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	<title>Marketing Archivi - Elena Zanella</title>
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	<title>Marketing Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Parlare a tutti è inutile. Comincia a parlare a qualcuno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Jan 2026 16:00:44 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione]]></category>
		<category><![CDATA[Generazioni]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel fundraising non si parla “a tutti” per superficialità o per pigrizia. Si parla a tutti perché il tempo è poco, le risorse sono limitate e, soprattutto nelle organizzazioni più piccole, spesso mancano figure dedicate e preparate che possano permettersi un lavoro di maggiore profondità. Si fa quello che si può, con quello che si  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/parlare-a-tutti-e-inutile-comincia-a-parlare-a-qualcuno/">Parlare a tutti è inutile. Comincia a parlare a qualcuno</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Nel fundraising non si parla “a tutti” per superficialità o per pigrizia. Si parla a tutti perché il tempo è poco, le risorse sono limitate e, soprattutto nelle organizzazioni più piccole, spesso mancano figure dedicate e preparate che possano permettersi un lavoro di maggiore profondità. <strong>Si fa quello che si può</strong>, con quello che si ha, cercando di tenere insieme comunicazione, raccolta fondi, progettazione, relazioni. È una condizione diffusa, reale e comprensibile. Almeno fino a un certo punto.<span id="more-40529"></span></p>
<p class="p1">Proprio per questo, però, è importante interrogarsi su <span class="s1"><b>quanto questa semplificazione funzioni davvero</b></span>. Perché se è vero che parlare a tutti è una scorciatoia a volte necessaria, è altrettanto vero che, nel medio periodo, questa scelta finisce col creare <strong>messaggi generici, spesso identici, che producono relazioni deboli e donazioni episodiche.</strong> Non per cattiva volontà, ma per mancanza di profondità.</p>
<p class="p1">Parlare davvero con qualcuno richiede risorse, e tante, sia in termini di tempo che di investimento economico. Richiede strumenti adeguati, competenze e capacità di mettersi in ascolto. Necessita il passare da una comunicazione “orizzontale”, che cerca di coprire tutto, a una comunicazione “verticale”, che prova a entrare in profondità nella relazione con la persona. <strong>È più faticoso, vero, ma è anche l’unico modo per costruire fiducia e continuità.</strong></p>
<h4 class="p1">Oltre il donatore medio</h4>
<p class="p1">In questo senso, il tema non è negare l’esistenza di un donatore medio. Il donatore medio <span class="s1"><b>esiste</b></span>, eccome, ma forse è più corretto chiamarlo <span class="s1"><b>donatore tipico</b></span>. Ogni organizzazione, nel tempo, costruisce – più o meno consapevolmente – un profilo ricorrente: una persona che rappresenta il cuore della propria base di sostegno. Quel profilo non serve per appiattire tutti, ma per orientarsi in modo ordinato. Serve come riferimento, come punto di partenza per capire chi sono i donatori più vicini, quelli più periferici e quelli potenziali. Un approccio a ciò che, in altri ambiti, viene chiamato lavoro sulle <i>personas</i>: non etichette rigide, ma rappresentazioni utili per prendere decisioni migliori.</p>
<p class="p1">Il problema vero nasce quando <strong>il donatore tipico diventa l’unico interlocutore</strong>, e non il centro da cui partire per articolare una relazione più ricca e differenziata.</p>
<p class="p1">Qui entra in gioco il concetto di <span class="s1"><b>audience</b></span>. Un’audience non è un target astratto, né un insieme indistinto di persone. È una comunità che condivide un certo modo di stare nel mondo, un certo rapporto con il tempo, con l’autorità, con le istituzioni, e naturalmente con il dono. Parlare a un’audience significa <strong>riconoscere queste differenze</strong>, tenendone conto nel modo in cui si gestisce la relazione.</p>
<p class="p1">Si parta dal presupposto che <strong>il dono non significa la stessa cosa per tutti.</strong> Per alcune persone è ancora un dovere morale, per altre una scelta razionale, per altre un’espressione di valori o di identità. Ignorare queste differenze rende il fundraising decisamente meno efficace, perché la richiesta può anche arrivare, ma la relazione non si consolida. <strong>E poi ci stupiamo che non funzioni.</strong></p>
<h4 class="p1">Parlare a qualcuno</h4>
<p class="p1">Il segreto sta nel passare dal parlare alla massa indistinta, al parlare al singolo. L’errore sta <strong>nell’illusione di semplicità</strong> che si pensa stia dietro l&#8217;uso dei social, specie dei social network. Per lo meno questo è ciò che noto nella pratica quotidiana. Il concetto del &#8220;basta pubblicare&#8221; non è per nulla vero. I canali non creano la relazione, la rendono possibile, ma solo se ciò che viene detto è coerente con le aspettative, con il vissuto e con gli interessi delle persone a cui ci rivolgiamo. <strong>Un messaggio può essere tecnicamente corretto e culturalmente fuori contesto.</strong> In quel caso il dono arriva, forse, una volta sola. Poi si perde.</p>
<p class="p1">Parlare a qualcuno non significa escludere, significa diversamente scegliere di essere rilevanti. Significa accettare che non tutte le persone reagiscono allo stesso modo, non tutte vogliono essere coinvolte allo stesso modo, non tutte rispondono allo stesso tipo di sollecitazione. È una scelta strategica, ma anche una scelta di rispetto: del tempo delle persone, della loro storia, del loro modo di stare in relazione con una causa.</p>
<p class="p1">Parlare a qualcuno richiede tempo, e tanto. Richiede organizzazione del lavoro, competenza e passaggi accurati. Ma la vera differenza sta nel cominciare a porsi le domande giuste:</p>
<ul>
<li class="p1">chi è il nostro donatore tipico?</li>
<li class="p1">Quali audience gravitano intorno a lui?</li>
<li class="p1">Quali linguaggi possono funzionare davvero?</li>
<li class="p1">Dove ha senso investire tempo e risorse, e dove no?</li>
</ul>
<p class="p1">E non si tratta di fare tutto subito. <strong>Si tratta di iniziare a scegliere cosa fare e decidere di partire.</strong></p>
<p class="p1">Nelle prossime settimane proveremo a farlo insieme: entrando nel merito delle diverse audience e di come cambia, con ciascuna, il modo di coinvolgere, chiedere e costruire relazioni.</p>
<p style="text-align: center;"><strong>***</strong></p>
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<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-40556" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-scaled.png" alt="" width="2560" height="869" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-200x68.png 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-300x102.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-400x136.png 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-500x170.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-600x204.png 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-700x237.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-768x261.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-800x271.png 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-1024x347.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-1200x407.png 1200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-1536x521.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/01/Screenshot-2026-01-27-alle-08.57.07-scaled.png 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
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		<title>Agcom: nuove regole per influencer e creator, ma per i fundraiser non basta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 13:07:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasparenza sulla pubblicità e tutela dei minori sono i princìpi cardine che emergono dalle nuove linee guida dell’Agcom approvate all’unanimità in queste ore (le trovi qui). E così, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni torna a esprimersi dopo il caso del “pandoro-gate” di cui tanto si parla da un mese a questa parte. Ad onor del  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trasparenza sulla pubblicità e tutela dei minori</strong> sono i princìpi cardine che emergono dalle nuove <strong><a href="https://www.agcom.it/documents/10179/32882112/Comunicato+stampa+10-01-2024/2d44dede-71b2-441f-9654-817833c4b0fe?version=1.0">linee guida</a></strong> dell&#8217;<strong><a href="https://www.agcom.it/">Agcom</a></strong> approvate all&#8217;unanimità in queste ore (<a href="https://www.agcom.it/documents/10179/32926720/Allegato+16-1-2024/2e637eaf-dec5-4ded-ab19-bcf99904163d?version=1.0">le trovi qui</a>).</p>
<p>E così, l&#8217;<strong>Autorità per le garanzie nelle comunicazioni </strong>torna a esprimersi dopo il caso del &#8220;<a href="https://www.google.com/search?q=pandoro+gate&amp;oq=pandoro+ga&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqDQgAEAAYgwEYsQMYgAQyDQgAEAAYgwEYsQMYgAQyBggBEEUYOTIGCAIQABgDMgcIAxAAGIAEMgcIBBAAGIAEMgcIBRAAGIAEMg0IBhAAGIMBGLEDGIAEMg0IBxAuGK8BGMcBGIAEMgcICBAAGIAEMgcICRAAGIAEqAIAsAIA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8">pandoro-gate</a>&#8221; di cui tanto si parla da un mese a questa parte. Ad onor del vero, l&#8217;Autority, fa sapere il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/influencer-paletti-agcom-spot-e-trasparenza-multe-fino-600mila-euro-AFUlKoIC">Sole24Ore</a>, ci stava già lavorando dallo scorso luglio, e da oggi, i cosiddetti <strong>influencer sono equiparati a fornitori di servizi media audiovisivi</strong> e, come tali, sottoposti alla disciplina del Testo Unico dei servizi media audiovisivi (<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/12/10/293/so/44/sg/pdf">Tusma</a>). Una questione che riguarda solo in Italia <em>un universo di 350mila persone con un giro d’affari finale ben sopra i 300 milioni di euro</em> (<em>cit.</em>).<span id="more-37836"></span></p>
<h2><strong>Nuove linee guida e un codice di condotta in arrivo.</strong></h2>
<p>Le <strong>linee guida</strong> si rivolgono ai soli influencer operanti in Italia che raggiungono almeno <strong>un milione di follower</strong> sulle varie piattaforme su cui operano e hanno superato su almeno una piattaforma o social media un <strong>valore di engagement rate</strong> medio pari o superiore al 2%, il che significa aver generato reazioni da parte degli utenti, come commenti o mi piace, in almeno il 2% dei contenuti pubblicati.</p>
<p>Influencer e creator sono, da oggi, tenuti a seguire norme e direttive, tra cui l&#8217;obbligo di <strong>garantire trasparenza nelle attività pubblicitarie</strong> &#8211; con sanzioni che vanno da 10 a 250mila euro in caso di violazione -, il <strong>rispetto degli obblighi per la tutela dei minori</strong>, con multe che variano da 30mila a 600mila euro per coloro che trasgrediscono tali norme, e <strong>chiarezza nelle pratiche aziendali, agli impegni per promuovere il pluralismo e prevenire la discriminazione</strong>.</p>
<p><strong>Al via anche un tavolo di lavoro</strong> costituito da Autorità, influencer e agenzie intemediarie tra questi ultimi e le aziende, finalizzato alla stesura di un <strong>codice di condotta</strong> (un elenco di buone prassi) al quale i professionisti dovranno attenersi.</p>
<blockquote><p>È evidente che l&#8217;aspetto legato alla &#8220;beneficenza&#8221; sia stato l&#8217;elemento scatenante di qualcosa che aveva raggiunto ormai limiti che meritavano attenzione. Giusto, a mio modo di vedere, normare.</p></blockquote>
<p>Ma non è solo questo.</p>
<h2><strong>I fundraiser devono essere invitati a partecipare tavolo di lavoro.</strong></h2>
<p>Ritengo che il Caso, perché di caso con la C maiuscola occorre parlare, debba diventare l&#8217;occasione per <strong>educare il Terzo settore, ma non solo, alla giusta raccolta fondi.</strong> Al comprendere, cioè, quali sono le questioni in gioco: <strong>cosa si può fare &#8211; e come farlo &#8211; e cosa no; cosa è lecito e cosa no.</strong></p>
<p>Questo fatto deve servire a far comprendere che ci sono delle regole da rispettare e dei confini oltre i quali non si può andare. E non si tratta solo di confini etici e morali, che hanno naturalmente un loro peso specifico su cui non si può soprassedere, ma che si tratta anche, più banalmente, <strong>di regole di marketing e di processi aziendali che non possono essere trascurati</strong> solo perché alla base c&#8217;è la buona causa e allora va tutto bene.</p>
<blockquote><p>Perché no, non va tutto bene.</p></blockquote>
<p><strong>Ogni idea, </strong>specie legata a un rapporto con un&#8217;azienda che non preveda la sola donazione liberale fine a sé stessa, <strong>va analizzata, sviluppata e seguita accuratamente perché può produrre azioni che possono rientrare facilmente nell&#8217;ambito delle tecniche di corporate fundraising di tipo commerciale</strong>, ovvero legate a interessi di business e quando c&#8217;è business c&#8217;è profitto, punto.<strong> CRM, o cause related marketing, e sponsorizzazioni ne sono un esempio. </strong>La sequenza è tanto logica, quanto banale.</p>
<blockquote><p>Nulla di male in questo, basta saperlo e comportarsi poi di conseguenza affinché non arrivino brutte sorprese (per tutti).</p></blockquote>
<p>Per parlarne e agire nel modo più opportuno occorrono competenze adeguate. <strong>Motivo per cui il Terzo settore, e noi fundraiser in modo particolare, non dobbiamo essere lasciati fuori dal tavolo di discussione, </strong>perché ci sarà sempre un influencer, un testimonial, una persona di buona volontà che deciderà di agire a fin di bene e, nel farlo, a trovarsi a sbagliare, farsi e fare male. Facciamo che non capiti più o proviamoci almeno.</p>
<p>Qualora l&#8217;avessi perso, ti invito alla lettura di <em><a href="https://elenazanella.it/solidarieta-comunicata-o-solidarieta-silenziosa-tre-spunti-di-riflessione-sul-dono/">Solidarietà comunicata o solidarietà silenziosa? Tre spunti di riflessione sul dono</a></em>, il mio post precedente sul tema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/agcom-nuove-regole-per-influencer-e-creator-ma-per-i-fundraiser-non-basta/">Agcom: nuove regole per influencer e creator, ma per i fundraiser non basta</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Social Media Marketing per il Nonprofit: 5 fasi per fare bene</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 13 Apr 2014 19:07:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Marketing]]></category>
		<category><![CDATA[SMM]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Quanto ci sa fare il nonprofit sui social? E perché ci va? Una ricerca, non italiana purtroppo, condotta su oltre 9mila (non male, direi) tra piccole e medie organizzazioni nonprofit tra Stati Uniti e Canada ha rilevato dati interessanti e, a mio modo di vedere, tranquillamente condivisibili anche nel Belpaese. In particolare, sono cinque gli  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Quanto ci sa fare il nonprofit sui social? E perché ci va? </strong>Una ricerca, non italiana purtroppo, condotta su oltre 9mila (non male, direi) tra piccole e medie organizzazioni nonprofit tra Stati Uniti e Canada ha rilevato dati interessanti e, a mio modo di vedere, tranquillamente condivisibili anche nel Belpaese. In particolare, sono cinque gli aspetti che emergono:</p>
<ol>
<li>L&#8217;85% delle ONP intervistate indicano Facebook quale social network principale.</li>
<li>La maggior parte delle ONP non hanno una strategia di SMM chiara e documentata.</li>
<li>La gestione è demandata quasi sempre a una persona sola.</li>
<li>Gli obiettivi sono diversi ma non sempre si misurano i risultati.</li>
<li>Difficilmente vi è una mappatura dei donatori provenienti dal mondo social <em>(e dei loro comportamenti, ndr. Aspetto, questo, di notevole interesse in termini di profilazione, fidelizzazione e cura dei dati in database)</em></li>
</ol>
<p><span id="more-12515"></span></p>
<p><img decoding="async" class="alignleft wp-image-12527 size-medium" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/04/onp-smm-goals-1.png?w=300" alt="ONP SMM Goals" width="300" height="203" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/onp-smm-goals-1-300x204.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/onp-smm-goals-1-480x326.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/onp-smm-goals-1-500x340.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/onp-smm-goals-1.png 574w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" />La pluralità degli obiettivi riportati nella tabella qui accanto suggerisce, al contrario, un Terzo settore sempre più capace di approfittare delle opportunità offerte dalla Rete a costi tutto sommato contenuti <em>(ma anche in questo caso, aprirei un capitolo a parte). </em></p>
<p>Advocacy, brand awarness, condivisione di notizie svettano su fundraising e people raising:</p>
<blockquote><p><em>che non si chatti solo per ottenere donazioni e per fare spamming </em>&#8211; si legge su Hubspot.com &#8211; <em>è un buon segno.</em></p></blockquote>
<p>Rimando alla <a href="http://blog.hubspot.com/marketing/nonprofits-social-media-marketing-data" target="_blank" rel="noopener noreferrer">fonte</a> per un approfondimento e per leggere i dati.</p>
<p>Quali dovrebbero essere le parole d&#8217;ordine per una nonprofit che vuole fare bene sul web? <strong>Monitorare. <strong>Mappare. Classificare. </strong>Pianificare. Integrare. </strong>E in questo esatto ordine:<strong><br />
</strong></p>
<ol>
<li><strong>Monitorare il web</strong> per comprendere quali sono le migliori opportunità offerte dalla Rete e farlo a partire dall&#8217;analisi approfondita delle statistiche sul sito internet dell&#8217;organizzazione: traffico (in entrata e in uscita: da dove e per dove) e frequenza di rimbalzo dicono molto non solo sulla causa in sé ma sul contesto in cui la causa è inserita. Conoscerlo puntualmente e comprenderne l&#8217;evoluzione permetterà all&#8217;organizzazione di sfruttuarne al meglio le dinamiche e mettersi in posizione di vantaggio.</li>
<li><strong>Mappare la Rete</strong> per capire quali contesti sono più fertili per l&#8217;organizzazione: dove si concentra la comunità d&#8217;interesse? qual è il linguaggio che usa? qual è il tono della comunicazione? come posso coinvolgerla?<a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1.jpg"><img decoding="async" class="alignright wp-image-12516 size-medium" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1.jpg?w=300" alt="iStock_000021082162Small" width="300" height="248" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1-300x248.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1-480x397.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1-500x413.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1-700x579.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/04/istock_000021082162small-1.jpg 762w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a></li>
<li><strong>Classificare la Rete</strong> secondo obiettivi: la profilazione del target e l&#8217;uso del canale più adeguato non sono pratiche scontate. Nemmeno sul web. Un costo contatto basso non è un buon motivo per provarci.</li>
<li><strong>Pianificare le azioni di comunicazione</strong> in modo adeguato, calendarizzando i contenuti. Il giusto e a tempo debito. Investire il web come uno tsunami non fa apparire quanto abbiamo da dire più interessante. Anzi. La ricerca rileva che in materia di social media il 67 % delle ONP non ha strategie, politiche e obiettivi né chiari né documentati e questo è un peccato perché un ordine mentale contribuirebbe a rendere ancor più ricco e bello quanto di bello e ricco in Rete c&#8217;è di sociale.</li>
<li><strong>Adottare una social media strategy integrata.</strong> Non solo facebook, quindi. Blog, sito web, micrositi, social network, e-mail, viral marketing: cosa comunichi, come comunichi, dove comunichi e perché comunichi. La mano destra deve sapere cosa fa la sinistra per ottenere il massimo. In modo diverso ma pur sempre consapevole.</li>
</ol>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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		<title>Profit e nonprofit, nuovi patti per rinnovare un&#8217;antica alleanza</title>
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		<pubDate>Wed, 29 Jan 2014 07:00:17 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[Economia]]></category>
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		<category><![CDATA[Responsabilità Sociale]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12077" alt="Teamwork and cooperation" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1.jpg?w=300" width="300" height="198" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1-300x199.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1-480x318.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1-500x331.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1-700x464.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1-768x509.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/istock_000012278374small-1.jpg 851w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>La maturità della CSR sta via via raggiungendo risultati importanti anche nel Belpaese. Riuscire a combinare <em>massimizzazione dei profitti</em> e <em>attenzione ai valori sociali</em> &#8211; sia all&#8217;interno che verso la comunità &#8211; sembra un gioco da equilibristi, in particolare in momenti di difficoltà evidenti come quelli che, purtroppo, stiamo ancora vivendo. In questo contesto, ben conosciamo il ruolo che il nonprofit ha nelle scelte di responsabilità sociale di una for profit. Cose già dette e sapute? Certo. Ma facciamo un passo oltre. Perché tralasciando aspetti quali l&#8217;<strong>etica (scontata, mi vien da dire)</strong> e la <strong>coscienza (considerazione da avvalorare ancora oggi come ieri?)</strong> l&#8217;alleanza tra il secondo e il terzo settore ha valore di discriminante nel welfare in divenire e in questo può, a ragione, ricoprire un ruolo da protagonista.</p>
<p>Vale quindi la pena interrogarsi sulle <strong>modalità in cui la relazione tra profit e nonprofit può rinnovarsi.</strong> Nella mia esperienza, nata dal confronto con i miei interlocutori, emergono alcune considerazioni che ti riporto qui e su cui mi piacerebbe un confronto.</p>
<p>Il modus classico e meno vincolante che lega un&#8217;azienda a un&#8217;organizzazione è senza dubbio un contributo economico o in kind in cambio di un grazie e di visibilità. Ma c&#8217;è altro. Molto altro. <strong>L&#8217;abilità del professionista sta nel tirare fuori il plus. Nel comprendere qual è o quale potrebbe essere l&#8217;elemento che fa la differenza e che rende la possibile partnership diversa da qualsiasi altra.</strong> Un prodotto appetibile (perché no?) e misurabile, perfettamente in linea con gli obiettivi di tutti gli attori in gioco.</p>
<p><strong>Un nuovo modo di intendere la relazione: si parte da qui.</strong> Reputazione, attenzione al destinatario, qualità dell&#8217;offerta, rendicontazione: sono tutti termini sempre più familiari e che non appartengono più a uno o all&#8217;altro settore in modo distinto. L&#8217;impresa tradizionalmente intesa, quella per intenderci esposta più sopra e tendente al solo profitto, è destinata a spegnersi. Un consumatore sempre più consapevole chiede molto altro. Un&#8217;impresa, profit o nonprofit che sia, di seconda generazione, capace di generare fiducia e valore tiene conto e deve saper gestire tutte queste variabili se vuole fare la differenza. Presa nel suo insieme, la <strong>strategia negoziale win-win</strong> non è più sufficiente: va fatto un passo oltre e la dualità tipica di questo approccio <strong>va sostituita con una strategia win-win-win:</strong> un &#8220;patto a tre&#8221; in cui a concorrere e vincere non sono solo impresa ed ente ma anche pubblico, destinatario del servizio, donatore e così via.</p>
<p><strong>Un nuovo punto di vista: quello del consumatore, del donatore, del destinatario del servizio e, in modo allargato, della comunità. </strong>Forse ricorderai: nel gennaio 2013,<strong> </strong>su queste pagine si era parlato di <a href="http://elenazanella.it/strumenti-e-modelli/principio-di-sussidiarieta-solidale/">sussidiarietà solidale (GAEZ0113)</a>. Secondo questo principio, agli attori stato, impresa e nonprofit si deve accompagnare necessariamente una quarta figura, quella di comunità elementare (o individuo) a cui i servizi prodotti sono in parte destinati. A sua volta, questo nuovo attore interagisce con i tre precedenti in un&#8217;ottica di servizio e consumo. Qui, il cerchio (o tetraedro) si chiude, in una logica di interscambio continuo e di mutualità tra le diverse aree, senza che vi sia, di fatto, dipendenza o sudditanza di uno rispetto a un altro. Allo stesso modo:</p>
<blockquote><p><strong>in un nuovo modo di intendere la CSR, la comunità diventa elemento discriminante da cui non si può prescindere</strong>: un bacino (passivo) da cui attingere informazioni, in parte, ma in particolare un&#8217;area vibrante (e attiva) a cui chiedere di rendersi propositiva <strong>in un&#8217;ottica di produzione di bene comune e condiviso</strong>.</p></blockquote>
<p>Nello scrivere queste riflessioni, rileggo quanto <strong>Sebastiano Renna</strong> scrisse sul blog a giugno 2012, per la precisione al punto 13 delle sue <a href="http://elenazanella.it/2012/06/13/sebastiano-renna-14-tesi-per-andare-oltre-la-csr/">14 tesi per andare &#8220;oltre la CSR&#8221;</a>. Considerazioni mai tanto attuali. Nelle mie parole, forse un po&#8217; di banalità ma il ragionamento quadra. Rileggiamo:</p>
<blockquote><p>Va ribaltata la tradizionale visione che in questi ultimi decenni ha fatto scaturire una concezione di CSR preoccupata esclusivamente di trovare forme di conciliazione tra esigenze di profitto ed esigenze di contenimento delle ripercusioni sociali. La Società va finalmente vista come un luogo di accumulazione di conoscenze assolutamente imprescindibili per un successo di lungo periodo dei progetti di business. <strong>L’azienda sostenibile è dunque un’azienda che progetta con gli stakeholder, che assegna loro dignità di interlocutori competenti</strong> – ai quali dischiude la “scatola nera” della propria governance strategica – e che opera secondo l’approccio <em>shared risk, shared reward</em> (condivisione del rischio e dei profitti). La visione di <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Joseph_Schumpeter" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Schumpeter</a> non è poi così azzardata.</p></blockquote>
<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/b-corp-logo-ret-1.png"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-12079" alt="b-corp-logo-ret" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/b-corp-logo-ret-1.png?w=96" width="96" height="150" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/b-corp-logo-ret-1-193x300.png 193w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/b-corp-logo-ret-1.png 309w" sizes="(max-width: 96px) 100vw, 96px" /></a>Di un nuovo modo di fare impresa e di intendere l&#8217;impresa responsabile parla anche <strong>Rossella Sobrero</strong> nel suo nuovo blog <a href="http://rossellasobrero.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>&#8220;CSR e dintorni&#8221;</strong></a> (che ti invito a seguire se il tema ti sta a cuore). La Sobrero ci introduce un concetto, quello di <strong>B Corp</strong> (o benefit corporation). Interessante e da approfondire <a href="http://rossellasobrero.it/parola-della-settimana-b-corp/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>.</p>
<p>Insomma, l&#8217;attenzione a un nuovo modo di intendere la responsabilità sociale d&#8217;impresa è, come scrivevo più sopra, via via maggiore e va sempre più in questa direzione. <strong>La sfida è capire come integrare e sfruttare al meglio i tanti stimoli che il mercato profit offre al nonprofit.</strong> E viceversa, naturalmente.</p>
<p>Qualche idea a tal proposito?</p>
<p>—————————-</p>
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		<title>Il digitale al servizio del nonprofit. Ne parlo su D di Repubblica.it</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 07 Jan 2014 11:14:06 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Di fundraising, di sogni e di progetti parlo nel bel servizio che D di Repubblica.it mi ha dedicato in questo inizio anno. Un regalo arrivato inaspettato da The Vortex (@thevortexit) che sulla testata del quotidiano segue Web Women Want, blog d’autore dedicato al femminile ai tempi di internet. L’attenzione alla professione del fundraiser è sempre più  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://webwomenwant-d.blogautore.repubblica.it/2014/01/07/fundraising-online-il-digitale-al-servizio-del-nonprofit-intervista-a-elena-zanella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><img decoding="async" class="wp-image-11944 alignleft" alt="the vortex d repubblica" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1.jpg" width="315" height="169" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1-300x162.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1-480x259.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1-500x270.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1-700x378.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1-768x415.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/01/the-vortex-d-repubblica-1.jpg 1013w" sizes="(max-width: 315px) 100vw, 315px" /></a>Di fundraising, di sogni e di progetti parlo nel bel servizio che <strong>D di Repubblica.it</strong> mi ha dedicato in questo inizio anno. Un regalo arrivato inaspettato da <a href="http://www.thevortex.it/">The Vortex</a> (<a href="https://twitter.com/thevortexit"><s>@</s><b>thevortexit</b></a>) che sulla testata del quotidiano segue <a href="http://webwomenwant-d.blogautore.repubblica.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Web Women Want,</a> blog d&#8217;autore dedicato al femminile ai tempi di internet.</p>
<p><span id="more-11934"></span>L&#8217;attenzione alla professione del fundraiser è sempre più evidente ed è cosa buona quando a parlarne e a coinvolgere siano testate con audience importanti. Ancora di più, quando lo si fa partendo da dentro, con l&#8217;interesse a interrogarsi e a investire di giusta attenzione &#8211; con curiosità e senza snaturarne il senso &#8211; chi al suo interno vi opera con, si spera, professionalità e con, per certo, tanta passione.</p>
<p>Trovi l&#8217;articolo a <a href="http://webwomenwant-d.blogautore.repubblica.it/2014/01/07/fundraising-online-il-digitale-al-servizio-del-nonprofit-intervista-a-elena-zanella/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">questo link</a>. Buona lettura.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-digitale-al-servizio-del-nonprofit-ne-parlo-su-d-di-repubblica-it/">Il digitale al servizio del nonprofit. Ne parlo su D di Repubblica.it</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Fundraising e Crowdfunding. A Torino, il confronto franco e chiarificatore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Dec 2013 09:06:23 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
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		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 28 novembre allo IED di Torino si è tenuto l’incontro sulla gestione ottimale del crowdfunding da parte di chi si occupa di raccolta fondi. Promosso da FERPI Piemonte (Federazione Relazioni Pubbliche italiana), Assif Gruppo Piemonte (Associazione italiana fundraiser), Unicom (Unione Imprese Comunicazione), AISM (Associazione Italiana Marketing) e IED Torino, l’evento – realizzato dopo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-e-crowdfunding-a-torino-il-confronto-franco-e-chiarificatore/">Fundraising e Crowdfunding. A Torino, il confronto franco e chiarificatore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="alignleft  wp-image-11603" alt="Torino" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/12/torino1-1.jpg" width="397" height="298" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/torino1-1-300x225.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/torino1-1-480x360.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/torino1-1-500x375.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/12/torino1-1.jpg 567w" sizes="(max-width: 397px) 100vw, 397px" />Lo scorso 28 novembre allo IED di Torino si è tenuto <strong>l&#8217;incontro sulla gestione ottimale del crowdfunding da parte di chi si occupa di raccolta fondi. </strong>Promosso da <a title="Il Ciclo della Donazione" href="http://elenazanella.it/strumenti-e-modelli/il-ciclo-della-donazione/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">FERPI</a> Piemonte (Federazione Relazioni Pubbliche italiana), <a href="http://www.assif.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Assif</a> Gruppo Piemonte (Associazione italiana fundraiser), <a href="http://www.unicomitalia.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unicom</a> (Unione Imprese Comunicazione), <a href="http://www.aism.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">AISM</a> (Associazione Italiana Marketing) e <a href="http://www.ied.it/torino/home" target="_blank" rel="noopener noreferrer">IED Torino</a>, l&#8217;evento &#8211; realizzato<strong></strong> dopo la <a href="http://elenazanella.it/2013/09/25/ruoli-e-modi-per-comunicare-con-efficacia-una-campagna-di-crowdfunding/">cancellazione del #SMW </a>scorso &#8211; ha riscosso un interesse notevole da parte del pubblico. Oltre 200 le persone presenti, di cui 120 in sede e 80 collegate in <em>streaming</em>.<span id="more-11590"></span></p>
<p>Ma già si sapeva che l&#8217;occasione sarebbe stata colta dai presenti come il momento ideale per fare chiarezza. <strong>Perché che ci fosse bisogno di un confronto era evidente a tutti.</strong> La confusione tra fundraising e crowdfunding aveva ormai raggiunto i livelli di guardia, in particolare rispetto a due <em>misunderstanding</em> sempre più diffusi:</p>
<ol>
<li>una certa e distorta sovrapposizione tra i termini fundraising e crowdfunding;</li>
<li>l&#8217;idea che quest&#8217;ultimo sia in grado, da solo, di risolvere tutti i problemi di liquidità di una nonprofit.</li>
</ol>
<p>A queste due domande, si è cercato di dare una risposta, partendo dalle proprie competenze e dalle esperienze maturate con l&#8217;uso del crowdfunding nel tempo. Così, da workshop formativo <em>tout court</em> si è passati a qualcosa di più interessante e allargato: <strong>un confronto leale accompagnato da una presa di consapevolezza diversa rispetto a quella che ciascuno di noi, relatori inclusi, aveva portato con sé all&#8217;interno di quell&#8217;aula</strong>. Percezione che credo abbia accompagnato molti dei presenti durante tutte le quattro ore.</p>
<p>Quanto qui di seguito è l&#8217;elaborazione ordinata e organizzata di quanto emerso. <strong>Evidenti e netti appaiono la relazione tra le due attività e i ruoli di ciascuna,</strong> sgombrando il campo da qualsiasi ulteriore dubbio.</p>
<p><strong>DAL PUNTO DI VISTA CONCETTUALE.</strong> Crowdfunding e fundraising non sono sinonimi. Il fundraising è stategia: quell&#8217;insieme di attività atte a garantire la sostenibilità dell&#8217;ente nel lungo periodo. Scopo primario del fundraising è la costruzione di relazioni complesse in cui la raccolta fondi è l&#8217;atto finale. Il crowdfunding è un canale di raccolta fondi a disposizione del professionista e la piattaforma lo strumento attraverso il quale questa si attua.</p>
<p><strong>DAL PUNTO DI VISTA FORMALE.</strong> Nella piattaforma, il crowdfunding trova lo strumento ideale capace di attivare il sostegno all&#8217;organizzazione. Sono tre gli aspetti particolarmente interessanti:</p>
<ol>
<li>a un basso costo contatto segue l&#8217;opportunità di intercettare nuovi prospect;</li>
<li>le piattaforme permettono di visualizzare ogni singola donazione e di analizzarla di conseguenza;</li>
<li>si parla di donazione partecipata in cui fiducia e passaparola sono valori discriminanti.</li>
</ol>
<p><strong>DAL PUNTO DI VISTA SOSTANZIALE.</strong> Una strategia di crowdfunding aiuta la relazione ma non è la relazione. E&#8217; quindi necessario che una campagna di costruzione della community venga tessuta prima che inizi una campagna di crowdfunding. Gli ingredienti per costruire una campagna crowdfunding di successo sono:</p>
<ol>
<li>forma: modo in cui il progetto è descritto.</li>
<li>sostanza: un progetto deve essere credibile, misurabile, concreto, definito nel tempo.</li>
<li>comunicazione: ogni progetto deve essere sostenuto da una campagna di comunicazione integrata (definita, pianficata, diversificata).</li>
</ol>
<p><strong>DAL PUNTO DI VISTA COMUNICAZIONALE.</strong> Ci sono alcuni aspetti della comunicazione che sono emersi in modo evidente e che è opportuno tenere presenti:</p>
<ol>
<li>Comunicazione e reputazione in rete vanno curate perché vivono per sempre.</li>
<li>Nel pensare a una campagna di crowdfunding si pensi, come prima cosa, a renderla semplice: la semplicità rende.</li>
<li>Occorre sviluppare la capacità di raccontare storie (storytelling) perché l&#8217;aspetto emotivo ha una forte valenza nella scelta del dono.</li>
<li>Bisogna lavorare sulla propensione alla condivisione: dare un po&#8217; più di sé ed essere pronti, al contempo, ad accoglierne altri.</li>
<li>Pensare a comunicare in modo integrato, ovvero l&#8217;abilità di declinare una campagna adattandola (in stile e format) al canale e allo strumento che si prevede di adottare.</li>
</ol>
<p><strong>Detto in altri termini, e per concludere con un concetto che riassuma i quattro punti di vista, ci vuole professionalità. Da questa non si può prescindere.</strong></p>
<p>Il successo dell&#8217;evento è evidente. Un successo per le organizzazioni promotrici e, in modo particolare, per gli organizzatori. <strong>Vittorio Visetti</strong>, responsabile <strong>Assif Piemonte</strong>, tiene a battesimo un nuovo format per l&#8217;Associazione dei fundraiser: lo streaming che ha reso l&#8217;incontro aperto e partecipato, unico modo possibile per raggiungere una platea ampia, interessata e lontana. <strong>Eliana Lanza </strong>(seguila su Twitter:<strong> <a href="https://twitter.com/elillllanza" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@elillllanza</a></strong>), delegato regionale <strong>Ferpi Piemonte</strong>, parla di alta professionalità dei relatori e di una platea eterogenea che non si aspettava: comunicatori, fundraiser, relatori pubblici, uomini e donne di marketing, insieme per discutere in modo franco su un tema tanto attuale quanto controverso: quello del crowdfunding.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Approfondimenti:</p>
<ul>
<li>A breve il video del workshop sarà disponibile on line (partner tecnico dello streaming: Consorzio Top-Ix)</li>
<li><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/12/programma-del-28-novembre-2013-ied-1.pdf">Programma del 28 novembre 2013 IED</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/12/articolo-su-pubblico-today-del-25-novembre-1.pdf">Articolo su Pubblico Today del 25 novembre</a></li>
<li><a href="http://www.slideshare.net/ezanella/fundraising-e-crowdfunding-workshop-di-elena-zanella-28719022" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica la dispensa del mio intervento</a></li>
<li><a href="http://storify.com/elenazanella/workshop-fundraising-e-crowdfunding" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica il mio Storify</a></li>
<li><a href="http://storify.com/elillllanza/fundraising-e-crowdfunding" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Scarica lo Storify di Eliana Lanza</a></li>
</ul>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
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<li><a href="http://elenazanella.it/2013/09/25/ruoli-e-modi-per-comunicare-con-efficacia-una-campagna-di-crowdfunding/">Ruoli e modi per comunicare con efficacia una campagna di crowdfunding</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/03/05/fundraising-2-0-nuove-frontiere-nel-crowdfunding/">Fundraising 2.0: nuove frontiere nel crowdfunding</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/09/19/crowdfunding-e-solidarieta-in-rete-moda-o-opportunita/">Crowdfunding e solidarietà in Rete: moda o opportunità?</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/11/13/il-troppo-che-stroppia/">Il troppo che stroppia</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/09/03/rosen-stima-e-fiducia-in-7-magiche-parole/">Rosen, stima e fiducia in 7 magiche parole</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-e-crowdfunding-a-torino-il-confronto-franco-e-chiarificatore/">Fundraising e Crowdfunding. A Torino, il confronto franco e chiarificatore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Fundraising Activity Mix 2013: dalla A alla Z</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 07 Jan 2013 13:09:19 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Per cominciare con il piede giusto la stagione dello studio descritto ormai 100 post fa, ecco un elenco di attività da tenere ben presenti per promuovere al meglio le azioni di fundraising che abbiamo in mente e sulle quali puntare in questo 2013. On e off line e una sola per. Analisi dei dati. Non  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-thumbnail wp-image-7970" alt="iStock_000019159514XSmall" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1.jpg?w=150" width="150" height="93" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1-300x187.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2013/01/istock_000019159514xsmall-1.jpg 439w" sizes="(max-width: 150px) 100vw, 150px" /></a>Per cominciare con il piede giusto <a title="Principio della SSRR" href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/01/02/il-principio-della-ssrr-studio-semina-raccolto-riposo-le-quattro-stagioni-del-fundraising-integrato/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">la stagione dello studio</a> descritto ormai 100 post fa, ecco un elenco di attività da tenere ben presenti per promuovere al meglio le azioni di <em>fundraising</em> che abbiamo in mente e sulle quali puntare in questo 2013. <em>On </em>e<em> off line</em> e una sola per.</p>
<p><strong>Analisi dei dati.</strong> Non è sufficiente stabilire degli obiettivi e prefigurarsi uno scenario possibile, in sede di strategia nell&#8217;approccio a una nuova campagna è fondamentale analizzare il pregresso. Può sembrare una banalità, ma l&#8217;esperienza insegna a non compiere gli stessi errori o a riproporsi in modo diverso a pubblici medesimi o diversi a loro volta.</p>
<p><strong>Blog.</strong> E&#8217; uno strumento davvero ottimo per stabilire un contatto privilegiato con i propri <em>stakeholder</em> e coinvolgerli in modo crescente nell&#8217;organizzazione. Richiede tempo e dedizione ma, nel lungo periodo, premia, soprattutto in termini di fidelizzazione. Provarci non costa (quasi) nulla.</p>
<p><strong>Comunicazione.</strong> Perché non investire un po&#8217; di energie nel creare una buona comunicazione, con messaggi efficaci, innovativi e ottimisti? Magari con l&#8217;aiuto di un&#8217;agenzia o con professionisti capaci che credano nella causa. Il Terzo Settore deve comunicare di più e meglio per far valere il proprio valore e deve imparare ad azzardare. Diversamente, avremo sempre messaggi <em>low profile</em>, poco efficaci e senza personalità.</p>
<p><strong>Database.</strong> Non più rimandabile se si vuole lavorare bene e con risultati via via crescenti. Porselo come obiettivo 2013 è conditio sine qua non. <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/06/dbdo-il-database-relazionale-per-il-fundraiser/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">DBDO&#8217; Fundraiser Datacenter</a> è il DB che ho realizzato per la mia Fondazione. Potrebbe essere un buon suggerimento&#8230;</p>
<p><strong>E-Marketing.</strong> E-mail, E-book, E-cards. Non è certo una novità ma l&#8217;uso del web e delle nuove tecnologie favorisce il trasferimento dei contenuti a tempo e impatto 0 (zero). Da usare ma non abusare. Per non eccedere, un occhio al quanto e al come non guasta.</p>
<p><strong>Facebook e gli altri social.</strong> Con oltre un miliardo di utenti attivi, non esserci è da ingenui. Ma Facebook da solo non basta. I social vanno usati in modo integrato e interconnesso. Non è necessario essere ovunque, l&#8217;importante è essere dove serve: Facebook, Twitter, Linkedin, Google+, Youtube possono bastare.</p>
<p><strong>Grazie. </strong>Mai smettere di dirlo. Un valore simbolico con ricadute importanti in termini sia relazionali che economici.<strong> </strong></p>
<p><strong>Hashtag &amp; Key Words.</strong> Segui e crea, a tua volta, contenuti di interesse. E&#8217; importante essere presenti e rendersi protagonisti. Anche questo tipo di attività va pianificato e poi seguito con scrupolo.</p>
<p><strong>Infografica.</strong> Un visual marketing innovativo che sta crescendo in modo significativo. Una bella immagine rende più di mille parole. Di certo, raccontare i dati attraverso colori e icone aiuta la memorizzazione e, al contempo, facilita la condivisione sul web. Con essa, la divulgazione dei contenuti, la notorietà e la reputazione dell&#8217;ente. In un meccanismo virtuoso.</p>
<p><strong>Lobbying &amp; Relazioni Pubbliche.</strong> Capacità di negoziazione e di gestione della relazione ad alti livelli. Passaggio obbligato. Che lo si voglia o meno, il futuro del Terzo Settore passa anche da qui. Tramontano le relazioni amicali per lasciare il posto a quelle professionali. Una sterilità per il Settore? Non credo. Più che altro, parlerei di maturità e arricchimento. Ne abbiamo discusso <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/25/terzo-settore-lobbying-e-rp-the-next-step/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">qui</a>.</p>
<p><strong>Mobile.</strong> Il tasso di penetrazione di smartphone e tablet è in continua crescita, anche in Italia (51,2% con una media europea del 54,6%, dati dicembre 2012. <a href="http://www.techeconomy.it/2012/12/18/ue-cresce-la-penetrazione-degli-smartphone-litalia-e-penultima/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fonte</a>). Rispondere a questa tendenza con crescente attenzione all&#8217;aspetto web e alle sue declinazioni, partendo dall&#8217;adozione di un design funzionale, è più che mai necessario per stare al passo con la domanda.</p>
<p><strong>Newsletter ed E-Newsletter.</strong> Profilate (per quanto possibile). Strumenti utilissimi per informare e aggiornare il pubblico sulle attività dell&#8217;ente, per promuovere nuovi progetti, per chiedere un dono o il rinnovo di un dono. In una parola, fidelizzare. Raccoglierle e archiviarle in modo puntuale garantisce la costruzione della memoria storica dell&#8217;organizzazione.</p>
<p><strong>Outcome.</strong> All’interno del processo di misurazione e di valutazione, l&#8217;<em>outcome</em> è il cambiamento nelle opinioni, nei comportamenti e nelle abitudini delle persone verso le quali sono stati indirizzati sforzi programmati di comunicazione e dell&#8217;agire da parte dell&#8217;organizzazione. Un aspetto su cui vale la pena investire attenzione crescente per quantificare l&#8217;impatto reale derivante dalle attività attuate nel corso del tempo. Ne abbiamo parlato qui a proposito di <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/29/il-nonprofit-dellanno-che-verra/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">responsabilizzazione sui programmi e sul controllo di gestione</a> del Terzo Settore.</p>
<p><strong>Pianificazione. </strong>E&#8217; doveroso pensare in modo scrupoloso ai piani attività e alla loro sequenza temporale.</p>
<p><strong>Qualità.</strong> Contenuti, progetti, propositi devono essere di qualità. La superficialità non paga più. Il donatore è sempre scrupoloso e questo è un bene perché la sua attenzione qualifica l&#8217;intero settore.</p>
<p><strong>3R: ROI, Redemption, Rendicontazione.</strong> Misurare, quantificare, rendere conto sono tutte attività da intendersi <em>core </em>e non più semplicemente arbitrarie.</p>
<p><strong>Strategia.</strong> Insieme alla pianificazione, la strategia è l&#8217;aspetto da cui non si può prescindere se si vuole trasformare una buona idea in un&#8217;idea che funziona. Pensare in modo strategico permette di concentrarsi su alcuni aspetti, prioritari, e di tralasciarne invece altri, di per loro secondari; fa prevedere scenari possibili e analizzare preventivamente possibili rischi in modo da arginarli o, quanto meno, da ridurne l&#8217;impatto. Fare strategia significa essere più efficaci in termini di performarce e più efficienti in termini di investimenti.</p>
<p><strong>Targeting.</strong> La profilazione di Mercati, segmenti o pubblici è un&#8217;attività sempreverde. Anche quando si parla di buona causa. Quindi, mai distorgliere l&#8217;attenzione dai destinatari dell&#8217;idea che abbiamo in mente o dal servizio che vogliamo erogare.</p>
<p><strong>USP.</strong> Trova la tua <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/02/20/usp-il-marketing-strategico-a-servizio-del-nonprofit/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Unique Selling Proposition</a> e fai la differenza.</p>
<p><strong>Viral.</strong> Il marketing virale ha tre aspetti chiave: la persona, la sua rete di relazioni e il passaparola. Tutti e tre sono da considerarsi elementi sensibili e, come tali, vanno gestiti con prudenza, capacità e diligenza. Se così è, i ritorni sono garantiti. Diversamente, il boomerang può sortire effetti dirompenti per la reputazione dell&#8217;ente. Meglio pensarci con attenzione. Magari partendo <a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/05/07/il-ruolo-del-marketing-virale-nel-social-change/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">da qui</a>.</p>
<p><strong>Zeal.</strong> Ovvero: Passione; entusiasmo instancabile; slancio verso una causa. Il giusto atteggiamento che non può mancare per ottenere i risultati migliori.</p>
<p>Questi sono solo alcuni degli aspetti su cui noi fundraiser dovremmo concentrare l&#8217;attenzione del nostro lavoro nel corso di quest&#8217;anno, ma ce ne sono molti altri. Ne abbiamo parlato spesso e ne parleremo ancora. <strong>La nostra è una professione a tutto tondo. Ricca e complessa così come ricche e complesse sono le organizzazioni per cui ci adoperiamo</strong>. Proseguiamo decisi su questa strada. Studiamo. Formiamoci. Facciamo sempre meglio, con passione ed etica, e se siamo in grado di fare la differenza, pretendiamo il riconoscimento del nostro ruolo. Ce lo meritiamo.</p>
<p>Buon 2013!</p>
<div dir="ltr">
<p>—————-</p>
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<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/19/gift-hunting-a-caccia-di-doni/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Gift Hunting, a caccia di doni</a></li>
<li><a title="Social Media, 10 consigli per osare" href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/11/18/social-media-10-consigli-per-osare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Social Media, 10 consigli per osare</a></li>
<li><a title="Relationship" href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/10/31/relationship/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Relationship</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/11/13/il-troppo-che-stroppia/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Il troppo che stroppia</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/12/13/donatori-responsabili/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Donatori responsabili</a></li>
</ul>
</div>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-activity-mix-2013-dalla-a-alla-z/">Fundraising Activity Mix 2013: dalla A alla Z</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Crowdfunding e solidarietà in Rete: moda o opportunità?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Sep 2012 13:19:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Che il nostro sia il Paese della moda è indubbio, ma è altrettanto vero che sia abile a cavalcare le mode del momento e a farle diventare opportunità di crescita. A ciò, aggiungiamoci la naturale propensione al dono dell’italiano medio e una dose di tipico spirito di solidarietà che ci contraddistingue e che sopravvive nonostante  [...]</p>
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]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000019765988xsmall-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-6687" title="render of a crowdfunding concept" alt="" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000019765988xsmall-1.jpg?w=300" width="300" height="225" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000019765988xsmall-1-300x225.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2012/09/istock_000019765988xsmall-1.jpg 400w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Che il nostro sia il Paese della moda è indubbio, ma è altrettanto vero che sia abile a cavalcare le mode del momento e a farle diventare opportunità di crescita. A ciò, aggiungiamoci la naturale propensione al dono dell’italiano medio e una dose di tipico spirito di solidarietà che ci contraddistingue e che sopravvive nonostante la crisi (<strong><em>ricerca Vita/Contact Lab</em>, 2012</strong>. <a href="http://www.contactlab.com/paper/mail/84/855/non-profit-report-2012-85500.html">Fonte</a>). Misceliamo bene. Quel che otteniamo è un cocktail di ingredienti alla cui base ci sono valori quali <strong>fiducia e senso di appartenenza</strong>.</p>
<p>Ed è questo il motore alla base del fenomeno che prende il nome di <em><a class="zem_slink" title="Crowd funding" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Crowd_funding" target="_blank" rel="wikipedia noopener noreferrer">crowdfunding</a></em> le cui 5 semplici regole sono proposte da <strong>Alberto Falossi</strong> nel <a href="http://www.kapipal.com/manifesto/">Manifesto Kakipal</a>. Ecco cosa si legge:<span id="more-6682"></span></p>
<ol>
<li><strong>I tuoi amici sono il tuo capitale</strong></li>
<li><strong>I tuoi amici realizzano i tuoi sogni</strong></li>
<li><strong>Il tuo capitale dipende dal numero di amici</strong></li>
<li><strong>Il tuo capitale dipende della fiducia</strong></li>
<li><strong>Il tuo capitale aumenta col passaparola</strong></li>
</ol>
<p>Questo è il meccanismo virtuoso che alimenta la macchina del <em>crowdfunding</em>, il processo di finanziamento a un progetto, un evento, una causa, attraverso l’intervento del singolo e, in particolare, della sua rete di relazioni. <strong>Una sorta di “chiamata alle armi” virtuale le cui dinamiche comportamentali ben si allineano con lo spirito partecipativo e solidaristico che anima l’operato e le azioni del <em>nonprofit</em>.</strong> E’ evidente, quindi, che il <em>crowdfunding</em> trovi, nel Terzo Settore e in particolare nelle organizzazioni di volontariato, terreno fertile su cui proliferare.</p>
<p>Chiamarlo “passaparola solidale” forse non rende giustizia ma rende bene l’idea ciò che intendiamo con il termine <em>crowdfunding.</em></p>
<p><strong>QUALCHE DATO PER CAPIRE</strong></p>
<ul>
<li><strong>STATO DELL’ARTE:</strong> Adottato in Italia dal 2010, ha raggiunto il suo culmine in quanto varietà di piattaforme in Rete (<em>ndr</em>).</li>
<li><strong>PROGETTI:</strong> in ambito <em>nonprofit</em>, i progetti pubblicati sono i più disparati. A promuoverli sono singoli individui a sostegno di una <em>charity</em>, attraverso quello che prende il nome di <em>personal fundraising</em>, o le organizzazioni stesse con la presentazioni di microprogetti ben definiti.</li>
<li><strong>CARATTERISTICHE SEMPRE PRESENTI:</strong>
<ul>
<li>entità del progetto,</li>
<li>traguardo economico,</li>
<li>scadenza,</li>
<li>cronologia e importo delle donazioni</li>
<li>meccanismi di condivisione sui <em>social network</em></li>
</ul>
</li>
<li><strong>OBIETTIVO MEDIO DI RACCOLTA:</strong> tra i 2 ai 5mila Euro. Esistono, tuttavia, progetti anche più ambiziosi. I risultati, e i tempi di raccolta naturalmente, variano al variare della capacità di reclutamento dei promotori e, naturalmente, dall’appetibilità del progetto.</li>
<li><strong>DONAZIONE MEDIA:</strong> piuttosto alta. Tra i 50 e i 100 € la donazione media rilevata.</li>
<li><strong>COSTI:</strong> lo strumento è gratuito nella fruizione ma a fronte di un <em>fee</em> sulla transazione. La percentuale varia da piattaforma a piattaforma.</li>
</ul>
<p>Un elenco aggiornato ed esaustivo dell’on line presente ad uso e consumo delle ONP è rintracciabile sul <a href="http://www.fundraisingkmzero.it/crowdfunding-e-fundraising-online-siti-italiani-per-raccogliere-fondi-sul-web/">blog di Riccardo Friede</a>, giovane fundraiser e appassionato di <em>crowdfunding</em>. Inutile replicare: vi invito a prenderne visione e a scegliere quello su misura per voi.</p>
<p><strong>PROSPETTIVE E OPPORTUNITA’</strong></p>
<p>L’offerta è ricca e molto creativa ma è di gran lunga maggiore rispetto all’effettiva fruizione delle piattaforme e delle opportunità di raccolta che offre. Un aspetto, questo, che va di pari passo con due aspetti correlati<strong>: la fiducia sull’uso di mezzi di transazione on line e l’abilità di usare le nuove tecnologie</strong>. E un <em><a class="zem_slink" title="Digital divide" href="http://en.wikipedia.org/wiki/Digital_divide" target="_blank" rel="wikipedia noopener noreferrer">digital divide</a></em> ancora troppo marcato purtroppo. Allo stato attuale, il Mercato non è ancora maturo ed è tutto in divenire.</p>
<p>Come forma di coinvolgimento, <strong>il <em>crowdfunding</em> è uno strumento con canali capaci di intercettare una platea indifferenziata (nuovi <em>prospect</em>) e, per questo, interessante. </strong>La differenza la fanno la larga base associativa, la notorietà e la reputazione dell’ente, i progetti appetibili e misurabili e, sopra ogni cosa, l’abilità di reclutamento e di iniziativa del singolo. E, non ultimo naturalmente, il suo attaccamento alla causa.</p>
<p>Un consiglio? Da usare ma pensato in un’ottica integrata e inserito in strategie di lungo periodo.</p>
<p>—————-</p>
<blockquote><p><em>Questo è il mio intervento sullo speciale lanciato questo mese da <strong><a href="http://pluraliweb.cesvot.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Pluraliweb</a>, il mensile on line di CESVOT</strong>. A tutta questa fantastica redazione va il mio grazie per l’opportunità e la fiducia :). Un altro consiglio? Seguili. Anche su Twitter <a href="https://twitter.com/Pluraliweb" target="_blank" rel="noopener noreferrer">@Pluraliweb</a></em></p></blockquote>
<p>—————-</p>
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<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/06/nonprofit-live-tweeting-istruzioni-per-luso/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Nonprofit Live Tweeting, istruzioni per l’uso</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/03/28/sindrome-da-foglio-bianco-la-regola-delle-5-w-funziona-sempre-anche-nel-fundraising/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sindrome da foglio bianco? La regola delle 5 W funziona sempre! Anche nel fundraising</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/05/14/fundraiser-vietato-non-pianificare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fundraiser, vietato non pianificare!</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/04/18/voglia-di-fol-cose-da-fare-e-cose-da-non-fare-nel-fundraising-on-line/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Voglia di FOL? Cose da fare e cose da non fare nel Fundraising On Line</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/07/12/fundraising-6-buone-regole-valide-sempre/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fundraising, 6 buone regole valide sempre</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/crowdfunding-e-solidarieta-in-rete-moda-o-opportunita/">Crowdfunding e solidarietà in Rete: moda o opportunità?</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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