Nonprofit Live Tweeting, istruzioni per l’uso

Twitter non è solo un modo immediato, divertente e semplice di condividere opinioni e socializzare. E’ un’opportunità straordinaria di raccogliere, catalogare e analizzare un’infinità di dati utili alla formazione continua e, naturalmente, allo sviluppo della nostra professione.

Non solo chat room quindi ma un modo magnifico di prendere appunti multimediali e ottenere il massimo da un evento, on e off line naturalmente. Almeno, questo è l’uso che ho imparato a farne io. Da qui l’idea di preparare un post ad hoc con qualche suggerimento utile ai neofiti. Senza pretese di esaustività ma certo con qualche piccolo trucco per rendere più semplice e funzionale l’adozione di questo magnifico social.

PERCHE’ LIVE TWEETING E’ BUONA COSA

Come prima cosa, ecco snocciolati i punti di forza:

  • Carpe Diem! Una parola. Una frase. Con Twitter tutto diventa aforisma e fonte di ispirazione per altri o per altro utilizzo.
  • Facilita la concentrazione su un fil rouge individuato.
  • Favorisce il contatto in live con altre persone che si stanno occupando dello stesso tema attraverso l’hashtag (#tag) e contribuendo a colmare eventuali gap.
  • Stimola la rete di relazioni intorno a un argomento.
  • 140 caratteri facilitano la sintesi e l’immediatezza dell’efficacia in termini di comprensibilità del concetto espresso.

Inoltre, complice l’entusiasmo:

  • Promuove la notorietà del profilo, gli interessi e le competenze personali.
  • Favorisce nuovi contatti, sia in entrata che in uscita (follower&following).

LE 3 FASI DI UN LIVE TWEETING EFFICACE

Ecco qualche consiglio pronto all’uso che, per lo meno, ti eviterà tentativi a vuoto e magari qualche snervante default.

PRIMA:

  • CERCA l’evento on line e scopri qual è l’hashtag dedicato da copiare e incollare su ogni twitt.
  • TROVA gli altri follower attraverso l’hashtag.
  • CREA: nel caso l’evento non fosse gestito on line, proponi tu stesso un hashtag e promuovi l’iniziativa attraverso la tua rete.
  • COINVOLGI: tieni viva l’attenzione attraverso il follow up.

DURANTE:

  • COPIA E INCOLLA l’hashtag.
  • CITA IL RELATORE. Menziona la persona che sta parlando con l’#nome + “frase” e @nome se è nelle tue liste.
  • ATTIENITI… Segnala quanto viene detto: una frase; un appunto; una precisazione.
  • … MA FAI EMERGERE IL TUO STILE: punto di vista e personalità sono importanti. Lo stile (o idioletto) caratterizza e dà riconoscibilità immediata all’emittente.
  • NON CRITICARE se non è possibile il confronto. Le critiche sono utili se sono costruttive e permettono il contraddittorio. La Rete è democratica ma non perdona.
  • RITWITTA E VALORIZZA il contributo di altri di particolare interesse o che, in qualche modo, contribuisca ad arricchire l’obiettivo del tuo live tweeting.
  • POSTA FOTO solo se lo ritieni opportuno: particolari, platea, volti dei relatori. Per il resto, occhio alla privacy (sempre e comunque)!
  • CONTROLLA IL FLUSSO DEI TWITT (tuo e nell’insieme) per verificarne la logicità sequenziale.
  • QUANTI TWITT? Dipende dall’interesse che suscita l’argomento. Se sei il solo a trattarlo, non esagerare 😉
  • COMUNQUE VADA, è probabile che comincino a seguirti nuovi follower e che tu faccia lo stesso. Nuove interazioni. Nuove opportunità. Nuova linfa.

DOPO

E ora un po’ di ordine:

  • RACCOGLI tutti i twitt dell’evento grazie all’hashtag.
  • Fanne una STORIA: in pdf o sfruttando le tecnologie di Paper.Li o di Storify (ecco qualche esempio tramite il mio account).
  • Fanne un POST per il tuo blog o una NEWS per i tuoi social network.
  • CONDIVIDI e invita a CONDIVIDERE.

Il Live Tweeting è davvero un’opportunità incredibile. A maggior ragione per il nonprofit in cui costo 0 e sensibilizzazione sono variabili non indifferenti. Pronti? Partenza… si twitta!

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There are 14 Comments

  • Loretta Veri says:

    Grazie a te e al #FFR12 tweet team ho avuto modo di apprezzare questa potente modalità di comunicazione. Vale la pena aggiungere che un live tweeting fatto bene produce come effetto immediato quello di fare entrare l’hashtag nei TT.
    Una curiosità: lo storify è giusto che sia fatto da chi organizza l’evento o non è così importante formalizzarsi? Ho provato a salvare come @archiviodiari uno storify dell’evento organizzato da Assif_Umbria il 30 giugno ma prima di renderlo pubblico volevo capire da te se mi “intrometto” troppo e non sia il caso di lasciarlo fare ad Assif o a Giulia Barbieri.

    • Storify non è ancora uno strumento conosciuto. Io, personalmente, uso anche l’hashtag promosso da altri ma la narrazione, per così dire, è scelta da me. Quindi, è un prodotto editoriale del tutto personalizzato e personalizzabile. Rendila la tua storia, con un tuo incipit e un tuo filo logico. Non vedo alcun problema. E’ social!

  • Interessante il tuo post Elena. Aggiungo solo che la lunghezza ideale dei tweet è di 120-130 caratteri, in modo da permettere il retweet senza perdere nulla.
    Per quanto riguarda Storify concordo sul fatto che sia uno strumento molto utile. L’ho scoperto qualche mese fa al seminario milanese di Redattore Sociale, incontro che è stato raccontato tramite live tweeting e poi con Storify in tutte le città in cui ha avuto luogo.

    • Da settembre mi impegnerò un po’ di più nella partecipazione a questi seminari. Promesso! E poi quelli di Redattore Sociale devono essere davvero molto interessanti. Grazie per il tuo intervento.

  • Bene Elena. Sono anni che seguo questi seminari a Milano e ti assicuro che, oltre a essere molto interessanti, rappresentano una importante occasione di formazione per chi si occupa professionalmente di comunicazione e giornalismo sociale.
    Ti metto il link allo Storify dell’edizione di Milano, giusto per darti un “assaggio”.
    http://storify.com/RedattoreSocial/sgomberiamoli

    • Bello! E mi piace vedere quanto siano sempre di più le persone impegnate nella condivisione. Mi sono or ora iscritta alla NL in modo da tenermi aggiornata sulle novità.

  • Siamo d’accordo con te Elena, il live-tweeting degli eventi è una grande opportunità. Noi cerchiamo di usarlo sempre quando qualcuno dei nostri partecipa a qualcosa di interessante (come la presentazione del CIAI al Social CaseHistory Forum di ieri) e stiamo provando ad utilizzarlo anche quando organizziamo qualcosa noi (incontri, convegni, seminari). Di solito raccogliamo tutto lo stream in uno Storify e lo segnaliamo sul blog. Ci sembra anche un modo utile di far rimanere traccia anche nella rete di quel che facciamo. Viva il live-tweeting!

    • Da quel che ne so, e un po’ ne so (lasciatemelo dire), siete tra le poche organizzazioni che conosca che utilizzano bene e in modo veramente funzionale i social network. Siete attenti ai new media e all’avanguardia: per comunicare e non semplicemente per informare. Bravi!

  • welfareweb says:

    Carissima Elena, daccordissimo con il tuo post. Tanto daccordo che Welfareweb è nato proprio per twitter

  • Opero in tutt’altro ambito rispetto ai vostri (mi occupo di editoria digitale) ma proprio in eventi legati al mio settore ho scoperto quanto il live tweet possa amplificare l’interazione e la discussione fra i presenti, che leggendosi e ritwittandosi a vicenda hanno poi modo di trasferire anche sul piano “reale” la loro comunicazione.

    Per quanto riguarda Storify l’ho scoperto qualche mese fa e lo trovo utilissimo come memoria storica delle parti più salienti dell’evento e della partecipazione attiva del pubblico. Rifacendomi al primo commento di questo post, penso che uno Storify “ufficiale” sia fondamentale, ma se a esso vengono affiancati uno o più Storify realizzati spontaneamente da chi c’era… ben venga!

    • Grazie per la tua testimonianza Mara. Punti di vista al di fuori del nonprofit sono più che benvenuti e contribuiscono all’arricchimento del nostro settore. Resta sintonizzata. A presto!

  • Dani Baudy says:

    Ritrovo questo post … anche se datato molto interessante ed utile, grazie!

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