Fare un buon fundraising in un momento di crisi è possibile? Direi proprio di sì. Ecco come.

Come in tutte le cose, sono convinta che la discriminante tra fare bene e fare male sia solo una: il tipo di approccio.

Così, anche in un momento di crisi come quello attuale, l’unico modo per fare un buon fundraising e riuscire a ottenere dei risultati costanti di crescita in termini di fondi raccolti è quello di continuare a lavorare come sempre. Senza esitazione e senza perdersi d’animo.

Qui di seguito, vi segnalo quelli che a mio parere sono i 3 elementi chiave che distinguono un fundraising efficace da un fundraising con performance di media o bassa entità:

  • ASSERTIVITA’: credere nella causa per cui si lavora è indispensabile.
  • INVESTIRE (non spendere!): passione, tempo e budget. I momenti difficili sono quelli che richiedono più sacrifici. Paradossalmente, non significa spegnere i motori!
  • CHIEDERE: non smettere mai di chiedere perché le persone non smetteranno mai di donare; nonostante tutto. Un donatore non smette di esserlo. Semmai, ridimensiona l’entità del dono ma continuerà a farlo.

Banale? Certo che sì. Ma è nella semplicità che si trovano le soluzioni migliori. Non credete anche voi?

There are 7 Comments

  • nicletta says:

    Condivido in toto! Grazie Elena.

  • Grazie a te Nicla :)

  • Simona says:

    Concordo anch’io, Elena. Per quella che è la mia esperienza trovo che il focus sull’investimento sia fondamentale: è un esercizio per tutti per imparare ad ottimizzare le risorse cercando di ottenere il massimo rendimento. Un po’ come si fa (o si dovrebbe fare) nel profit. E vedo che il lavoro di analisi fatto a monte è, oltre che un’occasione per valutare le azioni da intraprendere, anche un ottimo modo per le organizzazioni per confrontarsi al proprio interno e aumentare il livello di dialogo (anche con il confronto acceso, a volte) e di condivisione.
    Io trovo che fare fundraising in questo momento storico sia una sfida – per tutti – che ci costringe a ripensare “tempi e metodi” e, in questo modo, ad aprire la mente ad alternative praticabili rispetto agli standard.

  • Giulia says:

    Grazie Elena. Sono perfettamente d’accordo, e a volte le cose più semplici sono le meno scontate.
    ps: Tanti Auguri! :)

  • “CHIEDERE: non smettere mai di chiedere perché le persone non smetteranno mai di donare; nonostante tutto. Un donatore non smette di esserlo. Semmai, ridimensiona l’entità del dono ma continuerà a farlo.”.
    Banale, scontato? Assolutamente no!
    Delle 3 regole auree che elenchi, credo che questa contenga la verità più profonda.
    Chiedere é una forma di rispetto del donatore. E lo dico per questo: non perché ti chiedo di aiutarci, ma perché la tua vicinanza fa la differenza, perché é importante che tu sia con noi, anche al di là di “quanto” puoi esserci vicino.
    Bellissimo post, Elena! Già RTwittato ! 😉

  • Simona, Giulia, Riccardo, mi piace che ciascuno, a suo modo, apprezzi questa semplicissima riflessione e la investa del significato che merita. E grazie per il RT!

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