Peopleraising, l’arte di gestire i volontari. Tre dritte per farlo bene

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Il tempo che una persona dona a un’organizzazione nonprofit è prezioso e ha un valore intangibile immenso. Per questo a tanta generosità deve seguire altrettanta attenzione in termini formativi e di qualità del lavoro offerto. Quello dei volontari, che mancano sempre – a quanto rilevo dal confronto costante con le Onp che incontro – è un tema delicato che va gestito con cura. Raffaele Picilli, docente del modulo omonimo a Startup Fundraising, con la sua lunga esperienza in gestione delle risorse umane volontarie lo sa bene e ci dà qualche dritta in questo post.

Buona lettura.

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Gestire un’organizzazione di volontariato può rivelarsi semplice o davvero molto complesso. Dipende da diversi fattori: tipo di organizzazione, mission, progetti, settore di lavoro, zona geografica, presenza di personale dipendente, necessità di turnazioni periodiche regolari, numero di volontari, numero di donatori e tipo di governance.

Il “tempo” che qualcuno decide di donare alla nostra associazione è un dono bellissimo che non va assolutamente sprecato.

E per fare questo bisogna evitare di improvvisare o di pensare che per gestire un gruppo di volontari non serva una particolare preparazione… tanto, è “solo” volontariato! Errore che si paga caro e con gli interessi.

Trovare, formare, inserire e gestire volontari non è semplice, ma tutto si può imparare. Vorrei soffermarmi, in particolare, su tre punti: pianificazione, formazione e dono del tempo.

Il punto di partenza per una efficiente organizzazione del personale è la pianificazione. Una buona pianificazione aiuta a capire quanti volontari servono, per cosa, che tipo di formazione dovranno avere o ricevere e per quanto tempo dovranno essere disponibili.

Va detto che pianificare vuol dire regolare, organizzare e progettare secondo un piano prestabilito, che dovrebbe essere almeno proiettato su dodici mesi. Purtroppo, in Italia, sono pochissime le organizzazioni che pianificano il lavoro nel lungo periodo.

Si riesce a pianificare bene se si ha la formazione giusta per farlo.  La formazione è un altro punto dolente della gestione dei volontari. Senza formazione specifica nella gestione delle risorse umane si finisce per improvvisare. Essa deve però toccare tutti i volontari, compresi i componenti del consiglio direttivo e, naturalmente, anche il presidente e l’eventuale direttore o segretario generale. Se il consiglio direttivo funziona bene, funziona bene anche l’associazione.

L’ultimo punto è dedicato al dono del tempo e alla sua gestione da parte dell’organizzazione. I volontari possono donare il loro tempo in maniera differente. Ci sono volontari a breve e a lungo termine, volontari che non hanno bisogno di essere sempre presenti in sede e volontari che in sede devo esserci necessariamente. Ci sono volontari che possono donarci due ore del loro tempo, altri cinque o dieci. È proprio la pianificazione a dover tener conto di queste variabili, altrimenti le possibilità per accogliere e gestire nuovi volontari si riducono al minimo.

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Picilli

Guest post. Txs to Raffaele Picilli. Nel 2001 fonda il network di consulenti per il Nonprofit Raise the Wind. Ad oggi oltre 110 organizzazioni nel portfolio clienti. È l’ideatore del blog tematico www.beafundraiser.it, che raggiunge le 60.000 visite annuali. Autore di diverse pubblicazioni sul fundraising e sulle tecniche di direct mail. Ultimo testo pubblicato: “principi, tecniche e strumenti di fundraising”, Collana Bianco e Nero, CNV Napoli. Fondatore e membro del board dell’associazione professionale EUConsult Italia. Presidente del Comitato Organizzatore del Nonprofit Leadership Forum e responsabile dell’ufficio fundraising e marketing del Festival Italiano del Volontariato. Raffaele Picilli è docente della Fundraising Academy.

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