Il Social che si cimenta coi Social. Non solo un gioco di parole

Ma ormai un lavoro a tutti gli effetti.

La sensibilizzazione ha approdato, già da tempo, sul web 2.0 e si fa sempre più interessante in termini di numeri. E’ quanto emerge dallo speciale di Vita in edicola in questi giorni. Il magazine si interroga sul fenomeno social network in occasione del Milan Social Media Week appena concluso, in particolar modo valuta l’impatto delle grandi organizzazioni in rete e la grande capacità di utilizzo della Rete a fini aggregativi.

Insomma, i grandi brand sono grandi anche on line. Non c’è che dire: i numeri sono incredibili e non c’è dubbio che l’impatto sia sensibile anche in termini di fondi raccolti.

Ma se l”influenza dei social network sulla quotidianità di chi opera nel sociale è sempre più evidente nelle grandi realtà, così come raccontato, lo è anche nelle piccole, medie e grandi (ma meno note) che vedono nell’on line un’opportunità incredibile, sia in termini di aggregazione che di sviluppo di attività.

Le mie esperienze con Uildm e Fondazione Serena, con gli oltre 7mila contatti gestiti solo su FACEBOOK, mi portano a dire che si può fare molto anche a costo zero, dove per “costo zero” intendo in termini di investimento economico. Sul tempo investito, invece, si parla di numeri altri che spesso, a detta di molti dei miei colleghi (concetto che condivido e sottoscrivo), va di pari passo con la passione che si nutre per il proprio lavoro.

Io credo che il Terzo Settore sia, in quest’ambito, molto più preparato, attivo, proattivo e produttivo di quanto si possa pensare. Anzi: credo che per certi versi possa anche insegnare come fare perché lo spirito ‘social’ ce l’ha nel DNA.

Per quanto mi riguarda, è già da qualche mese che ho inserito queste informazioni anche sul mio biglietto da visita, in perfetto stile tipico della comunicazione integrata ;).

Così, follow me on Twitter, view my profile on Linkedin, leggi il blog, iscriviti alla fan page delle mie onp su Facebook, seguici sul canale di Youtube e ricevi il Daily su Paper.Li.

Arrivederci a presto su questa Rete!

There are 2 Comments

  • Fabrizio says:

    Ciao Elena
    Per le organizzazioni non profit, specie se di piccole dimensioni, un elemento importante è l’integrazione tra vari messaggi e tipi di linguaggio.
    Spesso ho riscontrato resistenza alla “semplificazione” del messaggio, in molti casi necessaria se si vuole comunicare tramite twitter o facebook, o anche mediante un post. Le onp a volte hanno paura di un allontanamento dalla complessità della loro missione, e dalla “bontà” delle loro azioni se ciò che fanno è comunicato attraverso questi nuovi mezzi.
    Deve passare il messaggio che le relazioni di “reciprocità” mediate dalla rete vanno a rinforzare e non sostituire le relazioni tangibili e forti. E che i nuovi modi di comunicare non sostituiscono i vecchi, così come internet non sostiuirà mai i giornali e i libri.

  • (…) le relazioni di “reciprocità” mediate dalla rete vanno a rinforzare e non sostituire le relazioni tangibili e forti. (…) i nuovi modi di comunicare non sostituiscono i vecchi, così come internet non sostiuirà mai i giornali e i libri.
    Ecco: questi concetti mi piacciono molto!

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