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	<title>Covid-19 Archivi - Elena Zanella</title>
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	<title>Covid-19 Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Calo delle donazioni: un’analisi sistematica e idee per la ripartenza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Oct 2022 16:45:33 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>  I dati sulla propensione al dono degli italiani recentemente presentati da IID nell’annuale rapporto (Report_Noi_doniamo_2022_completo-wdtr, fonte) hanno posto in luce una flessione nella capacità di donare, sia che si tratti di tempo e capacità (volontariato, con un calo di quasi due punti percentuali, rispetto all’anno precedente, di cittadini che manifestano la volontà di donare  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/calo-delle-donazioni-unanalisi-sistematica-e-idee-per-la-ripartenza/">Calo delle donazioni: un’analisi sistematica e idee per la ripartenza</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>&nbsp;</p>
<p>I dati sulla propensione al dono degli italiani recentemente presentati da IID nell’annuale rapporto (<a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/10/Report_Noi_doniamo_2022_completo-wdtr.pdf">Report_Noi_doniamo_2022_completo-wdtr</a>, <a href="https://www.ilgiornaledellaprotezionecivile.it/attualita/iid-il-report-noi-doniamo-2022">fonte</a>) hanno posto in luce una flessione nella capacità di donare, <strong>sia che si tratti di tempo e capacità</strong> (volontariato, con un calo di quasi due punti percentuali, rispetto all’anno precedente, di cittadini che manifestano la volontà di donare questa risorsa), <strong>sia che si tratti di denaro</strong> (con un calo di quasi due punti e mezzo percentuale di cittadini che donano ad associazioni e con un forte riorientamento sulle associazioni di ricerca medico-scientifica) <strong>sia che si tratti di donazioni biologiche</strong> (organi, tessute e sangue, con una contrazione maggiore su quest’ultima area).<span id="more-32373"></span></p>
<p>Questa flessione della capacità di donare viene riferita nel rapporto al calo della fiducia, legato alla situazione di long Covid, conseguenza delle misure di gestione della pandemia, e all’impatto economico derivante dal conflitto in Ucraina.</p>
<p>È possibile individuare una correlazione tra la flessione della propensione al dono e il calo generalizzato della fiducia nella società italiana? La fiducia e la capacità di affidamento agli altri in un contesto sociale sono comunemente considerate come elementi della dimensione relazionale del capitale sociale. <strong>Se le istituzioni collettive meritano fiducia, se si beneficia di reti di relazioni plurali stabili e affidabili, si genera quel modello di fiducia sistemica che genera capitale sociale.</strong> Quest’ultimo può essere definito come l’efficace funzionamento dei gruppi sociali attraverso le relazioni interpersonali, <strong>il sentire la condivisione di una comune identità collettiva, il reciproco comprendersi, la condivisione di norme, valori, cooperazione e reciprocità, fondata proprio sulla fiducia.</strong></p>
<p>Il capitale sociale è una misura del valore delle risorse, sia materiali (es. spazi pubblici, proprietà privata) che immateriali (es. attori, capitale umano, persone) presenti in una società e secondo <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Francis_Fukuyama">Francis Fukuyama</a> esso è fondato sulla fiducia e l&#8217;impatto che queste relazioni hanno sulle risorse coinvolte in ciascuna relazione, e su gruppi più numerosi.</p>
<p>Un buon indicatore della dimensione di fiducia nel nostro sistema paese viene fornito dalle rilevazioni semestrali della indagine <a href="https://www.europarl.europa.eu/at-your-service/it/be-heard/eurobarometer">Eurobarometro</a> che restituisce, in maniera comparata tra sistemi nazionali e media europea, alcuni elementi significativi, quali la fiducia verso le istituzioni politiche (governo e parlamento), il giudizio dei cittadini sulla situazione economica del proprio paese, le principali fonti di preoccupazione all’interno di ogni contesto.</p>
<p>Nel caso della recente rilevazione dello stesso sull’Italia, il giudizio negativo dei cittadini sulle istituzioni politiche rileva il 63% di cittadini che fornisce una valutazione negativa dell’operato del governo e un 66% che esprime un parere sfavorevole sull’azione del Parlamento. Il giudizio negativo sulla situazione economica del Paese viene espresso dal 78% dei cittadini italiani, a fronte di una media UE del 64%. Sfiducia istituzionale e preoccupazione per la situazione economica appaiono molto ampie come dati sistemici. Se si passa a rilevare la soddisfazione degli italiani sulle misure prese sui due grandi temi di attualità (misure anti-pandemiche, risposte al conflitto russo-ucraino), la situazione muta, restituendo l’immagine di una società divisa quasi a metà: il 41% dei rispondenti al sondaggio di Eurobarometro in Italia si dichiara insoddisfatto delle misure prese dal governo contro il Covid, il 45% non condivide le risposte del governo italiano al conflitto in Ucraina, il 47% paventa il rischio di crisi economica.</p>
<blockquote><p>Una sfiducia generalizzata e la divisione a metà della società sulle principali misure prese nel corso dell’anno da parte delle istituzioni politiche restituiscono l’immagine di un paese sfibrato dalle preoccupazioni, ripiegato su di sé, poco motivato e propenso a guardare agli altri e a (ri)generare fiducia e capitale sociale.</p></blockquote>
<p>Un cambio di passo di questa situazione appare auspicabile, per un miglioramento della condizione generale del sistema paese e per la ripresa e resilienza, che non possono essere solo orientate all’economicismo, ma devono farsi carico anche del capitale sociale e della fiducia dei cittadini, verso le istituzioni, verso le articolazioni sociali, verso la difficile ricostruzione delle reti di comunità. In questo senso, <strong>lavorare sull’immaginario della fiducia reciproca si pone come una leva fondamentale per gli enti di terzo settore</strong>, che hanno un compito difficile, ma alla portata delle straordinarie risorse di prosocialità insite in questo mondo.</p>
<p>Chiudiamo questo intervento con il riferimento alle <a href="https://elenazanella.it/le-scelte-di-politica-sanitaria-e-limpatto-sul-dono/">riflessioni congiunte</a> pubblicate un anno or sono a cui invitiamo alla lettura. <strong>L’effetto che avrebbero potuto avere le decisioni adottate dalla politica in materia di lotta al Covid-19 sulla tenuta delle donazioni e sul volontariato fu appunto il quesito intorno al quale </strong>ci interrogammo in quella e in <a href="https://elenazanella.it/amnesty-scuote-il-terzo-settore-il-monito-allitalia-che-fa-riflettere/">altre occasioni</a>. Allora fu per le sottoscritte una facile e, per contesto e tempi, audace previsione che si è rivelata, con l’occhio di oggi, esatta in quanto sostenuta da una buona conoscenza delle dinamiche che muovono il settore. Chiudemmo l’articolo di allora facendo appello al senso di responsabilità di ciascuno in un momento di forte complessità. Scrivemmo:</p>
<blockquote><p>È necessario che i nostri enti assumano il ruolo di mediatori sociali e catalizzatori di fiducia sistemica, perché il contesto è cambiato definitivamente e il contributo del terzo settore può sostenere in modo determinante la coesione sociale, necessaria premessa di ogni vivere associato.</p></blockquote>
<p>Allo stesso modo, anche <strong>l’attribuzione al long covid riteniamo sia più che altro</strong>, seppur in parte comprensibilmente, <strong>una scorciatoia cognitiva</strong> e come tale riteniamo vada presto rimossa in modo che le responsabilità prendano forma concreta e possano essere più velocemente elaborate e risolte.</p>
<blockquote><p>Comunicazione e relazione sono gli strumenti necessari alle associazioni per rigenerare questa fiducia persa negli ultimi anni e contribuire ad offrire al sistema paese quell’ottimismo della volontà e delle capacità che è presente nel terzo settore italiano.</p></blockquote>
<p><strong>Occorre ricostruire la fiducia dei cittadini grazie</strong> <strong>ad un’operazione di conoscibilità delle attività</strong> portate avanti, del buon esito dei fondi generosamente donati da imprese e cittadini, del tanto valore prodotto dall’azione di volontari e collaboratori, dell’impatto prodotto dal terzo settore.</p>
<p><em>&#8212;&#8212;&#8212;- </em></p>
<p><em>Post a doppia firma</em><em><br />
Elena Zanella, consulente, formatore, autore ed editore per il sociale<br />
Maria Cristina Antonucci, ricercatore CNR e docente di comunicazione e politica Università La Sapienza </em></p>
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		<title>Amnesty scuote il Terzo settore: il monito all&#8217;Italia che fa riflettere</title>
		<link>https://elenazanella.it/amnesty-scuote-il-terzo-settore-il-monito-allitalia-che-fa-riflettere/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jan 2022 09:00:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Amnesty International]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Diritti umani]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Amnesty International, il Movimento globale di persone che hanno a cuore i diritti umani, ha sollevato il 14 gennaio 2022, i primi ma, a nostro giudizio, significativi dubbi sulle misure adottate dall’esecutivo verso una minoranza di cittadini che non ha aderito alla campagna vaccinale e che, per tale ragione, si trova oggi in condizioni di discriminazione  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/amnesty-scuote-il-terzo-settore-il-monito-allitalia-che-fa-riflettere/">Amnesty scuote il Terzo settore: il monito all&#8217;Italia che fa riflettere</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-31718 aligncenter" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s.jpg" alt="" width="785" height="610" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s-90x70.jpg 90w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s-300x233.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s-480x373.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s-500x389.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s-700x544.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/01/141410251_s.jpg 785w" sizes="(max-width: 785px) 100vw, 785px" /></p>
<p><a href="https://www.amnesty.it/"><strong>Amnesty International</strong></a>, il <strong>Movimento globale di persone</strong> che hanno a cuore i diritti umani, ha sollevato il 14 gennaio 2022, i primi ma, a nostro giudizio, significativi dubbi sulle misure adottate dall’esecutivo verso una minoranza di cittadini che non ha aderito alla campagna vaccinale e che, per tale ragione, si trova oggi in condizioni di discriminazione e di limitazione dei diritti essenziali, specialmente a seguito dell’introduzione del green pass, su cui l’organizzazione internazionale focalizza la propria mission.</p>
<p>Il tema non è nuovo all’interno di Amnesty International ed è inserito all’interno di un dibattito globale su appropriatezza, efficacia e adeguatezza rispetto agli standard di diritti umani in molti stati<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>.<span id="more-31716"></span></p>
<p>L’organizzazione, che si batte affinché ogni persona possa godere dei diritti sanciti nella dichiarazione universale dei diritti umani e negli altri standard internazionali sui diritti umani, <strong>pur sostenendo la necessità dell’accesso universale ai vaccini e della non secondaria necessità che questa sia accompagnata da informazioni accurate, tempestive e accessibili</strong>, invita a una riflessione in merito ai concetti di “stato di emergenza” e “obbligatorietà”. Sulla proroga dello stato di emergenza, Amnesty suggerisce una riflessione in merito alla sua eventualità oltre il 31 marzo 2022, sottolineando come essa debba attenersi ai principi di necessità, temporaneità e proporzionalità. Sulla obbligatorietà vaccinale, Amnesty sostiene che essa debba porsi come:</p>
<blockquote><p>necessaria e proporzionata a uno scopo legittimo legato alla protezione della salute pubblica, e fornisca garanzie e meccanismi di monitoraggio per assicurare che questi requisiti non si traducano in violazioni dei diritti umani…</p></blockquote>
<p>Concludendo come essa:</p>
<blockquote><p>… Deve anche essere accompagnata da una logica basata sull’evidenza che spieghi perché l’obiettivo non possa essere raggiunto con misure meno restrittive.</p></blockquote>
<p>Pur comprendendo la straordinarietà del periodo storico che stiamo vivendo, non possiamo non notare &#8211; come abbiamo avuto modo di scrivere lo scorso ottobre in merito alle considerazioni sugli impatti che la politica sanitaria avrebbe potuto produrre sul dono (<a href="https://elenazanella.it/le-scelte-di-politica-sanitaria-e-limpatto-sul-dono/">vedi</a>) &#8211; il silenzio diffuso del Terzo settore sulle tensioni sociali, frutto di scelte politiche di questo esecutivo e presenti nel nostro Paese. Questa scelta da parte di organizzazioni tradizionalmente vocate ad affermare l’ampliamento della sfera dei diritti di tutti, appare ai nostri occhi indecifrabile, soprattutto ove essa sia rapportata agli obiettivi di integrità e dignità del singolo, non meno della comunità, che il Terzo settore si propone istituzionalmente di tutelare e promuovere.</p>
<p>Accogliamo dunque le riflessioni di Amnesty con spirito molto positivo e come primo autorevole segnale della volontà di ripristinare la tutela dei diritti umani di tutti i cittadini. Questo tema ci appare prioritario, in un contesto in cui l’accezione “restiamo umani”, anche verso le minoranze che esprimono la propria differenza rispetto alle scelte del governo, ha perso gran parte del suo significato. Ed è a nostro avviso importante che una organizzazione dalla dimensione internazionale sia in grado di portare l’attenzione sui diritti umani di tutti, in un contesto in cui il Terzo settore ha ancora bisogno di mostrare la propria posizione pubblica.</p>
<p>Rinviamo all’articolo complessivo al <a href="https://www.amnesty.it/posizione-di-amnesty-international-italia-sulle-misure-adottate-dal-governo-per-combattere-il-covid-19/">presente link</a>.</p>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> La recente posizione espressa da <a href="https://www.amnesty.org/en/latest/news/2021/12/tunisia-must-halt-covid-vaccine-pass/">Amnesty nei confronti della Tunisia</a>, sostiene che alcune delle misure prese dal governo di questo paese per piegare la curva della pandemia siano in espressa violazione dei diritti umani fondamentali (libertà di movimento, diritto al lavoro, diritto di manifestazione).</p>
<p><em>_____</em></p>
<p><em>Post a doppia firma<br />
Elena Zanella, consulente, formatore, autore ed editore per il sociale<br />
Maria Cristina Antonucci, ricercatore CNR e docente di comunicazione e politica Università La Sapienza </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/amnesty-scuote-il-terzo-settore-il-monito-allitalia-che-fa-riflettere/">Amnesty scuote il Terzo settore: il monito all&#8217;Italia che fa riflettere</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Le scelte di politica sanitaria e l’impatto sul dono</title>
		<link>https://elenazanella.it/le-scelte-di-politica-sanitaria-e-limpatto-sul-dono/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 01 Oct 2021 06:42:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[Politica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quale effetto potrebbero avere le decisioni adottate dalla politica in materia di lotta al Covid-19 sulla tenuta delle donazioni? E sul volontariato? Ce lo chiediamo Maria Cristina Antonucci, ricercatrice del CNR e docente di comunicazione e politica all’Università La Sapienza di Roma, ed io in questo post a doppia firma. Entrambe siamo consapevoli dell’estrema delicatezza  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31417" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4.png" alt="" width="1914" height="1014" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4-300x159.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4-480x254.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4-500x265.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4-700x371.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4-1024x542.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4-1536x814.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/Senza-nome-4.png 1914w" sizes="(max-width: 1914px) 100vw, 1914px" /></p>
<p><em><b><span style="font-family: 'Calibri',sans-serif;">Quale effetto potrebbero avere le decisioni adottate dalla politica in materia di lotta al Covid-19 sulla tenuta delle donazioni? E sul volontariato? Ce lo chiediamo Maria Cristina Antonucci, ricercatrice del CNR e docente di comunicazione e politica all&#8217;Università La Sapienza di Roma, ed io in questo post a doppia firma. Entrambe siamo consapevoli dell&#8217;estrema delicatezza dell&#8217;argomento ma, al tempo stesso, siamo convinte valga la pena parlarne, muovendo dalle nostre proprie competenze, cercando di fare un&#8217;analisi di senso alla cocente attualità perché nonostante il Terzo settore non ne parli, non possiamo non notare che la storia attuale ha avuto e avrà comunque un&#8217;influenza sul futuro delle nostre organizzazioni. Che lo vogliamo o no, il mondo è cambiato. Noi siamo cambiati. Buona lettura.</span></b></em></p>
<hr />
<p>Proviamo a fare una riflessione che non vuole essere esaustiva e definitiva, bensì uno spunto per accendere il dibattito e le riflessioni in seno alle organizzazioni. Non siamo economiste, sebbene abbiamo una preparazione anche in questo campo, ma comunicatrici. Le dinamiche sociali e le risposte di queste agli stimoli comunicazionali ci interessano sopra ogni cosa perché da questi dipendono, in buona misura, gli effetti sui primi. Da qui, ne discendono poi i risultati in merito ai temi di cui ci occupiamo, ovvero la sostenibilità e le dinamiche degli enti di terzo settore e della filantropia in genere.<span id="more-31415"></span></p>
<p>A chi ci legge poniamo una domanda, da cui deriva una riflessione e proviamo, in ultimo, a proporre un intervento di metodo che provi a rispondere a un problema che scorgiamo possa concretizzarsi nel futuro prossimo. La domanda, intanto.</p>
<p><strong>Quale effetto potrebbero avere le decisioni adottate dalla politica in materia di lotta al Covid-19 sulla tenuta delle donazioni? E sul volontariato?</strong></p>
<p>Il contesto e sostegno cui facciamo riferimento riguarda in modo particolare il bacino donatori individuali e il ragionamento che supporta la domanda è presto detto. Inoltre, il futuro a cui facciamo riferimento è di breve e brevissimo periodo.</p>
<p><strong>E ora le considerazioni che desideriamo portare alla tua attenzione.</strong></p>
<p>Secondo i <a href="https://ourworldindata.org/covid-vaccinations?country=ITA">dati attuali</a>, circa il 25% della popolazione in Italia non si è ancora sottoposta a vaccinazione. La spinta dell’esecutivo a massimizzare l’estensione della stessa anche dello strumento del<em> green pass</em> a partire dal prossimo 15 ottobre per tutte le categorie dei lavoratori, <a href="https://www.forumterzosettore.it/2021/09/23/green-pass-e-volontariato-qualcosa-sta-cambiando/">personale volontario incluso</a>, sta provocando reazioni ed emozioni molto diverse nei cittadini.</p>
<p>Una parte di questi affatto residuale, lesa nel proprio principio di autodeterminazione, prova frustrazione, conflittualità e senso di incertezza, sentimenti che, inutile nasconderlo, possono impattare sulle dinamiche di dono e sul desiderio di partecipazione. Tale condizione potrebbe essere momentanea ma non per questo meno importante.</p>
<p><strong>Perché sosteniamo che una parte dei donatori potrebbe decidere di rinunciare ai propri gesti di solidarietà?</strong></p>
<p>La donazione è, come forse in molti sanno, una propensione a cui difficilmente si rinuncia se non in presenza di determinate condizioni. Non va infatti dimenticato che l’atto di dono parte da un atteggiamento di fiducia. In particolare, la nozione di fiducia sistemica comporta che cittadini e organizzazioni sociali ripongano aspettative di stabilità e buon funzionamento nel sistema delle regole poste per tutti e vi trovino riscontro. Si tratta di un tipo di fiducia basato sulla percezione del buon andamento e della universalità del sistema di regole generali, in cui tutti &#8211; imprese, organizzazioni sociali e cittadini &#8211; si affidano vicendevolmente, sapendo che la cornice di regole sarà garante di tutti. Inoltre, questa fiducia si basa sulla sicurezza che nasce dal fatto di sentirsi tutelati. Lo stato di precarietà e di frustrazione, oltre che il senso di minaccia, che una parte degli italiani vivono in questo momento, può ragionevolmente avere ricadute anche sull’attenzione al dono.</p>
<p><strong>Qualora non cambiassero le cose, potremmo vivere un paradosso.</strong></p>
<p>Se nel 2020 in risposta alla pandemia le persone hanno dimostrato in massa la propria generosità, con spirito partecipato, accorato e solidale, già a partire da questo ultimo trimestre del 2021, potremmo diversamente subire una contrazione degli atti di dono da parte di parte del basket da cui si è soliti attingere proprio per via delle misure adottate per contenerla. Questo fenomeno sarebbe dovuto non tanto alle minori entrate date dal minor lavoro che ha caratterizzato parte delle attività produttive negli ultimi 18 mesi, benché sia innegabile un’influenza, quanto a un senso di sfiducia generalizzato e alla confusione che ciascuno di noi vive nel quotidiano.</p>
<p>Le tensioni sociali e la mancata trasparenza e stabilità delle regole del vivere comune che contraddistinguono questo tempo sono cattive compagne di viaggio per la certezza dell’azione delle nostre organizzazioni che basano il proprio operato su valori primari quali fiducia e sicurezza.</p>
<p><strong>Per concludere…</strong></p>
<p>Speriamo la nostra rimanga una riflessione a caldo e non si tramuti in una profezia perché, in caso contrario, si paventano tempi difficili per molti enti e le misure che il nostro Governo vorrà assumere per sostenere eventuali perdite non saranno sufficienti a sopportare l’impatto su parte del Terzo settore, a partire dalla perdita di donatori.</p>
<blockquote><p>Oggi più che mai diventa necessario lavorare sulla fiducia dei sostenitori e sul valore dei nostri enti, perché diventino luoghi di accoglienza in cui poter accogliere e risolvere le tensioni, che possano portare aiuto e conforto senza discriminazioni, come è tradizione del terzo settore italiano.</p></blockquote>
<p>È necessario che i nostri enti assumano il ruolo di mediatori sociali e catalizzatori di fiducia sistemica, perché il contesto è cambiato definitivamente e il contributo del terzo settore può sostenere in modo determinante la coesione sociale, necessaria premessa di ogni vivere associato. Comprenderlo è il primo passo per superare la crisi e contribuire ad accendere la luce in fondo al tunnel che facciamo sempre più fatica a scorgere.</p>
<p><em>Post a doppia firma<br />
</em><em>Elena Zanella, consulente, formatore, autore ed editore per il sociale<br />
</em><em>Maria Cristina Antonucci, ricercatore CNR e docente di comunicazione e politica Università La Sapienza </em></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/le-scelte-di-politica-sanitaria-e-limpatto-sul-dono/">Le scelte di politica sanitaria e l’impatto sul dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Riforma Terzo settore e buone prassi: la gestione dei volontari</title>
		<link>https://elenazanella.it/riforma-terzo-settore-e-buone-prassi-la-gestione-dei-volontari/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 22 Oct 2020 06:56:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Volontariato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non tutti sanno che l’articolo 17 del Codice del Terzo Settore, che definisce lo status di volontario, è una norma con valenza generale, valida non solo per gli Enti del Terzo settore ma anche per i soggetti diversi che si avvalgono di questa particolare modalità di apporto personale per lo svolgimento della propria attività solidaristica,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/riforma-terzo-settore-e-buone-prassi-la-gestione-dei-volontari/">Riforma Terzo settore e buone prassi: la gestione dei volontari</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s.jpg"><img decoding="async" class="size-full wp-image-30258" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s.jpg" alt="" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/10/42215511_s.jpg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></a></p>
<blockquote><p>Non tutti sanno che l’articolo 17 del Codice del Terzo Settore, che definisce lo <em>status</em> di volontario, è una norma con valenza generale, valida non solo per gli Enti del Terzo settore ma anche per i soggetti diversi che si avvalgono di questa particolare modalità di apporto personale per lo svolgimento della propria attività solidaristica, con tre sole specifiche eccezioni. È altresì vero che per gli Ets che si avvalgono di questa figura vigono regole particolari.</p></blockquote>
<p>La famiglia della <a href="http://fundraisingacademy.it/">Fundraising Academy</a> cresce con la figura di <a href="https://www.linkedin.com/in/maddalena-tagliabue-37444865/"><strong>Maddalena Tagliabue</strong></a>, avvocato civilista specializzato nel nonprofit. Te la presento con questo primo intervento in materia di Riforma sul tema del volontariato e a lei do il benvenuto nel team. Maddalena sarà in aula il prossimo 7 novembre all&#8217;interno del percorso di <a href="http://startupfundraising.it/">Startup Fundraising</a> ora in pieno svolgimento.</p>
<hr />
<p>In primo luogo, per essi (tutti gli Enti del Terzo Settore e non più solo le Organizzazioni di Volontariato) <strong>è previsto l’obbligo di assicurare i volontari per la responsabilità civile verso i terzi e contro gli infortuni e le malattie</strong> connessi allo svolgimento dell’attività di volontariato prestata.<span id="more-30256"></span></p>
<p>È peraltro buona prassi che anche gli enti non iscritti al registro del terzo settore provvedano a tutelare i loro volontari e le organizzazioni stesse attraverso <strong>apposite assicurazioni</strong>, specialmente in questo periodo caratterizzato dall’emergenza sanitaria dovuta al Covid 19.</p>
<p>Come già previsto dalla legge quadro sul volontariato fino ad oggi, sarà ancora possibile stipulare le assicurazioni con meccanismi semplificati, con polizze anche numeriche, che saranno individuati con apposito decreto ministeriale.</p>
<blockquote><p>Gli Ets sono poi tenuti ad iscrivere in apposito registro i volontari “non occasionali” ma il Codice non chiarisce cosa debba intendersi con questa espressione.</p></blockquote>
<p>Nel dubbio, <strong>è sicuramente raccomandabile interpretarla in modo restrittivo</strong> ed estendere l’iscrizione ai volontari per i quali non è chiaro se l’attività sia resa occasionalmente o meno.</p>
<p>A questo proposito segnalo che con <strong>Nota del 9 luglio scorso il Ministero del Lavoro si è pronunciato specificando che anche l’esercizio di una carica sociale si può atteggiare in termini di attività di volontariato</strong> ove risponda ai requisiti declinati nell’articolo 17, comma 2, del Codice tra i quali spicca in primis la gratuità.  Invece per espressa previsione del comma 6 non si considera volontario l&#8217;associato che occasionalmente coadiuvi gli organi sociali nello svolgimento delle loro funzioni.</p>
<p>In un&#8217;altra nota direttoriale il Ministero ha inoltre dichiarato che non è condivisibile l’interpretazione dell’art. 17, comma 5 secondo cui l’incompatibilità ivi prevista tra lo status di volontario e quello di lavoratore della medesima organizzazione sarebbe limitata al solo volontario non occasionale.</p>
<p>Come noto, la gratuità che caratterizza lo <em>status </em>del volontario è compatibile solo con il rimborso delle spese effettivamente sostenute e documentate per l’attività prestata, entro limiti massimi e alle condizioni preventivamente stabilite da ciascun ente. Questi limiti e condizioni possono essere individuati con apposita delibera dell’organo di amministrazione.</p>
<p>Consideriamo però che, <strong>al di là degli obblighi legali, esistono delle <em>best practice</em> come quella della stesura di un Regolamento dei Volontari</strong> che consente una migliore gestione e valorizzazione dei volontari all’interno delle organizzazioni.</p>
<p>Da ultimo, non certo per importanza, ricordiamo che <strong>il Codice ha espressamente previsto la possibilità di impiegare i volontari nella raccolta fondi</strong> che consiste nel complesso delle attività ed iniziative poste in essere da un ente del Terzo settore al fine di finanziare le proprie attività di interesse generale.</p>
<p>La raccolta fondi può realizzarsi anche in forma organizzata e continuativa con l’impiego di dipendenti e volontari, in conformità a linee guida adottate con decreto del Ministro del lavoro e delle politiche sociali del quale attendiamo l’emanazione e che influirà certamente anche sul tema del volontariato.</p>
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		<title>&#8220;Buongiorno, Rosa. Come sta?&#8221;. Storia di una fundraiser in smart working</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 26 Aug 2020 14:20:55 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
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		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Non è il dialogo tra due comari… o forse sì! È una delle decine di telefonate che ho fatto mensilmente a i miei big, i major donor della mia organizzazione, per tutto il periodo del lockdown, da casa mia. Un contatto continuo, lunghe chiacchierate su tutto, le misure anti-Covid, il clima, la famiglia, il tempo,  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/buongiorno-rosa-come-sta-storia-di-una-fundraiser-in-smart-working/">&#8220;Buongiorno, Rosa. Come sta?&#8221;. Storia di una fundraiser in smart working</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
</p>
<p>Non è il dialogo tra due comari… o forse sì! È una delle decine di telefonate che ho fatto mensilmente a i miei big, i major donor della mia organizzazione, per tutto il periodo del lockdown, da casa mia. Un contatto continuo, lunghe chiacchierate su tutto, le misure anti-Covid, il clima, la famiglia, il tempo, le vacanze.<span id="more-29232"></span></p>
<p>



</p>
<p>I grandi donatori o i potenziali tali, si sa, mediamente sono avanti con gli anni, e molti di loro il lockdown li ha relegati in casa. Ma anche i più giovani, quelli che lavorano, hanno spesso ruoli apicali in settori, imprese familiari, che hanno subito danni, in questa pandemia. È un periodo duro, difficile, tra la paura di un virus che miete vittime e non sappiamo quando avremo la cura, e una crisi economica che bussa alle porte sempre più forte. <strong>C’è la paura dell’oggi e del domani, c’è incertezza.</strong></p>
<p>



</p>
<p>Anche nel nostro settore, molte organizzazioni dichiarano già perdite importanti e crollo delle donazioni. Tutto vero, però…</p>
<p>



</p>
<p>Se il significato semantico della parola “comunicare” è quello di uno scambio, di una relazione tra chi comunica e chi ascolta, tra chi riceve e chi parla, in tempo di Covid e misure restrittive noi dobbiamo imparare a “comunicare”. Che non vuol dire lanciare solo, istericamente, appelli e call to action a raffica, saper fare perfette newsletter e mailing da urlo, ma <strong>saper ascoltare, condividere, affrontare in qualche modo insieme, questo momento difficile, con chi ci è sempre stato accanto,</strong> o con chi non lo sa, ma è già vicino a noi. È in questo scambio che possiamo scoprire o ritrovare il loro amore per la nostra causa sociale, la curiosità su come sta andando, la voglia di continuare ad esserci, per quei beneficiari per cui si sono sempre spesi.</p>
<p>



</p>
<p>Se qualcosa ci ha insegnato, questo periodo, è stato, in qualche modo, quello di <strong>cambiare prospettiva</strong>, di r<strong>ivedere o migliorare il nostro <em>modus operandi</em></strong>, ci ha costretti a trovare nuovi approcci e nuove opportunità. <strong>Il digitale ha finalmente visto riconosciuto il suo vero, enorme potenziale,</strong> lo stesso mondo del lavoro si è piegato allo smart working, scoprendo nuove possibilità. Ma non è solo questo. Ci ha insegnato che è il momento di costruire relazioni, di rinsaldarne di vecchie e trovarne di nuove, e <strong>il telefono</strong>, in tempo di distanziamento sociale, <strong>è lo strumento migliore, per mantenere calda la relazione.</strong></p>
<p>



</p>
<p>Non avete il loro numero di telefono? Poco importa: scrivetegli una bella lettera, personale, e aggiungete il vostro, di telefono, invitandoli a chiacchierare: è più che possibile che qualcuno vi chiamerà!</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;"><strong>Per una formazione complessiva al Fundraising Integrato, scegli Startup Fundraising:</strong></p>
<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.startupfundraising.it/"><img decoding="async" class="wp-image-29057" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1.jpg" sizes="(max-width: 1920px) 100vw, 1920px" srcset="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1.jpg 1920w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-300x116.jpg 300w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1024x396.jpg 1024w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-768x297.jpg 768w, http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/07/Startup-Fundraising-2020-1536x594.jpg 1536w" alt="" /></a></figure>
<p style="text-align: center;"><strong>Vuoi formarti al fundraising? Scegli la Fundraising Academy:</strong></p>
<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><a href="http://fundraisingacademy.it/"><img decoding="async" class="wp-image-29237 aligncenter" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/08/Fundraising-Academy-2.0_due-scaled-2.jpg" alt="" width="631" height="473" /></a></figure>
</div>
<p>


<p></p>
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<p>&nbsp;</p><p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/buongiorno-rosa-come-sta-storia-di-una-fundraiser-in-smart-working/">&#8220;Buongiorno, Rosa. Come sta?&#8221;. Storia di una fundraiser in smart working</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>6 parole chiave per ripartire</title>
		<link>https://elenazanella.it/6-parole-chiave-per-ripartire/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 15 May 2020 03:06:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Emergenza]]></category>
		<category><![CDATA[Strategia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>È ora di ripartire. Facile che ciò non avvenga da dove ci eravamo lasciati prima del lockdown, bensì da un punto ben diverso e, si spera, più consapevole. Stefano Martello è giornalista e comunicatore oltre che Mentor del Laboratorio di Comunicazione Comm to Action di Bologna e componente del Gruppo di lavoro Ferpi sul Terzo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/6-parole-chiave-per-ripartire/">6 parole chiave per ripartire</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" class="wp-image-28812" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/05/84012359_s-1.jpg" alt="" /></figure>



<p>È ora di ripartire. Facile che ciò non avvenga da dove ci eravamo lasciati prima del lockdown, bensì da un punto ben diverso e, si spera, più consapevole.</p>



<p><strong>Stefano Martello</strong> è giornalista e comunicatore oltre che <em>Mentor </em>del Laboratorio di Comunicazione <em>Comm to Action </em>di Bologna e componente del Gruppo di lavoro <a href="https://www.ferpi.it/">Ferpi</a> sul Terzo settore.</p>



<p>Con lui, <strong>Carolina Fagioli </strong>e<strong> Francesco Paolo Visaggi</strong>, ne abbiamo parlato giusto qualche giorno fa in <a href="https://youtu.be/3SSxMlTpGN4">uno dei FreeWebinar</a> che la <a href="http://fundraisingacademy.it/">Fundraising Academy</a> ha organizzato per dare il suo contributo attivo in questo momento particolarmente difficile per tutti (<a href="https://www.youtube.com/c/ElenaZanella">iscriviti al Canale YouTube</a>).</p>



<p>Buona lettura.</p>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="has-text-align-right"><em>A chi fu dato molto</em><br /><em>sarà chiesto molto</em><br /><em>e a chi fu affidato molto</em><br /><em>si richiederà ancora di più.</em><br />Luca, 12, 48</p>



<p><em>Non si è mai fatto nulla di grande senza entusiasmo<a href="#_ftn1"><strong>[1]</strong></a>. </em>È indubbiamente vero. Ed è forse per questo che nelle (poche, a dire la verità) fasi di rilancio a cui ho assistito nella mia carriera, l’entusiasmo non manchi mai. Potente. Assoluto. Disinibito e spregiudicato. Spesso, <em>controproducente.</em><span id="more-28811"></span></p>



<p>Perché – isolato, troppo <em>coccolato</em> ed autoreferenziale – l’entusiasmo si trasforma in azioni imprudenti e condotte casuali, mosse da un <em>istinto adolescenziale </em>più che da una concreta responsabilità nei confronti dell’organizzazione rappresentata.</p>



<p>L’obiettivo dichiarato di queste parole non è quello di bandirne la presenza ma, al contrario, di riequilibrarne il peso in una cornice d’azione sempre più organizzata, strutturata e matura.</p>



<blockquote>
<p>1. Come? Rispondendo a cinque semplici domande.Quale è lo stato di salute della nostra organizzazione?</p>
</blockquote>



<p>Ogni rilancio – personale, professionale, organizzativo – origina da noi stessi. Ed è giusto e doveroso, dunque, definire a <em>che punto siamo</em>. Quali sono le aree più vulnerabili e quali quelle potenzialmente in grado di sopportare uno sforzo ed una <em>tensione </em>propri di ogni momento di cambiamento. Quali sono i valori identitari che ci rappresentano e quali sono intervenuti nel corso degli anni, arricchendo o indebolendo il nostro patrimonio valoriale. Sembra un momento <em>semplice </em>e indolore, di quei momenti che ricorrono nelle trame di qualche commedia cinematografica, da espletare in 15 minuti e da cui uscire indenni e finalmente padroni del proprio destino. Non lo è.</p>



<p>È, al contrario, una fase dolorosa – nelle risultanze che potrebbero emergere &#8211; e necessaria, per poter affrontare una sfida che è, nel contempo, stimolante ed usurante.</p>



<p>Per tutto quanto sopra, <strong>la parola chiave è <em>sincerità.</em></strong></p>



<blockquote>
<p>2. Quali sono le peculiarità (tradizionali e/o rinnovate) del nostro ambiente di riferimento?</p>
</blockquote>



<p>Ogni rilancio – personale, professionale, organizzativo – comporta un dialogo ed un confronto con l’ambiente nel quale le nostre azioni trovano riscontro ed impatto. Dipendendo dal modo in cui le nostre azioni saranno, di volta in volta, percepite, accettate e criticate. Nessun ambiente è statico; la sua forma, i suoi valori di riferimento cambiano spesso in maniera repentina e poco <em>ascoltabile</em>, soprattutto se si è ancora immersi in una situazione di emergenza o di <em>ridefinizione </em>del proprio agire. Conoscere questi cambiamenti; valutarne correttamente il significato ed il significante, ci aiuta a calibrare in maniera più funzionale il <em>nostro </em>personale rilancio.</p>



<p>Non casualmente, <strong>le parole chiave in questo caso sono <em>cinismo </em>e <em>funzionalità.</em></strong></p>



<blockquote>
<p>3. Rispetto all’esito delle prime due domande, quali sono gli obiettivi irrinunciabili e quali quelli sacrificabili?</p>
</blockquote>



<p>Un rilancio non rientra mai nella categoria del <em>proposito</em> ma sempre in quella del <em>progetto</em> e, come tale, deve essere disciplinato, negli aspetti decisionali come in quelli attuativi. La conoscenza <em>esatta </em>dello scenario e, nel contempo, delle dotazioni (organizzative, valoriali e logistiche) in nostro possesso deve essere funzionale alla previsione di obiettivi specifici, concreti e realistici.</p>



<p><strong>La parola chiave, in questo caso, è <em>concretezza.</em></strong></p>



<blockquote>
<p>4. Disponiamo già delle competenze occorrenti o le dobbiamo individuare e innestare nel nostro tessuto organizzativo?</p>
</blockquote>



<p><em>Il ciabattino non giudichi di ciò che sta più su della forma da scarpe<a href="#_ftn1"><strong>[2]</strong></a></em>. Un concetto <em>crudele</em>, in tempi – come quelli attualmente percorsi – di <em>competenza diffusa. </em>Ma anche un monito importante che ci dice che ciascuno di noi è portatore di una competenza e che la stessa competenza non si risolve solo nella mera conoscenza di regole e precetti ma anche (soprattutto) nella pratica di usi e consuetudini che derivano dalla quotidianità. In termini operativi, questo si traduce in una fase di analisi sulle competenze occorrenti, per capire se le stesse siano già presenti o se debbano essere ricercate con una azione di reclutamento <em>ad hoc</em>. Proprio in questo momento si annida uno degli errori più diffusi, in grado di compromettere l’intero impianto di rilancio: la tendenza – soprattutto in ambiente digitale – a confondere la competenza con la <em>risorsa, </em>con scelte adattive che – pur assicurando la presenza formale – non riescono nell’intento di garantire l’efficacia sostanziale.</p>



<p><strong>La parola chiave, in questo caso, è <em>competenza.</em></strong></p>



<blockquote>
<p>5. Quali sono gli strumenti da mettere in campo per misurare la resa del rilancio?</p>
</blockquote>



<p>Proprio perché il rilancio non attiene mai ad un proposito (naturalmente vago e <em>creativo</em>) ma ad un progetto, perimetrato e presidiato da valutazioni temporali, spaziali ed oggettive, lo stesso deve essere misurato, nel breve termine come nel medio lungo termine. Nel breve termine, per intercettare quelle distorsioni che, se non viste, potrebbero trasformarsi in errori di sistema. Nel medio lungo termine, per verificare il raggiungimento di quanto auspicato o per misurarsi con gli scostamenti tra quanto auspicato e quanto effettivamente raggiunto. Originando, di fatto, nuove attività di <em>rilancio nel rilancio.</em></p>



<p><strong>La parola chiave</strong>, in questo caso, <strong>è <em>oggettività.</em></strong></p>



<p>Rispondere a queste cinque domande, con decenza e serietà, assicura alla nostra fase di rilancio la possibilità concreta di un posizionamento efficace e stabile nel tempo.</p>



<p>Almeno, sino alla prossima emergenza.</p>





<figure class="wp-block-embed-youtube wp-block-embed is-type-video is-provider-youtube wp-embed-aspect-4-3 wp-has-aspect-ratio">
<div class="wp-block-embed__wrapper">
<p><div class="video-shortcode"><iframe title="Fundraising Academy Free Webinar 29.04.2020" width="1333" height="1000" src="https://www.youtube.com/embed/3SSxMlTpGN4?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div></p>
</div>
</figure>


<hr class="wp-block-separator" />


<p class="has-text-align-center"><em>L’attività formativa è momentaneamente sospesa per via dell’emergenza sanitaria.</em><br /><em>Il nuovo calendario sarà online dal 18 maggio 2020.</em></p>



<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><a href="https://elenazanella.it/obiettivo-futuro-il-freewebinar-per-chi-si-occupa-di-progettazione/fundraisingacademy.it/"><img decoding="async" width="550" height="75" class="wp-image-28476 aligncenter" src="https://i1.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/550x75-FrAcademy-2020.gif?resize=550%2C75" alt="550x75-FrAcademy-2020" /></a></figure>
</div>



<p><a href="#_ftnref1">[2]</a> <em>Ne sutor supra crepidam (iudicaret). </em>Apelle, attr. da Plinio il Vecchio in <em>Storia naturale.</em></p>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> Ralph Waldo Emerson, <em>Saggi.</em></p>
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		<title>Fundraising Integrato: la sostenibilità al centro</title>
		<link>https://elenazanella.it/fundraising-integrato-la-sostenibilita-al-centro/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 10 May 2020 16:21:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Covid-19]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising Integrato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Troppo spesso il Fundraising arriva tardi e si aggiunge ai nostri ambiti di azione come fosse un settore in più fra gli altri, quando le risorse sono criticamente insufficienti o con l’idea che la sua funzione sia di “fare cassa” molto rapidamente, senza andare troppo per il sottile. C’è un problema, però: anche se può  [...]</p>
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<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="763" height="628" class="wp-image-28799" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/05/15948523_s.jpg" alt="" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/15948523_s-300x247.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/15948523_s-480x395.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/15948523_s-500x412.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/15948523_s-700x576.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/15948523_s.jpg 763w" sizes="(max-width: 763px) 100vw, 763px" /></figure>



<p>Troppo spesso il Fundraising arriva tardi e si aggiunge ai nostri ambiti di azione come fosse un settore in più fra gli altri, quando le risorse sono criticamente insufficienti o con l’idea che la sua funzione sia di “fare cassa” molto rapidamente, senza andare troppo per il sottile. C’è un problema, però: anche se può dare illusioni di successo momentanee, nel medio-lungo periodo il Fundraising così non funziona e non funzionerà mai.</p>



<p><span id="more-28795"></span></p>



<p>Ho cominciato a usare il termine di <a href="https://elenazanella.it/il-principio-della-ssrr-studio-semina-raccolto-riposo-le-quattro-stagioni-del-fundraising-integrato/" target="_blank" rel="noreferrer noopener">fundraising integrato</a> ai primi di gennaio del 2012.</p>



<p>Da fundraiser abituata a lavorare all&#8217;interno di organizzazioni in cui era l&#8217;ordine del giorno occuparsi di un po&#8217; di tutto, ho sempre considerato come necessaria l&#8217;abitudine a integrare competenze diverse e integrarsi con le diverse leve organizzative.</p>



<p>Il Fundraising funziona solo se strutturalmente integrato nel piano strategico pluriennale (approvato dal Board) e interagisce sistematicamente con tutti i settori o i dipartimenti presenti (che siano l’Amministrazione, la Comunicazione, la Progettazione, le Risorse Umane o la Valutazione dei risultati) e i principali portatori di interesse.</p>



<p>Ne abbiamo parlato qualche giorno fa all&#8217;interno della cornice di <a href="https://www.mappingchange.it/"><strong>Mapping Change</strong>,</a> progetto di rete professionale promosso da <strong>Christian Elevati</strong> di cui ho il piacere di far parte.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><a href="https://youtu.be/rJ8gounpzRs"><img decoding="async" width="1024" height="577" class="wp-image-28805" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-1024x577.png" alt="" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-300x169.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-480x271.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-500x282.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-700x395.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-768x433.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome-1024x577.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/Senza-nome.png 1426w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></a>
<figcaption>Intervento del 6 maggio 2020. <a href="https://youtu.be/rJ8gounpzRs">Guarda su Youtube</a></figcaption>
</figure>



<p>Martedì 12 maggio riprendiamo il tema approfondendo le nuove dimensioni verso cui ci stiamo velocemente dirigendo per via dell&#8217;emergenza #Covid-19.</p>



<p>Con me, <strong>Anna Fabbricotti</strong> e <strong>Stefano Cerrato</strong> per approfondire alcuni tratti del fundraising di prossimità che, probabilmente, sarà il vero protagonista d&#8217;ora in poi. <a href="https://www.eventbrite.it/e/biglietti-se-nuove-dimensioni-nel-fundraising-post-covid-19-104188637018?utm-medium=discovery&amp;utm-campaign=social&amp;utm-content=attendeeshare&amp;aff=escb&amp;utm-source=cp&amp;utm-term=listing">#IscrivitiOra e riserva il tuo posto.</a></p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img decoding="async" width="1024" height="727" class="wp-image-28784" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-1024x727.png" alt="" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-300x213.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-480x341.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-500x355.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-700x497.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-768x545.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-1024x727.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME-1536x1090.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/05/12-maggio-SE...-FREE-MEETING-CON-ME.png 1746w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p class="has-text-align-center">***</p>



<p class="has-text-align-center"><em>L’attività formativa è sospesa per via dell’emergenza sanitaria. </em><br /><em>Il nuovo calendario sarà online dal 18 maggio 2020.</em></p>



<div class="wp-block-image">
<figure class="aligncenter"><a href="https://elenazanella.it/obiettivo-futuro-il-freewebinar-per-chi-si-occupa-di-progettazione/fundraisingacademy.it/"><img decoding="async" width="550" height="75" class="wp-image-28476" src="https://i1.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/550x75-FrAcademy-2020.gif?resize=550%2C75" alt="550x75-FrAcademy-2020" /></a></figure>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-integrato-la-sostenibilita-al-centro/">Fundraising Integrato: la sostenibilità al centro</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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