Raffaele Picilli. Italia fanalino di coda nella raccolta fondi in politica

Con vero piacere, posto l’articolo giunto da Ferpi su una ricerca condotta dal nostro collega Raffaele Picilli in collaborazione con Flavio Giordano sul fundraising e il people raising politico. Una comparazione tra noi e i Paesi anglosassoni davvero interessante e autorevole. Ne emerge, poi, un quadro interessante anche per ciò che concerne il virtuosismo associativo del nostro Belpaese. Da leggere con attenzione.

“Le associazioni di volontariato raccolgono fondi meglio e in maniera più trasparente dei partiti politici. E’ uno dei dati emersi dal Primo rapporto sul fund e people raising per i Partiti e Movimenti politici,realizzato dal Centro Studi sul Non Profit e dalla Fondazione Valenzi. In esclusiva una sintesi della ricerca.

In Italia solo il 44% dei Partiti utilizza tecniche di fund raising per raccogliere fondi. In USA e Gran Bretagna tutti i partiti raccolgono fondi da sostenitori privati e aziende. Solo il 25% dei Partiti italiani raccoglie i dati dei propri donatori, negli USA lo fa il 67% dei partiti. In Italia, solo il 10% dei Partiti utilizza tutte le tecniche di fund raising per raccogliere donazioni. Questi alcuni dei dati chiave che emergono dal Primo rapporto sul fund e people raising per i Partiti e Movimenti politici, realizzato dal Centro Studi sul Non Profit e dalla Fondazione Valenzi, l’istituzione internazionale dedicata a Maurizio Valenzi, l’ex parlamentare italiano ed europeo, sindaco a Napoli dal 1975 al 1983.

I dati che emergono dalla ricerca sono preoccupanti e impongono una seria riflessione su un’autoriforma dei Partiti e dei sistemi di fundraising e di rimborso elettorale. Infatti in Italia, una piccola associazione di volontariato, raccoglie fondi meglio e in maniera più trasparente, del 90% dei partiti politici. La ricerca mette a confronto l’utilizzo di tecniche di fund e people raising da parte dei partiti politici operanti sui territori di Italia, Stati Uniti e Regno Unito utilizzando, come strumento primario di analisi, i siti web dei partiti. 18 i Partiti analizzati in Italia, 4 negli Stati Uniti e 3 nel Regno Unito. In Italia la quasi totalità dei partiti politici riceve il “rimborso elettorale” che non é calcolato sulle spese realmente sostenute ma su percentuali diverse. Questo fenomeno rappresenta in Italia un freno alle donazioni da parte dei cittadini e delle aziende. E solo una minima percentuale dei partiti politici italiani ha un sito web nazionale in grado di offrire al cittadino tutte le informazioni necessarie per la donazione di fondi. In Italia solo 2 partiti su 18 consentono ai cittadini di poter fare “volontariato” all’interno delle loro strutture. Negli USA e in Gran Bretagna lo incentiva la quasi totalità dei partiti. Questo avvicina molto il cittadino alla politica. Cittadino che se vuole dare un sostegno al proprio partito all’estero usa la carta di credito, ma in Italia lo consentono un numero esiguo di partiti. Dallo studio emerge poi come alle ultime elezioni regionali, pochissimi candidati alla carica di Governatore hanno utilizzato tecniche di raccolta fondi e ancora meno hanno pubblicato i dati relativi al metodo di spesa dei fondi raccolti.

“Il fund raising – afferma Raffaele Picilli, fundraiser e autore della ricerca insieme a Flavio Giordano – è un insieme di princìpi e di tecniche che servono alle organizzazioni non profit (dalle associazioni di volontariato alle ONG, dalle Università alle cooperative sociali, fino ai Partiti Politici) per reperire risorse da utilizzare per finanziare le proprie attività istituzionali. In Italia l’utilizzo delle tecniche di fund e people raising è ormai abbastanza diffuso. Ne fanno maggiormente uso le organizzazioni di volontariato e in maniera residua altri soggetti Non Profit quali per esempio: Ospedali, Università, Musei, Scuole. Le tecniche di fund e people raising politico rappresentano una novità in Italia. Ad oggi, sono poco conosciute e ancor meno utilizzate.”

Fonte: Ferpi. Scarica l’abstract_ricerca_fund_raising_politico


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