Major donor. Impariamo a costruire storie straordinarie

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Il lavoro con i major donor è fatto di analisi, di relazioni, di tante attenzioni, persino di amicizie. Ad accompagnarci nel riconoscerlo, Anna Fabbricotti in questo bel post perché il tuo grande donatore è lì, nelle pieghe della tua organizzazione. La tua capacità sta nell’individuarlo e nel capire ciò che desidera esattamente. Buona lettura.

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Ti racconto una storia.

Con una organizzazione con cui ho avuto un lungo rapporto e un amore che non è ancora finito (sono fatta cosi, mi innamoro spesso delle buone cause che seguo!), abbiamo analizzato il capitale di sostenitori, non molto grande, ma ricco, con donazioni medie alte. Abbiamo deciso di andare a trovare uno per uno quasi tutti i donatori, molti dei quali donavano da anni, all’organizzazione. Abbiamo girato l’Italia, tutti, soci, volontari… abbiamo incontrato persone fantastiche, entusiaste di conoscerci e in molti casi pronte da subito a dare molto di più. Ma soprattutto abbiamo creato tante relazioni, vere e proprie amicizie, che durano nel tempo. E da allora permettono all’organizzazione di garantirsi un solido capitale sociale ed ottime entrate.

A chi non è mai successo, se non una, anche cento volte, di sognare l’incontro con… un grande donatore?
Con qualcuno che non fa una semplice donazione, ma ti aiuta letteralmente a realizzare il tuo progetto con una generosità proprio da Principe Azzurro?

E’ un sogno? No, una realtà più che possibile.

Dove trovarlo? Ti rivelo un segreto: probabilmente è tra voi. Il vostro grande donatore lo conoscete già. E’ tra i vostri sostenitori, è quello che vi segue, che vi dona regolarmente. Quello che ama la vostra buona causa.

Non sempre, non necessariamente è facoltoso: è soprattutto fortemente motivato.
Spesso non rivela il suo animo generoso, perché nessuno glielo chiede. O perché non si sente abbastanza curato da fidarsi, più di tanto, di quella organizzazione, anche se ne condivide la buona causa.

Il mio consiglio? Cura la relazione con ogni donatore, anche piccolo.

Non fermarti alla letterina di ringraziamento. Ricordati di scrivergli, di raccontargli com’è andata, di fargli gli auguri di Natale, di invitarlo ai vostri eventi. E se tra loro c’è chi è al vostro fianco da tanto, chi risponde ad ogni vostro appello, chi dona tutti i mesi per anni, telefonategli, andate a trovarlo, conoscetelo, coinvolgetelo di più. I risultati ti sorprenderanno.

Il lavoro con i major donor è fatto di analisi, di relazioni, di tante attenzioni, persino di amicizie. E coinvolge tutta l’organizzazione perché può nascondersi in una amicizia personale di un socio, o nel rapporto che ha costruito un volontario.

Ogni organizzazione può avere il suo grande donatore. Bisogna saperlo coltivare. Farlo crescere, convincerlo. A volte, credimi, basta davvero poco.

Sono anni che lavoro al fianco di piccole, per me sempre grandi organizzazioni, e ogni volta è successo qualcosa di simile. Ogni volta, cercando tra i sostenitori, abbiamo trovato, proprio lì, il, o, spesso, i Principi Azzurri anche di quella buona causa. Provare per credere.

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Anna Fabbricotti è docente di Startup Fundraising, il corso intensivo al fundraising integrato. La seconda edizione ti aspetta a Milano dal 27 ottobre. Scopri il programma o iscriviti ora.

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Anna Fabbricotti————-

Guest post. Txs to Anna Fabbricotti. Consulente per le piccole e medie organizzazioni. Da molti anni collaboro e supporto piccole e medie organizzazioni nello start up della raccolta fondi e lavoro con Ong ed Enti Pubblici e privati per la realizzazione di progetti sociali, collaborando spesso direttamente con lo staff, e realizzando eventi e importanti progetti.

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