L’agenda del fundraiser e del comunicatore sociale

Usati come sinonimi, pianificare e calendarizzare non significano esattamente la stessa cosa. Complementari e non alternativi, concorrono entrambi a rendere efficaci le nostre strategie. Una campagna di raccolta fondi o di comunicazione, per riuscire va pianificata in tutte le sue parti e calendarizzata in modo puntuale. Quest’attività richiede metodo. Il metodo richiede tempo.

Fai conto di partire da un’idea. Nella testa cominciano a prendere forma tutta una serie di pensieri. Per far diventare questi pensieri qualcosa di più concreto, ciascuno di essi va analizzato per benino e incasellato. Ognuno di noi ha un proprio modo. Chi lavora con me sa bene che io, ad esempio, durante un brainstorming sono solita buttar fuori i pensieri ad alta voce schematizzandoli, contestualmente, su un foglio.

iStock_000006684416XSmallDa qui, ovvero dall’individuazione del “cosa”, parte il film o, comunque, una sorta di piccola sceneggiatura per un film che verrà strutturato in modo più complesso in un secondo momento.

Ecco così qualche piccolo spunto per organizzare al meglio le proprie attività.

FOCALIZZA GLI OBIETTIVI. Uno è meglio. Due sono ok, ci stanno. Tre, cominciano a stare un po’ stretti. Quattro forse sono troppi. E’ importante individuare con precisione qual è lo scopo di un’idea (e che sia ragionevole) perché tutte le strategie adottate prenderanno una direzione unica: quella dell’efficacia.

A CHI TI RIVOLGI? Quali sono i pubblici diretti e indiretti dell’iniziativa che hai in mente? Riesci a prevedere a quali aspettative rispondere?

CHI COINVOLGI? Chi puoi coinvolgere attivamente nell’attività? Qual è il ruolo di ciascuno nel perseguire l’obiettivo? Banalmente: chi fa che cosa?

QUALI SONO I CANALI IDEALI? E GLI STRUMENTI PIU’ ADEGUATI? On line, off line o entrambi? On air o sulla stampa? Comunicazione generalista o di settore? Istituzionale o friendly? Above o below? Tutto è relativo e tutto sarà diversamente efficace.

PIANIFICA STEP BY STEP E METTI TUTTO SU UNA TIMELINE. Ma proprio tutto. Per non perdere di vista il processo, non dare nulla per scontato. Foss’anche un giro di bozze o una seconda verifica. Meglio uno scrupolo preventivo che una frittata a cose fatte.

CONDIVIDI, CONDIVIDI, CONDIVIDI con tutto il gruppo di lavoro. In modo particolare la timeline. E’ l’unico modo per rendere tutto il team consapevole e orientato agli obiettivi comuni.

Ma prima di tutto domandati:

quel che ho in testa serve davvero o è solo un plus? Vale la pena metterci tempo, testa, risorse?

Pensa così ai possibili ritorni. Non è un aspetto scontato e ti dà il senso e il peso dell’investimento.

Pianificare e calendarizzare sono attività che rendono sia in processi più circoscritti e routinari come, ad esempio, la gestione dell’account di Twitter o il profilo Facebook, sia in attività più complesse e articolate come una cena di raccolta fondi o una campagna di sensibilizzazione. Trovo che abituarsi a pensare per step dia risultati via via sempre più soddisfacenti.

La mia agenda è piena di appunti presi in questo modo e in questi appunti è racchiusa la preziosistà del lavoro che svolgo. Anche una volta realizzati nel complesso, fatico a liberarmene. I miei books diventano così un diario di attività pratiche e percorsi mentali che, passo dopo passo, hanno costruito il mio modo di fare fundraising ed essere fundraiser. E il tuo?

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There are 9 Comments

  • Fabio Ceseri says:

    Super come sempre. Mi ritrovo molto in quello che scrivi Elena. Personalmente ho anche l’abitudine di ritagliarmi spazi di stacco e fare un pò di silenzio nel frastuono delle cose da fare per capire il senso delle cose che faccio al di là della necessaria efficacia ed efficienza. Agenda cartacea o digitale?

  • chicasablan says:

    “Una campagna di raccolta fondi o di comunicazione, per riuscire va pianificata in tutte le sue parti e calendarizzata in modo puntuale. Quest’attività richiede metodo. Il metodo richiede tempo”… Che dire, Elena? Mi trovi d’accordo al 100%, come sempre!

  • Novella says:

    “Trovo che abituarsi a pensare per step dia risultati via via sempre più soddisfacenti.” Più che d’accordo! Anche perché questo tipo di pensiero riduce tantissimo lo stress che una qualsiasi iniziativa, vista a livello macro, può dare. E poi attraverso i singoli step è più facile creare coinvolgimento con le altre persone del gruppo di lavoro!

  • @baleiaorg says:

    Chiara ed esaustiva come sempre. Credo sia importante sottolineare che gli ingredienti per fare pianificazione e per costruire un’agenda sono insiti nelle organizzazioni non profit. Voglio dire che sono uno dei punti di forza delle ONP che spesso non sono consapevoli di quanto il lavoro di comunicazione possa uscire rafforzato se ispirato da una chiara e semplice pianificazione.

    In tempi di vacche magre (ma non solo) è importante valorizzare anche questa possibilità.

    Buon lavoro a tutti!

  • Insomma, pare proprio che “professionalizzazione” sia la parola chiave per una nuova modalità di fare sociale. Grazie per i vostri interventi.

  • Marina says:

    Ho letto con molto interesse questo articolo di Elena.

    Ha raccolto, con chiarezza e semplicità, quelli che sono gli elementi più importanti per focalizzare l’attenzione su un progetto, dal suo concepimento fino ai primi passi da seguire per iniziarne la realizzazione concreta.

    E’ giusto dire che pianificare e calendarizzare non sono strettamente sinonimi, in quanto la prima operazione non impone una strettoia temporale, mentre l’altro approccio consiste nel prendere l’iniziativa stabilendo date ed obiettivi da portare a termine secondo passaggi ben delineati.

    Continuo a seguirti!

    Marina

  • Ottimo post come sempre, Elena! Sono spunti che chiunque si occupi di comunicazione dovrebbe sempre tenere a mente! Anche per far capire a chi non fa parte di questo mondo, e a volte agli stessi clienti, che ogni attività, anche la più creativa, richiede sempre studio e pianificazione!

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