La matematica non è un'opinione. Il fundraising nemmeno

iStock_000022113273_SmallPuò un’equazione aiutarci a spiegare che cosa significa fare fundraising e da cosa dipende il successo o meno di un’iniziativa di raccolta fondi? A quanto pare sì! 

A proporla, Beth Ann Locke (@FundraiserBeth), collega canadese nel post Math for Fundraisers. La formula è molto semplice:

(Knowledge + Engagement) Time = Commitment.
Da qui: Commitment + Capacity = Gift.

E altrettanto semplicemente, eccola spiegata:

L’impegno al dono da parte di un donatore è dato dalla conoscenza che una ONP ha di quest’ultimo sommata al di lui grado di coinvolgimento alla causa stessa; il tutto va moltiplicato per il tempo medio che quest’ultimo la persona impegna al suo interno o a promuoverla. La risultante della sommatoria di impegno e capacità è il dono. Il dono, di conseguenza, sarà tanto più grande quanto più grandi saranno impegno e capacità investite.

Anch’io come Beth penso che quest’equazione sia tanto semplice quanto efficace. Sebbene possa apparire anche molto banale e riduttiva perché non tiene in considerazione variabili indipendenti da cui dipendono i risultati di una campagna – parlo di azioni, strumenti, contenuti -, fa invece sorgere spontanee alcune domande su cui vale la pena riflettere. La collega d’Oltreoceano ne evidenzia alcune dalle quali dipendono le sorti della relazione con il donatore nel lungo periodo:

  1. Qual è il grado di attenzione che l’ONP riserva al donatore già acquisito?
  2. Quali sono gli strumenti di comunicazione che l’ONP usa per comunicare con il proprio donatore?
  3. Fino a che punto il donatore conosce l’ONP a cui dona?
  4. In quanti modi diversi l’ONP coinvolge il proprio donatore e come li comunica?
  5. L’ONP dà il giusto tempo affinché la relazione con il donatore maturi in modo adeguato?

Domande davvero molto interessanti alle quali ne aggiungerei solo un paio a completamento:

  1. Fino a che punto l’ONP conosce il suo donatore?
  2. E quali i meccanismi adottati dall’ONP a questo scopo?

Nella gestione consapevole del donatore, questi sono i primi passi di un lungo processo che, se ben avviato, può avere vita lunga e fertile.

——————

Articoli correlati:

Elena Zanella

There are 0 Comments

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *