Orientamento Strutturale

Teoria dell’Orientamento Strutturale nel Nonprofit (EZ0812)

Ci sono due modi di intendere il nonprofit:

  1. SUSSIDIARIO: ovvero accessorio, ausiliario, di sostegno.
  2. SISTEMATICO: ovvero strutturato, metodico, coerente.

Entrambi sono sani, corretti e funzionali alla causa per cui nascono. Ma i due sono, tra loro, divergenti nelle modalità e per forma mentis. Profondamente diversi, hanno anche ambizioni e opportunità completamente diverse. Secondo questo approccio, che definirei di Orientamento Strutturale (Teoria dell’), non esiste dunque un unico modo di essere nonprofit.

DUE MODI. DUE MONDI

  • Il primo, sussidiario, è quello più largamente diffuso nel nostro Paese. Quello, per intenderci, che riguarda la maggior parte delle organizzazioni presenti, in particolare le non riconosciute. Di dimensione circoscritta in termini strutturali, spesse volte è gestita da poche persone. Si basa su lavoro volontario e democraticità strutturale. Molte volte è il frutto dell’impulso di singole persone e su queste si riconoscono (personalizzazione del nonprofit); risponde a singole esigenze. Non parte da un’analisi e non ha strategie specifiche da mettere a frutto. Non si preoccupa o non è orientata al futuro, se non di breve/medio periodo. Si occupa del presente.
  • il secondo, sistematico, ha una visione di matrice aziendalista. Nasce strutturato. Con una visione e un’impostazione strategiche. Dall’analisi di un bisogno non soddisfatto. Più gerarchico che democratico, è orientato al Mercato. Un’organizzazione con una visione simile ha un organigramma e lavoro dipendente. Si confronta. Partecipa. Promuove. Anticipa necessità. Innova. Investe.

Nel Belpaese, le ONP con orientamento strutturale di tipo sistematico sono solo una piccola parte delle oltre 400mila presenti.

IL BIVIO: SUSSIDIARIETA’ O SISTEMATICITA’?

Per rispondere a questa domanda, propongo una similitudine molto banale, ma al contempo immediata, in modo da spiegare qual è il mio pensiero circa l’evoluzione del processo di crescita (o meno) di una ONP, e che sta alla base della teoria dell’orientamento strutturale. Prendo a prestito la Teoria dell’Innamoramento e Amore e del concetto di Stato Nascente di Francesco Alberoni (spero che il professore non me ne voglia…). Riporto fedelmente:

Le persone si innamorano quando sono pronte a mutare, ad iniziare una nuova vita.
L’innamoramento, secondo Alberoni, si compone di un rapido processo di destrutturazione-ristrutturazione chiamato stato nascente. Nello stato nascente l’individuo diventa capace di fondersi con un’altra persona e creare una nuova collettività ad altissima solidarietà. Di qui la definizione: l’innamoramento è lo stato nascente di un movimento collettivo formato da due sole persone. (…) il soggetto si sottopone a delle prove di verità e, per scoprire se è ricambiato, sottopone la persona amata alle prove di reciprocità. Il processo incandescente dello stato nascente attraverso queste prove da luogo a delle certezze e produce un amore stabile. (fonte: Wikipedia)

Il parallelismo nei sistemi sociali complessi è presto fatto:

Un’organizzazione nasce per impulso di una o più persone. E’ il sogno. La vision. Nel suo primo periodo è passione, slancio. Arriva, prima o poi, il momento in cui è necessario il cambiamento. E allora la scelta è obbligata:

  • o si capitalizza e ci si struttura
  • o ci si accontenta
  • o si implode

Sistematici lo si nasce e, se non lo si è, lo si diventa. L’approccio sistematico è quindi l’evoluzione virtuosa di quello sussidiario.

DUE MONDI. DUE VELOCITA’

L’obiettivo è lo scopo sociale. La buona causa. Se questo è il fine e i mezzi sono sani e condivisi, è evidente che entrambi concorrano uniformemente a formare quel patrimonio sociale che rende ricco, vitale, produttivo e virtuoso il nostro stato sociale. Ma è altrettanto evidente che i due approcci permettano di correre a velocità distinte e raggiungano traguardi differenti. E in un orientamento strutturale di tipo sistematico, rientra, in primis, l’adozione di strategie di Fundraising e, di conseguenza, l’apertura alla professionalità del fundraiser.