Il digital fundraising è un mondo vastissimo. Si possono portare avanti tante attività, ognuna molto diversa dall’altra. Per questo motivo è importante iniziare con gradualità e dare la priorità a ciò che è davvero importante. Su come muovere correttamente i primi passi, ci introduce Allegra Lo Giudice in questo post. Allegra è past global individual giving specialist per il WWF International e ora Managing Director and Co-Founder at dgtl fundraising oltre che docente di digital fundraising alla Fundraising Academy. Buona lettura.


Quando decidiamo di approcciare una nuova attività di solito non improvvisiamo. Spesso cerchiamo di capire qual è lo starter kit necessario per fare le cose in modo appropriato. Passo dopo passo e gradualmente, apprendiamo i segreti del mestiere e diventiamo sempre più sofisticati.

Imparare quali sono gli strumenti indispensabili per iniziare a raccogliere fondi online è fondamentale per partire con il piede giusto.

Solo l’anno scorso la raccolta fondi online è cresciuta del 21% a livello globale (dato Blackbaud).

Gli effetti della pandemia hanno spinto soprattutto le piccole organizzazioni a muovere i primi passi nel digital fundraising.

Cosa serve?

PUNTO PRIMO, L’APPROCCIO. Voglia di provare cose nuove e poca paura di sbagliare. Sbagliare una mail è meno drammatico di sbagliare un mailing (!), ad esempio.

Ancora l’anno scorso, alla domanda “il vostro sito è ottimizzato per il mobile?” molte organizzazioni mi rispondevano: “No, però abbiamo abbiamo fatto un minisito!”. Ecco… nel 2021 non dovremmo più preoccuparci di questo, ma spesso l’ottimizzazione del sito rappresenta ancora un problema. 

PUNTO SECONDO, GLI STRUMENTI OPERATIVI. Lo strumento più importante della raccolta fondi online è sicuramente il form (o la piattaforma) di donazione. Qui la parola chiave è: semplicità. 

Non ci devono essere blocchi, deve essere facile da trovare, ma soprattutto deve essere un posto sicuro dove lasciare i dati della carta di credito. 

Spesso si investono molte risorse nel design e nella user interaction per poi ottenere scarsi risultati, la pagina di donazione va intesa come qualcosa di dinamico che può migliorare e cambiare nel tempo in base alle esigenze del momento. L’unico modo per capire se abbiamo imboccato la strada giusta è tenere d’occhio i KPI della vostra pagina di donazione. 

PUNTO TERZO, VOLGERE L’ATTENZIONE AL MARKETING. Una volta impostata la vostra piattaforma di donazione, così come se fosse un negozio, dobbiamo attirare clienti e quindi i possibili donatori. Per fare questo, le tecniche base sono:

  1. social media marketing
  2. campagne advertising su Google
  3. email marketing. 

Tre strumenti molto diversi ma molto efficaci per raggiungere un pubblico potenzialmente interessato a fare una donazione alla nostra organizzazione.

Solo una volta chiariti questi tre aspetti, possiamo serenamente pensare di avviare una prima compagna di fundraising online e porci nuove domande:

  • Come si struttura?
  • Che canali posso usare?
  • Quanto bisogna investire per ottenere un “x”?

Tutte domande a cui troveremo una risposta nel corso Digital Fundraising Start-Up (livello I) il 21 e il 28 Maggio dalle 9.30 alle 12.30, per 6 ore online dedicate.

Parleremo anche di 5 trucchetti che il digital fundraising può prendere in prestito dal mondo del profit per ottenere risultati. 

Il corso è rivolto a chiunque si occupi di comunicazione e fundraising all’interno di un’organizzazione non profit. Nel corso si parlerà anche di contenuti, perché la donazione è un atto d’amore e per muovere l’utente a farla bisogna lavorare sulle emozioni. 

Nell’attesa di vederci in aula, ti invito a un confronto live il prossimo giovedì 13 maggio, in diretta sul canale YouTube o sulla Fanpage di Facebook del blog. Arrivederci a presto, solo online 😉