Fundraising, 6 buone regole valide sempre

Fare Fundraising non è cosa semplice. Intercettare fondi diversi da fonti diverse è l’obiettivo e, come conseguenza, le attese da parte dell’organizzazione sono alte. Da ciò dipende, in linea di massima, non solo la sostenibilità dell’ONP ma, al contempo, la funzione stessa del fundraiser al suo interno. Non si dice ma questo pensiero è ben chiaro nella testa del professionista: la sua stessa esistenza dipende in primis dai risultati che sarà in grado di portare.

Il sentimento è quindi una miscela di sfida mista ad ansia che provoca adrenalina continua e la voglia di “stare sempre sul pezzo”.

Ecco 6 regole valide sempre nella richiesta del dono:

  1. CHIAREZZA SULL’OBIETTIVO. Inutile girarci intorno. Se l’obiettivo dell’incontro è la richiesta di sostegno, sostegno e progetto devono essere l’oggetto promotore della conversazione. Il resto è contorno. “Prendere alla larga” un argomento è una tecnica non sempre vincente e dà più l’idea di opportunismo che di opportunità.
  2. ASCOLTO AL 100%. Poniti in posizione di attento ascolto. Ascoltare significa porsi in modo ricettivo verso l’altro con tutto il corpo e non solo con le orecchie. Guarda i comportamenti e le reazioni. Non dare nulla per scontato. Poni domande. L’obiettivo dell’ascolto è l’individuazione della vision, degli interessi e delle ragioni dell’interesse del nostro interlocutore.
  3. GIOCA LE TUE CARTE, con entusiasmo e passione fanno la differenza, per il tuo lavoro e per la tua causa. Nessuno può insegnarteli.
  4. CHIEDI. Non era questo l’obiettivo?
  5. ATTENDI. Non è facile ma abbi pazienza. Dopo aver chiesto il dono, dai il tempo al tuo interlocutore di fare le dovute considerazione ed elaborare le richieste.
  6. ANALIZZA I RISULTATI.Esulta in caso di “sì”. Non demordere in caso di un “forse”. Rifletti sui “no”, con diplomazia e per fare meglio la prossima volta. Cos’è andato storto?
    • è l’ente a non interessare?
    • è il progetto in sé?
    • è il valore economico?
    • sono i tempi?

Come diceva il grande Massimo Troisi in Non ci resta che piangere (1984), bisogna provare, provare, provare, provare, provare, provare… Buon lavoro!

———-

Articoli correlati:


There are 6 Comments

  • Argomenti centratissimi, Elena (come sempre)!
    E’ un dialogo, quello con il potenziale donatore, ce lo ripetiamo spesso. In quanto tale, dunque, parte da una “nostra” idea/sensazione (fondata sull’analisi del database, sarebbe meglio) e si mescola con l’idea/sensazione dell’interlocutore. Lo scambio sarà alla pari, o perlomeno dovrebbe esserlo. L’ascolto è fondamentale unito, però, come scrivi, alla consapevolezza di quello che andremo a chiedere, dell’obiettivo da raggiungere, dell’identità che rappresentiamo/siamo come organizzazione e, last but not least, alla preparazione mentale a far subentrare un piano B. Non un ripiego ma, all’interno di una strategia negoziata con il potenziale donatore, un’alternativa ugualmente valida e che incontri il “favore” di entrambe le parti negoziali.
    Una cosa che è sempre vista come interessante, durante i corsi che tengo, è la simulazione della richiesta: definisco a priori un setting, suddivido i gruppi e i rispettivi obiettivi e insieme vediamo come prende forma l’interazione. I feedback che mi arrivano dai partecipanti sono di utilità nell’approcciare in questo modo le richieste di fondi perché si evita – come mi hanno detto – che manchi il terreno sotto i piedi, o che si giri intorno all’argomento, o che subentri una vergogna di chiedere che vanifica tutti gli sforzi fatti.
    Poi – e qui sottoscrivo e rilancio – è la passione per quello che si fa a fare, molto spesso, una grossa differenza, se si riesce a farla passare. E questo è un po’ il senso di tutto il FR: non rapporti one shot ma relazioni.
    Ciao!

    • Grazie Simona, i tuoi interventi sono sempre puntuali e fonte di stimoli per ulteriori passi avanti. Scrivimi qualcosa sull’esperienza della simulazione e, in modo particolare, in merito alle percezioni dei destinatari. Sono certa sia argomento davvero interessante per i lettori del blog. Vuoi? Ne uscirebbe un graditissimo guest post.

  • Lascia una risposta

    L'indirizzo email non verrà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *