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	<title>Gentilezza Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Senso e semplificazione: quali le sfide nel futuro della comunicazione sociale?</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 02 Sep 2024 05:00:40 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[tendenze]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Nel mio recente post di ritorno dall’America, ho osservato come questo popolo, probabilmente grazie a un vocabolario più semplice rispetto al nostro, tenda ad andare dritto al punto senza farsi condizionare da fronzoli. Questa modalità di comunicazione, che si rispecchia nel comportamento diretto e poco interpretabile delle persone, riflette un approccio pratico e senza ambiguità.  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/senso-e-semplificazione-quali-le-sfide-nel-futuro-della-comunicazione-sociale/">Senso e semplificazione: quali le sfide nel futuro della comunicazione sociale?</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel mio recente <a href="https://elenazanella.it/unitaliana-in-america/">post</a> di ritorno dall&#8217;America, ho osservato come questo popolo, probabilmente grazie a un vocabolario più semplice rispetto al nostro, tenda ad andare dritto al punto senza farsi condizionare da fronzoli. Questa modalità di comunicazione, che si rispecchia nel comportamento diretto e poco interpretabile delle persone, riflette un approccio pratico e senza ambiguità.<span id="more-38580"></span></p>
<p>In un mio <a href="https://elenazanella.it/la-comunicazione-nel-terzo-settore-una-risorsa-spesso-sottovalutata/">articolo precedente,</a> suggerivo alcune strade e ricordavo quanto sia importante puntare sulla semplificazione, e di come la chiarezza e l&#8217;autenticità siano cruciali affinché il messaggio arrivi fluido e comprensibile al destinatario. La tendenza a utilizzare un linguaggio complesso per apparire più raffinati o professionali rischia, paradossalmente, di <strong>generare incomprensioni e fraintendimenti.</strong> In un contesto dove <strong>il politicamente corretto non è più una semplice moda ma una prassi diffusa</strong>, è fondamentale che la comunicazione rimanga autentica e genuina, piuttosto che diventare un esercizio di convenienza o opportunismo.</p>
<p>Per restare ancorati a questo tema che mi è molto caro, ci sono due interventi particolarmente interessanti in questo periodo su cui desidero portare la tua attenzione e che hanno a che vedere con i comportamenti comunicativi: <strong>il primo è sulla gentilezza; il secondo, sull&#8217;attribuzione di senso.</strong></p>
<h2>Gentilezza</h2>
<p>Il primo è l’intervento, semplice e condivisibile, di <strong>Jacopo Perfetti</strong> su LinkedIn. Jacopo è Co-founder di <a href="https://promptdesign.it/">PromptDesign.it</a> e si occupa di Intelligenza Artificiale Generativa. Ho avuto il piacere di seguire un suo corso sull’AI e devo dire che mi ha davvero colpita. Nel suo post che trovi <a href="https://www.linkedin.com/posts/jacopoperfetti_intelligenzaartificiale-lavoro-activity-7232642765426180096-VQNX?utm_source=share&amp;utm_medium=member_desktop">qui</a>, riferisce che (semplifico):</p>
<blockquote><p>Con l&#8217;avvento dell&#8217;Intelligenza Artificiale Generativa, il futuro del lavoro sarà definito dalla gentilezza: chi non sa essere empatico rischia di essere sostituito da macchine. La gentilezza diventerà dunque una competenza sempre più preziosa e insostituibile.</p></blockquote>
<p>Questo aspetto mi spaventa non poco, poiché ritengo che una gentilezza finta non sia altro che ipocrisia. È chiaro che le persone dovrebbero imparare a essere gentili nel loro stile, nelle loro attività e nel loro modo di essere, ma se questa gentilezza è imposta, quanto abbiamo da guadagnare? Come faremo a distinguere il vero dal falso?</p>
<h2>Senso</h2>
<p>Il secondo tema riguarda il dibattito sul naming “Terzo settore”, che trova la sua ragion d&#8217;essere in <a href="https://www.vita.it/zamagni-non-chiamatelo-piu-terzo-settore-meglio-settore-civile-vi-spiego-perche/">alcune riflessioni del professor <strong>Stefano Zamagni</strong>,</a> di cui nutro profonda stima. Molte persone ben più autorevoli della sottoscritta sono intervenute nel dibattito raccolto e promosso da <a href="https://www.vita.it/"><strong>Vita</strong></a> e sono molto curiosa di capire come la questione si concluderà. Personalmente, come comunicatore, non condivido l’idea di un cambiamento che vorrebbe veder sostituito il termine con “Settore civile”. Terzo non significa, per ciò che mi riguarda, “ultimo”, anche se per molti così parrebbe, bensì in distinzione dal primo e dal secondo. Ritengo dunque che primario sia un lavoro di tipo educativo, di istruzione di base per dirla tutta. In questo senso sono molto più vicina al pensiero di <strong>Vanessa Pallucchi</strong>, portavoce del <a href="https://www.forumterzosettore.it/"><strong>Forum del Terzo settore</strong></a> che, sintetizzo, ritiene che:</p>
<blockquote><p>la politica continui a proporre al Terzo settore “vestiti inadatti” piuttosto che rafforzare il percepito di un suo ruolo di sviluppo alternativo (trovi l’intervento della Pallucchi <a href="https://www.vita.it/terzo-settore-teniamoci-il-nome-ma-diciamo-basta-a-vestiti-inadatti/">qui</a>).</p></blockquote>
<p>L’introduzione di nuove etichette rischia di complicare ulteriormente la comunicazione, invece di semplificarla, <strong>finendo per allontanare il pubblico dalla sostanza.</strong></p>
<blockquote><p>Semplificare non significa retrocedere, ma piuttosto togliere la maschera per rivelare la verità. La complessità, diversamente, non aggiunge valore, ma spesso complica e oscura il messaggio.</p></blockquote>
<p>In un’epoca in cui la comunicazione gioca un ruolo centrale nelle nostre vite e l’informazione sembra, diversamente, essere sempre più distante e condizionata, è fondamentale che i messaggi siano chiari, diretti e autentici. <strong>Invito dunque tutti</strong>, soprattutto coloro che operano nel campo della comunicazione sociale (ma non solo), <strong>a</strong> <strong>semplificare e rendere la comunicazione più trasparente e accessibile.</strong> I messaggi devono essere ricchi e distintivi, ma devono anche essere percepiti come veri e genuini.</p>
<p>La chiarezza e l’autenticità devono tornare al centro della nostra comunicazione, non solo per evitare malintesi ma anche <strong>per costruire un dialogo più sincero e costruttivo con il lettore.</strong> Il nostro è un compito importante e delicato. Da esso dipenderà gran parte della credibilità delle azioni nostre e di quelle dei nostri enti. Di questo dobbiamo essere coscienti.</p>
<p>(Credits foto: © &lt;a href=&#8217;https://it.123rf.com/profile_rawpixel&#8217;&gt;rawpixel&lt;/a&gt;, &lt;a href=&#8217;https://www.123rf.com/free-images/&#8217;&gt;123RF Free Images&lt;/a&gt;)</p>
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		<title>La campagna di Natale 2020? Parole delicate, messaggi di speranza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 20 Sep 2020 16:39:03 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Guest Post]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising campaign]]></category>
		<category><![CDATA[Gentilezza]]></category>
		<category><![CDATA[Natale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Abbiamo bisogno di gentilezza e un po’ di dolcezza, da dare e da ricevere. Abbiamo bisogno di parole distensive che ci diano coraggio. Così ci racconta e suggerisce Eleonora Terrile in questa bella lettera che rivolge a ciascuno di noi. Io non potrei essere più d’accordo. Esorto alla lettura e alla riflessione, perché il Natale  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/la-campagna-di-natale-2020-parole-delicate-messaggi-di-speranza/">La campagna di Natale 2020? Parole delicate, messaggi di speranza</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Abbiamo bisogno di gentilezza e un po&#8217; di dolcezza, da dare e da ricevere. Abbiamo bisogno di parole distensive che ci diano coraggio. Così ci racconta e suggerisce <strong>Eleonora Terrile</strong> in questa bella lettera che rivolge a ciascuno di noi. Io non potrei essere più d&#8217;accordo. Esorto alla lettura e alla riflessione, perché il Natale è alle porte e questo sarà un Natale molto diverso per tutti noi. Va ricordato. Buona lettura.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Cari e care fundraiser d’Italia,</p>
<p>immagino siate al lavoro per la campagna natalizia 2020.</p>
<p>Se l’Ente che state seguendo è internazionale e/o di grandi dimensioni e possibilità nonostante la crisi, immagino stiate finalizzando i materiali da stampare, mailing e gadget compresi, e pensando al coordinamento di tutti i media.<span id="more-29949"></span></p>
<p>Se invece il vostro Ente è piccolo o locale, starete facendo il massimo per questo importante appuntamento di raccolta fondi.</p>
<blockquote><p><u>A parte le differenti possibilità, c’è qualcosa che accomuna tutti: le campagne natalizie arriveranno alla fine di un anno che ha messo alla prova l’Italia e il mondo intero. </u></p></blockquote>
<p><u></u>A migliaia si sono ammalati di Covid 19, a centinaia sono morti, molti hanno perso  il lavoro, tanti sono caduti in depressione.  La solitudine e la fragilità degli anziani si sono acuite. I genitori con figli in età scolare hanno visto moltiplicarsi problemi e preoccupazioni.</p>
<p>Famiglie e persone indigenti sono entrate definitivamente in crisi.</p>
<p>Per quanto sofisticati e aggiornati siano i database dei vostri Enti, non potranno indicarvi coloro ai quali il Covid ha profondamente rivoluzionato la vita.<br />
<u></u></p>
<blockquote><p><u>Il mio consiglio, quindi, è rivolgervi a tutti i sostenitori potenziali e acquisiti con delicatezza, scegliendo parole “piuma” e diffondendo luce, speranza, calore</u>.</p></blockquote>
<p>Uno dei motti cari agli Enti del Terzo Settore è “fare la differenza”. Bene: chi di voi non lo avesse ancora fatto, elimini dal vocabolario le parole “piombo”, gli allarmismi, il vecchio trucco di scrivere “emergenza” per far aprire una busta o una DEM. Riservate la massima attenzione alle persone anziane: risparmiate loro i colpevolizzanti e pietistici mailing di acquisizione a tema “infanzia abbandonata/malata di x-y-z/poverissima.”</p>
<p>Quest’anno più che mai vi sarà semplice mettervi nei panni delle persone alle quali  vi rivolgete, poiché la pandemia ha riguardato tutti, nessuno escluso.</p>
<p>Siete testimoni che da fine Febbraio 2020 il Covid 19 è argomento quotidiano su qualunque media e nella vita reale, nonché miccia per fake news, strumentalizzazioni politiche, polarizzazioni, dibattiti al suon di “emergenza”, “bollettini quotidiani di morti – malati – contagiati &#8211; infetti”, “positivi”, “negativi”.</p>
<p>Credo che voi per primi vorrete lasciarvi alle spalle tante preoccupazioni e trascorrere<br />
un Natale sereno, credenti o no. Mi faccio e vi faccio un augurio: spero che le vostre campagne natalizie entrino in tutte le case in punta di piedi, con carezze, parole rassicuranti, gioiose richieste di donazione.</p>
<p><em>Credit foto: Alexandr Slobodianyk per Pexels.com<br />
</em></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/la-campagna-di-natale-2020-parole-delicate-messaggi-di-speranza/">La campagna di Natale 2020? Parole delicate, messaggi di speranza</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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