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	<title>Social network Archivi - Elena Zanella</title>
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	<description>Agenzia integrata multidisciplinare per il sociale</description>
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	<title>Social network Archivi - Elena Zanella</title>
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		<title>Educazione digitale e social media: ovvero, del come navigare la Rete con consapevolezza</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 03 Mar 2024 18:00:41 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[comunicazione digitale]]></category>
		<category><![CDATA[narrazione]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>I social media non si usano come se fossero dei meri strumenti. Men che meno i social network. Utilizzare queste piattaforme come un tempo facevamo con i giornali, la radio o la televisione, ovvero pretendendo di essere una fonte dall’alto cui attingere passivamente dal basso, anziché uno dei tanti nodi della Rete con i quali  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/educazione-digitale-e-social-media-ovvero-del-come-navigare-la-rete-con-consapevolezza/">Educazione digitale e social media: ovvero, del come navigare la Rete con consapevolezza</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>I social media non si usano come se fossero dei meri strumenti. Men che meno i social network.</p>
<p>Utilizzare queste piattaforme come un tempo facevamo con i giornali, la radio o la televisione, ovvero <strong>pretendendo di essere una fonte dall’alto cui attingere passivamente dal basso</strong>, anziché uno dei tanti nodi della Rete con i quali interagire e dialogare, significa essere destinati a non avere nessuna rilevanza.</p>
<p>Con questo incipit, <a href="https://www.claudiogagliardini.it/chi-sono/"><strong>Claudio Gagliardini</strong></a>, noto formatore e relatore in Web Marketing, Social Media e comunicazione online, ci invita a un uso più consapevole e ci insegna come, dando il via, all&#8217;interno della <strong>Fundraising Academy</strong>, a <a href="https://elenazanella.it/corso/comunicazione-digitale/"><strong>un corso tutto nuovo</strong></a>, rivolto agli enti che vogliono avviare e/o migliorare la propria presenza online, <strong>il 15 e 16 marzo, 10 ore online o in presenza.</strong> A tua scelta.</p>
<p>Buona lettura.<span id="more-38057"></span></p>
<hr />
<p>Molte organizzazioni faticano a sfruttare appieno le potenzialità della Rete proprio per questo motivo, ma ancor più perché la immaginano come un gigantesco intreccio bidimensionale, mentre è invece un’infinita sovrapposizione, compenetrazione e intersezione di reti di reti, che si intersecano tra loro su molti più piani e dimensioni di quelle che riusciamo a immaginare e rappresentare. Ecco perché finiamo spesso per cadere nelle molte trappole di chi usa Internet e il Web per ingannarci, per manipolare il nostro pensiero o addirittura per derubarci o truffarci: perché non conosciamo abbastanza la Rete, i suoi strumenti, le sue dinamiche e la sua vastità.</p>
<p>Basti pensare che il Web esplorato dai motori di ricerca rappresenta appena il 4% di tutti i contenuti e gli spazi di Internet, mentre il Deep Web il 90%, ospitando contenuti, documenti, sezioni e aree private o chiuse, che sono raggiungibili soltanto tramite autenticazione, e il Dark Web occupa il restante 6%, con il suo mix di contenuti e attività spesso al limite o addirittura oltre la legalità.</p>
<p><strong>Il primo requisito per poter usare la Rete in modo proficuo e in sicurezza è dunque studiarla, esaminarla, imparare a comprendere i suoi canali e le sue piattaforme.</strong> Non farlo equivale a mettersi al volante di un’auto senza aver studiato e fatto pratica per conseguire la patente, perché la cosa difficile non è guidare, ma conoscere le regole e le dinamiche della strada, per non mettere in pericolo se stessi e gli altri.</p>
<p>Sia chiaro: questo non è un invito alle autorità affinché siano autorizzate a navigare in Internet solo persone che abbiano conseguito un apposito patentino, perché il Web è un patrimonio comune dell’umanità e nessuna scuola e nessun corso potranno mai tenere il passo di un’entità in continua e rapidissima evoluzione, oltre che così complessa. <strong>Ogni organizzazione</strong>, tuttavia, <strong>deve fare tutto ciò che è possibile affinché le persone che operano al suo interno siano consapevoli delle caratteristiche, dei rischi, delle opportunità e delle dinamiche del Web.</strong></p>
<blockquote><p>Per fare questo c’è soltanto una strada, che è quella della formazione continua.</p></blockquote>
<p>Nessuna organizzazione dovrebbe avvicinarsi alla Rete e ai suoi strumenti senza conoscerne il funzionamento, <strong>né dovrebbe delegare qualcuno all’esterno a occuparsene in modo autonomo e senza controllo</strong>. Questo azzardo ha avuto senso per alcuni all’inizio, quando sui social media c’erano poche aziende e c’erano ampie praterie di visibilità. Oggi per farsi largo nella massa <strong>occorrono strategie, investimenti, competenze che le organizzazioni devono maturare anche internamente</strong>, per non dover sottostare in modo passivo alle proposte di agenzie e professionisti, tra i quali anche troppi improvvisati e avventati.</p>
<p>Ad oggi soltanto le organizzazioni più grandi hanno al loro interno almeno parte delle competenze necessarie per comunicare e fare attività di marketing online. Nella maggior parte dei casi, inoltre, chi si occupa di questi aspetti non lo fa in esclusiva, ma in aggiunta ad altre mansioni e incombenze, non viene affiancato da altre risorse quando si decide di esplorare nuovi canali o di sbarcare su uno o più di questi e, soprattutto, non ha sopra di sé nessuno in grado di rilevare eventuali errori o di monitorare e verificare i risultati ottenuti.</p>
<p>A parte le organizzazioni più strutturate,<strong> la presenza in Rete di molte realtà le espone spesso a rischi reputazionali, ma anche a rischi per la sicurezza ed esposizione alle molte minacce informatiche,</strong> quando a gestire la presenza online sono risorse poco o per niente preparate e aggiornate. Rischi di cui non sono, per lo più, nemmeno consapevoli.</p>
<p>A sostenerlo, già nel 2015, furono anche gli autori dei <a href="https://cluetrain.com/newclues/"><strong>New Clues del Cluetrain Manifesto</strong></a>, un insieme di 95 tesi pubblicate per la prima volta nel 2000, che nella prefazione alle nuove 121 tesi scrissero:</p>
<blockquote><p>“Quando ci siamo presentati per la prima volta davanti a voi, è stato per avvertire della minaccia rappresentata da coloro che non erano consapevoli di non capire Internet. Questi sono gli stupidi, le organizzazioni che hanno semplicemente adottato gli strumenti di Internet. Ora due altre orde minacciano tutto ciò che abbiamo costruito l&#8217;uno per l&#8217;altro. I Predoni, che capiscono Internet fin troppo bene. Pensano che appartenga a loro e che lo possano depredare, prelevando i nostri soldi e le informazioni che ci riguardano, confidando nella nostra stupidità”.</p></blockquote>
<p>Ecco perché <strong>non basta essere sui canali della Rete, ma bisogna conoscerli a fondo</strong>, comprenderne le caratteristiche e il funzionamento, prima di creare pagine, account o profili e, soprattutto, comprendere che l’essenza di questo universo <strong>non è la comunicazione né il marketing, ma l’interazione, il dialogo, la collaborazione, la co-creazione e la disponibilità ad essere parte attiva di qualcosa di molto più grande di noi</strong>, anziché la presunzione di volerne diventare i più grandi e i più importanti.</p>
<blockquote><p>Sui social network non vince chi fa i numeri più alti, ma chi è più utile, il che spesso consente anche di fare numeri importanti.</p></blockquote>
<p><strong>Quando è autentico</strong>, infatti, <strong>il volume che riusciamo ad ottenere è la conseguenza del grado di utilità che riusciamo ad offrire a chi fa parte della nostra rete o ci incrocia in qualche modo sul Web.</strong> Ecco perché occorre partire da questo, anziché da strategie pensate per ottenere viralità o popolarità a breve termine, senza che queste garantiscano un vero ritorno e una vera utilità per noi e per gli altri, che è la sola valuta che abbia davvero senso scambiare in Rete.</p>
<p style="text-align: center;">***</p>
<p><a href="https://elenazanella.it/corso/comunicazione-digitale/"><img fetchpriority="high" decoding="async" class="aligncenter wp-image-38067 size-full" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD.png" alt="" width="2812" height="2812" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-66x66.png 66w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-150x150.png 150w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-200x200.png 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-300x300.png 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-400x400.png 400w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-500x500.png 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-600x600.png 600w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-700x700.png 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-768x768.png 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-800x800.png 800w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-1024x1024.png 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-1200x1200.png 1200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD-1536x1536.png 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2024/03/CD.png 2812w" sizes="(max-width: 2812px) 100vw, 2812px" /></a></p>
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		<title>Social network. Dopo un anno di pandemia, è cambiato tutto. Anche noi</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 07 Feb 2021 17:21:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Digitalizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[Pandemia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Come è cambiato l’uso dei social network nell’ultimo anno? Qual è il ruolo di questi canali di cui non possiamo più fare a meno e sui quali abbiamo riversato buona parte della nostra vita sociale e professionale? Sono i social network a essere cambiati o lo siamo noi? Se lo domanda e ce ne parla  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/social-network-dopo-un-anno-di-pandemia-e-cambiato-tutto-anche-noi/">Social network. Dopo un anno di pandemia, è cambiato tutto. Anche noi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><img decoding="async" class="aligncenter size-full wp-image-30691" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-scaled.jpg" alt="" width="2560" height="1709" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-300x200.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-480x320.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-scaled-500x334.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-scaled-700x467.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-1024x683.jpg 1024w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-1536x1025.jpg 1536w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/sticker-mule-cPSroMqTRQg-unsplash-scaled.jpg 2560w" sizes="(max-width: 2560px) 100vw, 2560px" /></p>
<p>Come è cambiato l&#8217;uso dei social network nell&#8217;ultimo anno? Qual è il ruolo di questi canali di cui non possiamo più fare a meno e sui quali abbiamo riversato buona parte della nostra vita sociale e professionale? Sono i social network a essere cambiati o lo siamo noi? Se lo domanda e ce ne parla in questo post <a href="https://www.fundraisingacademy.it/team/rosy-battaglia/"><strong>Rosy Battaglia</strong></a>, attivista e giornalista sociale, che ha analizzato da vicino il cambiamento. Buona lettura.</p>
<hr />
<p>Un anno fa proprio dalle pagine di questo blog, erano i primi di febbraio, definivamo i Social Network come un <a href="https://elenazanella.it/nonprofit-e-social-network-un-male-necessario/">“male” necessario</a> per il Non profit. Dopo un anno di pandemia l’utilizzo delle piattaforme sociali online, i sistemi di instant messaging come Whatsapp e Telegram sono diventati “pane quotidiano”. <strong>Ce lo hanno mostrato i nostri figli e nipoti che nel giro di poche settimane hanno dovuto accedere alla didattica a distanza per poter proseguire la frequenza scolastica.</strong> O gli psicologi che, a distanza, hanno iniziato a dialogare con i loro pazienti. O i nostri anziani isolati con cui abbiamo potuto comunicare attraverso le video chiamate.<span id="more-30689"></span></p>
<p>In un momento cruciale per la storia dell’umanità <strong>abbiamo compreso come essere cittadini digitali e consapevoli sia indispensabile, ora più che mai.</strong> La maggior parte di noi, volente o nolente, si è trovato a partecipare, organizzare, condividere un evento online su Zoom, Streamyard, Facebook, Youtube. O chiamare un amico in  videochiamata su whatsapp. O mandare un video messaggio su Telegram. Anche vedere un balletto su TikTok. Ha cominciato ad ascoltare in podcast la trasmissione radiofonica preferita. O guardare un film su una delle piattaforme <em>on demand</em> a cui attingere infiniti film e series. Abbiamo ascoltato dibattiti, concerti, appelli.</p>
<p>Complice l’isolamento a cui tutti siamo stati costretti, <strong>abbiamo scoperto o riscoperto che il bene e la solidarietà viaggiano attraverso il web ora più che mai.</strong> Campagne sui Social, raccolte fondi e petizioni online. La nostra stessa vita, in alcuni momenti è stata regolata dall’attesa di una diretta su Facebook. Una cosa è certa: la crisi sociale e sanitaria innescata dal Covid-19 ha almeno avuto un effetto positivo: accelerare il processo di <a href="https://www.agendadigitale.eu/documenti/digitalizzazione-a-che-punto-e-litalia-lo-scenario-alla-luce-del-coronavirus/">digitalizzazione</a> del nostro Paese.</p>
<p>Un fenomeno mondiale. Nel 2020, secondo il <a href="https://wearesocial.com/it/blog/2021/01/digital-2021-i-dati-globali">Global Digital Report </a>di We Are Social nel mondo si sono registrati mezzo miliardo di nuovi utenti delle piattaforme social. Sono stati spesi 1,3 miliardi di anni online. Già a <a href="https://wearesocial.com/it/blog/2020/07/digital-2020-i-dati-di-luglio">luglio</a> l’agenzia aveva rilevato come dall’inizio delle rilevazioni siano state, in Italia e nel mondo, più persone che utilizzano i social media rispetto a persone che non li usano.</p>
<p>Ma, in questo scenario, si parla ancora poco di come questi strumenti siano realmente usati dai singoli e dalle comunità. Di come possano essere fondamentali per ogni associazione e Ong, se usati al meglio. Al tempo delle restrizioni e del confinamento, web e social network sono ormai indispensabili per comunicare con i propri simpatizzanti e sostenitori. O per raggiungere nuovi utenti e nuove community.</p>
<p>Senza dimenticare, poi, che l’uso sapiente dei Social Network è anche strettamente collegato alle piattaforme online dedicate al crowdfunding. Secondo <a href="https://www.economyup.it/startup/crowdfunding-tutte-le-piattaforme-attive-in-italia-e-come-usarle/">un’indagine di EconomyUp</a>, ce ne sono oltre 105 attive di cui almeno 25 dedicate espressamente alle donazioni e alla raccolta fondi per il non-profit.</p>
<p><strong>Il fantomatico World Wide Web non è migliore o peggiore del mondo reale.</strong> Riflette il nostro mondo, come la crisi politica americana e l’intervento delle stesse piattaforme come Twitter e Facebook, ci ha mostrato. Anche per questo <strong>servono regole certe a tutela dei cittadini.</strong> Per fare ciò occorre acquisire conoscenza dei meccanismi di interazione, degli algoritmi. <strong>Serve formarsi alla piena consapevolezza dei rischi e dei vantaggi della comunicazione sociale online.</strong></p>
<p>Ora più che mai.</p>
<p>(Photo by <a href="https://unsplash.com/@stickermule?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Sticker Mule</a> on <a href="https://unsplash.com/s/photos/friend-and-social-network?utm_source=unsplash&amp;utm_medium=referral&amp;utm_content=creditCopyText">Unsplash)</a></p>
<hr />
<div class="page" title="Page 2">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p style="text-align: center;"><b>Rosy Battaglia</b> è titolare del modulo di 6 ore online &#8220;<a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/social-network-e-digital-pr/"><strong>Social network e digital PR&#8221;</strong></a> organizzato dalla <strong>Fundraising Academy</strong> i prossimi 5 e 12 marzo.</p>
<p style="text-align: center;"><a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/social-network-e-digital-pr/"><strong>SOCIAL NETWORK E DIGITAL PR</strong></a></p>
<p style="text-align: center;">OTTIMIZZARE L’USO DEI SOCIAL NETWORK NEL NONPROFIT<br />
COME COINVOLGERE E ATTIVARE IL PROPRIO PUBBLICO</p>
</div>
</div>
</div>
<p><a href="https://www.fundraisingacademy.it/corsi/social-network-e-digital-pr/"><img decoding="async" class="size-full wp-image-30694 aligncenter" src="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/FOTO-512-MARZO-SOCIAL-MEDIA.jpg" alt="" width="869" height="551" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/FOTO-512-MARZO-SOCIAL-MEDIA-300x190.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/FOTO-512-MARZO-SOCIAL-MEDIA-480x304.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/FOTO-512-MARZO-SOCIAL-MEDIA-500x317.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/FOTO-512-MARZO-SOCIAL-MEDIA-700x444.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2021/02/FOTO-512-MARZO-SOCIAL-MEDIA.jpg 869w" sizes="(max-width: 869px) 100vw, 869px" /></a></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/social-network-dopo-un-anno-di-pandemia-e-cambiato-tutto-anche-noi/">Social network. Dopo un anno di pandemia, è cambiato tutto. Anche noi</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Social media policy. Prima della democrazia, difendi il tuo buon nome</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Mar 2017 18:00:31 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media Policy]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
		<category><![CDATA[Umberto Eco]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Pochi giorni fa, su queste pagine promuovevo il Manifesto Parole O_Stili contro l’uso delirante della tastiera da parte di qualcuno per dar sfogo a personali frustrazioni. Username e password sembrano mettere al riparo da tutto e nella condizione di dire tutto ma la verità è che, come avviene alla guida, possono tirare fuori il peggio,  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/social-media-policy-prima-della-democrazia-difendi-il-tuo-buon-nome/">Social media policy. Prima della democrazia, difendi il tuo buon nome</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img decoding="async" class="wp-image-25368 alignright" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m.jpg" alt="50695691 - photo of plants growing from soil heaps with guidelines conceptual words written on paper cards" width="334" height="334" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m-100x100.jpg 100w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m-150x150.jpg 150w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m-200x200.jpg 200w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m-300x300.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m-480x480.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m-500x500.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/03/50695691_m.jpg 692w" sizes="(max-width: 334px) 100vw, 334px" /></p></blockquote>
<p>Pochi giorni fa, su queste pagine promuovevo il <a href="http://elenazanella.it/parole-o_stili-il-manifesto-che-ogni-fundraiser-dovrebbe-firmare/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Manifesto Parole O_Stili</a> contro l&#8217;uso delirante della tastiera da parte di qualcuno per dar sfogo a personali frustrazioni. <em>Username</em> e <em>password</em> sembrano mettere al riparo da tutto e nella condizione di dire tutto ma la verità è che, <strong>come avviene alla guida, possono tirare fuori il peggio, salvo poi farti rimpiangere di averlo fatto.</strong></p>
<blockquote><p>«La tv aveva promosso lo scemo del villaggio rispetto al quale lo spettatore si sentiva superiore. <span class="nero">Il dramma di Internet è che ha promosso lo scemo del villaggio a portatore di verità</span>». <a href="http://www.lastampa.it/2015/06/10/cultura/eco-con-i-parola-a-legioni-di-imbecilli-XJrvezBN4XOoyo0h98EfiJ/pagina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>(fonte)</em></a></p></blockquote>
<p>Con queste parole, l&#8217;amatissimo e compianto <strong>Umberto Eco </strong>concludeva il suo <strong>discorso </strong>in occasione del riconoscimento della <span class="nero">laurea <em>honoris causa</em> in “Comunicazione e Cultura dei media” all&#8217;<a href="http://www.unito.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Università di Torino</strong></a>. Continuava:</span><span id="more-25365"></span></p>
<blockquote><p>«I social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli che prima parlavano solo al bar dopo un bicchiere di vino, senza danneggiare la collettività. Venivano subito messi a tacere, mentre ora hanno lo stesso diritto di parola di un Premio Nobel. <span class="nero">È l’invasione degli imbecilli</span>». <a href="http://www.lastampa.it/2015/06/10/cultura/eco-con-i-parola-a-legioni-di-imbecilli-XJrvezBN4XOoyo0h98EfiJ/pagina.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>(fonte)</em></a></p></blockquote>
<p><strong>La buona causa non è immune e non preserva dalle cattiverie, anzi, mi verrebbe da dire, a volte ne amplifica la portata. </strong>Alcuni commenti mi amareggiano; altri mi atterriscono. Diventiamo particolarmente vulnerabili nelle campagne sponsorizzate. <strong>Nessuno è al riparo e non c&#8217;è profilazione che tenga.</strong> Il maleducato è lì in attesa e ti attende al varco.</p>
<blockquote><p>Ciò che sei, la tua identità e la percezione di questa da parte del tuo utente o del tuo donatore, sono aspetti che vanno curati e monitorati in modo costante e non sottovalutati.</p></blockquote>
<p><strong>A tutela dell’integrità dell’organizzazione, può essere utile,</strong> anzi vivamente consigliata, <strong>l’adozione di un codice comportamentale, una social media policy, </strong>che da una parte regoli il rapporto che l’utenza può instaurare con noi sul web e dall&#8217;altra regolamenti l’uso della rete da parte di dipendenti, collaboratori e volontari quando agiscono in nome e per conto della nostra Onp.</p>
<p>Una <em>social media policy</em><a href="#_ftn1" name="_ftnref1"></a> può essere interna o esterna:</p>
<ul>
<li><strong>INTERNA.</strong> Detta le regole d’uso dei social media aziendali. Fissa gli orari di utilizzo, le modalità e i tempi di pubblicazione, i modi in cui moderare i commenti e via di seguito. Allo stesso tempo, definisce come gli stakeholder interni possono gestire il social, come devono commentare ed eventualmente, in caso di rapporto di lavoro subordinato, come loro stessi devono porsi sul social network. <a href="http://socialmediagovernance.com/policies/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">A questo link </a>trovi un vero e proprio database delle <em>social media policy</em> di brand internazionali, inclusi marchi sociali, a cui ispirarti.</li>
<li><strong>ESTERNA.</strong> Facilita il tuo lavoro aiutandoti a filtrare le comunicazioni in entrata. E’ buona norma rispettare la cosa altrui e gli altrui spazi. Se hai qualche remora ricorda che non tutto è lecito e commenti inopportuni e volgari possono essere anche cancellati e gli autori segnalati, nulla di male: solo educazione e a casa tua le leggi le detti tu!</li>
</ul>
<p>Se la <em>social media policy</em> interna regola i rapporti di lavoro in seno all&#8217;organizzazione e può anche provocare ripercussioni legali, dotarsi di una<em> social media policy</em> esterna è relativamente più semplice e si applica con facilità nei diversi <em>social network</em>. Come? Basta seguire queste quattro azioni e avrai già fatto gran parte del lavoro:</p>
<ol>
<li>In apertura, spiega perché hai adottato una <em>social media polic</em>y e gli obiettivi specifici.</li>
<li>Presenta chi sono gli amministratori e chi ha il compito di intervenire qualora se ne presenti la necessità;</li>
<li>Scrivi con chiarezza cosa è possibile pubblicare e cosa eventualmente no: punti di vista diversi che animano lo spirito dialettico sono i benvenuti, la maleducazione, invece, è fuori questione.</li>
<li>Scrivi con chiarezza che cosa non verrà tollerato e le relative conseguenze: dal richiamo al blocco dell’utente, alla segnalazione.</li>
</ol>
<p>Dove pubblicare la social media policy ?</p>
<ul>
<li>Nella descrizione del gruppo o nelle informazioni della pagina;</li>
<li>In un post fissato in alto;</li>
<li>Nei documenti condivisi.</li>
</ul>
<p>Nel caso si trattasse di canali di messaggistica &#8211; <em>Telegram, WhatsApp, Messenger</em>, ad esempio -, possiamo eventualmente usare un messaggio iniziale in cui elencare un breve e semplice codice di condotta.</p>
<p>Poi, naturalmente, bisogna fare in modo che le regole vengano rispettate.</p>
<p>Qualche approfondimento molto pratico lo trovi nei post di <a href="http://www.noetica.it/come-scrivere-una-social-media-policy-toni-e-contenuti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Noetica</a> (ma che bravi!) e di <a href="http://www.noetica.it/come-scrivere-una-social-media-policy-toni-e-contenuti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Rosa Giuffrè</a>. #consiglio!</p>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fprofessionefundraiser%2Fposts%2F1269842053091736&#038;width=500" width="500" height="540" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowTransparency="true"></iframe></p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/social-media-policy-prima-della-democrazia-difendi-il-tuo-buon-nome/">Social media policy. Prima della democrazia, difendi il tuo buon nome</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Parole O_Stili, il Manifesto che ogni fundraiser dovrebbe firmare</title>
		<link>https://elenazanella.it/parole-o_stili-il-manifesto-che-ogni-fundraiser-dovrebbe-firmare/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Feb 2017 16:58:19 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative e campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Ultimi post]]></category>
		<category><![CDATA[Comunicazione sociale]]></category>
		<category><![CDATA[Social Media]]></category>
		<category><![CDATA[Social network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Ferisce più la lingua che la spada, dice un detto. I tagli nell’anima bruciano più di quelli sulla pelle e provocano segni difficili da cancellare che nel tempo si trasformano ma non si cancellano. La comunicazione e il suo uso corretto sono centrali anche nelle pratiche quotidiane di un fundraiser e di questi dovrebbe occuparsi  ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><img decoding="async" class="wp-image-25287 alignright" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2017/02/ManifestoParoleOstili.jpg" alt="ManifestoParoleOstili" width="326" height="258" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/02/ManifestoParoleOstili-90x70.jpg 90w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/02/ManifestoParoleOstili-300x238.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2017/02/ManifestoParoleOstili.jpg 480w" sizes="(max-width: 326px) 100vw, 326px" />Ferisce più la lingua che la spada, dice un detto.</p></blockquote>
<p>I tagli nell&#8217;anima bruciano più di quelli sulla pelle e provocano segni difficili da cancellare che nel tempo si trasformano ma non si cancellano.</p>
<p><strong>La comunicazione e il suo uso corretto sono centrali anche nelle pratiche quotidiane <span id="more-25283"></span>di un fundraiser</strong> e di questi dovrebbe occuparsi con dedizione e senza compromessi, non accettando &#8211; né per sé, né per altri &#8211; l&#8217;uso di stili grigi e poco rispettosi degli scopi proposti, in primis per il rispetto della dignità delle cose e delle persone di cui ci facciamo portavoce.</p>
<p>E in Rete, le pratiche fosche e le malelingue sono una cosa che personalmente mi infastidiscono non poco e che contaminano negativamente le opportunità incredibili che noi e le nostre organizzazioni possiamo ottenere dall&#8217;uso corretto e consapevole dei social network.</p>
<p><strong>Contro questo &#8220;stile ostile&#8221; nasce</strong> <a href="http://www.paroleostili.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Parole O_Stili</strong></a>, la bella iniziativa promossa da una community trasversale di oltre 300 tra giornalisti, manager, politici, docenti, comunicatori e influencer per contrastare l’ostilità sul web.</p>
<blockquote><p><strong>Parole O_Stili</strong> è un progetto collettivo nato per far riflettere sulla non neutralità delle parole e sull’importanza di sceglierle con cura (<a href="http://www.linkiesta.it/it/article/2017/01/18/parole-ostili-la-prima-community-contro-lo-hate-speech/32981/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em>fonte, Linkiesta</em></a>).</p></blockquote>
<p>Il primo momento di confronto si è concluso da poco (Trieste, 17 e 18 febbraio 2017) grazie alla collaborazione con la <a href="http://www.regione.fvg.it/rafvg/cms/RAFVG/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Regione Friuli Venezia Giulia</a>. Con l&#8217;occasione, è stato presentato il <strong>“Manifesto della comunicazione non ostile”</strong> (<a href="http://www.paroleostili.com/firma-manifesto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">vai al link)</a> scritto a più mani dalla community con l’obiettivo di ridurre, arginare e combattere i linguaggi negativi della Rete.</p>
<p>Sul sito dedicato, si legge:</p>
<blockquote><p>Il potere delle parole: commuovono, scaldano il cuore, valorizzano, danno fiducia, semplicemente uniscono… E poi ci sono tweet, post e status: feriscono, fanno arrabbiare, offendono, denigrano, inesorabilmente allontanano. Perché se è fottutamente vero che i social network sono luoghi virtuali dove si incontrano persone reali, allora viene da domandarsi chi siamo e con chi vogliamo condividere questo luogo.</p></blockquote>
<p><strong>Anche in questo caso, è sempre una questione di comportamenti e di accettazione di buone pratiche.</strong> Per questo ti invito ad aderire a questo manifesto, che insieme ad altre iniziative più interne nate a tutela dell&#8217;uso corretto delle immagini sociali usate nel fundraising, vanno ad arricchire un movimento consapevole di cui ciascuno di noi, nella responsabilità del ruolo professionale che ricopriamo, dovremmo farci portavoci e sostenitori attivi.</p>
<p>Se ne condividi i princìpi, <a href="http://www.paroleostili.com/firma-manifesto/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">firma qui</a>. <strong>Io l&#8217;ho fatto, tu?</strong></p>
<p><iframe src="https://www.facebook.com/plugins/post.php?href=https%3A%2F%2Fwww.facebook.com%2Fprofessionefundraiser%2Fposts%2F1256403057768969&amp;width=500" width="500" height="560" style="border:none;overflow:hidden" scrolling="no" frameborder="0" allowtransparency="true"></iframe></p>
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		<title>Il nonprofit nel 2.0</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 05 Jul 2015 07:25:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Attualità e dinamiche]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[Nonprofit]]></category>
		<category><![CDATA[SMM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Vivo, studio, analizzo e uso le community online con costanza. I social media, e in modo particolare i social network, fanno parte della mia personalità. È come dire che se una persona passa in media 2,4 ore al giorno, a detta di We Are Social, io di ore ne passo 24. È come se fossi  ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p>Vivo, studio, analizzo e uso le community online con costanza. I social media, e in modo particolare i social network, fanno parte della mia personalità. È come dire che se una persona passa in media 2,4 ore al giorno, a detta di <a href="http://wearesocial.it/">We Are Social</a>, io di ore ne passo 24. È come se fossi sempre connessa. È patologico per alcuni. Per me, semplicemente fisiologico. Essere online è <span id="more-22886"></span>un atteggiamento, un comportamento sociale. Ha a che vedere con un modo di ragionare, di approcciarsi, di fare, di esserci, di relazionarsi. È un atteggiamento mentale e non riguarda semplicemente l’essere o meno connessi.</p>
<p>La verità è che il panorama della comunicazione e della raccolta fondi sta cambiando più rapidamente di quello che immaginiamo e dobbiamo farci i conti.</p>
<p>Di questo parlo nel mio editoriale su The Way di Uidu. Se ti piace la premessa, <a href="http://theway.uidu.org/storiedautore/fundraising-2-0/#.VZjaa6Zg3aY" target="_blank" rel="noopener noreferrer">seguimi a questo link</a>.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
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<li><a href="http://elenazanella.it/2012/06/27/social-media-marketing-smm-per-il-nonprofit-4-buoni-motivi-per-dire-si/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Social Media Marketing (SMM) per il nonprofit: 4 buoni motivi per dire sì</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/02/08/la-tua-onp-e-su-twitter-qualche-spunto-per-il-fundraiser-cinguettante/">La tua ONP è su Twitter? Qualche spunto per il fundraiser cinguettante</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/04/18/voglia-di-fol-cose-da-fare-e-cose-da-non-fare-nel-fundraising-on-line/">Voglia di FOL? Cose da fare e cose da non fare nel Fundraising On Line</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2011/09/26/il-social-che-si-cimenta-coi-social-non-solo-un-gioco-di-parole/">Il Social che si cimenta coi Social. Non solo un gioco di parole</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.wordpress.com/2012/05/07/il-ruolo-del-marketing-virale-nel-social-change/">Il ruolo del Marketing Virale nel Social Change</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/il-nonprofit-nel-2-0/">Il nonprofit nel 2.0</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Rivoluzione digitale. Il ruolo del web nelle campagne di comunicazione sociale</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 21 Apr 2015 16:59:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Iniziative e campagne sociali]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Lo scorso 15 aprile, ho avuto il piacere di intervenire alla prima sessione di Comunicare per Crescere, un corso di formazione sulla comunicazione e il marketing sociale voluto da Fondazione Pubblicità Progresso e promosso da Fondazione Cariplo che l’ha ospitato nella suggestiva Sala Tiepolo di via Manin a Milano. Come anticipato in aula, ecco pubblicate  ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-22483" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1.jpg?w=300" alt="CxC" width="300" height="121" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1-300x121.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1-480x194.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1-500x202.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1-700x283.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1-768x310.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2015/04/cxc-1.jpg 960w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Lo scorso 15 aprile, ho avuto il piacere di intervenire alla prima sessione di <a href="http://www.pubblicitaprogresso.org/eventi/comunicare-per-crescere-1-giornata/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><em><strong>Comunicare per Crescere</strong></em></a>, un corso di formazione sulla comunicazione e il marketing sociale voluto da <a href="http://pubbliprogresso.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fondazione Pubblicità Progresso</strong></a> e promosso da <a href="http://www.fondazionecariplo.it/it/index.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Fondazione Cariplo</strong></a> che l&#8217;ha ospitato nella suggestiva Sala Tiepolo di via Manin a Milano.</p>
<p>Come anticipato in aula, ecco pubblicate le slide del mio intervento. <span id="more-22479"></span></p>
<p>Ringrazio <a href="http://rossellasobrero.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Rossella Sobrero</strong></a> per l&#8217;invito, <a href="https://nonsonoangeli.wordpress.com/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Nino Santomartino</strong></a> per l&#8217;anteprima su <em>#nonsoloangeli</em> e il presidente <strong>Alberto Contri</strong> (<a href="https://twitter.com/albertocontri" target="_blank" rel="noopener noreferrer">seguilo su Twitter</a>) per l&#8217;ospitalità in un evento così importante. E un piacere grande è stato rivedere vecchi e nuovi amici: <a href="http://welfareweb.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Fabio Ceseri</a>, <a href="https://twitter.com/Annafbb" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anna Fabbricotti</a>, <a href="https://twitter.com/MirkoFerrari3" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Mirko Ferrari</a>, <a href="https://twitter.com/claudioiezzim" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Claudio Iezzi Mammarella</a> ed <a href="http://www.enpaelba.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Evi Minelli</a>.</p>
<p>Domani, il secondo incontro: segui il livetwitting con l&#8217;hashtag <strong>#ComunicareXCrescere.</strong></p>
<p><a href="http://www.slideshare.net/ezanella/elena-zanella-la-rivoluzione-digitale15apr2015">http://www.slideshare.net/ezanella/elena-zanella-la-rivoluzione-digitale15apr2015</a></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
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<li><a href="http://elenazanella.it/download/dispense/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Dispense</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/download/strumenti-e-modelli/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Modelli</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/download/linee-guida-dagli-enti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Linee guida dagli enti</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/download/glossario-della-comunicazione-sociale/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Glossario della comunicazione sociale</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/download/ricerche-rapporti/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Letteratura, Rapporti, Ricerche</a></li>
</ul>
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		<title>Cosa resterà dell&#8217;#IceBucketChallenge? Riflessioni di un fundraiser</title>
		<link>https://elenazanella.it/cosa-restera-dellicebucketchallenge-riflessioni-di-un-fundraiser/</link>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 03 Sep 2014 22:01:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Strategie e strumenti]]></category>
		<category><![CDATA[#IceBucketChallenge]]></category>
		<category><![CDATA[Charity Navigator]]></category>
		<category><![CDATA[Fundraising]]></category>
		<category><![CDATA[SMM]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Sono stata nominata. Come forse saprai, negli ultimi sette anni mi sono occupata di neuromuscolare e di Sla. Per questo motivo, la causa sostenuta dall’#IceBucketChallenge mi sta molto a cuore. Ho avuto tutto il tempo per conoscerla bene, di conoscerne il coinvolgimento in termini emotivi attraverso persone a cui mi sono legata molto, alcune delle  ...</p>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/cosa-restera-dellicebucketchallenge-riflessioni-di-un-fundraiser/">Cosa resterà dell&#8217;#IceBucketChallenge? Riflessioni di un fundraiser</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/09/ice-bucket-challenge-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft wp-image-12918 size-medium" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/09/ice-bucket-challenge-1.jpg?w=300" alt="Ice-Bucket-Challenge" width="300" height="150" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/ice-bucket-challenge-1-300x150.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/ice-bucket-challenge-1-480x240.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/ice-bucket-challenge-1-500x250.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/ice-bucket-challenge-1.jpg 600w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Sono stata nominata.</p>
<p>Come forse saprai, negli ultimi sette anni mi sono occupata di neuromuscolare e di Sla. Per questo motivo, la causa sostenuta dall&#8217;<strong>#IceBucketChallenge</strong> mi sta molto a cuore.</p>
<p>Ho avuto tutto il tempo per conoscerla bene, di conoscerne il coinvolgimento in termini emotivi attraverso persone a cui mi sono legata molto, alcune delle quali non ci sono più. <span id="more-12869"></span>Ho conosciuto, lavorato e collaborato a fondo con alcune delle organizzazioni coinvolte, per <a href="http://www.arisla.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">una di queste</a> mi sono occupata di lancio e posizionamento. Quindi, da questo punto di vista non posso essere che lieta del successo ottenuto dall&#8217;iniziativa. E lieta che a beneficiarne, con quasi 1,4 mio di euro di raccolta fino a questo momento (è proprio il caso di dirlo), sia stata <a href="http://aisla.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Aisla</a>, associazione, di fatto, protagonista assoluta del &#8220;tormentone globale e solidale&#8221; dell&#8217;estate 2014.</p>
<p>Ma come ha fatto una sola organizzazione a raccogliere tanto in sole due settimane? Semplice: <strong>abilità nel cogliere opportunità</strong>.</p>
<p>Questa è la mia, banalissima, analisi. Aisla, che ha costruito il proprio lavoro di ricerca e assistenza nel corso degli ultimi anni, è stata capace di cogliere il momento e spingere l&#8217;acceleratore sulla comunicazione:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/09/aisla-onlus-icebucketchallenge-1.jpg"><img decoding="async" class="alignright wp-image-12873" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/09/aisla-onlus-icebucketchallenge-1.jpg?w=300" alt="aisla onlus icebucketchallenge" width="235" height="200" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/aisla-onlus-icebucketchallenge-1-300x255.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/aisla-onlus-icebucketchallenge-1-480x409.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/aisla-onlus-icebucketchallenge-1-500x426.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/09/aisla-onlus-icebucketchallenge-1.jpg 511w" sizes="(max-width: 235px) 100vw, 235px" /></a>non ha perso l&#8217;occasione di mettersi in moto subito (qui accanto, il primo post di lancio su Facebook) e di coinvolgere la propria rete &#8211; indiscussa &#8211; di relazioni, massiccia e influenzatrice, a partire dal presidente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massimo_Mauro" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Massimo Mauro</strong></a>. Nessuna timidezza. Personaggi (oltre che persone, intendo dire) che hanno risposto all&#8217;appello prontamente e hanno giocato. Che abbiano anche donato? Forse sì o forse no, ma cosa importa? I testimonial non donano forse se stessi e, grazie a loro, sono capaci di muovere massa e contributi, facendo la differenza? Appunto. Che poi si sia o meno d&#8217;accordo, questa è un&#8217;altra storia;</li>
<li>ha reso conto, l&#8217;Aisla. Costantemente. Rispondendo al bisogno di sapere di un pubblico/donatore che si è fatto via via più insistente, curioso, partecipativo. Ad azione è corrisposta altrettanta reazione.</li>
</ul>
<p>Attività che non ha avuto pari in altre organizzazioni. Diversamente, avremmo (forse) risultati differenti. La Rete, e i media con essa, ha scelto il proprio paladino.</p>
<p>Ma c&#8217;è di più, dietro. Molto di più di ciò di cui i numeri parlano. Con i fondi, Aisla ha di certo conquistato la <strong>notorietà</strong> che finora forse le mancava verso il grande pubblico e, ciò che più conta, <strong>rafforzate credibilità e reputazione (<a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Top-of-mind_awareness" target="_blank" rel="noopener noreferrer">TOMA</a>)</strong>. A livello globale. Come quantifichiamo questi risultati? Difficile a dirsi.</p>
<p>Sono riflessioni di un comunicatore.</p>
<p>E ora? Qual è l&#8217;eredità di questo esperimento planetario?</p>
<p>Come ho scritto sopra, <strong>io personalmente ho donato il mio piccolo budget qualche giorno or sono a 6</strong><strong> organizzazioni.</strong> L&#8217;ho fatto un po&#8217; per cuore e un po&#8217; per studio. <strong>Ho donato ma solo a chi me lo ha chiesto.</strong> Così, semplicemente. Se fossero state di più, avrei donato a più enti con quote minori. Ma quello che mi interessa capire ora:</p>
<blockquote><p>queste organizzazioni come gestiranno i pochi, tanti o tantissimi nuovi donatori che hanno risposto e hanno donato a quello che, non temo smentite, può essere paragonato a una piccola &#8220;calamità naturale&#8221;? Cosa ne sarà di noi? Qual è il ruolo che avremo da qui in avanti?</p></blockquote>
<p>E ancora:</p>
<blockquote><p>Quanto è il raccolto? Quanto viene investivo? E come viene investito? In che tempi? E quali i risultati nel breve, medio, lungo periodo?</p></blockquote>
<p>Sono riflessioni di un fundraiser.</p>
<p>In tutto questo, il ruolo del social media è indiscusso e <strong>i punti di forza che hanno reso virale l&#8217;#IceBucketChallenge decretandone il successo in tutto il mondo</strong>, o almeno in quello occidentale, sono presto detti:</p>
<ul>
<li><strong>causa sociale che funziona</strong>, capace di &#8220;toccare&#8221; le corde emotive del pubblico al quale si rivolge;</li>
<li><strong>meccanica semplice e crossmediale</strong>;</li>
<li><strong>protagonismo e personalizzazione:</strong> l&#8217;edonismo e il bisogno di sentirsi parte di una comunità, è il caso appunto delle nomination, sono componenti che non vanno trascurate;</li>
<li><strong>marketing non convenzionale: </strong>metodi alternativi e nuovi di promuovere un&#8217;attività o una causa possono essere un successo se hanno, come ingrediente, il divertimento. Un esempio di successo tutto italiano è la <strong>Festa Rock</strong> a favore della ricerca clinica sulla Sla. Promossa da <a href="http://slanciamoci.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Slanciamoci Associazione Non Profit</strong></a>, ha raccolto e destinato al <strong><a href="http://centrocliniconemo.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Centro Clinico NEMO</a></strong> oltre 200mila euro nel corso di questi ultimi anni. L&#8217;idea è semplice e vincente. Ne parla <strong>Nanni Anselmi</strong>, presidente e malato di Sla, sulle pagine di <a href="http://malanova.vanityfair.it/2014/09/01/nanni-malato-di-sla-%C2%ABio-che-finanzio-la-ricerca-a-suon-di-rock%C2%BB-icebucketchallenge/" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Vanity Fair</strong></a> online.</li>
</ul>
<p>Chiudo con un ultimo aspetto: <strong>la trasparenza. </strong>Argomento che preoccupa tutti, compresi gli Stati Uniti, Paese in cui sono stati <strong>raccolti oltre 40mio di dollari a favore dell&#8217;<a href="http://www.alsa.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Alsa</a></strong>, organizzazione locale per la SLA. A parlarne a <a href="http://www.bloomberg.com" target="_blank" rel="noopener noreferrer"><strong>Bloomberg Tv</strong></a>, <strong>Ken Berger</strong>, presidente di <strong><a href="http://www.charitynavigator.org/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Charity Navigator</a>. </strong></p>
<p>L&#8217;invito di Berger:</p>
<blockquote><p>E&#8217; importante che l&#8217;organizzazioni racconti &#8220;molto rapidamente&#8221; che cosa ha intenzione di fare con il denaro raccolto. Le persone se lo aspettano. E questo è un aspetto molto delicato che non va perso di vista.</p></blockquote>
<p><strong>Rapidamente: </strong>avverbio che Berger sottolinea più e più volte nel corso dell&#8217;intervista.</p>
<p>Ecco il tweet dal quale raggiungere il video che nessun fundraiser od operatore di Terzo settore può permettersi di perdere. Credetemi sulla parola. Non dico altro ;). Per chi non avesse Twitter, l&#8217;invito è su <strong>Bloomberg Tv</strong> a questo <a href="http://www.bloomberg.com/video/als-association-what-will-it-do-with-ice-bucket-cash-DZHyWzdnTGCM4L0yXGzTtg.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">link</a>. Buona visione.</p>
<p>Se lo vorrai, sarei felice di sapere cosa ne pensi!</p>
<div class="video-shortcode">
<div class="embed-x">
<blockquote class="twitter-tweet" data-width="550" data-dnt="true">
<p lang="en" dir="ltr">My latest take on the Challenge of using the Ice Bucket Challenge funds wisely. <a href="http://t.co/17kYzaXGfX">http://t.co/17kYzaXGfX</a></p>
<p>&mdash; Ken Berger (@kenscommentary) <a href="https://x.com/kenscommentary/status/505139761959288833?ref_src=twsrc%5Etfw">August 28, 2014</a></p></blockquote>
<p><script async src="https://platform.x.com/widgets.js" charset="utf-8"></script></div>
</div>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p><em>Picture:</em> <a href="http://elitedaily.com/envision/ice-bucket-challenge-helps-spread-als-awareness/704728/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Txs to Elite Daily &#8211; The Voice of Generation-Y</a>, <em>The Story Behind The Ice Bucket Challenge Spreading ALS Awareness Around The World, <a href="http://elitedaily.com/author/robertelite/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Anthony Selden</a> • Aug 11, 2014</em></p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Aggiornamento del 17 settembre: interessante <a href="https://www.youtube.com/watch?v=A5k4KWIvtsI" target="_blank" rel="noopener noreferrer">analisi su Youtube</a> di <strong>Giorgio Taverniti</strong> (@giorgiotave) sull&#8217;evoluzione del fenomeno. Ve ne consiglio la visione.</p>
<div class="video-shortcode"><iframe title="Ice Bucket Challenge: la sfida continua.." width="1320" height="743" src="https://www.youtube.com/embed/A5k4KWIvtsI?feature=oembed" frameborder="0" allow="accelerometer; autoplay; clipboard-write; encrypted-media; gyroscope; picture-in-picture; web-share" referrerpolicy="strict-origin-when-cross-origin" allowfullscreen></iframe></div>
<p>Aggiornamento del 26 settembre: <a href="http://sociale.corriere.it/2014/09/26/icebucketchallenge-raccolti-24-milioni-per-la-sla-ecco-come-saranno-spesi/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">#IceBucketChallenge: raccolti 2,4 milioni per la Sla. Ecco come saranno spesi</a> di <a href="http://sociale.corriere.it/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Corriere Sociale</a>.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8211;</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
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<li><a href="http://elenazanella.it/2014/06/12/da-heineken-a-nomisugi-la-comunicazione-sociale-ai-tempi-di-twitter/">Da Heineken a #Nomisugi. Com’è cambiata la comunicazione sociale ai tempi di Twitter</a></li>
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</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/cosa-restera-dellicebucketchallenge-riflessioni-di-un-fundraiser/">Cosa resterà dell&#8217;#IceBucketChallenge? Riflessioni di un fundraiser</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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		<title>Tra Generazione X e Shared Value</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Nonprofit Blog di Elena Zanella]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 22 Jun 2014 17:35:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Professione e formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Cultura nonprofit]]></category>
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		<category><![CDATA[Social network]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Era il 1981. Christiane F. – Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino esce nei cinema e segna, o meglio racconta, un’intera generazione, quella X. Quella “perduta” come la chiamano alcuni. Da dove nasce il bisogno di sentirsi comunità tipico di questi anni? Forse è frutto del senso di smarrimento di allora? Riflettevo su questo  ...</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1.jpg"><img decoding="async" class="alignleft size-medium wp-image-12672" src="http://elenazanella.nohup.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1.jpg?w=300" alt="poster christiane" width="300" height="224" srcset="https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1-300x225.jpg 300w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1-480x360.jpg 480w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1-500x375.jpg 500w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1-700x525.jpg 700w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1-768x576.jpg 768w, https://elenazanella.it/wp-content/uploads/2014/06/poster-christiane-1.jpg 774w" sizes="(max-width: 300px) 100vw, 300px" /></a>Era il 1981. <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Christiane_F._-_Noi,_i_ragazzi_dello_zoo_di_Berlino" target="_blank" rel="noopener noreferrer">Christiane F. &#8211; Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino</a> esce nei cinema e segna, o meglio racconta, un&#8217;intera generazione, quella X. Quella &#8220;perduta&#8221; come la chiamano alcuni.</p>
<p>Da dove nasce il bisogno di sentirsi comunità tipico di questi anni? Forse è frutto del senso di smarrimento di allora?</p>
<p>Riflettevo su questo aspetto qualche giorno fa a colloquio con due organizzazioni. Ma ad alta voce, questa volta. Dopo mesi in cui si leggono e si esprimono concetti quali <strong>condivisione, connessione, contaminazione, corresponsabilizzazione, coworking, comarketing, cohousing</strong>. Per dirne alcuni. <span id="more-1346"></span><strong>Declinazioni di un più ampio “Rete”</strong> nel quale ci troviamo immersi fino al midollo.<span id="more-12671"></span></p>
<p>Provo a parlarne su <strong>Vita</strong> <a href="http://blog.vita.it/zanzarella/2014/06/22/tra-generazione-x-e-shared-value/" target="_blank" rel="noopener noreferrer">a questo link</a>. Magari è un azzardo ma come azzardo lo trovo interessante&#8230; Cosa ne pensi?</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Fonte <a href="http://alemontosi.blogspot.it/2014/04/christiane-f-1981-di-uli-edel-la.html" target="_blank" rel="noopener noreferrer">locandina del film</a>.</p>
<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;-</p>
<p>Articoli correlati:</p>
<ul>
<li><a href="http://elenazanella.it/2014/02/25/fundraiser-a-rischio-burnout/">Fundraiser a rischio burnout</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/12/21/non-si-diventa-fundraiser-leggendo-un-libro/">Non si diventa fundraiser leggendo un libro</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/12/16/la-solitudine-del-nonprofit/">La solitudine del Nonprofit</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2013/08/27/la-morale-del-fundraiser/">La morale del fundraiser</a></li>
<li><a href="http://elenazanella.it/2012/10/31/relationship/">Relationship</a></li>
</ul>
<p>L'articolo <a href="https://elenazanella.it/tra-generazione-x-e-shared-value/">Tra Generazione X e Shared Value</a> proviene da <a href="https://elenazanella.it">Elena Zanella</a>.</p>
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