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	<title>Project Management Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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	<title>Project Management Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Affrontare l&#8217;incerto e saper adattarsi ad esso, farlo è possibile. Ecco come</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Mar 2022 18:48:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[fundraising major donors]]></category>
		<category><![CDATA[progressive profiling]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande. Questa frase di Charles M. Schulz, l’inventore delle famose strisce dei Peanuts, rende bene l’idea di come il mondo è stato stravolto dalla pandemia di Covid-19 e di come il settore nonprofit ha dovuto adattarsi a nuove dinamiche di raccolta fondi.  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/affrontare-lincerto-e-saper-adattarsi-ad-esso-farlo-e-possibile-ecco-come/">Affrontare l&#8217;incerto e saper adattarsi ad esso, farlo è possibile. Ecco come</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="wp-image-31895 alignnone" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/21985580_s.png" alt="" width="783" height="685" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/21985580_s-300x262.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/21985580_s-480x420.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/21985580_s-500x437.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/21985580_s-700x612.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/21985580_s.png 740w" sizes="(max-width: 783px) 100vw, 783px" /></p>
<blockquote><p><strong>Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande.</strong></p></blockquote>
<p>Questa frase di <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Charles_M._Schulz">Charles M. Schulz</a>, l’inventore delle famose strisce dei <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Peanuts">Peanuts</a>, rende bene l’idea di come il mondo è stato stravolto dalla pandemia di Covid-19 e di come il settore nonprofit ha dovuto adattarsi a nuove dinamiche di raccolta fondi.</p>
<p>In questo percorso, ci accompagna <a href="https://www.fundraisingacademy.it/team/laura-masala/"><strong>Laura Masala</strong></a>, docente del <a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/major-donors-il-nuovo-mondo/">corso</a> promosso dalla <a href="https://fundraisingacademy.it/">Fundraising Academy</a> su come sono cambiati approccio e gestione dei major donors in questi tempi così difficili. Buona lettura.<br />
<span id="more-31885"></span></p>
<p>Durante il primo lockdown, sono partite grandi raccolte fondi e appelli mediatici che hanno sdoganato in Italia il concetto di &#8220;grande donazione&#8221; con importi milionari, dove il filantropo si esposto in prima persona da interviste sui media a post sui social network.</p>
<p>In questo senso, il Covid ha dato una scossa, costringendo le organizzazioni a riflettere sui propri piani strategici, sugli strumenti e anche sugli investimenti utili. Ci siamo trovati tutti noi fundraiser a gestire nuove situazioni, nuove relazioni.</p>
<p>Durante il lockdown, ricordo le lunghe telefonate con i donatori dove lo scambio era su un livello “altro”, certo parlavo delle attività medico-umanitarie legate alla <a href="https://www.medicisenzafrontiere.it/">mia associazione</a>, ma capivo sempre più che, chiuse in casa, le persone avevano voglia di raccontare, di raccontarsi, avevano tempo.</p>
<p>Non era più cruciale quindi “chiedere”, ma offrire… ascolto, <em>in primis</em>. Esprimere la nostra vicinanza e comprendere bene le sfide che loro stessi, in prima persona, stavano affrontando.</p>
<p><strong>Prossimità</strong>, ecco la parola chiave che ha portato a un nuovo approccio, strategia e quindi a riflettere su nuovi strumenti, ma con lo stesso obiettivo di raccogliere grandi donazioni.</p>
<p>Questo cambiamento riguarda diverse attività: la <strong>profilazione continua</strong> (<em>progressive profiling</em> come la definisce <a href="https://www.linkedin.com/in/gregmarketsmart/">Greg Warner</a>) è essenziale per raccogliere informazioni e capire con chi stiamo parlando, intercettare nuove esigenze in un panorama sempre più vario e ampio nell’ambito della solidarietà, del dono.</p>
<p>In questo può venirci in aiuto la <em>marketing automation</em> che attiva dei touch point, sollecitando la relazione, anche a livello <em>one to one</em>.</p>
<p>Oggi più che mai è necessario fare molta attenzione al tema dello <strong>storytelling</strong>, ai contenuti personalizzati che andiamo a produrre per i nostri contatti. Le persone ricevono molti input dalle organizzazioni, ma anche dagli stessi avvenimenti quotidiani. Basti pensare in questo momento come siamo tutti in allerta per la tragica situazione in Ucraina.</p>
<p>È cruciale scrivere con empatia, calati nella situazione del momento, avere passione ed esseri soprattutto veri. Essere tempestivi nell&#8217;organizzare un evento o un talk proprio per trasmettere quella prossimità a cui ho accennato, utile per coinvolgere ed emozionare i nostri donatori e non solo.</p>
<blockquote><p>Perché bisogna ricordarsi sempre che ogni persona è unica e non dobbiamo dare per scontato la &#8220;fedeltà&#8221; alla nostra causa.</p></blockquote>
<p>Quindi è importante dedicare tempo a mantenere viva e continua la considerazione del donatore verso la nostra organizzazione e tutto questo senza tralasciare strategia e pianificazione.</p>
<p>Il <em>donor journey</em> deve essere definito ma anche flessibile e dinamico, facendo attenzione a nuovi cluster che possono emergere nel nostro basket di donatori potenziali.</p>
<p>Le tecniche di <strong>project management</strong> che arrivano dal mondo aziendale possono aiutarci in tutto questo, anche per meglio definire gli obiettivi verso i risultati, imparare a monitorarli, individuando gli strumenti necessari. Soprattutto imparare dagli insuccessi perché anche questo fa parte di una buona strategia di <em>fundraising major donors</em>.</p>
<hr />
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/major-donors-il-nuovo-mondo/"><strong>MAJOR DONORS: IL NUOVO MONDO!</strong></a><br />
COINVOLGERE E GESTIRE I GRANDI DONATORI IN TEMPO DI PANDEMIA</p>
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<div class="section">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: center;"><strong>con Laura Masala</strong></p>
<p style="text-align: center;">CORSO DEDICATO. <a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/major-donors-il-nuovo-mondo/">ISCRIZIONI APERTE</a><br />
1 &#8211; 8 aprile (6 ore – Online)</p>
<div id="attachment_31899" style="width: 858px" class="wp-caption aligncenter"><a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/major-donors-il-nuovo-mondo/"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-31899" class="wp-image-31899 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/major.jpeg" alt="" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/major-300x200.jpeg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/major-480x320.jpeg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/major-500x333.jpeg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/major-700x466.jpeg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/03/major.jpeg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a><p id="caption-attachment-31899" class="wp-caption-text">Happy people. Emotional delighted elderly woman feeling happy while standing with a cup of tea and hugging her positive kind attentive granddaughter</p></div>
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<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/affrontare-lincerto-e-saper-adattarsi-ad-esso-farlo-e-possibile-ecco-come/">Affrontare l&#8217;incerto e saper adattarsi ad esso, farlo è possibile. Ecco come</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>12 regole semplici per scrivere un buon progetto di raccolta fondi</title>
		<link>https://elenazanella.it/12-regole-semplici-per-scrivere-un-buon-progetto-di-raccolta-fondi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 28 Apr 2016 21:17:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[misurazione]]></category>
		<category><![CDATA[Project Management]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Si capisce perfettamente cosa sto chiedendo e cosa sto facendo?</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/12-regole-semplici-per-scrivere-un-buon-progetto-di-raccolta-fondi/">12 regole semplici per scrivere un buon progetto di raccolta fondi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_24443" style="width: 279px" class="wp-caption alignright"><img decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-24443" class=" wp-image-24443" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2016/04/6809087_s.jpg" alt="Diritto d'autore: iko / 123RF Archivio Fotografico" width="269" height="269" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/04/6809087_s-100x100.jpg 100w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/04/6809087_s-150x150.jpg 150w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/04/6809087_s-200x200.jpg 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/04/6809087_s-300x300.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2016/04/6809087_s.jpg 450w" sizes="(max-width: 269px) 100vw, 269px" /><p id="caption-attachment-24443" class="wp-caption-text">Diritto d&#8217;autore: <a href="http://it.123rf.com/profile_iko">iko / 123RF Archivio Fotografico</a></p></div>
<p>Nella mia esperienza, ho letto un buon numero di progetti su cui mi è stato chiesto un intervento diretto per aumentarne l&#8217;efficacia. Allo stesso tempo, ho visto bei progetti cestinati perché spiegati mali. Ne ho visti altri, magari meno interessanti, passare per i più svariati motivi, uno dei quali perché ben descritto, ragionevole, misurabile e, non ultimo, esposto con semplicità.</p>
<p>Sembra semplice rispondere a una <em>grant proposal</em> o stendere una <em>proposal summary </em>ma<em><br />
</em></p>
<blockquote><p>saper scrivere bene è un&#8217;arte e saper scrivere bene un progetto di raccolta fondi è un&#8217;arte ancor più sublime. O almeno lo è per un fundraiser, sia chiaro.</p></blockquote>
<p>Mettersi al tavolo di lavoro e stendere un documento, <span id="more-24429"></span>argomentando in modo adeguato, è tutt&#8217;altro che facile ma è tuttavia un compito che compete al fundraiser.</p>
<p>La prima domanda da porsi e a cui occorre rispondere è:</p>
<blockquote><p>si capisce perfettamente cosa sto chiedendo e cosa sto facendo?</p></blockquote>
<p>Eh già, perché non sempre gli obiettivi sono chiari, a volte nemmeno a noi, e quindi si finisce per perdere un gran tempo e fare dei grandi pasticci. In questi casi, <strong>il meno che possa capitarti è il rifiuto del finanziamento. Il peggio, invece, è essere inseriti nella black list</strong> come organizzazione poco seria o poco capace. Questo è il vero rischio e va tassativamente evitato.</p>
<p>Non è detto poi che il grande lavoro riceva giusta soddisfazione, ahimè!. Chi di santi in paradiso non ne ha, deve affidarsi alla propria capacità, evitando di perdere tempo prezioso e facendo in modo che il messaggio arrivi chiaro.</p>
<p>Qui di seguito, qualche suggerimento per la stesura di un progetto che abbia tutte le carte in ordine per essere almeno vagliato dalla commissione di valutazione.</p>
<ol>
<li><strong>Chi sei e cosa fai: </strong>vai dritto al punto. Chiarisci vision, mission, valori. Non dimenticare i contatti.</li>
<li><strong>Il nome del progetto:</strong> fantasia, ti raccomando. La creatività gioca un buon ruolo nell&#8217;attirare l&#8217;attenzione e fare in modo che almeno in una prima fase il nostro progetto si distingua dagli altri. Spazio alle idee, senza scadere nei luoghi comuni ma senza nemmeno troppo timore di apparire superficiali.</li>
<li><strong>Analisi del bisogno/analisi del contesto:</strong> qual è il bisogno reale che andrebbe a soddisfare la tua richiesta di fondi? Detto in altri termini: per quale motivo chiedi dei soldi? A cosa servono esattamente? Qual è la situazione di disagio su cui vuoi intervenire? Come se stessi svolgendo un tema, ti consiglio di rispondere prima di tutto a queste domande. Solo successivamente puoi permetterti di dilungarti, se lo spazio c&#8217;è.</li>
<li><strong>Risposta al bisogno:</strong> come intendi usare i soldi che chiedi? qual è l&#8217;intervento concreto che hai in mente? Perché credi che l&#8217;intervento così proposto possa fare la differenza? Hai numeri da portare a supporto? Argomentare è la parolina magica (qualità).</li>
<li><strong>Beneficiari:</strong> chi beneficia direttamente del nostro intervento? Chi indirettamente? Quali sono i motivi dell&#8217;inclusione? E quali, eventualmente, quelli dell&#8217;esclusione? Saper individuare esattamente chi trarrà vantaggio dal nostro intervento è importante e altrettanto importante è ragionanare in termini numerici (quantità).</li>
<li><strong>Tempi di realizzazione:</strong> individuare l&#8217;asse temporale entro il quale realizzare il progetto è importante ma è importante anche essere in grado di scandire per step il tempo che ci diamo. Questo ha a che fare con un concetto che prende il nome di &#8220;misurabilità&#8221;.</li>
<li><strong>Aree di responsabilità:</strong> chi fa che cosa in un progetto? Quali sono i referenti? Come lo rintraccio nel caso in cui ci fosse bisogno di chiarimenti? Esiste un curriculum vitae che mi faccia capire chi è chi, eventualmente? Tutto ciò significa dimostrare che l&#8217;organizzazione è strutturata o comunque organizzata. Che ha ruoli chiave capaci di assumersi il rischio.</li>
<li><strong>Il controllo del progetto del tempo:</strong> un progetto non finisce nel momento in cui viene realizzato, al contrario. In quel momento si è solo all&#8217;inizio. La difficoltà sta dopo: a 6, 12, 24 mesi dal suo avvio. La domanda che un finanziatore potrebbe porsi è: che fine fanno i miei soldi, poi? Sono ben investiti?</li>
<li><strong>Budget:</strong> raccomando le voci di costo. Puntualità nella descrizione di azioni e sottoazioni. Raccomando l&#8217;indicazione dell&#8217;IVA, se prevista. Inserisco al lordo o al netto? Se non è indicato e stiamo rispondendo a un bando, forse è meglio chiedere. Il budget è credibile? Ancora, quanto chiedo è giustificabile e sopportabile dal bilancio della mia organizzazione? Mi spiego meglio: progetti faraonici con bilanci esigui hanno poca speranza, a meno che non siano argomentabili e, quindi, giustificati. Ma per questo, rimando al punto 4.</li>
<li><strong>Altri finanziamenti:</strong> fondi propri? Parti terze? Nulla di tutto questo? Bene, spiega e specifica.</li>
<li><strong>Pubblicità:</strong> io amo chiamarla &#8220;valorizzazione della reciprocità&#8221;. Sì, perché tutti si aspettano qualcosa in cambio, checché se ne dica, ma questo qualcosa va armonizzato a seconda del valore di quanto prodotto dalle parti. Va quindi pensata e proposta una promozione della partnership che abbia coerenza e sia di valore per tutti gli attori in gioco.</li>
<li><strong>Criteri di misurazione:</strong> come valorizzi l&#8217;impatto sociale prodotto sia dal progetto che dal contributo? Quali indicatori usi? Quali stakeholder coinvolgi e perché? La teoria del cambiamento prima e la valorizzazione economica di ritorno del contributo erogato sono aspetti che non trascurerei. E di questo ho avuto più volte modo di parlarne in questa sede anche <a href="http://elenazanella.it/il-tennis-e-la-valutazione-dellimpatto-sociale/">grazie al contributo di <strong>Christian Elevati</strong></a>.</li>
</ol>
<p>Un ultimo consiglio che mi sento di darti è di:</p>
<blockquote><p>dare il giusto peso al tuo progetto: non sovrastimarlo ma, al contempo, non sottostimarlo. Se lo sovrastimi, il rischio è di alzare troppo l&#8217;asticella delle aspettative e di rimanere deluso. Se lo sottostimi, rischi di non portarlo a termine in modo adeguato, perché i fondi eventualmente raccolti non sarebbero sufficienti a garantirti la riuscita di un prodotto di qualità.</p></blockquote>
<p>Tutto deve avere un senso, avere un giusto peso ed essere misurato. Sei pronto?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/impariamo-a-misurare/">Impariamo a misurare</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/12/10/misurare-limpatto-sociale-nel-nonprofit-e-una-necessita-o-no/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Misurare l’impatto sociale nel nonprofit è una necessità. O no…</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/07/19/gianni-clocchiatti-profit-nonprofit-e-il-concetto-di-cross-fertilisation-due-culture-a-confronto/">Profit, Nonprofit e il concetto di Cross-Fertilisation: due culture a confronto</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/07/28/fare-beneficenza-non-e-piu-di-moda/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fare beneficenza non è più di moda</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/come-convincere-il-cda-a-investire-nella-raccolta-fondi/">Come convincere il cda a investire nella raccolta fondi?</a></li>
</ul>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fprofessionefundraiser%2Fposts%2F1257830167626258&#038;width=500" width="500" height="483" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/12-regole-semplici-per-scrivere-un-buon-progetto-di-raccolta-fondi/">12 regole semplici per scrivere un buon progetto di raccolta fondi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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