Mancano risorse? Fai fruttare il tuo capitale sociale

21674310 - madrid, spain - august 12 tourist eating in the famous san miguel market built in 1913, is now one of the best places to enjoy the spanish gastronomy, on august 12, 2013 in madrid

Il capitale sociale è un asset intangibile e di valore inestimabile per qualsiasi organizzazione. Va individuato, coltivato e valorizzato prima ancora di avviare qualsiasi ulteriore azione magari più creativa ma che, a conti fatti, risulterebbe probabilmente meno efficace. Anna Fabbricotti, docente a Startup Fundraising, con la sua lunga esperienza in gestione delle relazioni e donna dai modi pacati e amabili ma non per questo meno determinati, in questo post ci spiega i motivi per cui dobbiamo investirvi tempo e attenzione.

Buona lettura.

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C’è un capitale che non compare nei budget ma fa ricca un’organizzazione: è il capitale sociale.

Non voglio tornare sulla polemica scatenata dalla strana raccolta fondi fatta da Fedez e moglie in occasione del loro matrimonio. Ma è da lì che vuole partire una mia piccola riflessione.

Nel nostro settore si parla molto, e giustamente, di Capitale sociale. Ogni organizzazione ha il suo e su quello si può costruire una buona raccolta fondi, lo sappiamo bene. Ma non tutti sanno cos’è e molti dunque non lo sfruttano per quello che è.  Non è un semplice elenco di contatti. E’ qualcosa di più vivo di una conta di donatori.

Certo il capitale sociale è un concetto economico che indica l’insieme dei mezzi umani, materiali e soprattutto finanziari necessari allo sviluppo di un’impresa. Ma in sociologia, Pierre Bourdieu, importante sociologo e antropologo francese dei nostri giorni, lo ha definito come

la somma delle risorse, materiali o meno, che ciascun individuo o gruppo sociale ottiene grazie alla partecipazione a una rete di relazioni interpersonali basate su principi di reciprocità e mutuo riconoscimento.

Ancora, Carlo Cottarelli, stimato economista ed ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica, nel suo ultimo libro I sette peccati capitali dell’economia italiana dichiara:

c’è un capitale che fa ricco un Paese ma non compare nelle classifiche di «Forbes». È il capitale sociale.

Perché dico questo? Perché il capitale sociale non deve mai essere confuso con un elenco di donatori. Il capitale sociale è il prodotto di un lavoro scrupoloso di costruzione di reti, di reputazione, di riconoscibilità, di identità, persino, che oggi passa anche online, ma non basta. E’ importante e giusto essere sui social network, imparare a usarli bene, ma se non abbiamo un solido capitale sociale,

se non siamo conosciuti e riconoscibili nelle nostre reti sociali, nel nostro territorio, nessun like si trasformerà in donazione.

E rischiamo di essere in perenne deficit di credibilità anche quando facciamo cose straordinarie come quelle che ogni giorno facciamo.

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Anna FabbricottiGuest post. Txs to Anna Fabbricotti. Da molti anni collabora e supporto piccole e medie organizzazioni nello start up della raccolta fondi e lavoro con Ong ed Enti Pubblici e privati per la realizzazione di progetti sociali, collaborando spesso direttamente con lo staff, e realizzando eventi e importanti iniziative. Anna Fabbricotti è docente della Fundraising Academy.

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