Prima di parlare di volontari e dell’importanza della loro formazione, è opportuno parlare di risorse umane nel mondo profit. Pensiamo sia importante, con le dovute differenze, tentare di fare dei paralleli.

Ci introduce al tema Raffaele Picilli, consulente di fundraising con una specialità nei temi della politica e del peopleraising, ovvero nel reclutamento e nella gestione di personale volontario. Raffaele è docente della Fundraising Academy sin dai suoi primi passi. Per l’Academy se ne occuperà all’interno di Startup Fundraising sesta edizione, il corso intensivo alla raccolta fondi al via in autunno. Buona lettura.


Il termine “risorse umane” indica nel linguaggio dell’economia aziendale il personale dipendente che lavora in un’azienda. L’obiettivo fondamentale della gestione delle risorse umane è quello di individuare e allocare tali risorse in modo che queste assicurino il vantaggio competitivo delle imprese. La gestione delle risorse umane diventa quindi una parte integrante e fondamentale della definizione della strategia d’impresa. La formazione consente all’organizzazione di diffondere il piano strategico e di motivare i dipendenti a svolgere nel miglior modo possibile i loro compiti tenendo ben presente gli obiettivi da raggiungere.

Ora torniamo al mondo del non profit. Le “nostre” risorse umane sono volontari che donano il proprio tempo per una giusta causa e senza pretendere una ricompensa in danaro. Hanno bisogno di essere guidati e accompagnati, perché la buona volontà o la motivazione non bastano da sole a rendere una persona autonoma nello svolgimento di uno o più compiti.

Solo attraverso la formazione e la pianificazione strategica delle attività associative potremo efficacemente ben spendere il loro tempo.

Chi entra in associazione dovrà conoscere, in anticipo, il suo percorso formativo proprio perché non tutti sono in grado (o hanno voglia) di ricoprire qualsiasi ruolo.

Il benessere associativo passa anche dalla formazione!

Tecnicamente, fare formazione significa produrre dei cambiamenti nei comportamenti, nelle competenze o nelle conoscenze di una persona al fine di migliorarne la performance sul posto di lavoro. Per questo, il volontario deve sentirsi in grado di poter operare al meglio proprio perché l’improvvisazione non può essere una delle componenti della gestione di un’organizzazione del Terzo Settore. Oggi, molto spesso, purtroppo accade questo.

Prima di parlare di formazione, sarà fondamentale conoscere, valutare e classificare i bisogni associativi.

Questo ci permetterà di intraprendere una campagna di ricerca volontari con la consapevolezza delle caratteristiche curriculari che un volontario dovrà avere. A tutti andrà assicurata formazione, non solo iniziale ma anche continuativa.

***

Raffaele è docente del modulo sul peopleraising al corso intensivo
STARTUP FUNDRAISING
CHE TORNA IN AUTUNNO. ISCRIZIONI APERTE.