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	<title>welfare di comunità Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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	<title>welfare di comunità Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Il miglior donatore? Il tuo vicino di casa. Raccogliere adesioni nel locale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 29 Jan 2020 06:23:13 +0000</pubDate>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img fetchpriority="high" decoding="async" class="size-full wp-image-28516" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s.jpg" alt="Man and woman communicate in a friendly way on the border of their farms" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/115492572_s.jpg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></p>
<p><strong>Il 5&#215;1000 è una cartina tornasole per le nostre organizzazioni.</strong> Ci racconta di quanto siano attrattive e capaci di mantenere legate a sé i propri sostenitori. In particolare, in mancanza della capacità di alimentare costantemente la base per poca disponibilità economica, il 5&#215;1000 diventa occasione per sperimentarsi e, al pari della campagna di Natale, permette di misurare l&#8217;affezione del donor target un anno dopo l&#8217;altro. <a href="http://www.fundraisingacademy.it/team/chiara-locorotondo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Chiara Locorotondo</strong></a> entra nel merito di una delle campagne che più ci mette alla prova e, muovendo da qui, ci racconta che, per poter essere efficaci, occorre partire dall&#8217;universo che ci è più familiare. Consiglio la lettura di questo lungo e intenso post oltre a suggerirti la partecipazione al <a href="http://www.fundraisingacademy.it/corsi/5x1000/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Workshop applicativo sul 5&#215;1000</strong></a> che <strong>Chiara</strong> terrà con <a href="http://www.fundraisingacademy.it/team/eleonora-terrile/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Eleonora Terrile</strong></a> il prossimo 7 febbraio alla <a href="http://www.fundraisingacademy.it" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fundraising Academy</strong></a>. Hai ancora qualche giorno per iscriverti, ma non molti. Ti aspettiamo.</p>
<p>&#8212;&#8212;</p>
<p>Secondo uno studio di <strong>Banca Etica</strong> (download al <a href="https://www.bancaetica.it/5permille" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a>), <strong>nel 2017 27 milioni di italiani non hanno scelto di destinare il 5&#215;1000 al Terzo Settore, circa il 65% dei contribuenti.</strong></p>
<p>Dietro questi numeri ci sono persone che fanno la dichiarazione dei redditi e che in tema di 5&#215;1000 non esprimono la loro scelta.</p>
<p><span id="more-28505"></span></p>
<p>Questa mancanza di orientamento, ancora molto diffusa tra i cittadini, rappresenta un’opportunità per tutti gli enti beneficiari del 5&#215;1000, anche per quelle organizzazioni non profit più piccole, che operano a livello strettamente locale e che non hanno grandi budget dedicati alla comunicazione.</p>
<p>Sì, perché tra quei 27 milioni di italiani c’è anche il vicino di casa della nostra piccola associazione: il negoziante della porta accanto, chi passa tutte le mattine davanti al nostro centro, chi incontra per strada i beneficiari dei nostri progetti, siano essi bambini, giovani o anziani in difficoltà.</p>
<p>E allora <strong>come chiedere l’adesione al nostro vicino di casa?</strong> In questo articolo troverai alcuni consigli pratici per stimolare la partecipazione a livello locale, nel tuo paese o nel tuo quartiere. Nessuna pretesa di essere esaustivi, sono piuttosto degli stimoli per aiutarti a rispondere con più slancio alla domanda: come far crescere il numero di adesioni del 5&#215;1000? Quel quesito che arriva sulla tua scrivania, puntuale e implacabile come le tasse in dichiarazione dei redditi.</p>
<p><strong>Per trovare il tesoro ti occorre la mappa</strong></p>
<p>Ogni organizzazione, piccola o grande che sia, ha un tesoro nascosto, spesso dimenticato o mal gestito. È la base da cui partire per sviluppare e far crescere qualsiasi azione di fundraising. Sto parlando del <a href="http://elenazanella.it/quel-grande-patrimonio-chiamato-capitale-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">capitale sociale</a>, ovvero quel patrimonio di conoscenze, relazioni, rapporti sociali, umani e di lavoro, in pratica di un clima di fiducia nei confronti dell’ente non profit, che le permetta di svilupparsi e di svolgere le proprie attività.</p>
<p>Questo patrimonio è fatto di persone che hanno o hanno avuto un legame di reciprocità con la nostra organizzazione.</p>
<p>Occorre partire da qui, dalla mappa del tuo tesoro più grande: le relazioni, punto di forza e opportunità per ogni ente del Terzo Settore. Quindi mettiti comodo, prendi carta e penna, e inizia a mappare tutte le categorie di persone vicine alla tua organizzazione. Ecco alcuni esempi:</p>
<ul>
<li>fondatori</li>
<li>soci</li>
<li>volontari</li>
<li>dipendenti</li>
<li>fornitori</li>
<li>beneficiari dei servizi/progetti</li>
</ul>
<p>E la lista potrebbe continuare. È importante preparare la mappa con occhi aperti e critici, senza dimenticare quel particolare legame di prossimità che le organizzazioni attive a livello locale hanno con la loro comunità, con i “vicini di casa”.</p>
<p>Immagina di dover organizzare la tua prossima festa di compleanno. Da dove parti per raccogliere le partecipazioni? Dalla realizzazione di grandi manifesti per la città? Non credo, molto probabilmente inizierai stilando la lista degli invitati: amici, parenti, persone che non possono mancare al tuo compleanno.</p>
<blockquote><p>Per stimolare le adesioni a livello locale è fondamentale partire dalla mappa delle relazioni della tua organizzazione, partire da qui per crescere.</p></blockquote>
<p><strong>Coinvolgi le persone nel modo giusto</strong></p>
<p>Una volta individuate le persone vicine alla tua organizzazione è fondamentale conoscerle e coinvolgerle nel modo giusto.</p>
<p>Qualche anno fa mi sono occupata di coinvolgere i volontari della mia organizzazione nella promozione del 5&#215;1000. Ricordo di aver chiesto a un volontario storico, molto attivo e sempre disponibile, di aiutarmi a passare parola. Lui mi rispose: passare parola… e a chi? Spiazzante e stimolante allo stesso tempo.</p>
<blockquote><p>Non chiedere un semplice “dammi il 5” o un generico passa parola. Non è efficace, nemmeno a livello locale dove la prossimità è di casa.</p></blockquote>
<p>Le persone si attivano più facilmente di fronte a una richiesta concreta e mirata: abbiamo bisogno di 50, 100, 1000 nuove firme del 5&#215;1000 per aiutare i giovani in difficoltà. Tu che sei così vicino alla nostra organizzazione puoi portare altre 5, 10, 20 nuove adesioni?</p>
<p>Offri alle persone la possibilità di partecipare a un sogno che è già realtà.</p>
<p><strong>Organizza una festa e invita i tuoi vicini</strong></p>
<p>I piccoli e grandi eventi della tua organizzazione sono un’occasione per avvicinare le persone della comunità alla missione della tua organizzazione.</p>
<p>L’apertura di un nuovo servizio, l’inaugurazione di una nuova ambulanza, una ricorrenza speciale, la festa delle mamme di cui la tua associazione si prende cura… possono diventare occasioni speciali per stimolare e raccogliere adesioni a livello locale.</p>
<p>Invita i tuoi donatori e i tuoi vicini a questi eventi e dedica loro un piccolo momento di ringraziamento: potresti raccontare cosa hai realizzato con i contributi da 5&#215;1000, e ricordare quante altre cose potrai fare se aumenta il numero di adesioni.</p>
<blockquote><p>Gli eventi a casa tua, nei luoghi dove si svolge la vita della tua organizzazione, dove c’è il cuore della tua missione sono ottime occasioni per risaldare legami e coinvolgere nuove persone.</p></blockquote>
<p>E non dimenticare di “personalizzare gli spazi”.</p>
<blockquote><p>Se entro in una casa vuota, posso facilmente pensare che sia disabitata.</p></blockquote>
<p>Se il tuo vicino viene a trovarti, direttamente o indirettamente, deve trovare almeno una traccia della tua campagna 5&#215;1000. Abbellisci i luoghi delle tue attività, fai capire che ci sei e che anche tu chiedi il 5&#215;1000. Uno striscione fuori dall’asilo nido è il primo passo per comunicare al tuo pubblico, alle persone presenti nella “mappa del tesoro”.</p>
<p><strong>E poi arriva il momento di uscire</strong></p>
<p>Un’altra modalità efficace per raccogliere adesioni a livello locale è quella di diffondere la campagna nei luoghi maggiormente frequentati dalle persone che fanno parte del tuo capitale sociale.</p>
<p>Qualche anno fa, lavoravo per una organizzazione locale, attiva nel settore sanitario e socio-sanitario.</p>
<p>Con i colleghi del team di raccolta fondi abbiamo realizzato delle buste porta scontrini, ovviamente personalizzate con la creatività della campagna 5&#215;1000. Si è trattato di un gadget utile per i donatori per conservare gli scontrini delle spese mediche in vista della dichiarazione dei redditi.</p>
<p>Le buste sono state distribuite nelle farmacie vicino alla sede dell’organizzazione, luoghi spesso frequentati dal pubblico di riferimento. Sono stati così raggiunti nuovi “vicini di casa”, offrendo loro un gadget utile.</p>
<p>Concludendo: per raccogliere occorre seminare bene. E si può seminare bene anche a livello locale: occorre la mappa di quel tesoro chiamato relazioni. <strong>Bisogna conoscere e coinvolgere le persone nel modo giusto. Sono le persone a fare la differenza.</strong> Sono loro che ti aiuteranno a raggiungere quei 27 milioni di contribuenti che ancora non destinano il 5&#215;1000.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;">Il 7 febbraio 2020 parte la <strong>stagione formativa 2020</strong> alla <a href="http://fundraisingacademy.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fundraising Academy, </a> l’Accademia milanese sul fundraising integrato per l’alta formazione dei professionisti della raccolta fondi.</p>
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<p style="text-align: center;">Siamo a Rho (MI). <a href="http://www.fundraisingacademy.it/programma-formativo/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Calendario al link</a>.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="http://www.fundraisingacademy.it/programma-formativo/" rel="attachment wp-att-28476"><img decoding="async" class="alignnone size-full wp-image-28476" src="http://i1.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/01/550x75-FrAcademy-2020.gif?resize=550%2C75" alt="550x75-FrAcademy-2020" width="550" height="75" /></a></p>
<p style="text-align: center;">#formiamocompetenze</p>
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		<title>Quel grande patrimonio chiamato &#8220;Capitale Sociale&#8221;</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 09 Jul 2019 08:56:34 +0000</pubDate>
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		<category><![CDATA[capitale sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Impariamo a valorizzare le nostre comunità. Qui poggiamo le basi da cui partire e far sì che le nostre organizzazioni crescano. Ce lo insegna Anna Fabbricotti, docente della Fundraising Academy, che in questo post riprende un tema caro, il capitale sociale, da cui poi verosimilmente provengono la maggior parte dei major donor. Buona lettura. _________  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-27909" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s.jpg" alt="Community Collaboration Connection Casual Concept" width="862" height="556" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s-300x194.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s-480x310.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s-500x323.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s-700x452.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s-768x495.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/07/53728907_s.jpg 862w" sizes="(max-width: 862px) 100vw, 862px" /></p>
<p>Impariamo a valorizzare le nostre comunità. Qui poggiamo le basi da cui partire e far sì che le nostre organizzazioni crescano. Ce lo insegna <a href="http://www.startupfundraising.it/speakers/anna-fabbricotti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Anna Fabbricotti</strong></a>, docente della <a href="http://startupfundraising.it/">Fundraising Academy</a>, che in questo post riprende un tema caro, il capitale sociale, da cui poi verosimilmente provengono la maggior parte dei major donor. Buona lettura.</p>
<p>_________</p>
<p>Da molti anni ho in testa un’idea, meglio, una convinzione. Che porto avanti con determinazione. Riguarda il Capitale Sociale. Può sembrare una fissazione, ma è piuttosto qualcosa che si avvicina di più ad una visione. Vi spiego perché.</p>
<p><strong>Il Capitale Sociale è quella rete di conoscenze, relazioni, amicizie, sostenitori, che una organizzazione ha intorno a sé. </strong>È quella base che crea solidità, <span id="more-27905"></span>da cui partire per crescere, e dove spesso si trovano veri tesori, rapporti che portano lontano e ci permettono di andare oltre. Il Capitale Sociale è lo strumento principe del fundraising, a patto che si impari a curarlo, gestirlo e capitalizzarlo con attenzione, e con gli strumenti giusti.</p>
<p>Quando si parla di Capitale Sociale, si parla sempre di territorio, come luogo di riferimento. Io preferisco parlare di “Comunità”. Perché “comunità” è qualsiasi cosa: persone che vivono sullo stesso territorio, che hanno la stessa origine, ma anche persone che condividono passioni, idee o interessi. E’ qualcosa di più ampio, più liquido del territorio. Che può andare molto oltre il territorio dove opero. <strong>Nella nostra comunità di riferimento costruiamo il nostro capitale sociale, ci garantiamo solidità. </strong>È nella comunità che dobbiamo imparare a muoverci e a valorizzare le conoscenze.</p>
<blockquote><p>Dobbiamo imparare a identificare e costruire una nostra comunità di riferimento, fatta di interessi, passioni e idee comuni.</p></blockquote>
<p>Ma io parlavo di visione. Bene, guardandolo da un’altra angolazione, <strong>il contributo che il nonprofit e il Terzo Settore, nella sua complessità, dà, e può dare, alle comunità è importante quanto il sostegno che da quella comunità può ricevere.</strong> Il Terzo Settore in questi anni, con i Comuni sempre più in affanno di risorse e una crisi economica ma soprattutto sociale senza paragoni, si sta imponendo non solo come supporto e presidio, spesso unico, delle aree di maggior crisi del welfare, ma come generatore di buone pratiche e spesso di crescita della cultura sociale e della cittadinanza attiva.</p>
<p>Un ruolo che va di pari passo con la reputazione, la crescita e la solidità dell’organizzazione stessa. Ed è qui che entra in gioco il fundraising. Che non ha solo il compito di “raccogliere fondi”, ma anche, appunto, sensibilizzare, far conoscere, raccontare. Creare la “cultura” del dono e della solidarietà. In una parola: coinvolgere. Per noi fundraiser la sfida è questa.</p>
<p>È di questi giorni il caso della <strong>Sea-Watch </strong>(<a href="http://www.vita.it/it/blog/la-zanzarella/2019/07/03/sea-watch-una-raccolta-fondi-semanticamente-complessa-e-in-evoluzione/4711/">leggi il post-analisi di Elena Zanella</a> su Vita.it): la raccolta fondi lanciata a sostegno del Capitano, Carola Rackete, ha raggiunto in pochi giorni più di 300.000€. E continua a crescere. Una cifra enorme, anche di fronte a quello che si è figurato come una vera e propria emergenza, considerando che la Sea-Watch è un’organizzazione tedesca giovane e, fino ad oggi, poco conosciuta. Cosa è successo? Sicuramente l’emergenza ha spinto a donare; ma sono convinta che si sia creata, intorno al caso, anche una comunità di persone che, attraverso il sostegno alla Sea-Watch, ha voluto lanciare un messaggio. Una raccolta fondi che è stata quasi un atto “politico”.</p>
<p>Al di là del giudizio e delle parti di ciascuno, è anche questo il ruolo del fundraising in una organizzazione:</p>
<blockquote><p>far conoscere l’organizzazione, i suoi valori, i principi, con l’obiettivo di trovare sostegno e donazioni, ma anche costruire intorno a noi comunità di persone che condividano quei valori, quello che siamo e quello che facciamo.</p></blockquote>
<p>Persone pronte a sostenerci, ad aiutarci, e a partecipare alle nostre campagne e alle nostre attività.<strong> Il nostro vero Capitale Sociale.</strong></p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;"><em>Vuoi diventare professionista della raccolta fondi? </em><br />
<em>La 4a edizione di <a href="http://startupfundraising.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Startup Fundraising</strong></a> torna in autunno:</em></p>
<p><a href="http://startupfundraising.it/" rel="attachment wp-att-27830"><img decoding="async" class="size-full wp-image-27830 aligncenter" src="http://i2.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/06/BANNER-550x72-STFUN.jpg?resize=550%2C75" sizes="(max-width: 550px) 100vw, 550px" srcset="http://i2.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/06/BANNER-550x72-STFUN.jpg?resize=300%2C41 300w, http://i2.wp.com/elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/06/BANNER-550x72-STFUN.jpg?w=550 550w" alt="BANNER-550x72-STFUN" width="550" height="75" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/quel-grande-patrimonio-chiamato-capitale-sociale/">Quel grande patrimonio chiamato &#8220;Capitale Sociale&#8221;</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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