento di unicità che la contraddisgua dall’Offerta. Nel marketing strategico, questo elemento prende il nome di USP (UNIQUE SELLING PROPOSITION).

Nella stesura di un business plan, nell’ideazione di una campagna di raccolta fondi o, ancora, nell’analisi dello stato dell’arte di una ONP, la prima domanda da porsi è: qual è la mia USP? La sua individuazione passa attraverso il processo di analisi di una serie di elementi fondamentali che vale la pena stendere preventivamente:

  • Chi sono i destinatari? Analizza con attenzione il pubblico al quale vuoi rivolgerti (focus target) in modo da rendere più incisivo lo stile comunicativo.
  • Qual è il bisogno che soddisfo? Individuale e di cluster.
  • Definisci la tua promessa (Promise). Mai dare per scontati e acquisiti gli obiettivi dell’ONP. Meglio esplicitarli.
  • Quali sono le qualità del servizio offerto (Reason Why)? Ovvero: perché, a parità di servizio offerto, un potenziale destinatario dovrebbe scegliere il mio ente?

Una volta stese le risposte, il passaggio successivo è fondere in un unico concetto i quattro punti sopraccitati e analizzarlo fino a individuarne chiaramente la sostanza. Verosimilmente, un altro modo di mettere in moto il processo creativo di Wallas di cui abbiamo parlato in Genesi di un buon Piano di Raccolta Fondi.

Omologazione Vs Unicità: trova l’elemento che ti rende differente e dimentica il resto. Trova la tua USP e aiuterai la tua Organizzazione NONPROFIT a crescere. L’unicità più è chiara e condivisa e più diventa discriminante in termini di performance.

E tu? Per cosa si distingue la tua ONP? Qual è la sua peculiarità? Mi piacerebbe condividessi la tua esperienza. Ti aspetto.

There are 2 Comments

  • Daniela Motti says:

    Cara Elena, condivido in pieno, sperimentato sul campo e funziona, integrerei l’analisi consigliando (anche se dovrebbe essere scontato) la condivisione con il Direttivo (gruppo dirigente) e analisi SWOT (punti di forza e debolezza), se non ricordo male nei hai parlato nei tuoi post precedenti. Dall’integrazione ne deriva un piano veramente efficace ed efficiente, ovviamente da monitorare periodicamente. Sempre più dobbiamo lasciare l’improvvisazione anche per la responsabilità di cui spesso le ONP si fanno carico in termini di assistenza e sostegno ai bisogni che lo Stato sociale sta abbandonando, ma questo è un altro discorso. Grazie per i preziosi consigli. Buon lavoro e a presto.

    • Grazie Daniela. E’ proprio così. Integrazione e responsabilizzazione al posto del pressappochismo purtroppo ancora troppo comune. Procediamo su questa strada e magari qualcuno ci seguirà. Non credi? A presto.

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