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	<title>influencer Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Agcom: nuove regole per influencer e creator, ma per i fundraiser non basta</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 13 Jan 2024 13:07:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Agcom]]></category>
		<category><![CDATA[influencer]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Trasparenza sulla pubblicità e tutela dei minori sono i princìpi cardine che emergono dalle nuove linee guida dell’Agcom approvate all’unanimità in queste ore (le trovi qui). E così, l’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni torna a esprimersi dopo il caso del “pandoro-gate” di cui tanto si parla da un mese a questa parte. Ad onor del  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/agcom-nuove-regole-per-influencer-e-creator-ma-per-i-fundraiser-non-basta/">Agcom: nuove regole per influencer e creator, ma per i fundraiser non basta</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Trasparenza sulla pubblicità e tutela dei minori</strong> sono i princìpi cardine che emergono dalle nuove <strong><a href="https://www.agcom.it/documents/10179/32882112/Comunicato+stampa+10-01-2024/2d44dede-71b2-441f-9654-817833c4b0fe?version=1.0">linee guida</a></strong> dell&#8217;<strong><a href="https://www.agcom.it/">Agcom</a></strong> approvate all&#8217;unanimità in queste ore (<a href="https://www.agcom.it/documents/10179/32926720/Allegato+16-1-2024/2e637eaf-dec5-4ded-ab19-bcf99904163d?version=1.0">le trovi qui</a>).</p>
<p>E così, l&#8217;<strong>Autorità per le garanzie nelle comunicazioni </strong>torna a esprimersi dopo il caso del &#8220;<a href="https://www.google.com/search?q=pandoro+gate&amp;oq=pandoro+ga&amp;gs_lcrp=EgZjaHJvbWUqDQgAEAAYgwEYsQMYgAQyDQgAEAAYgwEYsQMYgAQyBggBEEUYOTIGCAIQABgDMgcIAxAAGIAEMgcIBBAAGIAEMgcIBRAAGIAEMg0IBhAAGIMBGLEDGIAEMg0IBxAuGK8BGMcBGIAEMgcICBAAGIAEMgcICRAAGIAEqAIAsAIA&amp;sourceid=chrome&amp;ie=UTF-8">pandoro-gate</a>&#8221; di cui tanto si parla da un mese a questa parte. Ad onor del vero, l&#8217;Autority, fa sapere il <a href="https://www.ilsole24ore.com/art/influencer-paletti-agcom-spot-e-trasparenza-multe-fino-600mila-euro-AFUlKoIC">Sole24Ore</a>, ci stava già lavorando dallo scorso luglio, e da oggi, i cosiddetti <strong>influencer sono equiparati a fornitori di servizi media audiovisivi</strong> e, come tali, sottoposti alla disciplina del Testo Unico dei servizi media audiovisivi (<a href="https://www.gazzettaufficiale.it/eli/gu/2021/12/10/293/so/44/sg/pdf">Tusma</a>). Una questione che riguarda solo in Italia <em>un universo di 350mila persone con un giro d’affari finale ben sopra i 300 milioni di euro</em> (<em>cit.</em>).<span id="more-37836"></span></p>
<h2><strong>Nuove linee guida e un codice di condotta in arrivo.</strong></h2>
<p>Le <strong>linee guida</strong> si rivolgono ai soli influencer operanti in Italia che raggiungono almeno <strong>un milione di follower</strong> sulle varie piattaforme su cui operano e hanno superato su almeno una piattaforma o social media un <strong>valore di engagement rate</strong> medio pari o superiore al 2%, il che significa aver generato reazioni da parte degli utenti, come commenti o mi piace, in almeno il 2% dei contenuti pubblicati.</p>
<p>Influencer e creator sono, da oggi, tenuti a seguire norme e direttive, tra cui l&#8217;obbligo di <strong>garantire trasparenza nelle attività pubblicitarie</strong> &#8211; con sanzioni che vanno da 10 a 250mila euro in caso di violazione -, il <strong>rispetto degli obblighi per la tutela dei minori</strong>, con multe che variano da 30mila a 600mila euro per coloro che trasgrediscono tali norme, e <strong>chiarezza nelle pratiche aziendali, agli impegni per promuovere il pluralismo e prevenire la discriminazione</strong>.</p>
<p><strong>Al via anche un tavolo di lavoro</strong> costituito da Autorità, influencer e agenzie intemediarie tra questi ultimi e le aziende, finalizzato alla stesura di un <strong>codice di condotta</strong> (un elenco di buone prassi) al quale i professionisti dovranno attenersi.</p>
<blockquote><p>È evidente che l&#8217;aspetto legato alla &#8220;beneficenza&#8221; sia stato l&#8217;elemento scatenante di qualcosa che aveva raggiunto ormai limiti che meritavano attenzione. Giusto, a mio modo di vedere, normare.</p></blockquote>
<p>Ma non è solo questo.</p>
<h2><strong>I fundraiser devono essere invitati a partecipare tavolo di lavoro.</strong></h2>
<p>Ritengo che il Caso, perché di caso con la C maiuscola occorre parlare, debba diventare l&#8217;occasione per <strong>educare il Terzo settore, ma non solo, alla giusta raccolta fondi.</strong> Al comprendere, cioè, quali sono le questioni in gioco: <strong>cosa si può fare &#8211; e come farlo &#8211; e cosa no; cosa è lecito e cosa no.</strong></p>
<p>Questo fatto deve servire a far comprendere che ci sono delle regole da rispettare e dei confini oltre i quali non si può andare. E non si tratta solo di confini etici e morali, che hanno naturalmente un loro peso specifico su cui non si può soprassedere, ma che si tratta anche, più banalmente, <strong>di regole di marketing e di processi aziendali che non possono essere trascurati</strong> solo perché alla base c&#8217;è la buona causa e allora va tutto bene.</p>
<blockquote><p>Perché no, non va tutto bene.</p></blockquote>
<p><strong>Ogni idea, </strong>specie legata a un rapporto con un&#8217;azienda che non preveda la sola donazione liberale fine a sé stessa, <strong>va analizzata, sviluppata e seguita accuratamente perché può produrre azioni che possono rientrare facilmente nell&#8217;ambito delle tecniche di corporate fundraising di tipo commerciale</strong>, ovvero legate a interessi di business e quando c&#8217;è business c&#8217;è profitto, punto.<strong> CRM, o cause related marketing, e sponsorizzazioni ne sono un esempio. </strong>La sequenza è tanto logica, quanto banale.</p>
<blockquote><p>Nulla di male in questo, basta saperlo e comportarsi poi di conseguenza affinché non arrivino brutte sorprese (per tutti).</p></blockquote>
<p>Per parlarne e agire nel modo più opportuno occorrono competenze adeguate. <strong>Motivo per cui il Terzo settore, e noi fundraiser in modo particolare, non dobbiamo essere lasciati fuori dal tavolo di discussione, </strong>perché ci sarà sempre un influencer, un testimonial, una persona di buona volontà che deciderà di agire a fin di bene e, nel farlo, a trovarsi a sbagliare, farsi e fare male. Facciamo che non capiti più o proviamoci almeno.</p>
<p>Qualora l&#8217;avessi perso, ti invito alla lettura di <em><a href="https://elenazanella.it/solidarieta-comunicata-o-solidarieta-silenziosa-tre-spunti-di-riflessione-sul-dono/">Solidarietà comunicata o solidarietà silenziosa? Tre spunti di riflessione sul dono</a></em>, il mio post precedente sul tema.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/agcom-nuove-regole-per-influencer-e-creator-ma-per-i-fundraiser-non-basta/">Agcom: nuove regole per influencer e creator, ma per i fundraiser non basta</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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