Il Natale, quando arriva, arriva recitava Renato Pozzetto in un noto spot anni ’80. E puntuale, il Natale arriverà anche quest’anno ma sarà comunque un Natale diverso, probabilmente sottotono o comunque più “riservato”.

Ma la magia, quella no. Non può mancare!

Mai come quest’anno avremo bisogno di pensare a un modo diverso di dialogare con i nostri sostenitori di sempre, perché ci sentano più vicini che mai e perché più che mai abbiamo bisogno che loro ci stiano vicini.

Quest’anno più che mai abbiamo la necessità di una comunicazione diversa nei modi e più di affidarci ai legami forti.

In questo scenario sarà più che in passato necessario che il consiglio direttivo tutto si spenda perché ciò avvenga. Al tempo stesso, anche la comunicazione può (deve!) cambiare, cercando di diventare più calda e “sincera” rispetto a un’operazione che a volte ha il sapore dell’abitudine.

Nello scrivere questo post, prendo spunto dall’ultimo intervento di Eleonora Terrile in cui ci esortava all’uso di parole delicate e di speranza perché il periodo difficile, di lutto per tanti, lo richiede. Medesima delicatezza va riservata, a mio modo di vedere, ai mezzi e agli strumenti di sollecitazione.

Gesti semplici possono fare la differenza:

  • contatta i sostenitori uno per uno a partire da oggi, in modo riservato e personalizzato se possibile. Preferiamo, ad esempio, un’email a una dem, conservando per quest’ultima un’informativa generalizzata e a supporto della comunicazione ad personam;
  • meglio ancora, scrivi. Non dimenticare di farlo. Alcune organizzazioni stanno riversando la propria attenzione al solo online. Bene ma verso le liste calde, profilate, o parte di esse, continua a preferire una bella lettera. Che sia eventualmente una lettera di auguri, magari senza appello diretto, ma scrivi. Ricorda loro quanto sono importanti. E se il problema sono le poste, per via di una sacrosanta paura che chiudano i battenti a dicembre visto l’andamento generale, be’… muoviti in anticipo. Il 20/25 novembre devi aver già fatto tutto;
  • telefona, non dimenticare di farlo se ti è possibile;
  • dona per primo e fatti testimone di un’azione di dono verso le tue reti, mosso dallo slogan #faicomeme.

E la Governance?

  • Più che nel passato, il direttivo è il primo che deve farsi portavoce della buona causa attraverso una comunicazione diretta. Chiedi loro di preparare delle note a mano o di scrivere una lettera di proprio pugno da inviare ai sostenitori più caldi;
  • in caso di una donazione di qualsiasi entità, chiedi il loro coinvolgimento: fa scrivere loro il ringraziamento, per lettera o in email; una piacevole sorpresa per il donatore che, ancora una volta, non ha fatto mancare il suo supporto;
  • chiedi loro di contattare le proprie reti relazionali una volta di più. Fiducia genera fiducia. Valore genera valore;
  • chiedi loro di diventare primi testimonial di campagna natalizia sul web fatta in casa, con spontaneità: un messaggio di auguri in email; un messaggio vocale o una testimonianza video, una rassicurazione. Cosa può esserci di meglio?

Sta a te attivare il loro entusiasmo (del donatore e della Governance, intendo) con iniziative semplici, non per forza finalizzate a una raccolta, ma destinate a una promessa questo sì.

La promessa che, comunque vada, la vostra organizzazione farà sempre del suo meglio con il massimo impegno per raggiungere gli obiettivi che insieme vi siete posti e imposti di raggiungere.

Perché le avversità, in fondo, ci sono sempre e se ci pensiamo bene sono l’habitat naturale all’interno del quale i nostri enti, quasi tutti, si muovono abitualmente. Il virus, in fondo, non è che una di queste. Tosta, certo, ma di passaggio. Un giorno, spero presto, sarà solo un brutto ricordo.

Adelante, fundraiser!