Cosa è cambiato nelle Fondazioni Erogative? Qual è stato l’impatto della pandemia sul loro comportamento? Hanno adottato misure volte al suo contenimento? Quali le sfide che l’attuale panorama ci propone? A parlarcene, Roberta Curìa, docente grant in Startup Fundraising, corso intensivo della Fundraising Academy al via il prossimo autunno. Buona lettura.


Le Fondazioni erogative hanno la caratteristica identitaria di essere un patrimonio per uno scopo, ossia si fondano a partire dall’esistenza di un patrimonio da destinare a scopi sociali. La mission è solo una e semplice: erogare contributi.

Come è cambiato il loro comportamento nell’ultimo anno?

La certezza è che tutto il mondo variegato del nonprofit ha subito una forte contrazione nelle attività e nei ricavi, così come il comparto delle imprese profit. Mentre è evidente che la chiusura di molte attività economiche ha creato perdite di fatturato alle imprese, le dimensioni di queste perdite e le loro conseguenze non sono facili da stimare per gli ETS. Dare una lettura nazionale di ciò che sta avvenendo nell’economia sociale è ancora prematuro. Ma ancor di più è necessario interrogarsi su quali conseguenze potrebbero derivare sul settore, sui servizi, sull’occupazione e su chi beneficia delle loro indispensabili attività.

Oggi è dunque ancora più cruciale il ruolo che le fondazioni erogative hanno, e avranno in futuro, nel supportare le progettualità sociali per la comunità.

Dal mio punto di vista, di progettista sociale, la percezione è positiva. Occorre solo leggere il presente e coglierne le opportunità che sempre ci riserva.

In fondo, tutti noi che lavoriamo nel terzo settore siamo un po’ dei visionari, degli artigiani dell’anima in grado di realizzare percorsi preziosi partendo da percorsi non lineari.

La domanda da cui partire è:

quali sono i piani di azione e gli strumenti erogativi che le fondazioni hanno messo in campo per far fronte all’attuale situazione?

Il loro impegno nel sociale tendenzialmente si attuta in quattro declinazioni: Servizi alla persona, Arte e cultura, Ricerca e Ambiente.

In questi mesi di continua ricerca di bandi ho notato una netta prevalenza di call dirette a:

  1. TECNOLOGIE DIGITALI E DIDATTICA LABORATORIALE NELL’EDUCAZIONE STEM
  2. RESPONSABILITÀ SOCIALE PER LA RIGENERAZIONE DELLE PERIFERIE
  3. BENI NATURALI E SERVIZI ECOSISTEMICI

La sfida è interessante una cosa sicuramente che tutti noi operatori degli ETS possiamo fare è dotarsi di strumenti di analisi più scientifici per orientare le politiche erogative.

Vi aspetto al corso Startup Fundraising per approfondire anche questo aspetto e scoprire insieme cosa possiamo fare!

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Roberta Curìa è docente del modulo
Intercettare grandi capitali: lavorare con le fondazioni
al corso intensivo
STARTUP FUNDRAISING
CHE TORNA IN AUTUNNO. ISCRIZIONI APERTE.