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	<title>Terzo Settore Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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	<title>Terzo Settore Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Consiglio Direttivo cercasi: non basta esserci, bisogna sapere cosa si fa</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 08 Apr 2026 08:00:25 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Gestione]]></category>
		<category><![CDATA[Governance]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Siamo in tempo di assemblee. I bilanci si approvano, i mandati scadono, i Consigli Direttivi si rinnovano. E qui, puntualmente, si apre la questione che nessuno vuole affrontare davvero: chi mettiamo intorno a quel tavolo? Dopo l’articolo sull’arte di chiedere, ho ricevuto diversi commenti che mi hanno fatto molto piacere. Colleghi, fundraiser, operatori del settore  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/consiglio-direttivo-cercasi-non-basta-esserci-bisogna-sapere-cosa-si-fa/">Consiglio Direttivo cercasi: non basta esserci, bisogna sapere cosa si fa</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Siamo in tempo di assemblee. I bilanci si approvano, i mandati scadono, i Consigli Direttivi si rinnovano. E qui, puntualmente, si apre la questione che nessuno vuole affrontare davvero: chi mettiamo intorno a quel tavolo?</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]"><span id="more-40755"></span>Dopo l&#8217;articolo sull&#8217;<a href="https://elenazanella.it/larte-di-chiedere-perche-il-board-e-la-prima-leva-del-fundraising/"><strong>arte di chiedere,</strong></a> ho ricevuto diversi commenti che mi hanno fatto molto piacere. Colleghi, fundraiser, operatori del settore — tutti concordi sullo stesso punto: il Board fa la differenza, ma solo se chi ne fa parte ci crede davvero e sa cosa sta facendo. E non per modo di dire.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">C&#8217;è chi ha scritto che i consiglieri attivi sono quelli che credono nel progetto, gli altri si limitano a fare presenza. C&#8217;è chi ha ricordato che i membri del CdA dovrebbero essere i primi a tessere relazioni e spesso se ne dimenticano. E c&#8217;è chi, con onestà, ha detto una cosa su cui rifletto da anni: non basta la buona volontà, non basta il tempo dedicato. Serve non improvvisare.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ecco, parliamo di questo.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il Consiglio Direttivo non è un posto d&#8217;onore</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Nel nonprofit italiano persiste un equivoco culturale radicato: il Consiglio Direttivo come luogo di rappresentanza, di reputazione, di gentile vicinanza alla causa. Si entra nel Board perché qualcuno te lo chiede, perché &#8220;fa bene al curriculum&#8221;, perché non si sa dire di no a un amico che presiede l&#8217;associazione.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Lo dico con la franchezza che mi conoscete: non funziona. Non ha mai funzionato. E sia ieri che oggi, la Riforma lo esplicita insindacabilmente, non è nemmeno solo una questione di efficacia. È una questione di responsabilità giuridica.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Cosa dice la legge (e perché dovreste saperlo)</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La responsabilità personale degli amministratori non è una novità della Riforma. Per le associazioni non riconosciute l&#8217;<a href="https://www.brocardi.it/codice-civile/libro-primo/titolo-ii/capo-iii/art38.html">articolo 38 del Codice Civile</a> la prevedeva già, e la giurisprudenza negli anni l&#8217;ha applicata più volte. Quello che l&#8217;<a href="https://www.brocardi.it/codice-terzo-settore/titolo-iv/capo-iii/art28.html">articolo 28 del Codice del Terzo Settore</a> ha fatto è rendere il quadro esplicito e inequivocabile: gli amministratori degli ETS rispondono nei confronti dell&#8217;ente, dei creditori, degli associati e dei terzi secondo gli stessi principi previsti per le società — articoli 2392 e seguenti del Codice Civile.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">In concreto: la diligenza richiesta è quella professionale, proporzionata alla natura dell&#8217;incarico e alle competenze specifiche di chi lo ricopre. Non la generica buona volontà di chi &#8220;fa quel che può&#8221;. E questo vale anche se l&#8217;incarico è gratuito e volontario. Anche se lo fate &#8220;per passione&#8221;. Anche se non prendete un centesimo.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se qualcosa va storto — una gestione finanziaria approssimativa, un obbligo fiscale trascurato, una decisione presa senza le dovute verifiche — i consiglieri rispondono personalmente. Con il proprio patrimonio. Non è un&#8217;ipotesi teorica: è il quadro normativo vigente.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quanti, tra chi accetta un incarico nel CdA di un&#8217;associazione, lo sanno davvero? Quanti hanno letto lo statuto prima di firmare? Quanti conoscono la differenza tra un ente con personalità giuridica e uno senza, e cosa questo implica per la loro esposizione personale? Nella mia esperienza, troppo pochi.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">La provocazione necessaria</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non l&#8217;ha ordinato il dottore di entrare in un Consiglio Direttivo.</p>
<blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se non avete tempo di leggere i bilanci, non accettate. Se non avete intenzione di partecipare attivamente alle decisioni, non accettate. Se pensate che basti il vostro nome sulla carta intestata per dare un contributo, non accettate.</p>
</blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Non è cinismo, è rispetto. Rispetto per chi lavora ogni giorno dentro quelle organizzazioni. Rispetto per i donatori che affidano le proprie risorse a chi dovrebbe governarle con competenza. Rispetto per i beneficiari, che di quella competenza hanno bisogno più di tutti.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Ovviamente non va fatta di tutta l&#8217;erba un fascio. Conosco Consigli Direttivi straordinari, composti da persone competenti, presenti e generose — non solo di denaro, ma di tempo, relazioni e idee. Ma conosco anche Board che funzionano come scenografie: belli da vedere, inutili da vivere.</p>
<h4 class="text-text-100 mt-3 -mb-1 text-[1.125rem] font-bold">Il nonprofit va gestito con serietà</h4>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Se vogliamo che il Terzo settore produca cambiamento reale — e non solo buone intenzioni — dobbiamo smettere di trattare la governance come un dettaglio. La composizione del Board è una scelta strategica, non un atto di cortesia.</p>
<blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Quando rinnovate il vostro Consiglio Direttivo, chiedetevi: queste persone sono qui per fare la differenza o per farsi vedere? Hanno le competenze necessarie o solo la disponibilità generica? Conoscono le responsabilità che si stanno assumendo?</p>
</blockquote>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">La stagione delle assemblee è il momento giusto per porsele, queste domande. Prima di trovarsi — tra un anno — a chiedersi perché nulla è cambiato.</p>
<p class="font-claude-response-body break-words whitespace-normal leading-[1.7]">Il fundraising, la gestione, la rendicontazione, la strategia: tutto parte da lì. Da quel tavolo. Da chi ci siede intorno. E da quanto seriamente ha deciso di esserci.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="https://elenazanella.it/negozio/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-40761 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2.png" alt="" width="2216" height="820" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-200x74.png 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-300x111.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-400x148.png 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-500x185.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-600x222.png 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-700x259.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-768x284.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-800x296.png 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-1024x379.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-1200x444.png 1200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2-1536x568.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2026/04/Progetto-senza-titolo-2.png 2216w" sizes="(max-width: 2216px) 100vw, 2216px" /></a></p>
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		<title>Il valore dei consulenti del Terzo Settore: vocazione, competenze, prospettive</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 18 Nov 2024 06:00:53 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Indagini]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Qualche giorno fa, EuConsult Italia ha presentato i risultati di una vasta indagine sulle competenze dei consulenti del Terzo Settore. Lo studio, che ha coinvolto 229 professionisti, di cui 165 italiani, ha offerto uno spaccato illuminante su un settore in continua evoluzione e ha delineato un profilo dettagliato del consulente medio che opera nel contesto  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-valore-dei-consulenti-del-terzo-settore/">Il valore dei consulenti del Terzo Settore: vocazione, competenze, prospettive</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p class="p1">Qualche giorno fa, <a href="https://www.euconsultitalia.org/2024/11/08/i-risultati-della-nostra-indagine-sulle-competenze-dei-consulenti-del-terzo-settore-presentati-a-roma/">EuConsult Italia</a> ha presentato i risultati di una vasta indagine sulle competenze dei consulenti del Terzo Settore. Lo studio, che ha coinvolto 229 professionisti, di cui 165 italiani, ha offerto <strong>uno spaccato illuminante su un settore in continua evoluzione</strong> e ha delineato un profilo dettagliato del <strong>consulente medio</strong> che opera nel contesto italiano.</p>
<p class="p3"><b>Chi sono i consulenti del Terzo Settore?</b><span id="more-39137"></span></p>
<h2 class="p1"><strong>Fotografia del consulente del non profit in Italia</strong></h2>
<p class="p1">Il consulente medio tipo si distingue per la maturità e la formazione:</p>
<ul>
<li class="p4"><b>Età media</b>: 49 anni.</li>
<li class="p4"><b>Livello di istruzione</b>: 50% laureati, 31% con titoli post-laurea.</li>
<li class="p4"><b>Anni di esperienza nel settore</b>: 11 anni in media.</li>
<li class="p4"><b>Rappresentanza femminile</b>: 60% donne.</li>
</ul>
<p class="p1"><strong>La versatilità è una caratteristica chiave: </strong>i consulenti del Terzo Settore si occupano mediamente di più di due ambiti diversi, come fundraising, project management, formazione, strategia e comunicazione. Solo il 28% si specializza in un unico settore, mentre il 16% gestisce attività in quattro diverse aree, dimostrando una notevole capacità di adattamento alle esigenze dei clienti.</p>
<p class="p1">I clienti appartengono a una varietà di settori:</p>
<ul>
<li class="p4"><b>50%</b> collaborano con enti culturali e artistici.</li>
<li class="p4"><b>51%</b> lavorano con servizi di assistenza sociale.</li>
<li class="p4"><b>39%</b> con enti di attività ricreative e socializzazione.</li>
<li class="p4"><b>32%</b> con enti di volontariato.</li>
</ul>
<p class="p3"><b>Il reddito annuo e le differenze geografiche</b></p>
<p class="p1">Uno degli aspetti più interessanti dell’indagine riguarda il reddito:</p>
<ul>
<li class="p4">Il<b> reddito medio annuo</b> è di circa <b>30.000€</b>, ma si registrano forti disparità, con redditi che variano da <b>zero a oltre 100.000€</b>.</li>
<li class="p4">Esiste un evidente <b>gender gap</b>, con le donne che dichiarano in media redditi inferiori rispetto agli uomini, nonostante rappresentino la maggioranza.</li>
<li class="p4">I consulenti italiani <strong><strong>guadagnano meno rispetto ai colleghi di altri Paesi europei </strong></strong>(+ 20/30% in più), dove la media è spesso superiore, evidenziando una sfida competitiva per il Belpaese non indifferente.</li>
</ul>
<p class="p3"><b>Le competenze: hard skills e soft skills</b></p>
<p class="p1">L’indagine ha evidenziato che le competenze più importanti per i consulenti non si limitano alle capacità tecniche (hard skills), ma includono anche soft skills essenziali come <strong>la leadership, l’empatia e la gestione del cambiamento.</strong> Tra le competenze tecniche, <strong>il fundraising e la gestione delle risorse umane sono emerse come le più cruciali.</strong> Tuttavia, anche le capacità di comunicazione, gestione finanziaria e analisi dei dati sono considerate indispensabili.</p>
<p class="p1">I consulenti dimostrano un forte impegno per l’aggiornamento professionale: <strong>il 70% partecipa regolarmente a corsi di formazione,</strong> con una media di 38 ore all’anno. Questo evidenzia un bisogno continuo di <strong>reskilling</strong>, ovvero l’apprendimento di nuove competenze per svolgere un ruolo diverso da quello attuale (utile quando una posizione lavorativa diventa obsoleta o quando un’organizzazione ha bisogno di spostare le persone verso ruoli che richiedono competenze differenti) e <strong>upskilling</strong>, ovvero il miglioramento e/o perfezionamento delle competenze già possedute per svolgere meglio il proprio lavoro attuale o per affrontare nuove sfide, qualità che consentono di rimanere competitivi.</p>
<p class="p3"><b>Gli obiettivi futuri e i punti di miglioramento</b></p>
<p class="p1">Dalla ricerca emergono alcuni traguardi comuni a tutti i professionisti:</p>
<ol>
<li class="p5"><b>Professionalizzazione</b>: la necessità di incrementare le competenze, sia tecniche sia trasversali, attraverso percorsi dei sopraccitati reskilling e upskilling.</li>
<li class="p5"><b>Digitalizzazione</b>: i consulenti italiani devono colmare il ritardo rispetto ai colleghi stranieri nell’uso delle tecnologie digitali e dell’intelligenza artificiale.</li>
<li class="p5"><b>Sostenibilità finanziaria</b>: il reddito medio inferiore, unito al divario di genere, suggerisce la necessità di rivedere i modelli di business e di valorizzare meglio le competenze offerte.</li>
</ol>
<h2 class="p3"><b>Riflessioni personali a margine: il non detto che emerge</b></h2>
<p class="p1">Tra i dati e le opinioni esplicitate nell’indagine, <strong>si percepisce un sottotesto interessante e, in certi casi, critico</strong>. Emerge un senso di contrasto tra l’impegno dei consulenti e le condizioni operative in cui si trovano a lavorare. Alcuni aspetti meritano una riflessione più profonda:</p>
<ul>
<li class="p5"><b>Vocazione <em>vs.</em> Valorizzazione</b>: la passione per il Terzo Settore è una forza trainante per molti consulenti, ma c’è il rischio che questa venga sfruttata. La remunerazione spesso non rispecchia il valore generato, creando un divario tra il contributo offerto e il riconoscimento economico.</li>
<li class="p5"><b>Un ecosistema frammentato</b>: la collaborazione tra consulenti e organizzazioni potrebbe essere migliorata. La percezione che “ognuno vada per la sua strada” rivela la necessità di costruire reti più forti e di favorire un ecosistema più coeso, dove la condivisione di risorse e buone pratiche diventi la norma.</li>
<li class="p5"><b>Il ritardo digitale</b>: la digitalizzazione e l’adozione di tecnologie innovative, come l’intelligenza artificiale, non sono ancora priorità per il Terzo Settore italiano. Questo potrebbe rappresentare una perdita di opportunità in un mondo sempre più guidato dalla trasformazione tecnologica.</li>
<li class="p5"><b>Il ruolo strategico dei consulenti</b>: anche se i consulenti sono descritti come “strumenti di cambiamento”, il loro potenziale non sempre viene utilizzato in modo strategico. Sono spesso visti come risorse per risolvere problemi specifici, anziché essere integrati nei processi decisionali e di governance.</li>
<li class="p5"><b>La professionalizzazione come sfida sistemica</b>: l’investimento in formazione è significativo, ma non ancora sistematico. Per garantire la crescita del settore, è essenziale che anche le organizzazioni clienti promuovano e sostengano attivamente riqualificazione, aggiornamento e miglioramento delle competenze, attraverso percorsi strutturati e di qualità.</li>
</ul>
<h2 class="p3"><b>Concludendo: suggerimenti per i professionisti del settore</b></h2>
<p class="p1">Guardando ai modelli internazionali, ecco alcune buone pratiche che i consulenti italiani possono adottare per essere più competitivi:</p>
<ul>
<li class="p1"><b>Investire nella formazione continua</b>: nonostante il buon livello attuale (70% dei consulenti frequenta corsi di aggiornamento), è necessario ampliare l’accesso a training internazionali e su temi innovativi come la sostenibilità, la digitalizzazione e il fundraising avanzato.</li>
<li class="p4"><b>Collaborazione e networking</b>: lavorare in sinergia con altri professionisti e organizzazioni può migliorare la qualità dei servizi e aumentare la visibilità del proprio lavoro.</li>
<li class="p4"><b>Adottare approcci digitali</b>: l’integrazione di strumenti tecnologici avanzati, come piattaforme di gestione dati e analisi predittiva, può rendere i consulenti italiani più competitivi a livello globale.</li>
<li class="p4"><b>Comunicare il proprio valore</b>: utilizzare tecniche di storytelling e branding personale per rafforzare la propria immagine professionale e attrarre clienti di valore.</li>
</ul>
<p class="p1">L’indagine di <strong>EuConsult Italia</strong> (puoi scaricarla qui <a href="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/PRESENTAZIONE-INDAGINE-CONSULENTI-ITALIA-V2.1-04112024.pdf">PRESENTAZIONE-INDAGINE-CONSULENTI-ITALIA-V2.1-04112024</a>) ci restituisce un quadro di professionisti appassionati e competenti, ma anche di un settore che necessita di ulteriori investimenti <strong>per affrontare il domani con consapevolezza.</strong> Come consulenti, abbiamo l’opportunità di essere veri agenti di cambiamento, aiutando il Terzo Settore a crescere, innovarsi e creare un impatto sempre più significativo nella società.</p>
<p class="p1">La domanda è: <strong>siamo pronti a investire su noi stessi e ad abbracciare il cambiamento per costruire un futuro più sostenibile e collaborativo?</strong></p>
<p><img decoding="async" class="size-fusion-400 wp-image-39139 alignleft" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-400x212.jpg" alt="" width="400" height="212" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-200x106.jpg 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-300x159.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-400x212.jpg 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-500x265.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-600x318.jpg 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-700x371.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-768x408.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1-800x425.jpg 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_02-scaled-848x450-1.jpg 848w" sizes="(max-width: 400px) 100vw, 400px" /></p>
<p><img decoding="async" class=" wp-image-39141 alignleft" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_05-600x450-1-400x300.jpeg" alt="" width="283" height="212" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_05-600x450-1-200x150.jpeg 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_05-600x450-1-300x225.jpeg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_05-600x450-1-400x300.jpeg 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_05-600x450-1-500x375.jpeg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/11/tavola-rotonda-061124_05-600x450-1.jpeg 600w" sizes="(max-width: 283px) 100vw, 283px" /></p>
<h2>Il progetto Non Profit Consultants’ Skills</h2>
<p class="x-scope qowt-word-para-5"><span id="E376" class="qowt-font4-Arial"><span id="E376" class="qowt-font4-Arial">Del progetto <strong>Non Profit </strong></span><strong><span id="E378" class="qowt-font4-Arial">Consultants</span></strong><span id="E380" class="qowt-font4-Arial"><strong> Skills</strong>, a cui la mia Agenzia integrata per il sociale, <strong>Elena Zanella SRL &#8211; Fundraising Academy</strong>, ha aderito con slancio ed entusiasmo, sono partner </span><strong><span id="E382" class="qowt-font4-Arial">SMe</span><span id="E384" class="qowt-font4-Arial"> System (Italia), </span><span id="E386" class="qowt-font4-Arial">EUConsult</span><span id="E388" class="qowt-font4-Arial"> (Olanda), STP Europa (Spagna), </span><span id="E390" class="qowt-font4-Arial">Univers</span></strong><span id="E392" class="qowt-font4-Arial"><strong> 8 Foundation (Bulgaria)</strong>. Oltre alla mia, sono diverse le realtà del panorama italiano che hanno partecipato formalmente dando il loro sostegno: <strong>AIF – Associazione Formatori Italiani, </strong></span><strong><span id="E394" class="qowt-font4-Arial">Assif</span></strong><span id="E396" class="qowt-font4-Arial"><strong> – Associazione Italiana Fundraiser, CSV Salerno, </strong></span></span><span class="qowt-font4-Arial"><span class="qowt-font4-Arial"><strong>Festival del Fundraising, FERPI – Federazione Relazioni Pubbliche Italiana, Fundraiser per Passione, Scuola di Fundraising di Roma, Ordine degli Avvocati di Milano</strong>.<br />
</span></span></p>
<p><span id="E245" class="qowt-font4-Arial">Il</span><span id="E247" class="qowt-font4-Arial"> progetto prevede </span><span id="E248" class="qowt-font4-Arial">la realizzazione entro </span><span id="E249" class="qowt-font4-Arial">maggio 2025 </span><span id="E250" class="qowt-font4-Arial">di </span><span id="E251" class="qowt-font4-Arial">un c</span><span class="qowt-font4-Arial">orso pilota di formazione sulle competenze trasversali dei consulenti e un <em>label</em> che in via sperimentale attesti le skills.</span></p>
<p class="x-scope qowt-word-para-5">Qui sopra, due scatti dell&#8217;evento di presentazione, per gentile concessione dell&#8217;associazione.</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-valore-dei-consulenti-del-terzo-settore/">Il valore dei consulenti del Terzo Settore: vocazione, competenze, prospettive</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Riforma dello Sport 2023: novità e implicazioni per il Terzo Settore</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 10 Oct 2023 03:00:02 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Sport]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre il mondo del Terzo settore è ancora in trepidante attesa dell’autorizzazione UE, l’estate 2023 è stata contrassegnata da un’importante novità che ha interessato un’altra parte consistente del non profit italiano: l’entrata in vigore dal 01 luglio della Riforma dello Sport. Ce ne parla Sergio Conte, fiscalista, docente della Fundraising Academy e titolare del modulo  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/riforma-dello-sport-2023-novita-e-implicazioni-per-il-terzo-settore/">Riforma dello Sport 2023: novità e implicazioni per il Terzo Settore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Mentre il mondo del Terzo settore è ancora in trepidante attesa dell’autorizzazione UE, l’estate 2023 è stata contrassegnata da un’importante novità che ha interessato un’altra parte consistente del non profit italiano: l’entrata in vigore dal 01 luglio della <strong>Riforma dello Sport</strong>. Ce ne parla <strong>Sergio Conte</strong>, fiscalista, docente della <strong>Fundraising Academy</strong> e titolare del modulo <a href="https://elenazanella.it/fundraising-academy/calendario-corsi/"><em>La fiscalità nella raccolta fondi</em></a>, online il 10 novembre. Buona lettura.</p>
<p><span id="more-37510"></span>Similmente con quanto avvenuto con la Riforma del Terzo Settore, <strong>il legislatore italiano nel 2019 ha delegato il Governo (Legge Delega n. 86/2019) a provvedere al riordino delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici</strong>, allo scopo di perseguire i seguenti obiettivi:</p>
<ol>
<li><strong>Riconoscere</strong> il valore culturale, educativo, sociale e preventivo-sanitario dell’attività sportiva, quale strumento di miglioramento della qualità della vita e di tutela della salute, nonché quale mezzo di coesione territoriale;</li>
<li>Consentire ad ogni individuo di praticare sport in un ambiente sicuro e sano;</li>
<li>Promuovere la <strong>pari opportunità</strong> delle donne nelle prestazioni di lavoro sportivo;</li>
<li>Riconoscere e garantire il <strong>diritto alla pratica sportiva dei minori</strong>, anche attraverso il potenziamento delle strutture e delle attività scolastiche;</li>
<li><strong>Tutela della salute e della sicurezza dei minori</strong> che svolgono attività sportiva, con la previsione di specifici adempimenti e obblighi informativi da parte delle società e associazioni sportive;</li>
<li><strong>Valorizzazione della formazione dei lavoratori sportivi</strong>, in particolare dei giovani atleti, al fine di garantire loro una crescita non solo sportiva, ma anche culturale ed educativa ed anche una preparazione professionale che favorisca l&#8217;accesso all’attività lavorativa anche alla fine della carriera sportiva;</li>
<li>Sostenere e <strong>tutelare il volontariato sportivo</strong>.</li>
</ol>
<p>Conseguentemente, nel febbraio del 2021, il Governo è intervenuto con la promulgazione di cinque decreti legislativi, tra cui:</p>
<ul>
<li>Riordino e riforma delle disposizioni in materia di enti sportivi professionistici e dilettantistici, nonché del lavoro sportivo (Lgs. 36/2021);</li>
<li>Istituzione del Registro Nazionale delle Attività Sportive Dilettantistiche (Rasd), istituito presso il Dipartimento per lo Sport e gestito con modalità telematiche dalla società Sport e Salute spa, presso cui dovranno iscriversi tutte le Associazioni e Società che vorranno acquisire la natura dilettantistica, con tutti gli effetti di natura amministrativa e fiscale ad essa collegata (Lgs. 39/2021);</li>
<li>Riordino e riforma delle norme di sicurezza per la costruzione, l’ammodernamento e l’esercizio degli impianti sportivi (Lgs. 38/2021).</li>
</ul>
<p>Tuttavia, stante la “complessità” e “particolarità” del mondo sportivo, i diversi cambi di Governo e la difficoltà nel <em>trovare la quadra</em> con le tante novità apportate, anche in coordinamento con il già testato Codice del Terzo Settore, il testo della Riforma, così come la sua entrata in vigore, è stato sottoposto a diverse modifiche ed integrazioni, l’ultima delle quali è avvenuta con il decreto legislativo 120/2023 “Correttivo Bis”, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 04 settembre 2023.</p>
<p><strong>Le Asd e le Ssd avranno tempo fino al 31 dicembre 2023 (salvo probabili proroghe) per adeguare i propri statuti così da renderli conformi alle nuove disposizioni normative, pena la cancellazione dal Registro delle Attività Sportive.</strong> Similmente a quanto previsto per gli Enti del Terzo Settore, le modifiche che avranno il solo scopo di adeguare gli Statuti alle nuove norme saranno esenti da imposta di registro, oltre alla già presente esenzione da imposta di bollo.</p>
<p>Anche gli Enti del Terzo Settore possono pacificamente iscriversi al Registro delle Attività Sportive (dunque <strong>la doppia iscrizione Runts e Rasd non è incompatibile</strong>), a condizione che esercitino, anche in forma non esclusiva, “<em>l’organizzazione e la gestione di attività sportive dilettantistiche</em>” (lettera t) come attività di interesse generale; in questa circostanza le disposizioni del D.Lgs. 36/2021 si applicano limitatamente all’attività sportiva dilettantistica esercitata e solo in quanto compatibili con il Codice del Terzo Settore.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p style="text-align: center;">LA FORMAZIONE DELLA FUNDRAISING ACADEMY PARTE IL PROSSIMO 3 NOVEMBRE.:</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://elenazanella.it/corso/la-fiscalita-nella-raccolta-fondi/">APPROFONDISCI IL CORSO SINGOLO SULLA FISCALITA&#8217; NELLA RACCOLTA FONDI (ONLINE)</a></p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://elenazanella.it/fundraising-academy/master-sfrem/">APPROFONDISCI IL MASTER SFREM</a></p>
<p><a href="https://elenazanella.it/corso/la-fiscalita-nella-raccolta-fondi/"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-37511 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1.png" alt="" width="1200" height="790" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-200x132.png 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-300x198.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-400x263.png 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-500x329.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-600x395.png 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-700x461.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-768x506.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-800x527.png 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1-1024x674.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2023/10/corso-2-1200x790-1.png 1200w" sizes="(max-width: 1200px) 100vw, 1200px" /></a></p>
<p>&nbsp;</p>
<p>&nbsp;</p>
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		<title>Riforma. Introduzione di attività diverse, vantaggi e limiti per l&#8217;Ente di Terzo settore</title>
		<link>https://elenazanella.it/riforma-introduzione-di-attivita-diverse-vantaggi-e-limiti-per-lente-di-terzo-settore/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 26 Sep 2021 15:10:11 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[fiscalità]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mentre siamo ancora in attesa dell’avvio del Runts (gli ultimi rumors quotano il mese di ottobre), la Riforma del Terzo Settore ha compiuto un altro passo avanti: nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 26 luglio è stato pubblicato uno dei decreti attuativi più attesi, ovvero il Regolamento concernente l’individuazione dei criteri e dei limiti delle  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/riforma-introduzione-di-attivita-diverse-vantaggi-e-limiti-per-lente-di-terzo-settore/">Riforma. Introduzione di attività diverse, vantaggi e limiti per l&#8217;Ente di Terzo settore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-31383" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/79717061_s.jpg" alt="" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/79717061_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/79717061_s-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/79717061_s-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/79717061_s-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/09/79717061_s.jpg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></p>
<p>Mentre siamo ancora in attesa dell’avvio del Runts (<em>gli ultimi rumors quotano il mese di ottobre</em>), <strong>la Riforma del Terzo Settore ha compiuto un altro passo avanti</strong>: nella Gazzetta Ufficiale n. 177 del 26 luglio è stato pubblicato uno dei decreti attuativi più attesi, ovvero <strong>il Regolamento concernente l’individuazione dei criteri e dei limiti delle «attività diverse»</strong>. Sul tema, ci aggiorna <strong>Sergio Conte</strong>, fiscalista del nonprofit e formatore alla <a href="https://fundraisingacademy.it/"><strong>Fundraising Academy</strong></a>, in questo post. Buona lettura.</p>
<hr />
<p>L’articolo 6 del Decreto Legislativo n. 117/2017 prevede che gli ETS possano esercitare attività diverse da quelle di interesse generale di cui all&#8217;articolo 5, a condizione che l&#8217;atto costitutivo o lo statuto lo consentano; <strong>gli Enti del Terzo Settore avranno, perciò, l’opportunità di finanziare le proprie finalità istituzionali con i proventi derivanti dallo svolgimento di attività commerciali ausiliarie</strong>, potendo così ricorrere a canali alternativi rispetto ai contributi pubblici e alla filantropia.<span id="more-31379"></span></p>
<p>Sempre l’articolo 6 stabilisce, però, che le <strong>attività diverse siano <u>secondarie</u> e <u>strumentali</u>:</strong> ecco dunque che il decreto ministeriale mira proprio a disciplinare i concetti di secondarietà e di strumentalità. <strong>Le attività sono definite “strumentali” qualora</strong>, indipendentemente dal loro oggetto, <strong>siano realizzate in via esclusiva per il perseguimento delle finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale dichiarate (art. 2 del decreto)</strong>. Di conseguenza, si desume che possano essere esercitate tutte le attività purché il loro introito, dedotti i relativi costi, sia interamente destinato a finanziare la <em>mission</em> istituzionale.</p>
<p>Per quanto concerne la <strong>secondarietà</strong>, riprendendo in parte una omologa disciplina prevista per le imprese sociali (art. 2, co. 3 D.Lgs 112/2017) <strong>e in altra parte la disciplina concernente le attività direttamente connesse delle Onlus</strong> (art. 10, co. 5 D.Lgs 460/97), l’articolo 3 del decreto ministeriale dispone che le attività diverse sono considerate secondarie quando, in ciascun esercizio, si verifica almeno una delle seguenti condizioni:</p>
<ul>
<li>i relativi ricavi non siano superiori al 30% delle entrate complessive;</li>
<li>i relativi ricavi non sono superiori al 66% dei costi complessivi.</li>
</ul>
<p>Un aspetto molto interessante e soprattutto innovativo nel panorama normativo del Terzo Settore è quanto introdotto dal comma 3 del sopra citato articolo 3, laddove viene previsto che <strong>tra i costi complessivi rientrano anche</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>I «costi figurativi» relativi all’impiego dei volontari abituali iscritti nel pertinente registro</strong>, calcolati attraverso l’applicazione della retribuzione oraria lorda prevista dalla corrispondente qualifica dai contratti collettivi alle ore di attività di volontariato effettivamente prestate;</li>
<li><strong>Le erogazioni gratuite di denaro e le cessioni o erogazioni gratuite di beni e servizi</strong>, quantificate per il loro valore normale;</li>
<li>La <strong>differenza tra il valore normale dei beni o servizi acquistati</strong> per lo svolgimento dell’attività statutaria <strong>e il loro costo effettivo di acquisto.</strong></li>
</ul>
<p>Questa previsione sicuramente avvantaggerà tutte quelle organizzazioni che impiegano un numero cospicuo di volontari continuativi oppure che esplicano la propria attività attraverso l’erogazione gratuita di beni e/o servizi.</p>
<p>L’organo di amministrazione, in sede di predisposizione del Bilancio consuntivo annuale, dovrà documentare il carattere secondario delle attività diverse esercitate ed il criterio di valutazione utilizzato.</p>
<p>Non essendoci alcuna disposizione normativa in merito alla “continuità” del criterio adottato, si presume che esso possa mutare da esercizio ad esercizio.</p>
<p><strong>Il quarto e ultimo articolo del decreto ministeriale è dedicato agli obblighi e alle sanzioni in caso di superamento dei limiti;</strong> al verificarsi di tale circostanza, entro 30 giorni dall’approvazione del Bilancio, l’ETS ha l’obbligo di effettuare un’apposita segnalazione all’Ufficio del Registro Unico territorialmente competente ed eventualmente alla rete associativa nazionale a cui si aderisce (se appositamente autorizzata dal Ministero a svolgere attività di controllo). Nell’esercizio successivo l’ETS dovrà “recuperare”, rientrando per una percentuale almeno pari al superamento. Esempio:</p>
<p><u>Anno n</u></p>
<ul>
<li>Entrate complessive: 100</li>
<li>Entrate attività diverse: 35</li>
<li>Sforamento: 5 (5%)</li>
</ul>
<p><u>Anno n + 1</u></p>
<ul>
<li>Entrate complessive: 150</li>
<li>Limite attività diverse (30%): 45</li>
<li>Recupero sforamento anno precedente (5% di 150):  &#8211; 7,50</li>
<li>Importo massimo attività diverse anno n+1 (45-7,50): 37,50</li>
</ul>
<p><strong>In caso di superamento dei limiti per due esercizi consecutivi o di omessa segnalazione,</strong> l’Ufficio del Runts territorialmente competente procederà alla <strong>cancellazione dell’ente dal Registro Unico.</strong></p>
<p>Verrebbe da pensare, con un sospiro di sollievo, che la questione sia risolta… Purtroppo, ancora no.</p>
<p><strong>I proventi delle attività diverse sono inquadrati sempre come <u>fiscalmente rilevanti</u> e</strong>, in base a quanto contenuto nell’art. 79 del Codice del Terzo Settore, <strong>contribuiscono insieme agli altri proventi a determinare la natura di ente non commerciale/ente commerciale</strong>; il fatto che l’art. 79, così come la maggior parte del Titolo X, non sia ancora in vigore (<em>non ci dimentichiamo che manca ancora l’autorizzazione della Commissione Europea!</em>), continua a generare un contesto normativo di grande indeterminatezza.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="https://www.amazon.it/Comunicazione-Advocacy-Terzo-settore-pratiche/dp/B096TL8TB6/ref=sr_1_1?dchild=1&amp;keywords=MARIA+CRISTINA+ANTONUCCI&amp;qid=1623950866&amp;sr=8-1"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-31189" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/06/banner-piede-antonucci.gif" alt="" width="859" height="117" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/riforma-introduzione-di-attivita-diverse-vantaggi-e-limiti-per-lente-di-terzo-settore/">Riforma. Introduzione di attività diverse, vantaggi e limiti per l&#8217;Ente di Terzo settore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Riforma del Terzo settore: a che punto siamo?</title>
		<link>https://elenazanella.it/riforma-del-terzo-settore-a-che-punto-siamo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 29 Jul 2021 10:01:28 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Riforma]]></category>
		<category><![CDATA[Terzo Settore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ci eravamo lasciati a marzo con l’ipotesi molto concreta che il Runts sarebbe partito intorno al 21 aprile, purtroppo sappiamo tutti com’è andata. Non solo è saltata l’ipotesi del 21 aprile, ma anche la successiva supposizione che dava il Runts in partenza per la fine di giugno e gli inizi del mese di luglio. Ad  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-31270" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/07/48343938_s.jpg" alt="" width="869" height="551" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/07/48343938_s-300x190.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/07/48343938_s-480x304.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/07/48343938_s-500x317.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/07/48343938_s-700x444.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/07/48343938_s.jpg 869w" sizes="(max-width: 869px) 100vw, 869px" /></p>
<p>Ci eravamo lasciati a <a href="https://elenazanella.it/runts-e-grandi-manovre-i-passi-successivi-alla-sua-prossima-istituzione/">marzo</a> con l’ipotesi molto concreta che il <strong>Runts</strong> sarebbe partito intorno al 21 aprile, purtroppo sappiamo tutti com’è andata. Non solo è saltata l’ipotesi del 21 aprile, ma anche la successiva supposizione che dava il <em>Runts</em> in partenza per la fine di giugno e gli inizi del mese di luglio. Ad aggiornarci sul tema, <a href="https://www.startupfundraising.it/speakers/sergio-conte/"><strong>Sergio Conte</strong></a>, docente della <strong>Fundraising Academy</strong> e titolare del modulo <a href="https://www.startupfundraising.it/sessions/focus-la-fiscalita-nella-raccolta-fondi/"><em>La fiscalità nella raccolta fondi</em></a> all&#8217;interno del percorso formativo intensivo <a href="https://www.startupfundraising.it/"><strong>Startup Fundraising</strong></a>, al via il prossimo ottobre.</p>
<hr />
<p>Il dott. <strong>Alessandro Lombardi</strong>, Direttore Generale del <a href="https://www.lavoro.gov.it/temi-e-priorita/Terzo-settore-e-responsabilita-sociale-imprese/Pagine/default.aspx">Ministero per il Terzo Settore e la Responsabilità Sociale delle Imprese</a>, durante la presentazione del “Terzjus Report 2021” sullo stato e le prospettive della Riforma del Terzo Settore, ha indicato una nuova probabile data di attuazione del Registro Unico: <u>settembre 2021</u>! Sarà così? Ce lo auguriamo tutti. Sempre il dott. Lombardi ha comunque ribadito che la data di partenza del <em>Runts</em> sarà resa nota “con congruo anticipo”<span id="more-31268"></span></p>
<p>L’avvio del Runts non è l’unica cosa che è stata rimandata: infatti l’art. 66 del Decreto Semplificazioni (DL 77/2021), nell’effettuare l’ennesima modifica all’art. 101 comma 2 del Codice del Terzo Settore (oramai non si contano più!), proroga al <u>31 maggio 2022</u> la data entro cui le Onlus, le Aps e le Odv (costituite prima del 03 agosto 2017) hanno la possibilità di adeguare i propri Statuti con la cosiddetta “modalità semplificata”.</p>
<p>Si tratta dell’opportunità di poter modificare i propri statuti con i <em>quorum</em> previsti per le Assemblee ordinarie, ma solo nel caso in cui l’adeguamento consista nel semplice recepimento delle norme inderogabili introdotte dal Codice del Terzo Settore.</p>
<p>Anche su questo tema il dott. Lombardi ha rassicurato gli operatori del settore, sostenendo che questa nuova proroga non comporterà uno slittamento di un anno anche per quanto riguarda l’avvio del <em>Runts</em>, ma <strong>consentirà alle Organizzazioni di Volontariato ed alle Associazioni di Promozione Sociale di conformare i propri statuti rispetto alle indicazioni che potrebbero essere sollevate dagli uffici del Runts in fase di trasmigrazione</strong>, sempre nel rispetto dei termini procedurali previsti dal Codice del Terzo settore. Approfitto di quest’ultimo aspetto per ricordare la <em>road map</em> tracciata dal Decreto Ministeriale 106/2020 (decreto attuativo sul <em>Runts</em>):</p>
<ul>
<li>con apposito provvedimento dirigenziale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali sarà fissato lo <em>start date</em>, a partire dal quale avrà inizio la fase 1, ovvero il processo di trasmigrazione delle oltre 63mila Odv e Aps dagli attuali registri nazionale, regionali e provinciali;</li>
<li>entro i successivi 90 giorni i competenti Uffici territoriali comunicheranno telematicamente al <em>Runts</em> i dati in loro possesso relativi alle Odv e Aps regolarmente iscritte e per le quali non sono in corso procedimenti di cancellazione;</li>
<li>nei susseguenti 180 giorni ciascun Ufficio regionale o provinciale del <em>Runts</em> provvederà alla verifica dei dati trasmessi ed alla sussistenza dei requisiti per l’iscrizione, compreso il controllo sullo Statuto Sociale.</li>
</ul>
<p>Durante la presentazione del <a href="https://terzjus.it/rapporto/"><strong>Terzjus Report 2021</strong></a> il dott. Lombardi ha anche fatto il punto della situazione sullo stato dell’arte degli altri provvedimenti attuativi della Riforma, in particolare:</p>
<ul>
<li>il Ministero sta predisponendo, anche a seguito di alcuni pareri richiesti dal Consiglio di Stato, il decreto attuativo sul “Social Bonus”;</li>
<li>il Ministero, inoltre, sta lavorando sulle Linee guida sulle attività di fundraising per fissare i principi di verità, trasparenza e correttezza nei rapporti con i sostenitori e il pubblico.</li>
</ul>
<p>Purtroppo non si hanno ancora novità sostanziali per quanto riguarda la “disgraziatamente” famosa <strong>richiesta di autorizzazione alla Commissione Europea</strong>, <em>conditio sine qua non</em> per rendere efficaci le norme di carattere fiscale contenute nel Codice del Terzo Settore.</p>
<blockquote><p>Si ricorda infatti che tutto l&#8217;impianto fiscale disciplinato dalla Riforma sarà efficace a partire dal 01 gennaio successivo alla avvenuta autorizzazione della Commissione Europea.</p></blockquote>
<p>Ad ogni modo, <strong>rinnovo sempre il mio invito a </strong>non vivere questo tempo di attesa in modo passivo, ma di <strong>mettersi subito all’opera per comprendere in maniera sempre più approfondita come la Riforma impatterà sulla propria organizzazione in termini istituzionali</strong> (adeguamento dello Statuto, eventuale modifica della forma giuridica, posizionamento strategico, etc.), di trasparenza e <em>accountability</em> (nuovi obblighi di bilancio, bilancio sociale, impatto sociale) e di fundraising.</p>
<p>Su questo aspetto, da una <em>survey</em> condotta da Italia Non Profit in sinergia con l’Associazione Terzjus<a href="#_ftn1" name="_ftnref1">[1]</a>, a cui hanno risposto 1.671 enti e persone che operano/collaborano con enti non profit, è emerso che:</p>
<ol>
<li>quasi 1 organizzazione su 3 non è consapevole del ruolo che assumerà il <em>Runts</em>, soprattutto in termini di facile accessibilità ai diversi stakeholders (cittadini, pubblica amministrazione, donatori, imprese, ecc.) dei dati essenziali riguardanti gli Ets;</li>
<li>solo 6 organizzazioni su 10 sono consapevoli della nuova opportunità di poter svolgere “attività diverse”, accanto a quelle di interesse generale;</li>
<li>solo 1 ente su 4 è a conoscenza che la Riforma (nello specifico il D.Lgs 111/2017) ha in parte variato la disciplina del 5 per Mille (identificazione dei soggetti beneficiari, tempi dimezzati per l’accreditamento del contributo, nuovi obblighi di rendicontazione);</li>
<li>i nuovi risparmi fiscali a beneficio di chi dona (già attivi dal 2018 per Odv, Aps ed Onlus) sono conosciuti da meno di 6 enti su 10, e tra questi solo poco più di 1/3 utilizza la leva fiscale per incentivare le erogazioni liberali a favore della propria organizzazione.</li>
</ol>
<blockquote><p><em><strong>Aggiornamenti.</strong> </em><em>Nella Gazzetta Ufficiale del 26 luglio è stato pubblicato il decreto ministeriale concernente l&#8217;individuazione dei criteri e dei limiti per lo svolgimento delle cosiddette “attività diverse”, previste dall’art. 6 del Codice del Terzo Settore (su questo vi rimando ad un pro</em></p></blockquote>
<p><a href="#_ftnref1" name="_ftn1">[1]</a> Fonte: Terzjus Report 2021 “<em>Riforma in Movimento</em>”, Editoriale Scientifica Napoli.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
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		<title>Il consulente nel nonprofit: 7 cose che devi sapere se ci stai pensando</title>
		<link>https://elenazanella.it/il-consulente-nel-nonprofit-7-cose-che-devi-sapere-se-ci-stai-pensando/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 17 Feb 2021 18:48:35 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Consulenza]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="https://youtu.be/0sdAT9L49_Y"><img decoding="async" class="aligncenter wp-image-30730 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome.png" alt="" width="1506" height="754" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome-300x150.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome-480x240.png 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome-500x250.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome-700x350.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome-1024x513.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/Senza-nome.png 1506w" sizes="(max-width: 1506px) 100vw, 1506px" /></a></p>
<p>Qualche giorno fa, <strong>Raffaele Picilli</strong>, amico e presidente di <a href="https://www.euconsultitalia.org/">EuConsult Italia</a>, mi ha intervistata sul <strong>ruolo del consulente del Terzo settore</strong>. Mi ha fatto, a sorpresa è il caso di dire, qualche domanda che mi ha portato a riflettere su questo ruolo una volta di più. Parlo della mia esperienza, naturalmente, e delle cose imparate in tanti anni accanto e dentro le organizzazioni di Terzo settore.</p>
<p>In fondo al post trovi <a href="https://youtu.be/0sdAT9L49_Y">il video completo</a> di una mezz&#8217;ora ma qui di seguito ecco, sinteticamente, i 7 punti salienti della nostra chiacchierata sul web:<span id="more-30718"></span></p>
<ol>
<li><strong>La libera professione è un vestito che indossi e che ti deve stare bene addosso. </strong>Non sempre la Partita Iva è una scelta. A volte, molte ahimè, è una necessità. Se scelta è, è un privilegio che devi cullare, coccolare e preservare con attenzione.</li>
<li><strong>Se lavori in libera professione, non sei mai totalmente dentro un progetto.</strong> Non ti aspettare dunque che il personale interno ti capisca, comprenda e sposi totalmente il tuo punto di vista, anzi.</li>
<li><strong>È essenziale fare gavetta.</strong> La formazione è fondamentale ma accanto alla formazione ci deve essere l&#8217;esperienza. Sei un professionista solo nel momento in cui qualcuno ti riconosce come tale. Alla promessa temeraria di risultati facili, preferisci prudenza, sobrietà e umiltà. Proporsi senza esperienza, forte della sola formazione breve o lunga che sia, presto o tardi danneggia.</li>
<li>Il fundraising è di moda. Piace e tanto ma purtroppo non c&#8217;è una regolamentazione che ne preservi le derive. Per questo sul mercato troviamo di tutto. <strong>Dobbiamo imparare seriamente a qualificare la nostra professione e pretendere che venga riconosciuta.</strong></li>
<li>Per lavorare è necessario talvolta scendere a compromessi ma <strong>svendere le proprie qualifiche lavorando con pagamento a provvigione pur di lavorare, questo no.</strong> Non solo è intellettualmente dequalificante, è pure scorretto nei confronti dei colleghi che cercano, diversamente, di tenere fede a quanto più volte ciascuno di noi si è sentito dire, ovvero che il fundraiser non guadagna a percentuale perché la sua retribuzione non può intaccare il dono, bensì va considerata rischio di impresa e, come tale, imputata ai costi di struttura.</li>
<li><strong>Il professionista investe sulla sua formazione e non si accontenta.</strong> Se stai cercando un corso di fundraising, informati prima. Chiedi i curriculum vitae dei docenti. Pretendi il massimo del ritorno dal tuo investimento. Non sempre tutto può andare bene naturalmente, ma saprai almeno che nulla è stato lasciato al caso.</li>
<li><strong>Se sei un professionista, non stare isolato.</strong> Fai rete ma che sia una rete di qualità. Fare rete permette di diventare più forti in termini di potere contrattuale e, dunque, di diventare qualitativamente più credibili. D&#8217;altro canto, fare rete ti permette di confrontarti, attingendo a esperienze diverse perché spesse volte, lavorando da soli ci si sente, di quando in quando, anche un po&#8217; soli.</li>
</ol>
<p>Ci sono molti modi per fare consulenza. <strong>Ciascuno troverà la sua strada. </strong>Credo tuttavia che darsi il tempo di crescere, senza fretta e senza scorciatoie comode, senza dirsi e darsi per arrivati, con gentilezza, perseverando ma al tempo stesso riconoscendosi la qualità di ciò che si ha da dare senza presunzione ma con fierezza (questa sì!), abbia un valore assoluto che va tutelato.</p>
<p>Questo è ciò che penso.<strong> Questo l&#8217;approccio che cerco di adottare, pur concedendomi talvolta il lusso di scivolare anche. </strong>E questo è ciò che cerco nei miei compagni di viaggio, che siano come me dei consulenti o organizzazioni ed enti che desiderano approcciarsi alla raccolta fondi, con serietà, passione e disincanto.</p>
<p>Se stai pensando alla consulenza nel terzo settore, nel fundraising in particolare, e hai bisogno di un confronto franco, ci sono.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Il lavoro del consulente nel Terzo Settore" width="1380" height="776" src="https://www.youtube.com/embed/0sdAT9L49_Y?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: center;">***<a href="https://www.amazon.it/Raccolta-fondi-Bisogna-essere-tecnicamente/dp/B08KGT7KG2/ref=tmm_pap_swatch_0?_encoding=UTF8&amp;qid=1608057611&amp;sr=8-1"><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30320" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2020/11/vita-novembre-2020-550x75px.gif" alt="" width="550" height="75" /></a></p>
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		<title>Capire l&#8217;impresa sociale. Vademecum per orientarsi</title>
		<link>https://elenazanella.it/capire-limpresa-sociale-vademecum-per-orientarsi/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Jan 2019 09:36:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
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		<category><![CDATA[Impresa sociale]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>In vista del workshop applicativo sull’impresa sociale che si terrà il prossimo 7 febbraio nella sede di Rho della Fundraising Academy, Sergio Conte, fiscalista specializzato nel nonprofit, in questo post descrive le linee guida su questa forma giuridica alla luce della Riforma del Terzo settore. Un vademecum utile per orientarsi subito e capire se, per  [...]</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s.jpg" class="size-full wp-image-27426" alt="Middle Age Woman discovering new Ideas for her Freelance Project sitting at Table with Computer and Coffee Mug in cozy Home Interior" width="848" height="565" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s-500x333.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s-700x466.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s-768x512.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2019/01/75100438_s.jpg 848w" sizes="(max-width: 848px) 100vw, 848px" /></p>
<p>In vista del workshop applicativo sull&#8217;impresa sociale che si terrà il prossimo 7 febbraio nella sede di Rho della <a href="http://www.fundraisingacademy.it/programma-formativo/">Fundraising Academy</a>, <strong><a href="http://www.fundraisingacademy.it/team/sergio-conte/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Sergio Conte</a></strong>, fiscalista specializzato nel nonprofit, in questo post descrive <strong>le linee guida su questa forma giuridica alla luce della Riforma del Terzo settore</strong>. Un vademecum utile per orientarsi subito e capire se, per il proprio progetto d&#8217;impresa, può essere la strada giusta. Buona lettura.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>L’impresa sociale, per la prima volta, ha trovato riconoscimento nel nostro ordinamento giuridico con il D.Lgs 155/2006. L’introduzione di questa nuova figura è stata sollecitata dalla rilevanza che nel corso degli anni il Terzo settore ha assunto nel tessuto collettivo. L’innovazione più importante fu nel fatto che anche le imprese in forma di società potevano assumere la qualifica di impresa sociale. In tal modo esse diventavano il <em>trait d’union</em> fra il mondo delle organizzazioni a scopo di lucro (o profit) e quello degli enti senza scopo di lucro (o non profit). <span id="more-27414"></span>Nella pratica le conseguenze di questo Decreto sono state limitate, come testimonia il fatto che dal 2006 al 2017 ne sono nate solo alcune centinaia. Ciò è stato dovuto soprattutto al fatto che la disciplina dell’impresa sociale non prevedeva norme agevolative specifiche sul piano fiscale.</p>
<p>La legge 106/2016 ha delegato il Governo all’adozione di norme finalizzate alla riforma del Terzo settore, dell’impresa sociale e del servizio civile universale. Il legislatore delegante, quindi, ha espressamente incluso tra gli ambiti di intervento oggetto della delega anche quello relativo al riordino e alla revisione della disciplina in materia di impresa sociale. A tal proposito, è stato adottato il Dlgs 112/2017, il quale ha riscritto completamente la disciplina, prevedendo l’abrogazione del precedente Dlgs 155/2006, di cui, tuttavia, conserva la struttura essenziale, pur se fortemente modificata nei contenuti.</p>
<p>Il disegno riformatore ha interessato tutti i profili della figura, sia quelli di carattere organizzativo sia quelli più propriamente giuridico/fiscali, allo scopo di favorirne una maggiore diffusione e un più penetrante radicamento nell’ambito delle articolazioni del non profit. Ecco i punti principali:</p>
<ul>
<li>Qualificazione dell’impresa sociale quale organizzazione privata che svolge <strong>attività d’impresa per finalità civiche, solidaristiche e di utilità sociale</strong>, che destina i propri utili prioritariamente al conseguimento dell’oggetto sociale, adotta modalità di gestione responsabili e trasparenti, favorisce il più ampio coinvolgimento dei dipendenti, degli utenti e di tutti i soggetti interessati alle sue attività;</li>
<li>La previsione che l’acquisto della qualifica di impresa sociale comporta automaticamente quello di “Ente del terzo settore”; di conseguenza, l’iscrizione nell’apposita sezione del Registro delle Imprese comporta anche quella nel Registro unico nazionale degli enti del terzo settore (Runts);</li>
<li>Acquisizione di diritto della qualifica di impresa sociale da parte delle cooperative sociali e dei loro consorzi;</li>
<li>Previsione di <strong>forme di remunerazione del capitale sociale</strong> che assicurino la prevalente destinazione degli utili al conseguimento dell’oggetto sociale, da assoggettare a condizioni e comunque nei limiti massimi previsti per le cooperative a mutualità prevalente; si viene così a creare, accanto al settore “profit” ed a quello “non profit”, anche un settore “<strong>low profit</strong>”, cioè a “scopo di lucro limitato”;</li>
<li>Obbligo di redazione del <strong>Bilancio d’Esercizio</strong> (ai sensi degli articoli 2423 e seguenti del <a href="http://def.finanze.it/DocTribFrontend/decodeurn?urn=urn:doctrib::CC:;">codice civile</a>, in quanto compatibili) e del <strong>Bilancio Sociale</strong>, che dovranno essere anche depositati presso il Registro delle Imprese;</li>
<li>Ridefinizione delle categorie di lavoratori svantaggiati, tenendo conto delle nuove forme di esclusione sociale, anche con riferimento ai principi di pari opportunità e non discriminazione, prevedendo una graduazione dei benefici finalizzata a favorire le categorie maggiormente svantaggiate;</li>
<li><strong>Nomina fin dall’atto costitutivo</strong>, in base a principi di terzietà, <strong>di uno o più sindaci</strong> allo scopo di monitorare e vigilare sull’osservanza della legge e dello statuto da parte dell’impresa sociale, sul rispetto dei principi di corretta amministrazione, anche con riferimento alle disposizioni in materia di responsabilità amministrativa (Dlgs 231/2001), e sull’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile</li>
<li>Possibilità per le imprese sociali di accedere a forme di raccolta di capitali di rischio tramite portali telematici, in analogia a quanto previsto per le start-up innovative.</li>
</ul>
<p>Il decreto, inoltre, in coerenza con quanto previsto dalla legge delega, ha introdotto significative misure fiscali finalizzate alla promozione e allo sviluppo dell’impresa sociale. Tra le più rilevanti, segnalo:</p>
<ul>
<li><strong>Detassazione degli utili</strong> e degli avanzi di gestione reinvestiti nell’attività;</li>
<li><strong>Detrazione Irpef del 30%</strong> delle somme investite dal contribuente nel capitale sociale di una o più società, incluse società cooperative, che abbiano acquisito la qualifica di impresa sociale da non più di 5 anni (<em>l’investimento massimo detraibile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta, l’importo di 1 milione di euro e deve essere mantenuto per almeno cinque anni</em>);</li>
<li><strong>Deducibilità dal </strong>r<strong>eddito</strong> <strong>dei soggetti passivi Ires del 30%</strong> delle somme investite nel capitale sociale di una o più società, incluse società cooperative, che abbiano acquisito la qualifica di impresa sociale da non più di 5 anni (l’investimento massimo annuo deducibile non può eccedere l’importo di 1.800.000 euro e deve essere mantenuto per almeno cinque anni);</li>
<li><strong>Esclusione dell’applicazione</strong> nei confronti delle imprese sociali delle disposizioni relative alle società di comodo, alle società in perdita sistematica, agli studi di settore, ai parametri e agli indici sintetici di affidabilità fiscale.</li>
</ul>
<p>Per non determinare una disparità di trattamento tra le imprese sociali costituite in forma societaria e quelle costituite in forma non societaria, le agevolazioni di cui ai punti 2) e 3) sono estese anche alle imprese sociali costituite in forma di fondazione.</p>
<p>E per finire, un’altra importante novità per le imprese sociali: a partire dall’anno successivo a quello di avvio dell’operatività del Runts (prevedibilmente dal 2020), esse rientreranno tra gli <strong>enti beneficiari del Cinque per Mille dell’Irpef</strong>.</p>
<p>&#8212;&#8211;</p>
<p>Per maggior info e iscrizioni al workshop applicativo sull&#8217;Impresa Sociale, guarda il video e <strong><a href="http://www.fundraisingacademy.it/corsi/workshop-applicativo-sullimpresa-sociale-cosa-fare-quando-e-come-per-avviare-unimpresa-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">segui il link</a>. </strong></p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="SERGIO CONTE per la FUNDRAISING ACADEMY 2019" width="1380" height="776" src="https://www.youtube.com/embed/JTfI9-r0TlI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture" allowfullscreen></iframe></div>
<p style="text-align: center">***</p>
<p><a href="http://www.fundraisingacademy.it/programma-formativo/" rel="attachment wp-att-27428"><img decoding="async" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2019/01/BANNER-550x72-FUNACADEMY.gif" class="aligncenter size-full wp-image-27428" alt="BANNER-550x72-FUNACADEMY" width="550" height="75"></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/capire-limpresa-sociale-vademecum-per-orientarsi/">Capire l&#8217;impresa sociale. Vademecum per orientarsi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>L&#8217;alibi della povertà, un freno allo sviluppo del Terzo settore</title>
		<link>https://elenazanella.it/lalibi-della-poverta-un-freno-allo-sviluppo-del-terzo-settore/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 27 Dec 2018 11:41:57 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Mi alzo presto quella mattina. È estate, sono le 6 e il sole già splende quando mi metto alla guida. Tre ore di viaggio per arrivare a destinazione. Arrivo davanti a una grande struttura. Bella, confortevole, moderna. Proprio come si conviene a un ente con una storia alle spalle, credito e reputazione. Non è un  [...]</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/lalibi-della-poverta-un-freno-allo-sviluppo-del-terzo-settore/">L&#8217;alibi della povertà, un freno allo sviluppo del Terzo settore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="size-full wp-image-27355" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s.jpg" alt="Young sexy brunette girl admires a view of the sea on the mountain road" width="923" height="519" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s-300x169.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s-480x270.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s-500x281.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s-700x394.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s-768x432.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2018/12/78905062_s.jpg 923w" sizes="(max-width: 923px) 100vw, 923px" /></p>
<blockquote><p><em>Mi alzo presto quella mattina. È estate, sono le 6 e il sole già splende quando mi metto alla guida. </em></p></blockquote>
<p>Tre ore di viaggio per arrivare a destinazione. Arrivo davanti a una grande struttura. Bella, confortevole, moderna. Proprio come si conviene a un ente con una storia alle spalle, credito e reputazione. Non è un giorno come gli altri quello, è il giorno della firma che arriva dopo incontri già avvenuti in precedenza. Tutto è stato già chiarito e sembrerebbe semplice se non fosse che&#8230;</p>
<p>Sembra un paradosso ma il più grande limite allo sviluppo del fundraising nel nonprofit <span id="more-27353"></span>è proprio la povertà. No, non quella che ci prefiggiamo di sconfiggere e che descriviamo a chiare lettere negli statuti delle nostre organizzazioni. Nemmeno quella legata ai valori e che muove le azioni delle tante persone che ogni giorno, per motivi diversi, lavorano &#8211; volontariamente o meno &#8211; per una società più equa e sana. Parlo della povertà che ci cuciamo addosso e che, a lungo andare, finisce per tradursi in inerzia. Quella povertà che piace perché reputazionalmente rende e ci fa comodo, se non fosse che per alcuni non si tratta di povertà vera bensì di convenzione, perché agiamo a fin di bene e da sola, la causa, dice tutto ed è dovere, se non addirittura un privilegio, adorperarsi per il suo sviluppo. In altri casi si tratta più semplicemente di inconsapevolezza reale delle opportunità e del ruolo ma la forma poco cambia la sostanza.</p>
<p>Per mancanza di cultura o per opportunismo, <strong>il confronto con le organizzazioni inerti</strong>, non inermi per spiegarmi, <strong>e cieche al cambiamento è quello che mi affatica di più</strong>. Finisce sempre che ne esco sconfitta perché di principio mancano gli elementi fertili su cui lavorare.</p>
<blockquote><p><em>Sto facendo tardi questa sera. È inverno, sono le 6 del pomeriggio quando monto in auto, come da trentasei mesi ormai. </em></p></blockquote>
<p>Sto tornando per l&#8217;ultima volta da Est dopo aver fatto visita a quell&#8217;organizzazione che, quando conobbi tre anni or sono, era molto diversa da quella che è ora. Mi porto dietro i sorrisi un po&#8217; malinconici e le emozioni delle persone con cui ho condiviso un percorso lungo, a volte difficile ma decisamente gratificante, con previsioni confermate e cambiamenti in corsa.</p>
<p>Guido e penso alla bellezza della mia vita, <strong>la vita di una fundraiser che ha deciso che prima di ogni cosa viene la relazione tra le persone</strong> perché solo attraverso questa, attraverso cioè la fiducia e la complicità instaurate, si riesce ad arrivare a sublimare i risultati derivanti da qualsiasi azioni tu decida di proporre, per quanto bravo o brava tu sia. Sono sempre più certa che <strong>la differenza vera tra il riuscire benissimo, bene, benino e il fallire sia data dallo spessore del valore che riesci a immettere nelle azioni che promuovi</strong> perché le persone sanno capire se una cosa è fatta con il cuore o per far cassa, semplicemente.</p>
<p>Per tutto ciò che da qui deriva, per la bellezza delle persone che ho la fortuna di incontrare nel mio cammino, per la fiducia, i sorrisi, i risultati e le sfide sempre nuove che riempiono di passione e di vivacità la mia vita professionale, per coloro che hanno deciso di percorrere il medesimo cammino, magari più complesso ma vocativo e gratificante, per tutto questo sono grata e vado avanti con fiducia sulla mia strada. La strada di una fundraiser passionaria.</p>
<p><strong>Auguri a noi per il nuovo anno,</strong> con l&#8217;auspicio che l&#8217;alibi della povertà non spenga l&#8217;entusiasmo che mettiamo nello svolgere i nostri compiti <strong>e che una nuova consapevolezza ci colga più fiduciosi e pronti ad accogliere la complessità del Terzo settore che verrà.</strong></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/lalibi-della-poverta-un-freno-allo-sviluppo-del-terzo-settore/">L&#8217;alibi della povertà, un freno allo sviluppo del Terzo settore</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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