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	<title>Innovazione Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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		<title>Stabilità o stagnazione? Il confine sottile che uccide il nonprofit</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 22 Apr 2026 07:07:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>C’è una parola che nel nostro settore viene usata come uno scudo: stabilità. È rassicurante dire che i conti quadrano, che le attività procedono come l’anno precedente, che tutto è sotto controllo. Ma dietro quella parola si nasconde spesso un’insidia silenziosa. Perché esiste un confine sottile — quasi invisibile — che separa la stabilità dalla  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è una parola che nel nostro settore viene usata come uno scudo: stabilità. È rassicurante dire che i conti quadrano, che le attività procedono come l&#8217;anno precedente, che tutto è sotto controllo. Ma dietro quella parola si nasconde spesso un&#8217;insidia silenziosa. Perché esiste un confine sottile — quasi invisibile — che separa la stabilità dalla stagnazione. E confondere l&#8217;una con l&#8217;altra è il primo passo verso l&#8217;irrilevanza.<span id="more-40773"></span></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nelle ultime settimane ho scritto della visione come benzina del cambiamento e di chi mettiamo intorno al tavolo del Consiglio Direttivo. Questo articolo è il passo successivo: ok, hai la visione, hai il Board giusto — ma la tua organizzazione si sta muovendo o sta fingendo di farlo?</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La stabilità vera è un equilibrio dinamico</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Pensate a un aereo in volo. Da terra sembra fermo, sospeso. In realtà i motori bruciano carburante, le ali generano portanza, il pilota corregge la rotta di continuo. Se spegnesse i motori perché &#8220;la quota raggiunta è sufficiente&#8221;, l&#8217;aereo non resterebbe sospeso: cadrebbe.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nelle organizzazioni funziona allo stesso modo. Essere stabili non significa fare le cose come le abbiamo sempre fatte. Significa investire energia ogni giorno per mantenere l&#8217;impatto, per innovare, per non farsi trascinare giù da un mondo che cambia a velocità che dieci anni fa non immaginavamo. Se smetti di generare spinta, inizi a perdere quota. Il fatto che non te ne accorga subito è la parte più pericolosa.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La chiatta con l&#8217;ancora calata</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dall&#8217;altra parte c&#8217;è la stagnazione. Ed è qui che il discorso si fa scomodo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La conosco bene: è quella situazione in cui la dirigenza lamenta la mancanza di risultati e decide di assumere un nuovo fundraiser o un consulente esterno per &#8220;dare una mossa&#8221; all&#8217;organizzazione. È come montare un motore a reazione su una chiatta con l&#8217;ancora calata. Puoi dare tutto il gas che vuoi, bruciare quantità enormi di carburante — tempo, soldi, entusiasmo — ma se l&#8217;organizzazione non ha la volontà di sollevare quell&#8217;ancora, la chiatta non si sposta di un centimetro.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il motore si surriscalda e si rompe. Chi lo guidava se ne va frustrato. E chi è rimasto sulla chiatta dice: &#8220;Visto? Anche questo esperimento non è servito a nulla.&#8221; È uno schema che si ripete con una regolarità desolante. E il problema non è (quasi) mai il fundraiser. Il problema è la passività di chi non vuole muoversi.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il piattume che contagia</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Troppo spesso ci si accontenta di collaboratori che &#8220;fanno il loro&#8221;. Che vedono il lavoro nel nonprofit come uno scambio tra tempo e stipendio. Non sto parlando di pretendere l&#8217;eroismo quotidiano: sto parlando della connessione con la missione. Se manca quella, l&#8217;organizzazione si svuota dall&#8217;interno.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il piattume è contagioso. Chi pensa solo a timbrare il cartellino spegne chi vorrebbe fare di più. E alla lunga, chi ha il fuoco dentro se ne va — perché nessuno resta a lungo in un posto dove la sua energia viene vissuta come un disturbo anziché come una risorsa.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">È la stessa logica del Board: come scrivevo settimane fa, se intorno al tavolo siedono persone che non condividono la visione, tutto diventa più pesante. Vale per il Consiglio Direttivo e vale per ogni livello dell&#8217;organizzazione.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">L&#8217;efficienza non è una parolaccia</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Dobbiamo dunque avere il coraggio di dire una cosa che nel Terzo Settore suona ancora scomoda:</p>
<blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">la passività e l&#8217;inefficienza non sono peccati veniali. Sono un tradimento della missione.</p>
</blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Si pensa che parlare di risultati, di performance, di numeri sia &#8220;poco etico&#8221; per chi fa del bene, ma è esattamente il contrario. Ogni euro non raccolto per pigrizia è un servizio in meno a chi ha bisogno di noi. Ogni bando non vinto per mancanza di voglia di innovare è un&#8217;opportunità bruciata. Ogni progetto gestito in modo mediocre è una promessa non mantenuta verso i beneficiari.</p>
<blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Accontentarsi dei risultati ottenuti non è umiltà: è mancanza di ambizione verso il bene che potremmo generare.</p>
</blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se abbiamo la responsabilità di operare in un&#8217;organizzazione con uno scopo sociale, <strong>abbiamo l&#8217;obbligo morale di essere i migliori possibili.</strong> L&#8217;efficienza è lo strumento che trasforma i sogni in impatto reale.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Sollevare l&#8217;ancora</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La domanda è una sola: <strong>siamo qui per occupare uno spazio o per generare un cambiamento?</strong></p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se la risposta è la seconda, allora è tempo di guardare la propria organizzazione con onestà. Di chiedersi se quella che chiamiamo stabilità non sia, in realtà, immobilismo con un nome più elegante. Di sollevare l&#8217;ancora, anche quando fa paura.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">I nostri beneficiari non possono aspettare che noi decidiamo di muoverci.</p>
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		<title>Organizzazioni piccole e agili, come sfruttare il digitale in modo strategico</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 09 Feb 2025 16:00:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Digital Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ogni organizzazione, a seconda della propria dimensione e maturità, affronta sfide diverse e ha opportunità straordinarie da cogliere. Le realtà più piccole operano spesso con risorse limitate, ma questa condizione può trasformarsi in un punto di forza. La struttura snella consente infatti di sperimentare soluzioni innovative con maggiore rapidità rispetto alle grandi organizzazioni. A patto  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Ogni organizzazione, a seconda della propria dimensione e maturità, affronta sfide diverse e ha opportunità straordinarie da cogliere. Le realtà più piccole operano spesso con risorse limitate, ma questa condizione può trasformarsi in un punto di forza. <strong>La struttura snella consente </strong>infatti <strong>di sperimentare soluzioni innovative con maggiore rapidità</strong> rispetto alle grandi organizzazioni. A patto che si sia pronti a coglierle, naturalmente.<span id="more-39411"></span></p>
<p><strong>Le principali difficoltà riguardano:</strong></p>
<ul>
<li><strong>capacità di investimento</strong>: l’accesso a strumenti digitali avanzati, CRM sofisticati e campagne di marketing automation è spesso ostacolato dai budget ridotti.</li>
<li><strong>Risorse umane limitate</strong>: il fundraiser diventa un tuttofare, rendendo difficile la specializzazione in ambiti specifici.</li>
<li><strong>Credibilità e fiducia</strong>: attrarre grandi donatori o aziende è più complesso senza un track record consolidato.</li>
</ul>
<p>Esistono però strategie innovative che possono trasformare queste sfide in opportunità:</p>
<ul>
<li><strong>Personal fundraising</strong>: coinvolgere la community e le reti personali per amplificare il passaparola e aumentare la raccolta fondi. Questa strategia consente ai sostenitori di avviare raccolte fondi autonome a favore dell’organizzazione, creando un effetto moltiplicatore.</li>
<li><strong>Automazione leggera</strong>: strumenti accessibili come Mailchimp, Mailup o Donorbox permettono di creare campagne efficaci senza dover gestire sistemi complessi. L’automazione delle e-mail può migliorare il rapporto con i donatori, inviando comunicazioni personalizzate e tempestive.</li>
<li><strong>Micro-donazioni e gamification</strong>: incentivi digitali, obiettivi condivisi e ricompense simboliche (reward) favoriscono la partecipazione costante e la fidelizzazione dei donatori. L’uso di piattaforme che permettono il crowdfunding ricorrente può essere un valido supporto.</li>
</ul>
<p>L’uso strategico del digitale consente alle piccole organizzazioni di <strong>massimizzare l’impatto anche con risorse limitate.</strong> Le piattaforme social, per esempio, sono uno strumento essenziale per costruire relazioni con i sostenitori e diffondere la missione dell’ente. L’integrazione di chatbot e sistemi di intelligenza artificiale può inoltre migliorare la gestione delle richieste di donazione e l’engagement.</p>
<p><strong>Coinvolgimento e storytelling: la chiave del successo</strong></p>
<p data-pm-slice="1 1 []">Ciononostante, va ricordato che le persone non donano solo per un bisogno concreto, <strong>ma perché si sentono parte di una causa.</strong> La connessione emotiva è il motore principale del fundraising e si alimenta con storie autentiche e coinvolgenti. Raccontare la storia di un beneficiario, far emergere le sfide affrontate e il cambiamento generato grazie alle donazioni può fare la differenza nel creare empatia e fiducia.</p>
<p>Un fundraising efficace passa quindi dalla capacità di costruire una narrazione che dia voce ai protagonisti del cambiamento. <strong>Utilizzare contenuti multimediali come video, podcast, dirette streaming e post interattivi può aumentare il coinvolgimento, stimolare il senso di comunità e spingere all’azione.</strong> In particolare, i video emozionali, le interviste ai beneficiari e le testimonianze dirette possono trasformare un semplice donatore in un sostenitore appassionato.</p>
<p>Le piccole organizzazioni, spesso più vicine ai territori e alle persone, hanno un vantaggio competitivo in questo senso: possono raccontare storie genuine, che si comprendono essere sincere, <strong>creare relazioni dirette e generare un senso di appartenenza che le grandi realtà faticano a ottenere.</strong></p>
<blockquote><p>La chiave è sfruttare l’agilità per adottare soluzioni smart, ottimizzando le risorse disponibili e valorizzando il coinvolgimento delle persone.</p></blockquote>
<p>In un panorama in continua evoluzione, l’innovazione nel fundraising non passa solo per le grandi tecnologie, ma soprattutto per strategie mirate e un rapporto vero con i sostenitori. <strong>Creare un’esperienza di donazione significativa e umana è la vera sfida per il futuro.</strong></p>
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		<title>Il Fundraising del 2025: tendenze a cui guardare, innovazioni da implementare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 12 Jan 2025 16:00:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[dati]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Intelligenza artificiale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il fundraising in Italia è in continua evoluzione, spinto dall’innovazione tecnologica e da un cambiamento nelle aspettative dei donatori. Le tendenze emergenti delineano un futuro in cui la personalizzazione e l’efficienza digitale sono al centro delle operazioni di raccolta fondi. Questo 2025 potrebbe diventare un anno spartiacque tra un prima e un dopo, offrendoci uno  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-fundraising-del-2025-tendenze-a-cui-guardare-innovazioni-da-implementare/">Il Fundraising del 2025: tendenze a cui guardare, innovazioni da implementare</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Il fundraising in Italia è in continua evoluzione, spinto dall’innovazione tecnologica e da un cambiamento nelle aspettative dei donatori. Le tendenze emergenti delineano un futuro in cui la personalizzazione e l’efficienza digitale sono al centro delle operazioni di raccolta fondi. Questo 2025 potrebbe diventare un anno spartiacque tra un prima e un dopo, offrendoci uno sguardo su un 2030 prossimo tanto diverso dal passato, ormai così lontano. <span id="more-39325"></span>Non tanto per una risposta all&#8217;Agenda, su cui personalmente nutro non poche perplessità, quanto per la velocità con cui tutto si sta manifestando. Facile che questi anni finiscano con il contrarsi irrimediabilmente e, altrettanto irrimediabilmente, determinino una scissione tra un prima e un dopo; tra chi c&#8217;è ora e chi ci sarà dopo; tra chi può ora e chi non potrà più.</p>
<p>L&#8217;accelerazione è generale e indubbio il giro di boa.</p>
<p>Sono cinque, a mio modo di vedere, i punti di attenzione di questo anno appena cominciato. Eccoli:</p>
<p class="p1"><b>1. L’importanza del coinvolgimento digitale</b><b></b></p>
<p class="p1">L’adozione delle comunicazioni digitali ha raggiunto un livello di importanza critica, con un’enfasi crescente sull’uso dell’intelligenza artificiale (AI) per migliorare l’engagement dei donatori. Queste tecnologie permettono alle organizzazioni di personalizzare la comunicazione e di gestire interazioni più efficaci, facendo leva sulla potenza dei dati per adattare messaggi e iniziative alle preferenze individuali dei donatori. Strumenti come piattaforme di email marketing integrate e software di gestione dei social media sono ormai indispensabili per costruire e mantenere la connessione con la base di donatori.</p>
<p class="p1"><em>Cosa chiedersi ora?</em></p>
<blockquote>
<p class="p1"><i>Quanto efficacemente la nostra Onp sta utilizzando l’AI per personalizzare la comunicazione esterna? In caso affermativo: quale impatto ha quest&#8217;uso sull’engagement dei donatori?</i></p>
</blockquote>
<p class="p1"><b>2. La crescita del dono ricorrente</b><b></b></p>
<p class="p1">Il 2025 volgerà l&#8217;attenzione verso un forte incremento dell’interesse alle donazioni ricorrenti. Sappiamo bene quanto sia importante puntare alla continuità per poter garantire linfa alla attività sociali. Le organizzazioni dovrebbero dunque preoccuparsi di introdurre sistemi che facilitino questo tipo di donazione, come la possibilità per i donatori di impostare donazioni regolari attraverso i loro portali online. Questa strategia non solo aumenta la sostenibilità finanziaria delle non profit, ma migliora anche il tasso di retention dei donatori, creando una base di supporto più stabile e prevedibile nel tempo (il tasso di abbandono è di solito piuttosto basso).</p>
<p class="p1"><em>Le domande lecite da porsi ora: </em></p>
<blockquote>
<p class="p1"><em>Q</em><i>uali difficoltà incontriamo o abbiamo incontrato ell’implementare donazioni ricorrenti e come è possibile migliorare la proposta di valore per i donatori ricorrenti?</i></p>
</blockquote>
<p class="p1"><b>3. L’approccio data-driven nel fundraising</b><b></b></p>
<p class="p1">L’approccio basato sui dati, e sulla loro lettura, è un pilastro fondamentale nel fundraising. Analizzare i comportamenti dei donatori e monitorare le metriche chiave permette alle organizzazioni di ottimizzare le campagne e di prevedere meglio le tendenze future. L’accesso a strumenti di analisi avanzati aiuta le non profit a prendere decisioni informate e a massimizzare l’efficacia delle loro iniziative di raccolta fondi.</p>
<p class="p1"><i><em>Cosa chiedersi ora?</em></i></p>
<blockquote>
<p class="p1"><i>In che modo il nostro ente sta</i><i> utilizzando i dati per guidare le decisioni di fundraising e qual è il livello di comprensione del team riguardo le analitiche disponibili?</i></p>
</blockquote>
<p class="p1"><b>4. Partenariati e Responsabilità Sociale di Impresa</b><b></b></p>
<p class="p1">Nonostante una crescita più lenta rispetto al passato, le collaborazioni aziendali rimangono un’importante fonte di finanziamenti. Le non profit stanno trovando nuove vie per collaborare con le aziende (e viceversa) attraverso programmi di responsabilità sociale d’impresa (CSR). Questi partenariati non solo offrono supporto finanziario, ma &#8211; e primariamente soprattutto &#8211; anche opportunità di co-branding e di accesso a nuove reti, ampliando così l’impatto sociale perseguibile.</p>
<p class="p1"><i><em>Cosa chiedersi ora?</em></i></p>
<blockquote>
<p class="p1"><i>Q</i><i>uali tipi di partenrship aziendali abbiamo attivi attualmente e come possiamo migliorare o espandere queste collaborazioni per massimizzare sia il supporto finanziario sia l’impatto sociale?</i></p>
</blockquote>
<p class="p1"><b>5. Le relazioni umane tornano ad essere centrali</b></p>
<p class="p1">E in tutto questo digitale, complici la crescente importanza del marketing digitale e dell’intelligenza artificiale, i fundraiser devono essere proattivi nel partecipare a conferenze e workshop pertinenti. Non solo per i necessari aggiornamenti, ma anche per la necessità di mantenere inalterato il legame con la vita reale e la ricchezza che da questi deriva. Opportunità di networking, essenziali per scambiare idee e migliorare le proprie capacità. Io, quest&#8217;anno, sarò dove riterrò possa essere utile, da sola o con il mio team, e potrebbe essere l&#8217;occasione giusta per un confronto tra colleghi.</p>
<p class="p1"><i><em>Cosa chiedersi ora?</em></i></p>
<blockquote>
<p class="p1"><i>In che modo la mia Onp sta bilanciando l’uso delle tecnologie digitali con il mantenimento delle relazioni umane sia internamente che con i donatori? </i></p>
</blockquote>
<p><b>In conclusione.</b></p>
<p>Negli anni, ho collezionato una vasta gamma di libri sul tema. La libreria dell&#8217;Academy vanta un bel quantitativo di volumi, sia in italiano che in inglese. Nonostante sia una compulsiva digitale, probabilmente non smetterò di leggere libri di carta e certamente non comincerò ora a leggere eBook. Sul resto, però, è perfettamente inutile provare a creare frizioni di qualsiasi genere. <strong>Il 2025 si rivelerà un anno di significative trasformazioni in tutti i campi e il fundraising non fa eccezione. </strong>Le organizzazioni non profit che riusciranno ad adattarsi rapidamente e a integrare nuove tecnologie e strategie data-driven avranno maggiori possibilità nel garantire il sostegno a lungo termine per le loro missioni.</p>
<p>Mentre le sfide non mancano, le opportunità di crescita e innovazione sono evidenti e possono essere colte con un approccio strategico, mirato e con mente aperta. Molto aperta.</p>
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		<title>Fundraising online, quali sono gli elementi chiave per partire</title>
		<link>https://elenazanella.it/fundraising-online-quali-sono-gli-elementi-chiave-per-partire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 11 May 2021 17:26:12 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Digital]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Il digital fundraising è un mondo vastissimo. Si possono portare avanti tante attività, ognuna molto diversa dall’altra. Per questo motivo è importante iniziare con gradualità e dare la priorità a ciò che è davvero importante. Su come muovere correttamente i primi passi, ci introduce Allegra Lo Giudice in questo post. Allegra è past global individual giving  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-online-quali-sono-gli-elementi-chiave-per-partire/">Fundraising online, quali sono gli elementi chiave per partire</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="alignright size-full wp-image-31000" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/start_up.jpg" alt="" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/start_up-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/start_up-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/start_up-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/start_up-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/start_up.jpg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></div>
<p><span style="color: #000000; font-family: georgia, serif;">Il digital fundraising è un mondo vastissimo. Si possono portare avanti tante attività, ognuna molto diversa dall&#8217;altra. Per questo motivo è importante iniziare con gradualità e dare la priorità a ciò che è davvero importante. Su come muovere correttamente i primi passi, ci introduce <a href="https://www.fundraisingacademy.it/team/allegra-lo-giudice/"><strong>Allegra Lo Giudice</strong></a> in questo post. Allegra è past global individual giving specialist per il <a href="https://www.worldwildlife.org/">WWF International</a> e ora Managing Director and Co-Founder at <a href="https://dgtlfundraising.com/it/">dgtl fundraising</a> oltre che docente di <a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/digital-fundraising-start-up/">digital fundraising</a> alla <a href="http://fundraisingacademy.it/">Fundraising Academy</a>. Buona lettura.</span></p>
<hr />
<p><span style="color: #000000; font-family: georgia, serif;">Quando decidiamo di approcciare una nuova attività di solito non improvvisiamo. Spesso cerchiamo di capire qual è lo <em>starter kit</em> necessario per fare le cose in modo appropriato. Passo dopo passo e</span> gradualmente, apprendiamo i segreti del mestiere e diventiamo sempre più sofisticati.<span id="more-30992"></span></p>
<p>Imparare quali sono gli strumenti indispensabili per iniziare a raccogliere fondi online è fondamentale per partire con il piede giusto.</p>
<div>Solo l&#8217;anno scorso la raccolta fondi online è cresciuta del 21% a livello globale (dato <a href="https://investor.blackbaud.com/news-releases/news-release-details/blackbaud-institutes-2020-charitable-giving-report-finds-online">Blackbaud</a>).</div>
<p>Gli effetti della pandemia hanno spinto soprattutto le piccole organizzazioni a muovere i primi passi nel digital fundraising.</p>
<p><strong>Cosa serve? </strong></p>
<p><strong>PUNTO PRIMO, L&#8217;APPROCCIO. </strong>Voglia di provare cose nuove e poca paura di sbagliare. Sbagliare una mail è meno drammatico di sbagliare un mailing (!), ad esempio.</p>
<p><span style="font-family: georgia, serif;">Ancora l’anno scorso, alla domanda “il vostro sito è ottimizzato per il mobile?” molte organizzazioni mi rispondevano: “No, però abbiamo abbiamo fatto un <em>minisito</em>!”. Ecco&#8230; nel 2021 non dovremmo più preoccuparci di questo, ma spesso l&#8217;ottimizzazione del sito rappresenta ancora un problema. </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;"><strong>PUNTO SECONDO, GLI STRUMENTI OPERATIVI.</strong> Lo strumento più importante della raccolta fondi online è sicuramente il form (o la piattaforma) di donazione. Qui la parola chiave è: semplicità. </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">Non ci devono essere blocchi, deve essere facile da trovare, ma soprattutto deve essere un posto sicuro dove lasciare i dati della carta di credito. </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">Spesso si investono molte risorse nel <em>design</em> e nella <em>user interaction</em> per poi ottenere scarsi risultati, la pagina di donazione va intesa come qualcosa di dinamico che può migliorare e cambiare nel tempo in base alle esigenze del momento. </span><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">L&#8217;unico modo per capire se abbiamo imboccato la strada giusta è tenere d&#8217;occhio i KPI della vostra pagina di donazione. </span></p>
<p><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;"><strong>PUNTO TERZO, VOLGERE L&#8217;ATTENZIONE AL MARKETING.</strong> Una volta impostata la vostra piattaforma di donazione, così come se fosse un negozio, dobbiamo attirare clienti e quindi i possibili donatori. </span><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">Per fare questo, le tecniche base sono:</span></p>
<ol>
<li><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">social media marketing</span></li>
<li><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">campagne advertising su Google</span></li>
<li><span style="color: #1a1a1a; font-family: georgia, serif;">email marketing. </span></li>
</ol>
<p>Tre strumenti molto diversi ma molto efficaci per raggiungere un pubblico potenzialmente interessato a fare una donazione alla nostra organizzazione.</p>
<p>Solo una volta chiariti questi tre aspetti, possiamo serenamente pensare di avviare una prima compagna di fundraising online e porci nuove domande:</p>
<ul>
<li>Come si struttura?</li>
<li>Che canali posso usare?</li>
<li>Quanto bisogna investire per ottenere un &#8220;x&#8221;?</li>
</ul>
<p>Tutte domande a cui troveremo una risposta nel corso <span style="font-family: georgia, serif;"><strong><a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/digital-fundraising-start-up/">Digital Fundraising Start-Up (livello I)</a> </strong>il 21 e il 28 Maggio dalle 9.30 alle 12.30, per 6 ore online dedicate. </span></p>
<div><span style="font-family: georgia, serif;">Parleremo anche di 5 trucchetti che il digital fundraising può prendere in prestito dal mondo del profit per ottenere risultati. </span></div>
<p><span style="font-family: georgia, serif;">Il corso è rivolto a chiunque si occupi di comunicazione e fundraising all’interno di un&#8217;organizzazione non profit. </span><span style="font-family: georgia, serif;">Nel corso si parlerà anche di contenuti, perché la donazione è un atto d&#8217;amore e per muovere l&#8217;utente a farla bisogna lavorare sulle emozioni. </span></p>
<p>Nell&#8217;attesa di vederci in aula, ti invito a un confronto live il prossimo giovedì 13 maggio, in diretta sul canale <a href="https://www.youtube.com/ElenaZanella">YouTube</a> o sulla Fanpage di <a href="https://www.facebook.com/elenazanella.it">Facebook del blog</a>. Arrivederci a presto, solo online ;)</p>
<div></div>
<div><a href="https://www.facebook.com/elenazanella.it"><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-30998" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE.png" alt="" width="1514" height="812" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE-300x161.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE-480x257.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE-500x268.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE-700x375.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE-1024x549.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/05/BANNERONE-FREELIVE-LO-GIUDICE.png 1514w" sizes="(max-width: 1514px) 100vw, 1514px" /></a></div>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-online-quali-sono-gli-elementi-chiave-per-partire/">Fundraising online, quali sono gli elementi chiave per partire</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Terzo settore e nudità del re: i leader del nonprofit si confrontano a Milano</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 15 Jul 2014 19:41:30 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Management]]></category>
		<category><![CDATA[Nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>“Il re è nudo!” urlava un bambino sbigottito nel vedere passare il sovrano in mutande tra la folla acclamante. “Perché il re è nudo!” afferma Carlo Mazzini rispondendo a chi gli chiede se vede positivo il futuro del Terzo settore, in particolar modo per via del gran movimento di riforme che lo vede protagonista. Il  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/terzo-settore-e-nudita-del-re-i-leader-del-nonprofit-si-confrontano-a-milano/">Terzo settore e nudità del re: i leader del nonprofit si confrontano a Milano</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12722" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1.jpg?w=300" alt="foto leadership forum" width="300" height="225" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1-300x225.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1-480x360.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1-500x375.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1-700x525.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1-768x576.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/07/foto-leadership-forum-1.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a><strong>&#8220;Il re è nudo!&#8221; </strong>urlava un bambino sbigottito nel vedere passare il sovrano in mutande tra la folla acclamante.</p>
<p>&#8220;Perché il re è nudo!&#8221; afferma Carlo Mazzini rispondendo a chi gli chiede se vede positivo il futuro del Terzo settore, in particolar modo per via del gran movimento di riforme che lo vede protagonista.</p></blockquote>
<p>Il nonprofit italiano sembra giunto al punto in cui <strong>tutti sanno ma nessuno dice.</strong> <span id="more-12682"></span>Proprio come tra le più classiche delle favole di <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Hans_Christian_Andersen" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Hans Christian Andersen</a>, <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/I_vestiti_nuovi_dell%27imperatore" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>I vestiti nuovi dell&#8217;imperatore.</em></a> Questo, almeno, è quanto è emerso lo scorso 8 luglio in occasione dell&#8217;anteprima del <a href="http://www.beafundraiser.it/anteprima-nonprofit-leadership-forum-grazie-a-tutti.html">Nonprofit Leadership Forum</a> a Milano.</p>
<p>Chi conosce <strong>Carlo Mazzini,</strong> direttamente o grazie al <a href="http://www.quinonprofit.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">suo blog,</a> arriverà da sé a dare una risposta al quesito. Per quanto mi riguarda, gli devo anche il piacere di aver riportato alla memoria questa favola che, nel suo significato allegorico, tratta dei condizionamenti dell&#8217;uomo determinati, in modo particolare, dall&#8217;esigenza di adeguamento sociale e dalla paura di differenziarsi dagli altri.</p>
<blockquote><p>Ma pregiudizi e conformismo porteranno davvero il nonprofit a un appiattimento inesorabile?</p></blockquote>
<p><strong>Un aspetto che sembra una costante quanto si parla di associazionismo </strong>e che è emerso più volte con spunti davvero interessanti durante il confronto a tre moderato da <a href="http://www.studiolentati.com/default.asp" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Beatrice Lentati</strong></a> tra <strong>Giangi Milesi</strong> (<a href="https://twitter.com/CesviPresident" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@CesviPresidente,</a> presidente di <a href="http://www.cesvi.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Cesvi)</a>, <strong>Niccolò Contucci </strong>(direttore generale di <a href="http://www.airc.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Airc)</a> e <strong>Alessandro Betti </strong>(direttore fundraising di <a href="http://telethon.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Telethon)</a>.</p>
<p>Per i tre leader, le soluzioni sono presto dette.</p>
<blockquote><p>Liberarsi dalla logica del volontariato e del piccolo è bello è la soluzione per Giangi Milesi.</p></blockquote>
<p>Autoreferenzialità, pensiero unico e processo decisionale &#8220;allargato&#8221; (<a href="http://www.euricse.eu/sites/euricse.eu/files/milesi_trento_25_1_13.pdf" target="_blank" rel="noopener noreferrer">cit. Stefano Zamagni, Le Giornate di Bertinoro, 2006</a>) sono i limiti su cui il Terzo settore si arena e sui quali è necessario fare un passo oltre.</p>
<blockquote><p>Di &#8220;paradosso del rispetto&#8221; sembra parlare Alessandro Betti quando si riferisce a una visione eccessivamente &#8220;comprensiva&#8221; da parte dei manager o dei direttivi provenienti dal profit.</p></blockquote>
<p>Come a dire che, tutto sommato, i risultati sono secondari rispetto alla bontà della causa. Questa visione ridotta si traduce mancanza di sfida. Di <em>challenge</em>, come la chiama Betti. La chiave è lì: occorre aprirsi a 360° e osare.</p>
<blockquote><p>&#8220;Il nonprofit non cresce perché il punto di vista e le decisioni sono quelle del paron&#8221;, fa eco Contucci. E conclude: &#8220;Un passo indietro dei fondatori sarebbe auspicato&#8221;.</p></blockquote>
<p>Nel nonprofit come nel 97% delle aziende italiane che, come ben sappiamo, sono micro. Governance e processi decisionali sono abbottonati a un punto di vista unico che inficia innovazione e progresso. Utile, a tal fine, un passo indietro o, quantomeno, una maggiore fiducia verso i collaboratori.</p>
<blockquote><p>Perché tutto, per tornare a Mazzini, ruota appunto attorno a una sola parola: <strong>leadership</strong>.</p></blockquote>
<p>Occorre armarsi di coraggio per guidare (<em>to lead</em>, appunto), la propria organizzazione, il proprio movimento, la propria idea verso qualcosa. Senza timore di coinvolgersi perché se ci si sporca le mani, si impara. Se si impara, si cresce. Senza alcun dubbio e senza soluzione di continuità.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Credits: Thanks to <a href="http://beafundraiser.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Raffaele Picilli</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/09/09/startup-e-nonprofit-le-6-c-da-cui-partire/">Startup e nonprofit, le 6 C da cui partire</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/03/23/lo-sfogo-di-marina-che-fare-quando-e-la-governance-dellonp-a-non-sentirci/">Lo sfogo di Marina: che fare quando è la Governance dell’ONP a non sentirci?</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/03/05/7-presupposti-per-un-fundraising-di-successo-nella-piccola-onp/">7 presupposti per un fundraising di successo nella piccola ONP</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/01/29/profit-e-nonprofit-nuovi-patti-per-rinnovare-unantica-alleanza/">Profit e nonprofit, nuovi patti per rinnovare un’antica alleanza</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/10/23/governance-vs-fundraisers-chi-fa-cosa/">Governance vs. Fundraisers, chi fa cosa?</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/terzo-settore-e-nudita-del-re-i-leader-del-nonprofit-si-confrontano-a-milano/">Terzo settore e nudità del re: i leader del nonprofit si confrontano a Milano</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Arriva #SIHG, la Social Innovation Hashtag Guide per orientarsi nel sociale</title>
		<link>https://elenazanella.it/arriva-sihg-la-social-innovation-hashtag-guide-per-orientarsi-nel-sociale/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 31 Jan 2014 13:40:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Se sei su Twitter e ti interessa tutto ciò che ha a che fare con il sociale ma non sai bene come cercare, ecco una piccola guida per imprenditori sociali, cooperatori sociali, o aspiranti tali, agli hashtag di twitter più utili. Ad elaborarla e proporla in rete, Andrea Vecci (Twitter: @andrea_vecci) su Valori.it, periodico online  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/arriva-sihg-la-social-innovation-hashtag-guide-per-orientarsi-nel-sociale/">Arriva #SIHG, la Social Innovation Hashtag Guide per orientarsi nel sociale</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-12112" alt="Social network hashtag" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1.jpg?w=750" width="360" height="241" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1-300x201.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1-480x321.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1-500x335.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1-700x469.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1-768x514.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000026275282small-1.jpg 847w" sizes="(max-width: 360px) 100vw, 360px" /></a>Se sei su Twitter e ti interessa tutto ciò che ha a che fare con il sociale ma non sai bene come cercare, ecco una <strong><em>piccola guida per imprenditori sociali, cooperatori sociali, o aspiranti tali, agli hashtag di twitter più utili</em></strong>.</div>
<div>Ad elaborarla e proporla in rete, <strong>Andrea Vecci</strong> (Twitter: <a href="https://twitter.com/andrea_vecci" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@andrea_vecci</a>) su <strong><a href="http://www.valori.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Valori.it</a></strong>, periodico online di economia sociale, finanza etica e sostenibilità.</div>
<div>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</div>
<div>Durante un <a href="http://www.scribd.com/doc/200331558/I-QUATTRO-PILASTRI-DELL%E2%80%99INNOVAZIONE-SOCIALE-48-ore-Gennaio-Aprile-2014" target="_blank" rel="noopener noreferrer">corso sull&#8217;innovazione sociale</a> con un gruppo di cooperatori sociali ieri a Milano, <a href="http://blog.vita.it/fenomeni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Flaviano Zandonai</a> ha introdotto quasi per gioco l&#8217;hashtag di twitter dell&#8217;impresa sociale, indicando nella rete una fonte di informazione, a volte molto dispersiva, organizzata per tag.</div>
<div></div>
<div>Qui di seguito la mia &#8220;playlist&#8221; di tag che considero ecosistemici all&#8217;interno dello scenario dell&#8217;innovazione sociale, rigorosamente in ordine alfabetico e con lettere minuscole:<span id="more-12104"></span></div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%233bl" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#3bl</a> è l&#8217;acronimo inglese di triple bottom line. La bottom line nello schema del bilancio inglese (balance sheet) è l&#8217;ultima riga, quella che si tira prima del profitto e ne è diventata sinonimo. Tripla perchè introduce il concetto di sostenibilità economica capace di tenere insieme gli interessi delle tre P: persone, pianeta e profitto.  È anche sinonimo di <a href="https://twitter.com/search?q=%23csr" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#csr</a> cioè Corporate Social Responsibility, la responsabilità sociale di impresa.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%234change" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#4change</a> è un hashtag autoreferenziale di twitter e di altri social network perché è associato all&#8217;infinita discussione su come i social media siano determinanti nel progresso umano, politico e sociale, utili cioè al cambiamento.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23bopbiz" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#bopbiz</a> concetto di origine nordamericana associato alle attività delle ONG nei paesi in via di sviluppo: è il Bottom Of (the) Pyramid Business, riguarda imprese o progetti impegnati a &#8220;sollevare la base della piramide&#8221;, cioè i miliardi di persone che vivono al di sotto della soglia di povertà.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23cause" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#cause </a>e <a href="https://twitter.com/search?q=%23causes" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#causes</a> vengono utilizzati nelle campagne di sensibilizzazione sui diritti civili o sulle questioni sociali.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23changemakers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#changemakers</a> sono gli individui e le organizzazioni che ispirano il cambiamento nell&#8217;impresa, nel pubblico e nel terzo settore, molto usato da <a href="https://twitter.com/changemakers" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Ashoka Changemakers</a>.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23eco" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#eco</a> ha sostituito per brevità <a href="https://twitter.com/search?q=%23environment" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#environment</a> e tagga notizie di carattere ambientalistiche.  È l&#8217;abbreviazione di ecologia, e segue gli argomenti quali l&#8217;ambiente, la sostenibilità, il cambiamento climatico e la (mitologica) resilienza.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23impinv" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#impinv</a> conosciuto anche nella versione lunga <a href="https://twitter.com/search?q=%23impactinvesting" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#impactinvesting</a> e corta <a href="https://twitter.com/search?q=%23impact" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#impact</a> riguarda le novità dal  mondo degli investimenti sociali ad impatto ed è un sottogruppo del grande flusso di tweet riguardanti la <a href="https://twitter.com/search?q=%23sofin" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#sofin</a> o <a href="https://twitter.com/search?q=%23socialfinance" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socialfinance</a>, la finanza sociale tout curt, appunto.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23nonprofit" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#nonprofit</a> troppo facile da capire, molto versatile quanto troppo generico. Ad esempio <a href="https://twitter.com/search?q=%23nptech" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#nptech</a> è quello riferito alle organizzazioni non profit che operano nel campo delle nuove tecnologie.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23poverty" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#poverty</a> usato per taggare notizie o progetti per la lotta alla povertà, anche qui districarsi non è facile.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23socent" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socent</a> Impresa Sociale (social enterprise) ma anche inteso, in alcuni contesti internazionali, come sinonimo di Terzo Settore. Il tag che chiarifica meglio le market-based social solutions è <a href="https://twitter.com/search?q=%23socialbusiness" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socialbusiness</a>.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23socialgood" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socialgood</a> lanciato dal Social Good Summit come ashtag dell&#8217;evento, oggi viene usato per imprese tradizionali, organizzazioni non profit e individui che raccontano una storia o un caso di progresso sociale positivo, in cui la solidarietà, la filantropia o il volontariato fanno la differenza. Un ashtag gemello è <a href="https://twitter.com/search?q=%23socialchange" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socialchange</a>: è genericamente inteso come progresso sociale nella versione più tecnologica e innovativa.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23socinn" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socinn</a> e <a href="https://twitter.com/search?q=%23socialinnovation" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#socialinnovation</a>, non dovrei dirlo come titolare di questa rubrica, tagga i sempre più emozionanti aggiornamenti circa l&#8217;innovazione sociale, compresi <a href="https://twitter.com/andrea_vecci" target="_blank" rel="noopener noreferrer">i miei tweet</a>.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23sustainability" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#sustainability</a> o anche nella sua versione <a href="https://twitter.com/search?q=%23green" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#green</a> viene usato per notizie legate alla sostenibilità ambientale.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23svc" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#svc</a> è l&#8217;acronimo di Social Venture Capital e comprende notizie e risorse per chi cerca un partner, in equity, della propria startup socio-innovativa.</div>
<div><a href="https://twitter.com/search?q=%23volunteer" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#volunteer</a> è l&#8217;hashtag della &#8220;chiamata alle armi&#8221; del volontariato, molto usato nelle campagne di people raising.</div>
<div></div>
<div>Anche se l&#8217;hastag più importante per il vero innovatore sociale è <a href="https://twitter.com/search?q=%23nonperdetetemposmanettandoneisocialnetwork" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#nonperdetetemposmanettandoneisocialnetwork</a>.</div>
<p>#sapevatelo</p>
<p>—————————-</p>
<p><strong>GUEST POST. Thanks to.</strong></p>
<p>Ad <strong>Andrea Vecci</strong> e alla redazione di <a href="http://valori.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Valori.it</strong></a> il mio grazie per la gentile concessione e l&#8217;opportunità di condivisione sul blog. Foto e articolo originali li trovi <a href="http://www.valori.it/speciali/sihg-social-innovation-hashtag-guide-7086.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a> (<strong>#SIHG Social Innovation Hashtag Guide</strong>).</p>
<p>—————————-</p>
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<li><a href="http://elenazanella.it/2014/01/07/il-digitale-al-servizio-del-nonprofit-ne-parlo-su-d-di-repubblica-it/">Il digitale al servizio del nonprofit. Ne parlo su D di Repubblica.it</a></li>
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<li><a href="http://elenazanella.it/2012/07/06/nonprofit-live-tweeting-istruzioni-per-luso/">Nonprofit Live Tweeting, istruzioni per l’uso</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/arriva-sihg-la-social-innovation-hashtag-guide-per-orientarsi-nel-sociale/">Arriva #SIHG, la Social Innovation Hashtag Guide per orientarsi nel sociale</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>CSR e Innovazione Sociale, le voci dei protagonisti in un libro da scaricare</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Oct 2013 22:00:38 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[CSR]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
		<category><![CDATA[Responsabilità Sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Welfare]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo avevo promesso. Realizzata dalla collaborazione tra Università Bocconi, CSR Manager Network, Unioncamere, Alleanza delle Cooperative Italiane, Fondazione Sodalitas, Koinètica, ecco la pubblicazione protagonista della prima edizione del Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale degli scorsi 1 e 2 ottobre. In essa, le voci e le riflessioni dei protagosti della due giorni sulla responsabilità sociale  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/csr-e-innovazione-sociale-le-voci-dei-protagonisti-in-un-libro-da-scaricare/">CSR e Innovazione Sociale, le voci dei protagonisti in un libro da scaricare</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2013/09/29/comunicazione-sociale-tre-analisi-doverose/">Lo avevo promesso</a>.</p>
<p>Realizzata dalla collaborazione tra <a href="http://www.unibocconi.it/wps/wcm/connect/Bocconi/SitoPubblico_IT/Albero+di+navigazione/Home/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Università Bocconi</a>, <a href="http://www.csrmanagernetwork.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">CSR Manager Network</a>, <a href="http://www.unioncamere.gov.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unioncamere</a>, <a href="http://www.alleanzacooperative.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alleanza delle Cooperative Italiane</a>, <a href="http://www.sodalitas.it/contenuti/home.aspx" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fondazione Sodalitas</a>, <a href="http://www.koinetica.net/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Koinètica,</a> <strong>ecco la pubblicazione protagonista della prima edizione del Salone della CSR e dell&#8217;Innovazione Sociale</strong> degli scorsi 1 e 2 ottobre. In essa, le voci e le riflessioni dei protagosti della due giorni sulla responsabilità sociale suddivise in ambito di intervento.</p>
<p><span id="more-10913"></span><img decoding="async" class="alignright size-full wp-image-10915" alt="Interno.indd" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/10/coperta-csr-1.jpg" width="227" height="258" />In linea con gli obiettivi del Salone, nel libro sono racchiusi spunti davvero interessanti per riflettere sul futuro della CSR e sul ruolo che l’innovazione sociale ricopre in uno scenario enormemente complesso e in via di mutamento come quello attuale.</p>
<p>Qualche punto per capire:</p>
<ul>
<li>quanto si affermerà un nuovo modo di consumare e di produrre?</li>
<li>quali saranno le iniziative più efficaci per salvaguardare l’ambiente?</li>
<li>come sarà possibile abitare, vestirsi, muoversi in modo più sostenibile?</li>
<li>come si svilupperà la comunicazione?</li>
<li>quale sarà il ruolo dei giovani nello stimolare l’innovazione?</li>
<li>quanto il territorio diventerà centrale nelle scelte delle organizzazioni?</li>
<li>quanto le PMI saranno realmente coinvolte in questo processo?</li>
<li>come sta cambiando il rapporto tra profit e nonprofit?</li>
<li>quali leggi e regolamenti condizioneranno il modo di fare impresa?</li>
</ul>
<p>Queste e altre le domande a cui si cerca di dare una risposta in 121 da leggere con attenzione e spirito critico. Distribuito e inviato a media e opinion leader, è disponibile ora nel pdf che puoi scaricare liberamente al <strong><a href="http://elenazanella.wordpress.com/download/ricerche-rapporti/">punto 13 della sezione Letteratura, Rapporti, Ricerche</a>.</strong> Un ottimo strumento di lavoro e di studio a tua disposizione.</p>
<p>Se sei su Twitter, puoi seguire i blogger che vi hanno scritto (io tra loro a pagina 109): <a href="https://twitter.com/simonesbarbati"><s>@</s><b>simonesbarbati</b></a> <a href="https://twitter.com/womenomics"><s>@</s><b>womenomics</b></a> <a href="https://twitter.com/SingerFood"><s>@</s><b>SingerFood</b></a> <a href="https://twitter.com/babygreen_it"><s>@</s><b>babygreen_it</b></a> <a href="https://twitter.com/ginidonnalab"><s>@</s><b>ginidonnalab</b></a> <a href="https://twitter.com/mscarico"><s>@</s><b>mscarico</b></a> <a href="https://twitter.com/stezizzi"><s>@</s><b>stezizzi</b></a> <a href="https://twitter.com/EcoSpiragli"><s>@</s><b>EcoSpiragli.</b></a></p>
<p>Buona lettura!</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
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<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/06/08/csr-e-terzo-settore-crisi-e-nuovi-scenari-nella-responsabilita-sociale/">CSR e Terzo Settore: crisi e nuovi scenari nella responsabilità sociale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2013/09/11/nel-the-guardian-i-5-segreti-della-csi/">Nel The Guardian, i 5 segreti della CSI</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/03/3bl-approach-nuovi-modi-di-intendere-la-csr/">3BL Approach. Nuovi modi di intendere la CSR</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/06/20/corporate-fundraising-e-csr-un-destino-da-separati-in-casa/">Corporate Fundraising e CSR: un destino da separati in casa</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/csr-e-innovazione-sociale-le-voci-dei-protagonisti-in-un-libro-da-scaricare/">CSR e Innovazione Sociale, le voci dei protagonisti in un libro da scaricare</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Nel The Guardian, i 5 segreti della CSI</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 11 Sep 2013 05:45:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Corporate Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[CSR]]></category>
		<category><![CDATA[Innovazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo bisogno di innovazione per creare servizi sanitari più accessibili. Abbiamo bisogno di innovazione per portare cibo nutriente in ogni angolo del Pianeta. Abbiamo bisogno di innovazione per migliorare i risultati scolastici. Abbiamo bisogno di innovazione per contrastare il riscaldamento globale. A scriverlo, Marc Pfitzer e Valerie Bockstette su TheGuardian.com lo scorso 29 agosto. I  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/nel-the-guardian-i-5-segreti-della-csi/">Nel The Guardian, i 5 segreti della CSI</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<blockquote>
<p style="text-align:justify;">Abbiamo bisogno di innovazione per creare servizi sanitari più accessibili. Abbiamo bisogno di innovazione per portare cibo nutriente in ogni angolo del Pianeta. Abbiamo bisogno di innovazione per migliorare i risultati scolastici. Abbiamo bisogno di innovazione per contrastare il riscaldamento globale.</p>
</blockquote>
<p>A scriverlo, <strong>Marc Pfitzer</strong> e <strong>Valerie Bockstette</strong> su TheGuardian.com lo scorso 29 agosto. I due <span id="more-10696"></span>si interrogano sul ruolo determinante che le imprese private possono (o devono) ricoprire nel cambiamento sociale, stando un servizio pubblico che avrebbe tutte le caratteristiche e le risorse per farlo ma che, a conti fatti, è poco agile e poco creativo.</p>
<p><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2013/09/11/nel-the-guardian-i-5-segreti-della-csi/istock_000000812334xsmall/" rel="attachment wp-att-10719"><img decoding="async" class="size-medium wp-image-10719 alignright" alt="iStock_000000812334XSmall" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/09/istock_000000812334xsmall-1.jpg?w=300" width="300" height="225" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/09/istock_000000812334xsmall-1-300x225.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/09/istock_000000812334xsmall-1.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La parola intorno alla quale ruotano le riflessioni di Pfitzer e Bockstette è solo una: <strong>innovazione</strong>.</p>
<ul>
<li><strong>Parlano di innovazione quando</strong> cercano nuovi modi di fare business avendo caro e chiaro l&#8217;interesse per la società.</li>
<li><strong>Parlano di innovazione quando</strong> parlano di immaginazione e percorsi di lungo periodo.</li>
<li><strong>Parlano di innovazione quando</strong> pensano a come sconfiggere culture disfattiste e <em>status quo</em> profondamente radicati e convenzionali che soffocano le buone idee sul nascere.</li>
</ul>
<p>D&#8217;altro canto, della parola innovazione &#8211; riflettono i due (e come dar loro torto?) &#8211; spesse volte ci si riempie la bocca a sproposito, fingendo risultati con impatti del tutto arbitrari.</p>
<p>Partendo dalla loro esperienza di managing directors all&#8217;<a href="http://www.fsg.org" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FSG</a>, ente di ricerca inglese, hanno individuato <strong>5 caratteristiche che accomunano le imprese impegnate nell&#8217;innovazione sociale</strong> e che ne garantiscono il successo. Eccole descritte:</p>
<p><strong>1. FAR PROPRIO UNO SCOPO SOCIALE.</strong> Definire il business intorno a un preciso obiettivo con impatto sociale può modificarne il DNA e, in modo più allargato, la cultura d&#8217;impresa intorno ad esso. Significa non pensare al prodotto in sé come fine a se stesso ma pensarlo inserito in un contesto più ampio. Qualche esempio per capire: un&#8217;azienda che produce abbigliamento sportivo si penserà impegnata a stimolare comportamenti e modi di vita più sani; un&#8217;impresa della gdo estenderà la propria attenzione al problema della nutrizione e via di questo passo.</p>
<p><strong>2. INDIVIDUAZIONE DI UN BISOGNO SOCIALE DEFINITO.</strong> Dichiarazioni chiare favoriscono azioni altrettanto chiare e con obiettivi misurabili. Proporre di occuparsi di temi quali la salute, la povertà, il disagio sociale non è di per sé sufficiente. All&#8217;interno di specifiche macroaree esiste tutto un mondo di opportunità di sostegno su cui vale la pena concentrarsi per ottenere risultati concreti e di lungo periodo.</p>
<p><strong>3. MISURAZIONE DEL VALORE CONDIVISO.</strong> Le aziende che innovano secondo queste indicazioni non dimenticano di misurare &#8211; attraverso pochi indicatori specifici &#8211; l&#8217;impatto che gli investimenti fatti hanno sulla comunità, sulla società nel suo insieme e, naturalmente, sul proprio business.</p>
<p><strong>4. CREAZIONE DI PARTNERSHIP TRA PROFIT E NONPROFIT. </strong>La società civile (sappiamo bene, <em>ndr</em>) può dare il proprio importante contributo in tutte le fasi dell&#8217;innovazione e rivelarsi un partner strategico a diversi livelli: dall&#8217;individuazione e identificazione del bisogno particolare, alla progettazione, all&#8217;intervento concreto.</p>
<p><strong>5. CREARE UNA STRUTTURA OTTIMALE CHE FAVORISCA L&#8217;INNOVAZIONE.</strong> Un sistema interno molto complesso il più delle volte ostacola invece che facilitare i processi. Questo avviene in particolare se si pensa di introdurre qualcosa di nuovo. Di innovare appunto. Non esiste un modo &#8220;giusto&#8221; per strutturare l&#8217;innovazione sociale. Per dirne solo due, si può istituire un gruppo di lavoro dedicato o, magari, pensare a uno spin off. L&#8217;importante è che la scelta presa sia in linea con l&#8217;identità e la cultura intraziendale.</p>
<p>Tutti e cinque questi elementi concorrono in egual misura al raggiungimento dell&#8217;obiettivo. Nessuno è propedeutico. Poi, a ben vedere, sono aspetti che non suonano come novità all&#8217;orecchio di un operatore del Terzo Settore, abituato com&#8217;è a pensarsi &#8220;sociale&#8221;. Tuttavia, sappiamo bene quanto sia (sempre purtroppo) più facile dirsi che a farsi. O no&#8230;</p>
<p>——————–</p>
<p>(<em>Thanks to:</em>) articolo liberamente tratto da <strong>The Guardian</strong>. Il post originale lo trovi <a href="http://www.theguardian.com/sustainable-business/corporate-social-innovation?CMP=twt_gu" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>. Seguilo su Twitter: <a href="https://twitter.com/guardian" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@guardian.</a></p>
<p>Per un approfondimento, vai sul sito dell&#8217;<strong>Harvard Business Review</strong> a <a href="http://hbr.org/2013/09/innovating-for-shared-value/ar/1" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo link</a>.</p>
<p>Al punto 11 della sezione <strong>Letteratura, Rapporti, Ricerche</strong> di questo blog, trovi <strong>Creating Shared Value</strong> di <strong>Michael Porter</strong> da scaricare in pdf. Vai al <a href="http://elenazanella.wordpress.com/download/ricerche-rapporti/">link</a>.</p>
<p>Dalla Commissione Europea, la <strong>Guida per l&#8217;Innovazione Sociale</strong> (pdf in inglese) che trovi al punto uno delle <strong>Linee Guida dagli Enti</strong> a <a href="http://elenazanella.wordpress.com/download/linee-guida-dagli-enti/">questo link</a>.</p>
<p>——————–</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/03/3bl-approach-nuovi-modi-di-intendere-la-csr/">3BL Approach. Nuovi modi di intendere la CSR</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/06/20/corporate-fundraising-e-csr-un-destino-da-separati-in-casa/">Corporate Fundraising e CSR: un destino da separati in casa</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/06/08/csr-e-terzo-settore-crisi-e-nuovi-scenari-nella-responsabilita-sociale/">CSR e Terzo Settore: crisi e nuovi scenari nella responsabilità sociale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/06/25/marketing-sociale-questo-sconosciuto/">Marketing Sociale, questo sconosciuto</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/02/23/21-punti-per-un-corporate-fundraising-maturo-efficace-e-consapevole/">21 Punti per un Corporate Fundraising maturo, efficace e consapevole</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/nel-the-guardian-i-5-segreti-della-csi/">Nel The Guardian, i 5 segreti della CSI</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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