Corporate fundraising, costruire sodalizi dalla buona reciprocità

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Tra profit e nonprofit siamo solo all’inizio di una relazione che può portare frutti importanti e importanti impatti sui nostri territori. Tutto sta capire in che modo ci si può dare vicendevolmente una mano e qual è il ruolo di ciascuno.

Anna Fabbricotti ci accompagna nella comprensione di questo sottile e sensibilepercorso relazionale e proprio il corporate fundraising, ovvero la raccolta fondi verso le imprese, è uno dei temi trattati in Startup Fundraising che comincerà il prossimo 27 ottobre.

Buona lettura.

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Tra profit e nonprofit è davvero un amore impossibile? Non rispondere subito di sì perché non è vero! Pensiamoci un attimo:

ci sono troppi pregiudizi, sia da una parte che dall’altra. Troppa autoreferenzialità, di qua e di là. Due mondi che non si intersecano mai, o fanno fatica a farlo.

Eppure, nonostante i limiti appena evidenziati, non solo è un amore possibile, ma anche imprescindibile, in questo momento storico. Un rapporto impedito solo da una pessima comunicazione, da entrambi le parti.

La crisi di questi anni, gli scenari mondiali e nazionali sempre più complessi e difficili, hanno messo in discussione anche il sistema economico ed industriale, quella logica del “profitto a tutti i costi”, spingendo molte imprese a rivedere o, meglio, ritrovare il proprio ruolo sociale. Moltissime imprese e fondazioni d’impresa lo hanno già fatto proprio e avviano progetti condivisi e integrati con le realtà non profit: oggi, non è più così raro vedere imprese piccole o grandi impegnate in azioni sociali importanti, con un fiorire di fondazioni d’impresa e iniziative aziendali di sostegno al territorio o a progetti umanitari. Ma, questo è vero, manca una buona cultura, e, spesso, poca umiltà nel voler ascoltare o condividere con il mondo del non profit.

Dall’altra il Terzo settore fatica ancora oggi a professionalizzarsi, a dare al proprio, importante, ruolo sociale un input verso una maggior capacità di gestione e presidio delle aree più critiche del Welfare.

Come uscirne?

Con dei buoni propositi! Primo tra tutti, saper ascoltare, condividere, e non giudicare e basta! E poi, smettendo di pensare al profit come a una mucca da mungere senza criterio: possono essere alleati importanti, invece, e avere forze inaspettate per realizzarli molto meglio.

Insomma, provate a rivolgervi ad un imprese senza parlare solo di soldi, ma proponendo, creando, vere e proprie partnership, iniziative comuni. Provate a proporre collaborazioni. Le idee non mancano!

Io ve ne parlerò approfonditamente, spiegandovi anche come chiedere, cosa proporre e dove cercare, nella sessione dedicata di Startup Fundraising, il corso pratico per chi vuole iniziare a raccogliere fondi che partirà tra pochi giorni a Milano. Ci sono ancora posti disponibili, ma affrettatevi!

Quello che conta, insomma, è smettere di guardarsi in cagnesco e cominciare ad ascoltarsi: le imprese, con la loro forza economica e imprenditoriale, il loro know how. Ed il non profit, con la sua conoscenza del problema, la sua capacità d’intercettazione e risoluzione dei problemi. Esperienze, competenze diverse che, insieme, possono realizzare grandi idee, grandi progetti.

Ed ecco, questo amore, come d’incanto, diventerà reale, vedrete. E vi darà belle soddisfazioni!

E allora…che amore sia! Vi aspetto al corso!

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Iscriviti ora a Startup Fundraising. Le iscrizioni chiuderanno il prossimo 20 ottobre.
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Anna Fabbricotti————-

Guest post. Txs to Anna Fabbricotti. Da molti anni collaboro e supporto piccole e medie organizzazioni nello start up della raccolta fondi e lavoro con Ong ed Enti Pubblici e privati per la realizzazione di progetti sociali, collaborando spesso direttamente con lo staff, e realizzando eventi e importanti iniziative. Attualmente sto seguendo la Dianova Onlus, organizzazione internazionale di lotta alle dipendenze, e sto aiutando diverse organizzazioni ad avviare o incrementare la propria raccolta fondi sul territorio italiano.

 

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