È colpa tua se non raccogli.

Non della crisi, dei donatori distratti o del bando che quest’anno non è uscito. Tua.

Per anni ho detto la stessa cosa con più tatto. Sceglievo le parole e giravo intorno al punto perché nessuno si sentisse chiamato in causa. Ha funzionato: nessuno si è sentito chiamato in causa. E niente è cambiato.

Quindi lo dico come lo direi davanti al tuo consiglio direttivo, a porta chiusa.

Mettiti davanti allo specchio e rispondi.

Quanto hai investito nella raccolta fondi quest’anno? Parlo di persone e di tempo dedicato davvero in agenda. E di strumenti: il software comprato a poche lire senza una visione di crescita, o quello mai comprato perché c’era sempre qualcosa di più importante su cui spendere quelle due lire.

Chi, nella tua organizzazione, ha il compito di chiedere? Dammi un nome e un cognome. Se la risposta è “un po’ tutti”, la risposta è nessuno. Se la risposta è “il fundraiser, e solo lui”, non ci siamo proprio.

Perché chi dovrebbe seguire i donatori aspetta istruzioni? Perché i volontari arrivano entusiasti e dopo qualche mese spariscono?

E perché il consiglio pretende risultati senza aver mai deciso quanto investire per ottenerli?

Il fundraising si costruisce da dentro. Un consulente può accompagnarti, una campagna può darti una spinta. La decisione di cambiare resta tua. E se questa spinta non arriva perché c’è sempre un perché, un ma, un se, beh… molto avanti non si va.

Manca il perimetro; manca un orizzonte; mancano i paletti. In due parole, manca visione.

Lo specchio vale anche per me

Ho fatto lo stesso esercizio. La risposta non mi è piaciuta.

Negli ultimi mesi mi sono ammorbidita. Ho accettato call “solo per capire”. Ho dato soluzioni a chi cercava una conferma gratuita e poi spariva. Il tempo l’ho perso io.

Chi non dà valore al proprio tempo insegna agli altri a fare lo stesso.

Da oggi cambio regola.

Chi sono

Faccio fundraising da più di vent’anni. Ho scritto cinque libri e insegno in università e nella mia Academy. Accompagno gli enti che vogliono costruire la raccolta fondi dall’interno invece di comprarla da fuori.

Il mio lavoro è dirti dove si blocca la tua raccolta e come sbloccarla. A volte il problema è la strategia. Più spesso sono le persone che hai dentro e le scelte che rimandi da anni.

Non ti dirò che sei bravo. Te lo dicono già in tanti. Ti dirò quello che vedo, e cosa fare.

Come lavoro, da oggi

Il primo incontro è breve e serve a capire se possiamo lavorare insieme. Ti dico dove guarderei e quali nodi vedo. Il come arriva con l’incarico: una soluzione data senza conoscere l’ente è una ricetta generica, e quelle si trovano gratis ovunque.

Al tavolo deve esserci chi decide. Quando ti mando la proposta, fissiamo insieme una data per la risposta. Se passa in silenzio, la proposta decade.

Serve almeno una persona interna con tempo dedicato, perché il lavoro vero lo fate voi. E devi essere disposto a sentirti dire cose scomode.

Il mio tempo ha un valore. Il tuo anche.

Io sono questa. Se hai voglia di cambiare le cose, sono qui.

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