La tua campagna di raccolta fondi ha fatto cilecca? Le 5 ragioni di un flop annunciato

C’è sempre una ragione valida alla base di un insuccesso. Non è mai un caso. A volte, come spesso succede, il flop è annunciato. Di conseguenza, facile da riconoscere e, se possibile, da circoscrivere.

Ho individuto 5 motivi che trasformano un’idea potenzialmente buona in un insuccesso. Ve li propongo e attendo le vostre esperienze sul campo.

  1. Non pensare a una strategia in modo integrato: ogni strategia va pensata e declinata in modo integrato su diversi strumenti e attraverso diversi canali. Success Key: Racconta la tua storia pensando al modo in cui il tuo donatore-modello vorrebbe ascoltarla.
  2. Poca organizzazione di sistema: non c’è niente di peggio che navigare a vista. Nel fundraising, anche una piccola campagna deve essere investita della stessa intensità d’attenzione di una grande. Success Key: pianifica, pianifica, pianifica.
  3. Sottovalutare il patrimonio relazionale: per testare l’efficacia di una campagna si parte dall’universo conosciuto. E da lì, a scalare. Success Key: investi di attenzione e rendi – sempre – partecipe il tuo sostenitore (donatore, volontario, corporate, etc.).
  4. Perdere tempo con idee poco produttive: valuta con attenzione l’efficacia di una campagna. Con il tempo, l’esperienza insegna a valutare precocemente quali sono le idee poco fruttifere in termini di risultati. Success Key. Ricorda: essere molto impegnati non significa essere efficaci.
  5. Essere negativi: se pensi che la tua sia una buona idea, se pensi che un’opportunità valga la pena di essere raccolta, se hai analizzato con attenzione redemption, roi, etc., fai in modo che il tuo entusiasmo rimanga vivo. Non farti condizionare da brutti pensieri. Success Key: credici e agisci!

Come dice il detto, fundraiser avvisato… 😉

There are 6 Comments

  • Marina Sozzi says:

    cara Elena, ce n’è una sesta, come tu ben sai, che è devastante: la tua governance è fatta di ignoranti e incapaci senza speranza, per i quali fund raising potrebbe essere un insulto, e l’accountability un mistero della fede….
    In questo caso, all’ipotetico fund raiser non resta che mollare, e lasciare affondare l’istituzione in oggetto (ogni riferimento a fatti esistenti è naturalmente del tutto casuale)…

  • Raccolgo il tuo sfogo senza commentare. Vale la pena rifletterci su. Con attenzione. E mi spiace.

  • Ciao Elena, ho letto con molto interesse questo tuo post perché mi trovo ad occuparmi di due organizzazioni, in questo periodo: molto diverse tra loro, una in start-up e l’altra consolidata, con lo stesso problema di reclutamento di nuovi volontari e definizione di una strategia per il futuro.
    La tentazione, soprattutto perché “sobillata” dai presidenti, di accelerare i tempi bypassando Documento della buona causa e analisi organizzativa a volte c’è, e nelle ultime settimane mi è capitato di riflettere se proporre un metodo – personalizzato e adattato ad hoc per ciascuna situazione,certo – non rischi di sembrare una sorta di stop poco produttivo all’atto pratico (dal punto di vista dei risultati immediati), poco attraente per chi mi “sceglie” come professionista esterno.
    Sono certa di quel che faccio e del fatto che non ci si improvvisa ma che, al contrario, una strategia può essere immaginata solo a partire da una presa di coscienza dell’esistente e della propria proiezione nel futuro, ma devo dire che la tua “organizzazione di sistema” è un po’ la USP del mio intendere l’approccio professionale alle organizzazioni.
    Come dire: senza analisi di sistema non sappiamo chi siamo né chi/cosa vogliamo essere. Quindi: prima si fa una radiografia e poi si progetta tutto il resto, campagne incluse.
    Ecco, questo è il punto che soprattutto recentemente costituisce l’80% degli argomenti dei primi incontri con le organizzazioni con cui lavoro.
    (il restante 20% è spesso costituito dal risollevare i partecipanti dalla negatività in cui precipitano quando cominciano a pensare al Fund Raising come ad un obiettivo irraggiungibile e non fatto di tanti piccoli day-by-day :-))
    Ciao!

  • Vero Simona. L’organizzazione di sistema è davvero il primo punto dal quale partire affinché una strategia o un’idea più ampia abbia successo. Senza pianificazione sono solo parole, parole, parole.

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