Le organizzazioni nonprofit sono imprese? C’è chi dice di no

21290036 - rear view of mid adult businesswoman making hand frame in officeLe organizzazioni nonprofit sono imprese o no?

Su questo concetto, e sull’educazione in merito al contesto in cui il Terzo settore agisce, si concentrano buona parte dei momenti formativi di introduzione al fundraising che propongo in aula e nella consulenza all’interno delle organizzazioni.

Chi partecipa alle mie lezioni sa bene quanto ritengo sia importante lavorare sul contesto, cercando – prioritariamente – di scardinare uno a uno i luoghi comuni che accompagnano le nostre organizzazioni perché i pregiudizi, spesso visioni ormai superate, sono sfortunatamente ancora ben radicati nel retrocranio di alcuni soggetti, e di fatto inficiano l’evoluzione di parte del nostro settore.

Ebbene, il mio è un chiodo fisso. Rifletto e scrivo dopo un paio di giorni di sedimentazione dei pensieri.

Ragiono a seguito di un confronto sulla #CSR in cui più volte ho sentito asserire che la responsabilità sociale d’impresa non è qualcosa che riguarda l’organizzazione nonprofit ma è materia rigorosamente profit.

Nello spirito dialettico che provo ad impormi grazie all’età ormai più matura che tiene a bada un temperamento notoriamente ribelle, cerco di trovare argomenti più convincenti su cui concentrarmi e che mi permettano di capire le posizioni prese.

Così, al di là della banalità nella semplificazione “nonprofit = buono” e “azienda = qualcosa da ripulire ce l’avrai di sicuro”, provo a darmi una risposta perché la cosa non mi convince.

  • La #CSR è materia del profit perché il nonprofit dovrebbe già avere insito nel proprio codice genetico il valore della responsabiltà sociale e quindi, parlarne e lavorarci su, è una contraddizione in termini?
  • Oppure perché un ente nonprofit non è un’impresa nel senso comune del termine?

Ritengo sia giunto il tempo di prendere maggiore consapevolezza.

Le nostre organizzazioni, benché nonprofit, sono imprese.

Pregiudizi circa la gestione del denaro e visioni romantiche sullo status di onp ci frenano dall’occupare quel ruolo che ci appartiene:

quello di enti che hanno come obiettivo il raggiungimento di obiettivi sociali non altrimenti soddisfatti, cui possiamo dare il massimo in termini qualitativi e quantitativi solo se liberi di agire, con disinvoltura e senza falsi perbenismi che stanno stretti a molti di noi ma che, forse per eccessiva prudenza che ci mette al riparo da possibili incomprensioni, ci facciamo andare bene.

Sì, rifletto e concludo, le organizzazioni nonprofit sono imprese. Come tali, la #CSR è qualcosa che ci riguarda da vicino.

L’azione e i comportamenti etici, in armonia con i contesti e le persone, non sono qualcosa che ti cuci addosso o che hai per partito preso.

Sappiamo per esperienza che è più facile parlare bene che agire bene. Dunque, la responsabilità sociale, in quanto imprese a vocazione sociale, è un asset da cui le nostre organizzazioni non possono prescindere, un monito da cui dipende la nostra repuzione.

L’attenzione al dipendente, al volontario, alla carta che si consuma, al territorio, al donatore, a chi fruisce dei nostri servizi, ai nostri associati, al board tutto, al rispetto che si deve a se stessi: tutti indicatori di un’organizzazione in buona salute che racconta quello che fa e che fa quello che dice, nel rispetto della propria natura e del mettersi al servizio della buona causa che sceglie liberamente di darsi. Senza ipocrisia.

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