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	<title>solidarietà Archivi - Elena Zanella</title>
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	<title>solidarietà Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Animus Donandi, i motivi che spingono il dono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 17 Jun 2024 05:03:43 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[propensione al dono]]></category>
		<category><![CDATA[Raccolta Fondi]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Immagina di entrare in un mondo dove ogni gesto di generosità ha un significato profondo. Ogni donazione che riceviamo è un passo verso un futuro migliore, dove ascoltare e rispondere ai bisogni dei donatori è il nostro impegno principale. Ma perché una persona decide di donare? Quello del dono è un viaggio che inizia con  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/animus-donandi-i-motivi-che-spingono-il-dono/">Animus Donandi, i motivi che spingono il dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Immagina di entrare in un mondo dove ogni gesto di generosità ha un significato profondo. Ogni donazione che riceviamo è un passo verso un futuro migliore, dove ascoltare e rispondere ai bisogni dei donatori è il nostro impegno principale.</p>
<p><strong>Ma perché una persona decide di donare? </strong><span id="more-38443"></span></p>
<p>Quello del dono è un viaggio che inizia con la compassione. Alcune motivazioni sembrano quindi più profonde e disinteressate, spingendo all&#8217;azione.</p>
<ul>
<li><strong>Altruismo e desiderio di essere utili</strong>: dietro ogni donazione c&#8217;è il desiderio sincero di fare la differenza, spinto dalla forza del cuore che porta le persone a estendere una mano verso chi ha bisogno, senza aspettarsi nulla in cambio se non la soddisfazione personale di aver fatto qualcosa di bello e grande.</li>
<li><strong>Valori religiosi o spirituali</strong>: molti donatori sono guidati da una profonda fede nel dare e nel servire gli altri come espressione del proprio credo. Così facendo, trasformano il sostegno in un atto di devozione.</li>
<li><strong>Gratitudine e ricompensa emotiva</strong>: la gratitudine è un dono prezioso. È la gioia di vedere il proprio aiuto trasformare la vita di qualcun altro. È lo spirito profondo che alberga la definizione cara di <a href="https://en.wikipedia.org/wiki/Henry_A._Rosso">Henry Hank Rosso</a>, tramandata ai fundraiser come sua eredità: <em>insegnare agli altri la gioia di donare.</em></li>
<li><strong>Responsabilità sociale</strong>: ogni donatore porta con sé il peso della responsabilità sociale; il senso di dovere di contribuire al benessere della comunità e del mondo che ci circonda.</li>
<li><strong>Campagne di sensibilizzazione efficaci</strong>: le storie sono come ponti che collegano le persone alle cause. Sono messaggi che ispirano all&#8217;azione e trasformano il sostegno potenziale in azione concreta.</li>
</ul>
<p>Poi ci sono motivazioni che appaiono più interessate, ma che hanno un senso personale molto più profondo di quanto possa apparire.</p>
<ul>
<li><strong>Storie di speranza intrecciate</strong>: dietro ogni donazione c&#8217;è una storia di esperienza personale e di connessione emotiva che non possiamo comprendere fino in fondo, solo rispettare.</li>
<li><strong>Il ciclo di generosità</strong>: chi ha ricevuto sostegno in passato comprende profondamente il valore di fare la propria parte aiutando coloro che ne hanno bisogno ora. Si completa così il ciclo di compassione che nutre tutta la comunità.</li>
<li><strong>Riconoscimento e Status sociale</strong>: c&#8217;è un desiderio di essere riconosciuti per l&#8217;impatto tangibile delle proprie azioni. È il rispetto guadagnato attraverso il sostegno a una causa che va oltre l&#8217;individuo in sé.</li>
<li><strong>Benefici fiscali</strong>: ogni agevolazione fiscale è un incentivo che rende il gesto della donazione più razionale e dà ad esso restituzione concreta.</li>
<li><strong>Influenza sociale (spirito di emulazione)</strong>: essere parte di una comunità di donatori è come essere coinvolti in una sinfonia di generosità. È l&#8217;ispirazione che viene dall&#8217;osservare gli altri dare e sentirsi parte di qualcosa di più grande.</li>
</ul>
<p><strong>Come spesso mi piace approfondire, le ricerche indicano che solo il 30% delle persone sono propense al dono.</strong> Donare è una propensione: o ce l&#8217;hai &#8211; per educazione, per emulazione, per senso del dovere, per bisogno &#8211; o non ce l&#8217;hai. Ci sono persone che non doneranno mai, di questo dobbiamo farcene una ragione (ne ho parlato ultimamente in <a href="https://elenazanella.it/lanelasticita-del-mercato-del-dono-strategie-per-affrontarla-e-superarla/">questo articolo</a> a proposito di <em>anelasticità del mercato del dono</em>).</p>
<blockquote><p>Scegliere di donare è un atto, per fortuna, libero e personale. <strong>Dietro ogni gesto di dono c&#8217;è una motivazione che va esplorata e, dal fundraiser, opportunamente registrata.</strong></p></blockquote>
<p><strong>Così, un donatore dona perché la tua organizzazione incontra i suoi bisogni e non (solo) perché la tua organizzazione ha bisogni. </strong>Ogni donazione è una risposta a una chiamata di aiuto, una risposta che parte dal cuore e raggiunge chi ha bisogno. È l&#8217;arte di capire che la nostra missione è non solo chiedere supporto, ma anche costruire relazioni durature basate sulla fiducia e sulla reciproca comprensione.</p>
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		<title>Solidarietà comunicata o solidarietà silenziosa? Tre spunti di riflessione sul dono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Jan 2024 14:57:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[dono elastico]]></category>
		<category><![CDATA[propensione al dono]]></category>
		<category><![CDATA[solidarietà]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come prima cosa, a te che che stai leggendo, buon 2024! Inizio il nuovo anno con una riflessione che desidero sia breve, ma vedremo dove mi porterà la scrittura. Prendo spunto dalla faccenda del pandoro-gate, così come qualcuno lo ha chiamato, per portare l’attenzione su tre punti prettamente legati al fundraising che non hanno avuto  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/solidarieta-comunicata-o-solidarieta-silenziosa-tre-spunti-di-riflessione-sul-dono/">Solidarietà comunicata o solidarietà silenziosa? Tre spunti di riflessione sul dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Come prima cosa, a te che che stai leggendo, buon 2024!</p>
<p class="p1">Inizio il nuovo anno con una riflessione che desidero sia breve, ma vedremo dove mi porterà la scrittura.</p>
<p class="p1">Prendo spunto dalla faccenda del <em>pandoro-gate</em>, così come qualcuno lo ha chiamato, per portare l&#8217;attenzione su tre punti prettamente legati al fundraising che non hanno avuto sufficiente visibilità, come era naturale che fosse, ma di cui, sono certa, avrai colto l&#8217;importanza.<span id="more-37759"></span></p>
<p class="p1">Sulla questione, ho già avuto modo di esprimermi grazie all&#8217;opinione che <a href="https://www.vita.it/care-associazioni-meglio-lambassador-dellinfluencer/"><strong>Vita.it</strong></a> mi ha chiesto giorni fa. Se l&#8217;hai persa, puoi riprenderla <a href="https://www.linkedin.com/posts/vitaspa_chiaraferragni-fundraising-activity-7143155626666348544-hAG9?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop">su LinkedIn a questo link</a> e magari lasciare un tuo commento per alimentare il dibattito.</p>
<h2 class="p1">Il primo aspetto arriva da quello che ritengo un luogo comune affiorato da più parti e che sono dell&#8217;opinione abbia senso di esistere solo fino a un certo punto: &#8220;<strong>la solidarietà si fa in silenzio&#8221;.</strong></h2>
<p class="p1">E chi lo dice? Andrò controcorrente, ma non sono così convinta che la solidarietà vada fatta, per forza, in silenzio. Sarà per la professione che svolgo, ma <strong>spirito di partecipazione e contaminazione sono elementi di stimolo nel dono.</strong> Si dona anche per emulazione e non c&#8217;è nulla di male, anzi.</p>
<p class="p1">Donare perché qualcuno l&#8217;ha fatto prima di te gioca su quella che ho chiamato <strong><em>elasticità del dono</em></strong>, ovvero <em>la variazione della quantità di dono effettivo in considerazione degli stimoli esterni ricevuti più o meno attivamente</em>.</p>
<p class="p1"><a href="https://www.istitutoitalianodonazione.it/tool/download.php?id=10048&amp;idst=2568">Ricerche di mercato sul dono</a> elaborate di <strong>GFK Eurisko</strong> prima e da <strong>Walden Lab</strong> poi, hanno ampiamente dimostrato che la base dei donatori si è contratta a partire dal 2007, portando la percentuale effettiva dei donors da 30 a poco meno del 20%. Questo significa che in Italia donano, di fatto, due persone su 10 per una serie di motivi su cui sono solita soffermarmi nelle mie aule e su cui noto sempre particolare interesse. Che siano poche o tante è relativo, ma quel che è certo è che non tutti donano.</p>
<p class="p1"><strong>I</strong><strong>l lavoro sugli indecisi o sulle nuove leve di donatori diventa dunque fondamentale per lavorare sull&#8217;elasticità del dono</strong> perché, di fatto, il mercato a cui riferiamo è <em>anelastico</em>. Ma è chiaro che questo lavoro non può essere fatto in silenzio.</p>
<blockquote>
<p class="p1"><strong>Il dono è una propensione: o ce l&#8217;hai per educazione, o ce l&#8217;hai per cultura, o per emulazione o non ce l&#8217;hai.</strong></p>
</blockquote>
<p class="p1">C&#8217;è poi un altro aspetto, subdolo, da considerare: <strong>non è detto che chi dice di fare solidarietà in silenzio effettivamente la faccia.</strong> Questo non significa &#8220;urlare&#8221; la propria generosità, ovviamente. Alla base però c&#8217;è un dato di fatto: <strong>se si dice di farla, la si fa</strong>. Punto. Diversamente si chiama opportunismo; in casi più gravi, speculazione.</p>
<h2>Il secondo aspetto riguarda la solidarietà prodotta dall&#8217;azienda: <strong>un&#8217;impresa ha come scopo il profitto, &#8220;sennò nasceva ong&#8221;.</strong></h2>
<p>Che la questione abbia sollevato, o possa farlo, un velo di dubbio sulla bontà delle azioni promosse dalle imprese è innegabile. <strong>Diventa dunque molto importante mantenere la barra a dritta e continuare a comunicare in modo corretto le intenzioni.</strong></p>
<blockquote><p>Che sia chiaro: <strong>nulla di male a volere che la solidarietà prodotta possa portare un ritorno!</strong></p></blockquote>
<p>Un&#8217;azienda deve rispondere alla proprietà, agli azionisti, ai consumatori. Che trovi nel marketing sociale leva alternativa alla pubblicità classica, ben venga: <strong>l&#8217;importante è che sotto ci sia correttezza e coerenza.</strong> La reputazione è cosa sacra. A metterci la faccia e a trascinare in fondo tutto il bene fatto, la propria storia e integrità è questione di un attimo.</p>
<p>La CSR non si improvvisa e va gestita da persone con competenza che pensino e concorrano al meglio per tutte le parti in gioco: azienda, ente, consumatore.</p>
<h2>Il terzo aspetto riguarda il ruolo dell&#8217;ente beneficiario che DEVE, scritto a caratteri cubitali, tutelare la sua immagine. Come? &#8220;Vigilando sul suo buon nome&#8221;.</h2>
<p><strong>Il dono è condizione necessaria, ma non sufficiente.</strong> Qui mi rivolgo agli enti che capita prendano sottogamba il loro ruolo, assecondando tutte le richieste, sebbene lecite, del sostenitore in cambio del denaro utile a mandare avanti i progetti. Deve essere chiaro che si può fare molto, ma ci sono dei limiti che vanno tenuti ben presenti, limiti che conosci solo se hai la competenza per valutarli ed elaborarli nel modo migliore.</p>
<blockquote><p>Aggiungo: un ente, benché nella correttezza delle proprie azioni, non può &#8211; e non deve &#8211; sottostimare il valore del proprio brand ponendosi in una posizione secondaria rispetto a un terzo, che sia quest&#8217;ultimo pubblico o privato. <strong>Valorizzarsi e difendere il proprio buon nome, il proprio ruolo e reputazione, è alla base della costruzione della considerazione degli altri.</strong></p></blockquote>
<p>Quindi, vigilare sull&#8217;eventuale uso che gli altri fanno di noi deve essere un&#8217;abitudine. Diversamente, potremmo trovarci nella condizione di aver contribuito &#8211; seppur in assoluta buona fede &#8211; ad alimentare azioni che potrebbero poi dimostrarsi &#8220;discutibili&#8221;.</p>
<p>Quelli esposti sono tre punti, tre opinioni, che ritengo importanti e che esulano dal fatto in sé, ma che il fatto ha portato alla ribalta e su cui, in questo 2024, dovremmo probabilmente prestare un po&#8217; più di attenzione.</p>
<p>Se vuoi, lascia qui sotto un tuo commento.</p>
<p>Copyright (picture credits): &lt;a href=&#8217;https://it.123rf.com/profile_tirlik&#8217;&gt;tirlik&lt;/a&gt;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/solidarieta-comunicata-o-solidarieta-silenziosa-tre-spunti-di-riflessione-sul-dono/">Solidarietà comunicata o solidarietà silenziosa? Tre spunti di riflessione sul dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Le persone sono cambiate. Con loro, il dono</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Apr 2022 16:00:29 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Donazioni]]></category>
		<category><![CDATA[post Covid]]></category>
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<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/le-persone-sono-cambiate-e-con-loro-il-dono-cambiamo-con-essi/">Le persone sono cambiate. Con loro, il dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<div><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31953" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s.png" alt="" width="1038" height="461" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s-300x133.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s-480x213.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s-500x222.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s-700x311.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s-1024x455.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/146824887_s.png 1038w" sizes="(max-width: 1038px) 100vw, 1038px" /></div>
<div></div>
<div>Questo post nasce su stimolo di un quesito di una cara amica che probabilmente si riconoscerà leggendolo. La ringrazio per lo spunto che mi dà modo di scrivere di dono e delle sensazioni che provo ultimamente e di cui cerco di afferrare le risposte, ancora non definite ma che si fanno sempre più dense.</div>
<div>La collega si chiedeva:</div>
<blockquote>
<div>Può il dono essere totalmente gratuito? Non c&#8217;è sempre almeno una componente di gratificazione che ci spinge a far del bene nei confronti di qualcuno?</div>
</blockquote>
<p><span id="more-31930"></span></p>
<div>Ecco cosa penso: i feedback sono sempre presenti seppur possano sembrare trascurabili. Così, <strong>si dona sempre per qualcosa, fosse anche il bisogno di sentirsi utili e provare gratificazione da ciò.</strong> Pensare dunque che il dono sia fine a sé stesso è concettualmente errato seppur comprensibile. Non c&#8217;è nulla di sbagliato nel provare gioia ma quest&#8217;ultimo è tuttavia un sentimento che ci restituisce benessere.</div>
<div>Così, fermo restando questo principio, a mio modo di vedere immutabile,</div>
<blockquote>
<div>l&#8217;approccio al dono sta ineluttabilmente cambiando perché a cambiare sono le persone e i contesti sociali nei quali queste sono immerse.</div>
</blockquote>
<div>La mia riflessione nasce naturalmente contestualizzata al nostro mercato perché la propensione al dono, così come i comportamenti del resto, sono legati alle dinamiche all&#8217;interno delle quali sono inserite e da queste vengono condizionate. In questo ambiente così complesso, i social network sono lo specchio da cui trarre facilmente indicazione.</div>
<div><strong>Nulla</strong>, a mio modo di vedere, <strong>è più come a febbraio 2020 ma in molti sembrano essersi fermati lì,</strong> a prima del Covid e ai cambiamenti sociali e alle fratture profonde che le scelte fatte per sconfiggerlo hanno causato, e ciò impatterà ineluttabilmente sul dono e sulle scelte da parte dei donatori.</div>
<div><a href="https://elenazanella.it/le-scelte-di-politica-sanitaria-e-limpatto-sul-dono/">Nel post scritto a quattro mani con <strong>Maria Cristina Antonucci</strong></a> lo scorso ottobre, avevamo già provato a tracciare un perimetro di ciò che vedevamo si stava manifestando. In pochi mesi, <strong>la questione sociale è andata peggiorando, acuendo e stressando uno scenario che in quel mese segnava il suo debutto. </strong></div>
<div>
<blockquote>
<div>Non vedere il cambiamento e far finta di nulla non solo è ingenuo, ma è pure sciocco.</div>
</blockquote>
<div><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31940" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW.png" alt="" width="1846" height="1048" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW-300x170.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW-480x273.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW-500x284.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW-700x397.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW-1024x581.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW-1536x872.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2022/04/MASLOW.png 1846w" sizes="(max-width: 1846px) 100vw, 1846px" /></div>
<div></div>
<div>Se ci rifacciamo a ciò che <a href="https://it.wikipedia.org/wiki/Abraham_Maslow"><strong>Abraham Maslow </strong></a>riferiva nel rappresentare i bisogni umani sulla sua piramide, ci risulta difficile, alla luce degli ultimi due anni, non notare che vi sia stata (e sia tuttora in corso, a mio modo di vedere) una turbolenza ai diversi piani e minate alcune certezze o, meglio, <em>status quo</em>. <strong>I bisogni di sicurezza, appartenente ai bisogni primari che credevamo al sicuro, semplicemente sono tornati ad acquisire un ruolo prioritario nelle scelte di ciascuno</strong> e ciò va tenuto in debito conto nel pensare alle nostre attività.</div>
<div>Dopo 70 anni, assistiamo dunque a un <strong>abbassamento di status e a una carenza di ottimismo</strong> a cui non eravamo abituati; probabilmente la rottura di un patto sociale non scritto che ci rassicurava e che ci dava equilibrio.</div>
<blockquote>
<div>Siamo immersi in una sorta di limbo, sospesi tra un prima e un dopo di cui parlarne sembra quasi essere peccato, come fosse un tabù. Una sensazione che spero si smarchi presto e assuma una dimensione che non può che essere nuova.</div>
</blockquote>
<div>I primi segnali arrivano, inutile nasconderlo. Le mie sono le sensazioni di un tecnico e studioso del dono e sulla base di queste mi concentro. Per tale motivo, con le organizzazioni che si affidano ai miei consigli, sto lavorando sulla decostruzione/ricostruzione delle proprie anime organizzative perché no, signori,</div>
<blockquote>
<div>non è più possibile proporsi oggi come ieri. Le persone pretendono di più e non hanno più né la voglia, né la pazienza, né le risorse per farsele andare bene tutte.</div>
</blockquote>
<div>Io no di certo.</div>
<div>Attendo con una certa impazienza il prossimo autunno e, in particolare, il 2023 per leggere i report sul dono su cui <a href="https://www.istitutoitalianodonazione.it/it/news-eventi/dd_121_4093/il-dono-degli-italiani-nellanno-della-pandemia">IID</a> e <a href="http://www.vita.it/it/magazine/2022/01/07/donazioni-covid-come-e-andata-a-finire/424/">Vita Non Profit</a>, tra gli altri, si concentrano annualmente. Allora capiremo meglio e tireremo le somme, seppur ancora parziali, dei danni subiti, provocati o, per tempo, prudenzialmente affrontati.</div>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/le-persone-sono-cambiate-e-con-loro-il-dono-cambiamo-con-essi/">Le persone sono cambiate. Con loro, il dono</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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