A inizio dicembre 2025 usciva F come Fiducia. Poi, una al mese, sono arrivate Unicità, Network, Donatori, Responsabilità, Aziende, Innovazione, Strategie, Entità, e a inizio settembre l’ultima, R come Richiesta. Dieci eBook, dieci parole: i miei esercizi di scrittura sul dono lungo questi mesi. Li trovi tutti qui.

Adesso quelle dieci parole stanno insieme, in un libro di carta. Si chiama La grammatica del dono. Dieci parole per imparare la lingua del dare.

A sedici anni dall’avvio del Nonprofit Blog — che oggi raccoglie oltre 900 contributi — è il volume che riunisce tutti e dieci gli argomenti, e molto altro: approcci, technicalities, casi, voci, in un unico posto. Non una collana rilegata, ma un lavoro editoriale nuovo: testi riscritti e arricchiti, con prefazione, postfazione, raccordi tra una lettera e l’altra e un epilogo che chiude il cerchio.

Le iniziali delle dieci parole, messe in fila, compongono una parola sola: fundraiser. Prese una a una sono i mattoni di un mestiere. Insieme, con i loro passaggi obbligati, diventano una lingua.

Con la prefazione di Giampaolo Cerri e la postfazione di Maria Cristina Antonucci, e i contributi di Laura Borghetto, Leonardo Loche, Arianna Martini e Rossella Sobrero, il libro si rivolge a chi i fondi li raccoglie, a chi li affida e a chi decide: fundraiser, direzioni, consigli direttivi, donatori, imprese e fondazioni. Un libro così non si scrive da soli. E grazie a Fra Gregorio Merendino, che con poche righe scritte a mano mi ha ricordato che cos’è, davvero, un dono.

L’obiettivo è lo stesso che mi ero data allora, aprendo il blog: contribuire a formare fundraiser capaci e competenti, corretti e abili.

La grammatica del dono, dieci parole per imparare la lingua del dare. 240 pagine, Elena Zanella Editore. Solo cartaceo. Disponibile qui, su Amazon, nella tua libreria su richiesta.

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