I regali basati sull’esperienza sono molto popolari in questo periodo e sono molte le persone a dichiarare di non aver bisogno di “altri oggetti” per soddisfare il proprio bisogno di gratificazione.

A rilevarlo, una ricerca dello scorso luglio condotta da Advanis e presentata da Sitecore sulla situazione dei consumi in Italia in vista delle prossime festività natalizie. Su un campione di mille intervistati, l’8% si dichiara pronto a non comperare regali di Natale ma di effettuare donazioni. Il 27% del campione si trova invece abbastanza d’accordo con questa eventualità.

Dunque, stando a questa ricerca, e al netto del trend dettato dalla stretta attualità, il Natale continua a essere il momento magico per le nostre organizzazioni e va gestito nel migliore dei modi affinché sia efficace e dia i risultati sperati.

Siamo abituati a pensare alla campagna di Natale in giugno – almeno le grandi o, comunque, le più organizzate – ma da 20 mesi a questa parte, le cose sono cambiate un pochino. Uno dei pochi vantaggi che la pandemia ha portato, è proprio l’accelerazione dell’adozione degli strumenti digitali che hanno comportato l’accelerazione del numero di attività avviate oltre che a ridurre i tempi di realizzo.

Ma cosa fare giunti a novembre?

Le azioni da realizzare sono ancora tante, sia sfruttando il web che la carta, ma dobbiamo lavorarci già oggi, tenendo conto che la prima domenica di Avvento sarà il prossimo 28 novembre.

Ecco qualche consiglio pratico se stai iniziando ora o qualche idea per arricchire la tua strategia di fundraising delle feste.

  1. Individua un buon progetto e realizza una campagna di crowdfunding (magari reward based): se non hai più tempo per internalizzare una piattaforma su landing page dedicata, affidati a una esterna ma fa attenzione alla credibilità del canale che scegli e, soprattutto, che ti garantisca la cessione del database donatori sennò lo sforzo non vale il risultato. In Italia, per fortuna, ne abbiamo tante che lavorano bene con il nonprofit. Il discrimine non deve essere la gratuità ma l’affidabilità del sistema, ti raccomando.
  2. Pianifica con regolarità i post sui tuoi social network attivandoti in modo diverso. Come, ad esempio?
    • Puoi realizzare delle video interviste brevi (massimo un minuto) ai componenti del consiglio direttivo, i volontari, i beneficiari. La registrazione può essere quella del tuo smartphone ma poi potresti passare in post produzione con applicazioni intuitive tipo InShot Editor video e foto, QuikAdobe Premiere Rush: con versioni free o pro per tutti i device.
    • Realizza un calendario dell’avvento da declinare dal 28 novembre al 24 dicembre e che si concluda con un messaggio la mattina di Natale. Per ottimizzare, il formato dell’immagine potrebbe essere quello quadrato di Instagram (1080 x 1080 pixel) in modo che possa essere facilmente condivisibile anche su altri canali (da WhatsApp a Twitter, per intenderci). In questa infografica creata da Hootsuite e pubblicata qui accanto, trovi le misure per la pubblicazione di immagini all’interno dei principali social network.
  3. La realizzazione di e-cards natalizie pluri-soggetto da caricare sul sito e scaricabili con donazione minima. Le e-cards sono poi la ricompensa privilegiata nelle campagna di crowdfunding reward-based di cui abbiamo parlato più sopra. Se non hai un grafico al quale affidarti, usa Canva ma occhio a mantenere una linearità con l’identità. All’interno dell’applicazione troverai alcune immagini gratuite. Se non fanno per te, usa gli stock fotografici ma non cercarle su Google! Sembra ormai quasi una banalità ricordarlo, ma il diritto d’autore esiste e va rispettato, oltre che preservato.
  4. L’invio di DEM (direct e-mailing) in modo pianificato ma solo verso liste calde, ovvero al nostro database. Personalmente non ho mai creduto nell’invio a liste fredde e massicce se non per test. Le risorse sono sempre scarse, meglio investire in qualità più che in quantità.
  5. L’invio di e-mail one to one di auguri coinvolgendo board e ambasciatori con un messaggio personale e accompagnato da una call to action che promuova il dono.
  6. Non solo online, però. Vero che per avviare un’azione di direct mail massiva è ormai tardi, ma puntare sulla corrispondenza tradizionale, specie verso liste contenute o liste profilate, ne vale assolutamente la pena. Un biglietto di auguri, magari con un messaggio scritto a mano, premia e scalda i cuori dei nostri donatori più vicini.
  7. Se la tua organizzazione è locale o ha sede sul territorio, perché non provare a coinvolgere i commercianti di prossimità? Una locandina (con QrCode), un collecting box (urna) e un piccolo gadget sono gli strumenti base (anche piuttosto economici) per avviare un dialogo sul prendersi cura della propria comunità, a favore della costruzione del senso di appartenenza.
  8. La realizzazione di materiale brandizzato (panettone, pandoro e prodotti tipici a Km zero vincono su tutto a Natale) da distribuire contro donazione minima funziona sempre ma occhio a considerare le spese di spedizione che potrebbero pesare sul dono. Valuta attentamente costi/benefici.
  9. Per finire, se non è possibile incontrare tutti da vicino, perché non organizzare un brindisi con amici e volontari online? In live streaming o un incontro riservato grazie alle numerose piattaforme che hanno reso tutto più accessibile, anche le distanze. Ma di questo parleremo in un altro capitolo.

Alla base della nostra campagna di Natale ci deve essere la realizzazione di una buona comunicazione: un visual coinvolgente, un messaggio chiaro, un buon progetto che valga la pena di essere sostenuto e le modalità per contattarti con facilità, naturalmente.

E ora… Happy Christmas Fundraising 😉

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