Sindrome da foglio bianco? La regola delle 5 W funziona sempre! Anche nel fundraising

La cosiddetta regola delle 5 W (Five Ws in inglese) è la regola aurea dello stile giornalistico anglosassone. Sono i punti irrinunciabili che devono essere sempre tenuti presenti nell’incipit di ogni articolo, come risposta alle possibili domande del lettore del pezzo. Le 5 W stanno per:

  1.     WHO (Chi)
  2.     WHAT (Cosa)
  3.     WHEN (Quando)
  4.     WHERE (Dove)
  5.     WHY (Perché)

La regola ha una triplice efficacia:

  • raccogliere idee
  • non scordare informazioni essenziali
  • sintetizzare informazioni importanti

Per un articolo più lungo, la formula costituisce lo scheletro attorno al quale far crescere l’esposizione e favorirne la completezza. Alle 5 W è solito far seguire 1 H (HOW) per soddisfare le modalità attravero le quali il fatto si sviluppa.

Così, nella stesura di un progetto di raccolta fondi o delle motivazioni che sottendono un’idea, si può far riferimento a questa semplice regola che permetterà di offrire al board un quadro esaustivo di ciò che abbiamo in mente e al grande donatore un’idea precisa delle intenzioni legate alla richiesta di donazione.

Proviamo ad applicarla. Domanda: perché costituire un’area dedicata al fundraising? Risposta: il fundraiser è un professionista preparato ed eclettico con competenze nel marketing, nella comunicazione, in economia (WHO). All’interno dell’ONP (WHERE) ricopre un ruolo importante e ha una funzione strategica finalizzata a rendere autonoma e autosufficiente l’organizzazione (WHY). I suoi compiti (WHAT) sono l’individuazione degli strumenti e dei canali adatti a sollecitare la donazione da parte di pubblici diversi, pianificando tempi, budgetizzando, valutando possibili redemption e prevedendone i roi (HOW). La scelta di costituire un’area di raccolta fondi all’interno dell’organizzazione va necessariamente inquadrata come investimento di lungo periodo (WHEN) perché i ritorni tendono a crescere in modo direttamente proporzionale al crescere dell’attività dedicata.

Chiaro no 😉 ?

There are 3 Comments

  • Cara Elena, ricordare la regola delle 5 W aiuta, così come quella che un messaggio di FR deve sapientemente contenere la parte emotiva e quella razionale, la call to action e le modalità di contatto e sostegno, il rimando al sito.
    Ma è la passione per l’argomento che tratti che fa la differenza e che ti fa scrivere di getto le cose essenziali che vanno dritte al cuore e alla mente di chi legge o ascolta. Credere nella Causa, conoscerla bene, trasmetterla con creatività, chiarezza, emozione, sono queste le componenti essenziali di un buon messaggio, che ti pone in relazione con il tuo interlocutore. Diversamente si rischia di scrivere un messaggio privo di pathos e un po’ troppo markettaro, come i tanti che vedo e gli altrettanti che ricevo.

  • Naturalmente Beppe. Questo lavoro, senza la componente del cuore, risulterebbe non solo sterile ma anche controproducente. Hai fatto bene a ricordare questi aspetti. Occorre tenerli sempre bene presenti. Grazie!

  • welfareweb says:

    Carissimi Beppe e Elena,
    nell’affrontare la redazione di un progetto di FR per il mio Ente, che insieme a me si avvia in questa avventura, le vostre indicazioni sono veramente la base fondamentale. Unire tecnica e cuore danno quel sapore in più non solo al lavoro di progettazione ma anche a tutto il resto. Un progetto con la sola tecnica rimarrebbe freddo e privo di quel motore che sono i valori che fanno del mondo delle onp e terzo settore; un mondo con una grande valenza etica e che fa buttare spesso il cuore oltre l’ostacolo. Un progetto con i solo valori, ci farebbe andare poco lontano: avremo il motore, ma mancherebbe la benzina.
    Un altro elemento importante come in questo caso e altri che ho potuto verificare in rete è la condivisione di esperienze e notizie che a un apprendista FR come me, sono fondamentali e danno il sintomo di una professione che può arricchisce sopratutto da un punto di vista umano.
    Per cui vi ringrazio per le considerazioni molto utili e condivise.

    Fabio Ceseri

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