Sta arrivando, puntuale anche quest’anno, l’appuntamento tra i più importanti dell’anno: quello con il 5×1000. A introdurci il periodo con questo post, Chiara Locorotondo che insieme a me, Elena Zanella, e Sergio Conte è titolare del corso molto pratico sul tema che si terrà i prossimi 4 e 18 febbraio. 6 ore a firma della Fundraising Academy che quest’anno si arricchisce di un focus su iscrizione, rendicontazione e implicazioni dell’esercizio per via dell’istituzione del Runts. Vi aspettiamo. Iscrizioni aperte.


Al momento della dichiarazione dei redditi solo un contribuente su tre ha le idee chiare in fatto di 5×1000, ovvero sceglie di mettere la sua firma per sostenere una determinata organizzazione.

C’è quindi ampio spazio per crescere: sono ancora molti gli italiani che non destinano il 5×1000 e questo è un primo aspetto da tenere presente se stai pensando di investire sulla tua campagna 5×1000.

Un secondo fattore da considerare sono le motivazioni che spingono una persona a scegliere un’organizzazione piuttosto che un’altra.

Una delle leve fondamentali per la scelta è sicuramente la fiducia e il rapporto di relazione che una persona intrattiene con una determinata organizzazione.

Il contribuente sceglie di mettere la firma per una specifica organizzazione perché la conosce, perché ha fiducia nel suo operato, perché è donatore oppure ha beneficiato di un’attività o di un servizio, o magari conosce personalmente un volontario o un dipendente. Un approfondimento di Banca Etica sull’interesse degli italiani verso il 5 per mille visto dalle ricerche di Google mette in evidenza come nel 60% dei casi le ricerche comprendono anche il nome di un’organizzazione a cui si vuole destinare il 5 per mille, segno che la scelta del contribuente è una scelta già elaborata.

In questo caso, la campagna 5×1000 rappresenta un appuntamento dell’anno fondamentale per far crescere la fiducia nei confronti della tua organizzazione, attraverso ad esempio una comunicazione adeguata e trasparente sui risultati dell’attività realizzate proprio con i contributi del 5×1000.

C’è tuttavia anche chi va su Google per effettuare una ricerca generica, nello specifico 4 persone su 10.

In questa direzione, la campagna 5×1000 diventa occasione per gli enti del Terzo settore per cercare di intercettare l’attenzione di quei contribuenti che non sanno a quale ente indirizzare la propria preferenza.

Investire in modo strutturato e strategico nella campagna 5×1000 significa investire per assicurare alla tua organizzazione una importante fonte di sostentamento, ma non solo.

La campagna 5×1000 diventa occasione per rinsaldare relazioni con gli stakeholder, a partire dalle persone che ti sono più vicine come volontari, dipendenti e donatori. Dall’altro proprio attraverso il 5×1000 hai la straordinaria opportunità di far conoscere la missione e i tuoi progetti a nuovi interlocutori, a quei due terzi dei contribuenti che ancora sono stati coinvolti.


IL 5 X MILLE IN TEORIA E IN PRATICA
UN WORKSHOP ONLINE PER ARRIVARE PRONTI A UN FONDAMENTALE APPUNTAMENTO DI RACCOLTA FONDI

con Chiara Locorotondo, Sergio Conte, Elena Zanella

CORSO DEDICATO. ISCRIZIONI APERTE
4 e 18 febbraio (6 ore – Online)