Nasce il Fundraising Virtual Hub, la Rete per il nonprofit

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Con il 2016, comincia una nuova avventura. E’ il secondo step di un percorso cominciato solo qualche mese fa, 18 per l’esattezza, ma a cui penso già da molto tempo.
Oggi è dunque una giornata molto importante per diversi motivi: lancio la nuova veste grafica del mio blog, confermo l’identità della mia impresa, nasce Fundraising Virtual Hub.
Ma andiamo con ordine.
Prima di tutto, una nuova veste grafica.
Mi piace! Sara (Brindisi) ci ha lavorato moltissimo e mi sembra davvero un bel lavoro. Io sono molto soddisfatta. Colore e ordine sono le parole chiave. Un nuovo blog che ospita al momento 303 post, tutti rigorosamente organizzati in 5 categorie più una. Una parte è integralmente dedicata alla “Biblioteca Virtuale”, sezione a cui tengo molto e i cui contenuti ho raccolto e sistematizzato nel corso di questi cinque anni. Sono tutti documenti di interesse a disposizione di ricercatori, studiosi e operatori di settore magari non più rintracciabili sul web. Anzi, se hai segnalazioni importanti o vuoi inviarmi aggiornamenti, non esitare: la biblioteca virtuale si arricchisce grazie al contributo di ciascuno di noi. Una parte è dedicata alla formazione e una parte alle news dal mondo, utilissima per creare un link con altri modi di fare fundraising e, soprattutto, un legame con altri luoghi.
Il secondo punto è appunto la mia nuova identità visiva o, per lo meno, l’evoluzione dell’identità visiva della mia attività. Questi mesi mi sono serviti per assestare, almeno fino a qui, la mia proposta. Sottolineo il termine “fino a qui” perché credo non si smetta mai di evolvere e di migliorarsi. In ogni caso, questo è il nuovo logo. L’attività, dopo tante riflessioni (credimi, ci sono state…) si chiamerà come me. Le persone e le organizzazioni che ho incontrato sino a ora mi hanno cercata con nome e cognome. Così, ritengo che disperdere questo patrimonio costruito in anni di attività sia un vero peccato. Preferisco lasciare le cose come sono per evitare perdite di identità. Il fiocco forma un cuore e i significati sono diversi: il lavoro al cuore dell’organizzazione e centrato sui bisogni specifici dell’organizzazione: mai modulare, sempre personalizzato. Il cuore è la passione che metto in tutto quello che faccio e la passione per il fundraising. Il nastro simboleggia metaforicamente il legame che creo con la mie organizzazioni e con le persone con le quali mi confronto. Ma il nastro è anche lo strumento che uso per rilegare i miei progetti (chi lavora con me lo sa ☺). @elenazanella è la firma che uso per le mie presentazioni e dà il senso di appartenenza alle attività e ai progetti che andranno via via costituiendosi, oltre che la predisposizione a tutto ciò che è innovazione.
Il terzo aspetto è la costituzione del Fundraising Virtual Hub, la mia Rete di professionisti e imprese che lavorano per il Terzo settore, l’ente pubblico e la pubblica amministrazione, l’impresa responsabile. Nel FVH ci sono persone e imprese unite da un valore preciso: la passione per il proprio lavoro e la professionalità riconosciuta nel proprio ambito di competenza. Queste due qualità sono portate da ciascun componente del gruppo se chiamati ad attivarsi su un progetto specifico. Il fundraising è il tema centrale attorno al quale la Rete si concentra in cui integrazione e innovazione sono le sostanze che favoriranno crescita e produttività dell’ente. E, naturalmente, del professionista e del team. La raccolta fondi, ovvero l’approvvigionamento di risorse economiche da fonti diverse, ha fatto notevoli passi avanti e deve tenere conto della complessità del sistema economico sia in termini micro, ovvero relativamente a mercato e ai sistemi di domanda e offerta, che macro, ovvero che tenga conto del flusso degli investimenti e delle relazioni fra gruppi omogenei di “attori economici”. In questa complessità, un intervento complesso e organizzato, studiato ad hoc e sulla singola identità può fare la differenza. Questo vale sia per l’organizzazione nonprofit che per l’ente pubblico, sempre più alla ricerca di risorse alternative alla tassazione che non basta più, che per l’impresa sempre più chiamata a prendersi cura della propria comunità di appartenenza.
Il Fundraising Virtual Hub si propone di offrire quindi una serie di servizi integrati al fundraising grazie alla collaborazione di professionisti e imprese di alto profilo che lavorano, al bisogno e su mandato, intorno all’ente con attenzione specifica su finanziamenti Ue, misurazione dell’impatto, comunicazione sociale, marketing, digital fundraising, social media e content marketing e nasce dal mio rapporto personale e professionale con persone che stimo molto. Ne fanno parte Anna Fabbricotti, Raffaele Picilli, Antonio Bonetti, Christian Elevati, Carolina Venturini, Alessandra Bergagna, Rossella Sobrero, Luca Guzzabocca, Paolo Griffini, Andrea Merlo, Sara Brindisi e Leonardo Fusini.

Ho l’assoluta convinzione che la differenza la faccia il lavoro di squadra perché il valore della collaborazione supera la competizione, di questo ne sono certa e su questo ho sempre basato il mio approccio professionale.

info1info2Ma questo approccio ha anche un fondamento scientifico. Lo dimostra l’indagine “From me to we” sintetizzata nella bella infografica che Franzrusso ripropone sul suo blog (http://www.franzrusso.it/condividere-comunicare/perche-oggi-la-collaborazione-supera-la-competizione/) che su queste poche righe ne descrive l’anima:

(…) quando si collabora (…) la tecnologia la fa da padrona, anzi è proprio lo strumento che incentiva la collaborazione. E aumentano gli investimenti da parte delle aziende per creare situazioni di Collaboration market. Nel 2018 gli investimenti in questo senso saranno 33,8 miliardi di dollari. Se pensiamo che oggi l’85% lavora e collabora con persone che stanno dall’altra parte del mondo, ogni giorno, proprio grazie alla tecnologia. Entro tre anni tutti i servizi “collaborativi” saranno in cloud.

Ecco. Inizia quindi oggi questa nuova avventura. Scoprila qui. È un mondo bellissimo. È vita intensa!

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