R = RICHIESTA
La proposta, il timing, il follow-up, la gestione del no.
€4.99
di Elena Zanella
L’Alfabeto del Dono — Fundraiser. Dieci parole per imparare la lingua del dare è una collana in dieci fascicoli, uno per ogni lettera della parola Fundraiser. Dieci parole che, messe in fila, compongono il vocabolario di un mestiere fatto di relazioni, cura e responsabilità:
Fiducia · Unicità · Network · Donatori · Responsabilità · Aziende · Innovazione · Strategia · Entità · Richiesta
Siamo giunti all’ultima lettera: la R di Richiesta. Il gesto verso cui tutto l’alfabeto ha spinto, parola dopo parola. Perché alla fine, dopo aver costruito fiducia, conosciuto i donatori, tessuto reti, pensato strategie e guardato dentro l’organizzazione, resta una cosa sola da fare: chiedere. E chiedere bene è un mestiere. Queste dieci parole diventano, adesso, una lingua da conoscere e padroneggiare. Diventano grammatica: La Grammatica del Dono.
Editore: Elena Zanella Editore
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Descrizione
L’Alfabeto del Dono — Fundraiser. Dieci parole per imparare la lingua del dare è una collana in dieci fascicoli, uno per ogni lettera della parola Fundraiser. Dieci parole che, messe in fila, compongono il vocabolario di un mestiere fatto di relazioni, cura e responsabilità:
Fiducia · Unicità · Network · Donatori · Responsabilità · Aziende · Innovazione · Strategia · Entità · Richiesta
Siamo giunti all’ultima lettera: la R di Richiesta. Il gesto verso cui tutto l’alfabeto ha spinto, parola dopo parola. Perché alla fine, dopo aver costruito fiducia, conosciuto i donatori, tessuto reti, pensato strategie e guardato dentro l’organizzazione, resta una cosa sola da fare: chiedere. E chiedere bene è un mestiere. Queste dieci parole diventano, adesso, una lingua da conoscere e padroneggiare. Diventano grammatica: La Grammatica del Dono.
di Elena Zanella
Partiamo da un principio: le persone non donano alle organizzazioni, donano alle persone. E non donano perché l’organizzazione ha bisogno, donano perché s’incontra un bisogno loro. Pare un dettaglio e, invece, ribalta la prospettiva.
Dietro ogni dono c’è una motivazione precisa, e il bravo fundraiser la cerca. C’è chi dona per altruismo puro, chi per fede o per valori, chi per gratitudine verso qualcosa che ha ricevuto, chi per senso di responsabilità sociale o per sentirsi protagonista di un cambiamento. Sono tutte nobili motivazioni, quello che fa la differenza è come porre la domanda. Non per manipolare – tradendo fiducia ed etica, temi cari alla R di Responsabilità – ma per parlare alla persona giusta nel modo che la riguarda, nel momento in cui serve senza aspettare il momento migliore, che è poi l’alibi per sottrarsi alla paura di chiedere.
Chiedere bene è preparazione, non improvvisazione. Significa sapere a chi ci si rivolge – persone o aziende? – è aver chiari i progetti, gli obiettivi, le strategie e non far leva sull’emergenza se questa non lo è davvero. Significa ricordare il valore capitale della fiducia, del saper ringraziare senza sudditanza, offrendo un’occasione di cambiamento importante per la causa in cui si crede , del saper ascoltare in silenzio le ragioni di un no ricevuto, per trasformarlo in un futuro sì.
Al di là degli strumenti e delle buone prassi c’è una verità che le contiene tutte: chiede bene chi crede davvero. Perché il donatore, prima ancora delle parole, sente questo: se l’organizzazione con i suoi volontari e il suo direttivo sono davvero i primi donatori per la propria causa e se tu fundraiser sei dentro la richiesta,o se stai solo recitando una parte.
Editore: Elena Zanella Editore
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