Fundraiser, come si mangia un grande elefante?

Mettiamo che a un certo punto della tua vita ti trovi, per necessità, di fronte a questo dilemma. Magari sei alle prese con un esemplare di Loxodonta Africana che con una media di 6-6,5 metri di lunghezza, circa 3,2-3,7 metri di altezza e il peso di 3800-5100 kg, è considerato il più grande animale sulla faccia della Terra (dati Wikipedia). Insomma, che fai?

Senza timore di smentite, provo a ipotizzare due pensieri che immagino comuni:

  1. Cinque tonnellate di cibo!? Di mezzo chilo in mezzo chilo, mi ci vorrebbero 10mila giorni, ovvero 30 anni, per mangiarlo tutto… Detto in altri termini: Un’impresa impossibile. No, no, no. Non si può fare.

  2. Proviamo a considerare la cosa sotto tutti i punti di vista. Detto in altri termini: l’impresa è ardua ma vediamo che si può fare.

Tu da che parte stai?

Se propendi per la prima, nessun problema. In fondo, dove sta scritto che tutti devono fare tutto? Appunto. Diversamente, se tendi alla seconda, sai bene che a tutto c’è una soluzione. Quindi, non ti preoccupi “del cosa” ma cominci a occuparti “del come”: cerchi, raccogli, studi, valuti, analizzi. Ponderi implicazioni e sondi opportunità.

Quella che stiamo vivendo è, a detta di chi ne sa e per rimanere in tema, una crisi dalle proporzioni elefantiache. Non è solo economica, è di sistema. Come tale, affonda le sue radici nelle viscere e parte da lontano. E’ profonda e radicata nel tessuto sociale. Per uscirne, occorre trovare nuovi modi e nuove soluzioni. L’alternativa è nefasta e scegliere implica sempre e comunque delle conseguenze. Nel bene e nel male e più o meno profonde. Inclusa la scelta dell’inerzia.

Da fundraiser e professionista del Terzo Settore, ci sono alcuni aspetti dai quali, a mio modo di vedere, non si può prescindere:

Nel rispetto dei propri fini sociali, un’organizzazione nonprofit non deve dimenticare che opera in un Mercato. Allo stato attuale, e come tale, non può più non fare e non deve, aggiungerei, non considerarsi in termini di impresa. La professionalità passa dalla formazione, conditio sine qua non per la crescita, dalla pianificazione e calendarizzazione delle attività. Il caso va considerato ma va trattato con buon senso. Investimento di risorse e il tempo sono variabili che fanno la differenza: tutto subito e a costo zero? Siamo grandi per credere nelle favole ma mai troppo grandi per credere in un sogno.

Partiamo da qui: guardiamoci dentro e vediamo cosa c’è che non va. Nessuna formula magica se non quella di rimboccarsi le maniche per fare quello che si può; ma quel che si può va fatto. Nel rispetto delle proprie tipicità per far sì che il prodotto nasca su un terreno fertile e abbia buone e solide radici.

Perché un elefante si può mangiare sì, con buona pace dei vegetariani. Come? Un pezzetto alla volta.

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There are 2 Comments

  • Elena La says:

    Buongiorno Elena le scrivo per una cortesia “tecnica”, se possibile: l’interessantissimo post :

    http://elenazanella.wordpress.com/2013/06/05/il-consiglio-direttivo-e-il-fundraising-per-iniziare/

    che si “svolge” in due momenti (post) diversi. Ho girato il link ad alcuni amici potenzialmente interessati all’argomento che vorrei coinvolgere nella discussione e che però mi hanno segnalato una certa difficoltà a reperire la seconda parte: in effetti in fondo al post della prima parte non vedo un link diretto alla seconda, né un link all’interno del testo del post, né un link tra i “post relativi” presenti sul lato destro dell pagina.

    Sarebbe così gentile da spiegarmi come reperire con facilità il link alla seconda parte? :)

    Grazie in anticipo per la Sua risposta.

    Elena

    Elena

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