5 per mille 2019. Dopo Valdagno (VI), Arese, comune in provincia di Milano, è il comune non capoluogo più amato d’Italia.

A scegliere di destinare il proprio 5×1000 al comune di residenza sono stati 747 cittadini, portandolo al 22° posto su 8009 comuni di cui poco più di 7mila ricevono quota-parte dei contributi dell’esercizio.

Un risultato grandioso merito della disponibilità della giunta (tutta) di cogliere l’opportunità di investire sul fundraising in modo strutturato. Fino all’anno precedente, le scelte erano sostanzialmente rimaste invariate. Quest’anno hanno subito un netto miglioramento con un +122%. Se facciamo un veloce conto considerati i dati attuali (solo il 41% della popolazione che fa la dichiarazione dei redditi compila il riquadro apposito), possiamo dire che la percentuale dei contribuenti aresini che ha scelto di destinare il 5×1000 ha scelto di farlo a beneficio della propria città è stata pari al 15%.

Se dal punto di vista politico questo può significare fiducia verso l’amministrazione e le sue scelte, da un punto di vista tecnico, ciò ha una doppia chiave di lettura:

  • la prima: organizzare una puntuale attività di comunicazione ripaga;
  • la seconda: anche un ente pubblico può fare raccolta fondi in modo intelligente e orientato al risultato, dove il vantaggio è per tutta la comunità in modo indistinto.

Chi legge l’attività di fundraising per gli enti pubblici come atto di cannibalizzazione verso il privato (ovvero di distrazione delle risorse) sbaglia. Questo dubbio, pur legittimo, alberga spesso nella mente dell’amministratore pubblico in primis ma va ricordato che alla base della scelta di destinazione di un atto di dono vi è la fiducia. Se io donatore (in questo caso, contribuente) non ho dubbi circa il destinatario della mia attenzione perché sento di appartenere a una data realtà, continuerò a scegliere questa data realtà se sono soddisfatto di ciò che ricevo in cambio in termini sia valoriali che di valorizzazione del contributo personale. Diversamente, trovandomi in un contesto di mercato, è probabile che il mio dono possa subire distrazioni. Va chiarito che la responsabilità che questo non accada ricade sull’ente stesso e non sul “concorrente”. 

Il fundraising va pensato in modo strategico, integrato alle azioni istituzionali e non pensato come un corpo estraneo da attivare in caso di bisogno. Diversamente, il rischio rigetto è alto. Il 5×1000, in tutto questo, è una grande opportunità per testare la reattività potenziale, oltre a essere una cartina tornasole che mette sotto i riflettori limiti e capacità. 

Occuparmene è stato un grande privilegio. Ringrazio la comunità aresina per averci creduto (leggi il comunicato ufficiale sul sito del Comune di Arese).

La locandina 5x1000_2019

 

 

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